Kamino

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Kamino
Fotogramma di Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Fotogramma di Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Tipo Pianeta
Saga Guerre stellari
Ideatore
Appare in
Caratteristiche immaginarie
Capo Lama Su
Sistema Kamino
Regione Orlo Esterno
Capitale Tipoca City
Dimensioni Ø 17.046 km
Abitanti 1 miliardo
Razze Kaminoani
Lingue Kaminoniano
Terreno Acquatico
Distanza dal nucleo 70.000 anni luce
Periodo rotazione 27 ore
Periodo rivoluzione 463 giorni
Satelliti 3

Il pianeta Kamino è un mondo dell'universo di Guerre stellari.

Kamino è un pianeta oceanico dell'Anello Esterno, sconosciuto alle grandi masse di cittadini della galassia, in quanto al di fuori del controllo della Repubblica.

Il pianeta, divenuto oceanico in seguito ad un non meglio specificato cataclisma, è abitato dall'antica e saggia razza dei kaminoani, esseri umanoidi anfibi fautori di una civiltà planetaria avanzatissima e di tecnologie innovative. Su Kamino esiste un centro di cloni, il migliore di tutta la galassia, in cui individui di tutte le razze e categorie sociali investono ingenti capitali per ottenere cloni perfetti[1][2].

In questa stessa fabbrica viene realizzato - dalla matrice del cacciatore di taglie Jango Fett - il primo battaglione dell'esercito della Repubblica, composto di un milione di unità, che giocherà un ruolo centrale nella Guerra dei Cloni contro le armate dei Separatisti. L'Imperatore Palpatine trasformerà poi questo esercito nelle truppe d'assalto imperiali, fondando sul potere militare il Nuovo Ordine del suo Impero galattico.

Capitale di Kamino è Tipoca City. Primo ministro di Kamino è Lama Su. In seguito all'ascesa di Palpatine, gli abitanti di Kamino furono oppressi come altre specie alieni dal razzismo verso i non-umani. Con l'esplodere della ribellione, i kaminoani tentarono di realizzare una nuova armata di cloni per l'Alleanza ribelle. Questo piano fu scoperto dall'Impero, che inviò Boba Fett, figlio di Jango, sul pianeta. Egli uccise Lama Su e distrusse le fabbriche di cloni di Kamino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal secondo film Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, al minuto 31:00 nella versione estesa.
  2. ^ (EN) Libro di Daniel Dinello, Technophobia!: Science Fiction Visions of Posthuman Technology (Università del Texas, 2005)

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