Carlina vulgaris

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Carlina comune
Carlina vulgaris 170805a.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Genere Carlina
Specie C. vulgaris
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carlininae
Nomenclatura binomiale
Carlina vulgaris
L., 1753
Nomi comuni

Cardo dorato

La Carlina comune (nome scientifico Carlina vulgaris L. 1753) è una pianta di aspetto erbaceo, con fusto eretto appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (proposto nel XIV secolo dal botanico aretino Andrea Cesalpino) sembra derivare da Carlo Magno che si illuse di usarla come medicinale durante una pestilenza dei suoi soldati nei pressi di Roma (informazione avuta in visione da un angelo). In altri testi si fa l'ipotesi che il nome derivi dalla parola carduncolos (diminutivo di cardo = “cardina” o “piccolo cardo”) e in definitiva da Carlo V, questo in riferimento alla somiglianza con le piante del genere “Cardo” (Asteraceae).
Nella lingua inglese questa pianta si chiama Carline thistle.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

La pianta della “Carlina comune” può raggiungere i 40 cm di altezza (raramente i 60 cm). La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap) : ossia è una pianta perennante tramite gemme posizionate al livello del terreno con fusto allungato non molto foglioso. Si tratta di una specie perenne (o biennale).

Radici[modifica | modifica sorgente]

La radice è un fittone lungo e ramificato.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Fusto ramoso in alto
Torrente Cicogna, Limana(BL), 360 m s.l.m. - Settembre 2007

In fusto si presenta tenace ed eretto di colore rossastro con striature. Nella parte alta è ramoso - corimboso ed è percorso da peli per tutta la sua lunghezza (può essere anche tomentoso e a volte ragnateloso)

Foglie[modifica | modifica sorgente]

  • Foglie basali: la foglie basali sono lunghe 6 – 8 cm; hanno la forma ovato - lanceolata e il margine è dentato come nei cardi. Le spine terminali (che sono il proseguimento della nervatura centrale) sono piuttosto robuste.
  • Foglie cauline: le foglie cauline si presentano in tre tipologie diverse a seconda della posizione lungo il fusto;
(1) foglie alla base del fusto (non è la rosetta basale !) : sono di forma ovale – oblunga (la base della foglia è cuoriforme), sono inoltre brevemente picciolate e sub – patenti; lunghezza fino a 15 cm;
(2) nella parte mediana sono sessili (o semiamplessicauli), un po' coriacee e di forma ovale - lanceolata e patenti con spine di 2 – 4 mm; dimensione : larghezza 1 cm, lunghezza 3 – 5 cm;
(3) le foglie appena sotto il capolino sono trasformate in brattee spinose; sono cigliate e carenate.

In tutti i casi la pagina inferiore della foglia è sparsamente tomentosa (o ragnatelosa) e comunque pubescente; il colore è grigio – verde; i margini sono dentati con robusti aculei. La consistenza delle foglie è cartilaginea. Questa pianta sverna con solamente una rosetta basale di foglie.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Capolini con fiori tubulosi

L'infiorescenza è composta da numerosi capolini terminali peduncolati. I capolini sono sorretti da un involucro cilindrico di squame circondato da foglie involucrali (brattee). Anche le squame si presentano in tre tipologie diverse :

(1) le squame esterne dell'involucro (quelle inferiori) sono di tipo fogliare (brattee o foglie involucrali), sono appressate e più brevi delle squame vere e proprie (lesiniforme); larghezza 2,5 mm, lunghezza 15 – 17 mm;
(2) le squame centrali sono simili alle esterne ma più spinose;
(3) le squame superiori sono strette, lesiniforme, riflesse e raggianti (sembrano fiori lugulati, ma non lo sono !); sono disposte in due serie : quelle inferiori sono larghe 1 mm e lunghe 10 mm con spine pennate nerastre; quelle superiori sono larghe 0,6 – 0,7 mm e lunghe 17-18 mm; sono giallastre (giallo paglierino) all'apice e quasi purpuree alla base.

Dimensione del capolino : 2 – 4 cm (con le foglie involucrali arriva fino a 12 cm).

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono tutti del tipo tubuloso(il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetra-ciclici (calicecorollaandroceogineceo), pentameri e attinomorfi.

  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è di colore giallastro o giallo – paglierino a volte purpurea all'apice. La forma è tubolare e termina con 5 denti. Dimensione della corolla: larghezza 0,2 mm, lunghezza 11 mm.
  • Androceo: gli stami, inseriti alla base, sono 5 con filamenti liberi; le antere caudate (con coda) sono saldate fra di loro e formano un manicotto circondante lo stilo.
  • Gineceo: l'ovario è infero e uniloculare formato da 2 carpelli; lo stilo è unico con uno stimma terminale bifido giallo e glabro (è presente solamente un ciuffo di peli all'apice dello stilo). Lo stimma emerge dal tubo corollino.
  • Fioritura : da luglio ad agosto.
  • Impollinazione : tramite farfalle (anche notturne) e api.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Capolino in inverno con pappo piumoso
Pagogna, Mel (BL), 250 m s.l.m. - Gennaio 2007

I frutti sono acheni di color ruggine, pubescenti con pappo lungo 7 – 8 mm composto da 10 – 12 setole piumose e pelose.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[1] – Distribuzione alpina[2])
  • Habitat : la pianta è basifila e calciofila e la si può trovare nei prati aridi e boschi radi e termofili (boschi relativamente “caldi”), ma anche in ambienti rocciosi (pinete e gineprai), o in luoghi incolti. Questa pianta non ha particolari esigenze pedologiche per cui si può ritrovare sia su sabbie mobili (non fissate), sia sulle spiagge abbandonate, così come sulle colline o montagne. Ciò indica che questa pianta non ha particolari esigenze di terreno che può essere anche incoerente ma comunque ben drenato. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido
  • Diffusione altitudinale : la Carlina comune si trova dal piano a 1800 m s.l.m.; frequenta quindi il piano vegetazionale montano e collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza della Carlina corymbosa (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[3] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[4]). Il genere Carlina L. contiene circa 40 specie distribuite soprattutto nell'emisfero boreale, di cui una decina sono proprie della flora italiana, con habitat in preferenza situati in zone temperate.
Il numero cromosomico di C. corymbosa è: 2n = 20.[5]

Varietà[modifica | modifica sorgente]

La Carlina vulgaris insieme alla Carlina biebersteinii Hornem. forma un complesso polimorfo con diversi tipi di transizione tra queste due specie.[6] A confondere la tassonomia sono anche le denominazioni diverse che in passato si usavano per queste entità: la Carlina bierbersteinii era chiamata Carlina stricta (Rouy) Fritsch, mentre con il nome di Carlina intermedia Schur. ora si individua la Carlina bierbersteinii subsp. brevibracteata. Anche la Carlina longifolia <smal>Rchb., ora sinonimo di vulgaris, era considerata una specie a sé facente parte di questo complesso polimorfo.
Attualmente come varietà presente in Italia viene considerata solamente la Carlina vulgaris subsp. spinosa (Velen) Vandas presente in Toscana, Abruzzo, Calabria e Sicilia.[1][7]

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

In questo elenco è indicato un ibrido intragenerico:

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

La specie Carlina vulgaris, in altri testi, può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Carlina acanthophylla Hausskn. - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina arophila Lamotte
  • Carlina caulescens Gilib.
  • Carlina complanata Schur
  • Carlina corymbosa Scop. ex Steud.
  • Carlina corymbosa var. gracilis Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina dolopica Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina flavispina Simonk.
  • Carlina longifolia Viv.
  • Carlina maritima Rouy
  • Carlina racemosa Gilib.
  • Carlina radiata Viv.
  • Carlina rhodopea Formánek
  • Carlina rhodopea var. plicata Formánek
  • Carlina rigida Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina rigida var. humilis Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina rigida var. othryana Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina rigida var. pallida Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina rigida var. rugulosa Formánek - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina semiamplexicaulis Formánek
  • Carlina striata Formánek
  • Carlina striata var. angustifolia Formánek
  • Carlina striata var. ciliata Formánek
  • Carlina subfusca Nyman
  • Carlina sylvestris Bubani
  • Carlina taurica Klokov
  • Carlina tristis Salisb.
  • Carlina vulgaris subsp. acanthophylla (Hausskn.) Meusel & Kästner - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina vulgaris var. humilis Rouy - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina vulgaris var. macrocephala Velen. - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina vulgaris var. rigida (Forman) Vandas - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Carlina vulgaris var. spinosa (Velen.) Bornm - Sinonimo della subsp. spinosa
  • Chromatolepis vulgaris Dulac

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Foglie basali di C. corymbosa, C. vulgaris e C. biebersteinii

Le “carline” abbastanza simili e quindi confondibili possono essere distinte tra l'altro dalla forma delle foglie. Il disegno a lato mostra le varie forme delle foglie.[8]

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

  • Proprietà curative: viene considerata una pianta diaforetica (agevola la traspirazione della cute) e purgante.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono eduli; è inoltre una buona pianta mellifera.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Conti et al. 2005, op. cit., pag. 71
  2. ^ a b Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 558
  3. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  4. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  5. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  6. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol.3 - pag. 216
  7. ^ The Plant List - Checklist Database. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  8. ^ Pignatti 1982, op. cit., pag. 214 - 217

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, pag. 460.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 214. ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 558.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007. ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007. ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 71. ISBN 88-7621-458-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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