Chiesa ortodossa malankarese

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Chiesa ortodossa malankarese
Malankara Emblem.png
Classificazione Ortodossa
(autocefala)
Orientamento Chiesa non calcedonese
Fondatore San Tommaso apostolo
Fondata I secolo
Associazione Chiese orientali antiche
Diffusione Kerala
Lingua siriaco, malayalam
Rito Siriaco occidentale
Primate Catholicos d'Oriente Baselios Mar Thoma Paulose II (dal 2010)
Sede Kottayam, nel Kerala
Struttura organizzativa 23 diocesi
Fedeli 1.500.000
Congregazioni 1.600
Presbiteri 1.500
Sito ufficiale malankaraorthodoxchurch.in
Riviste ufficiali: «Malankara Sabha» (mensile); «Orthodox Youth» (quindicinale), in lingua malayalam.

La Chiesa ortodossa malankarese è la più antica delle comunità cristiane dell'India. Secondo la tradizione, fu fondata da San Tommaso apostolo, uno dei 12 discepoli di Gesù.

La Chiesa ortodossa malankarese riunisce oggi circa 1,2 milioni di fedeli in tutta l'India.

È retta da un Catholicos (primate) con sede a Kottayam, nel Kerala. Attualmente la carica è ricoperta da Baselios Mar Thoma Paulose II. I suoi titoli sono Catholicos d'Oriente e Metropolita Malankarese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, San Tommaso arrivò in India nel 52 dalla Persia con la missione di evangelizzare il Paese. Anche se i primi evangelizzatori storicamente documentati risalgono al IV secolo, sta di fatto che nessun altro paese o comunità rivendica San Tommaso come padre fondatore della propria chiesa.

Nel 325 il Concilio ecumenico di Nicea stabilì che l'emisfero orientale, comprendente il subcontinente indiano, apparteneva alla giurisdizione del Patriarcato di Antiochia. Il Patriarca nominava il vescovo Catholicos ("primate") di Seleucia-Ctesifonte [1], la cui giurisdizione si estendeva fino all'India.
I dati storici confermano che, fino ai Concili di Efeso (431) e Calcedonia (451), la Chiesa del Malankar fu sotto la giurisdizione del Catholicos persiano.

Alla metà del V secolo la Chiesa ortodossa siriaca non accettò le conclusioni del Concilio di Calcedonia (451) e si costituì in Chiesa autonoma, separandosi definitivamente dalle chiese greca e latina. La Chiesa indiana, che dipendeva formalmente da quella siriaca, seguì la stessa strada.

Dal XVI secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo dei portoghesi in India (al principio del XVI secolo) segnò l'incontro della Chiesa malankarese con i primi missionari europei. All'inizio l'unione con Roma fu immediata e spontanea. Il clero di Goa (il centro di diffusione principale del cattolicesimo) e i missionari però avviarono un processo di latinizzazione forzata, che culminò nel 1599, quando l'arcivescovo di Goa, Alexis Menezes, convocò a Diamper un sinodo per unificare la gerarchia. Molti cattolici lasciano allora la Chiesa Cattolica per ricongiungersi alla chiesa tradizionale.
Nel 1603 il Patriarca ortodosso di Antiochia inviò un vescovo in India; a questi si aggregano più di centomila «Cristiani di San Tommaso». Nel 1653 infine molte comunità si riunirono a Mattancherry e troncano definitivamente la loro relazione con Roma («Giuramento della Croce di Coonan»). L'arcidiacono Tommaso venne eletto vescovo e consacrato tale da 12 sacerdoti. Iniziò una nuova linea di successione del primate della Chiesa indiana, che assumeva il titolo di Metropolita Malankarese.

Nel 1662 il Patriarcato ortodosso di Antiochia ricomincia a nominare un «Catholicos dell'Oriente» per la chiesa indiana. Pochi anni dopo le due cariche vengono fuse.
Nel 1685 il catholicos si trasferisce in India e prende sede a Kothamangalam, nel Kerala. Due anni dopo, il nuovo catholicos ritorna ad Antiochia, dove viene eletto Patriarca (Ignazio Giorgio II).

Nel 1748 per la prima volta viene consacrato appositamente un catholicos per la Chiesa indiana. Tre anni dopo il primate si trasferisce in India.
Nel 1774 si verifica uno scisma: Abraham Mar Koorilose crea la Chiesa Sira Indipendente del Malabar (o di Thozhiyoor, o di Anjoor).

Nel 1852 il Metropolita Malankarese Matteo Atanasio dichiara l'autonomia della Chiesa da Antiochia.
Nel 1875 il Patriarca di Antiochia scomunica Matteo Atanasio. L'anno seguente organizza il territorio della Chiesa indiana in sette diocesi: Ankamaly, Cochin, Kandanad, Kottayam, Niranam, Thumpamon e Quilon, e ne consacra i rispettivi vescovi. Rimane la tensione con la comunità che non riconosce l'autorità del Patriarca. La Chiesa indiana è divisa praticamente in due rami: uno patriarcale e uno autonomista.

Nel 1938 Il Patriarcato crea la «Diocesi dell'India fuori del Kerala»; nel 1953 viene creata un'ottava diocesi nel Kerala, la diocesi di Malabar.

Nel 1958 la chiesa autocefala torna in comunione con il Patriarca di Antiochia. La chiesa indiana è riunificata. Ma nel 1975 lo scisma si ripete. Ad oggi la comunità malankarese è divisa in due.

Nel 1996 la Corte Suprema indiana sancisce la situazione di fatto: in India vi è una Chiesa ortodossa attualmente divisa in due fazioni. La Corte riconosce il Patriarca di Antiochia come capo spirituale della Chiesa siro-ortodossa, ma afferma l'autocefalia della Chiesa siro-ortodossa in India con a capo il Catholicos.
Nel 2002 il Catholicosato dell'Oriente cambia denominazione in «Catholicosato dell'India».

La chiesa ortodossa malankarese conserva come lingua ufficiale il siriaco, l'antico idioma discendente dall’aramaico, lingua parlata da Gesù.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi del Metropolita malankarese e del Catholicos dell'Oriente.

Anni Metropolita Catholicos dell'Oriente
1655 (non ancora istituito) Basilio Abdul Masih I
(1655-1662)
1660
1665 Tommaso I
(1665-1670)
Basilio Habeeb II
(1665-1674)
1670 Tommaso II
(1670-86)
1675 Basilio Yeldho
(1678-1685)
1680
1685 Tommaso III
(1686-88)
Basilio Gevarghese II
(1685-1687)
1690 Tommaso IV
(1688-1728)
Basilio Isacco II
(1687-1709)
1695
1700
1705 Basilio Mathai (1709)
1710 Basilio Lazaro III (1713)
Basilio Mathai II (1714- ?)
1715 Basilio Sakralla II
(? -1722)
1720
1725
1730 Tommaso V
(1729-65)
Gregorio Lazaro IV
(1730-1742)
1735
1740
1745 Basilio Sakralla III
(1748-1764)
1750
1755
1760 Basilio Geevarghese III Mosa
(1760-1768) [2]
1765 Tommaso VI
(«Dionisio I il Grande»)
(1765-1808)
1770 Basilio Sleeba IV
(1773- ?)
1775
1780 Basilio Bishara
(1782-1811)
1785
1790
1795
1800
1805 Tommaso VII
(1808-1809)
1810 Tommaso VIII
(1809-1816)
Basilio Cirillo Abd al Azeez
(1811-1816 )
1815 Tommaso IX
(1815-17)[3]
1820 Dionisio III Geevarghese
(Punnathra)
(1817-25)
Basilio Matteo IV
(1820)
1825 Basilio Elia II
(1825-27)
1830 Dionisio IV Filippo
(Cheppaud)
(1825-55)
Basilio Elia III Ankas
(1827-38)
1835
1840
1845 Matteo Atanasio
(Palakunnath)
(1842-1876) [4]
1850 Basilio Behanam IV
(1852-1859)
1855
1860
1865
1870
1875
1880 Dionisio V Giuseppe
(Pulikottil II)
(1876-1909)
1885
1890
1895
1890
1895
1900
1905
1910 Dionisio VI Geevarghese
(Wattasseril)
(1909-10)
1915 Cirillo Paolo
(Kochuparambil)
(1911-17)
1920 Atanasio Paolo
(Painadath)
(1918-53)
1925
1930
1935
1940
1945
1950
1955 Abramo Clemis
(Vayala, Ranni)
(1957-58)
Basilio Geevarghese
(Kallasseril)
(1958-64)
1960
1965 Basilio Augen I
(1964-75)
1970
1975

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Complesso urbano bipolare formato da due città costruite una di fronte all'altra sul fiume Tigri
  2. ^ Le date del suo catholicosato si sovrappongono parzialmente con quelle di Basilio Sakralla III.
  3. ^ Dionisio II Giuseppe
    (Pulikottil I), (1815-16)
  4. ^ Le date del suo catholicosato si sovrappongono parzialmente con quelle di Dionisio IV Filippo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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