Carduus defloratus

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Cardo dentellato
Carduus defloratus ENBLA01.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Genere Carduus
Specie C. defloratus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Nomenclatura binomiale
Carduus defloratus
L., 1759

Il Cardo dentellato (Carduus defloratus L. 1759) è una pianta perenne erbacea, dai capolini solitari appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Carduus) deriva dal latino (= “cardo” in italiano) che a sua volta potrebbe derivare da una parola greca il cui significato si avvicina al nostro vocabolo “rapare”; ma altre ricerche farebbero derivare da un'altra radice, sempre greca, “ardis” (= “punta dello strale”), alludendo ovviamente alla spinosità delle piante di questo genere. Mentre il nome specifico (defloratus) deriva sempre dal latino è può significare sfiorito, reclinato : qui probabilmente si fa riferimento al particolare portamento nutante del capolino.
In lingua inglese queste piante vengono chiamate Alpine Thistle.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

(La seguente descrizione è relativa alla specie Carduus defloratus s.l.; per i dettagli delle varie sottospecie vedere più avanti.)

Descrizione delle parti della pianta

Questi tipi di piante possono raggiungere i 80 cm di altezza (dimensioni medie 30 – 50 cm). La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap); sono piante perennanti per mezzo di gemme poste al suolo formate da un asse fiorale lungo e spesso privo di foglie.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto è eretto, semplice (ma anche a volte ramoso in basso), cilindrico, bianco – tomentoso e generalmente quasi privo di foglie (e di ali) nella parte alta (generalmente questa zona è nuda 5 – 6 volte più lunga del capolino), mentre in quella bassa è glabro ed è densamente foglioso (possiede una rosetta basale).

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie, di forma lanceolata le superiori ed ellittica quelle inferiori, possono essere indivise oppure appena pennatopartite (con denti o lobi) e sono scarsamente spinose sui margini (a volte sono delle semplici ciglia rigide) e quasi sempre formano una rosetta basale. Se sono presenti sul fusto si dispongono in modo alterno. Il colore delle foglie è verde e lievemente glauco sulla pagina inferiore; sono munite di picciolo e sono decorrenti quelle basali, mentre le cauline sono amplessicauli. La pagina inferiore delle foglie a volte è cosparsa di peli pluricellulari crespi, mentre quella superiore è glabra. Dimensioni delle foglie inferiori : larghezza 3 – 4 cm, lunghezza 8 – 12 cm; le superiori : larghezza 1 – 1,5 cm, lunghezza 3 – 5 cm; lunghezza delle spine : 1 – 2 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è formata da capolini solitari di diametro 1,5 – 3 cm. Caratteristica è una lieve reclinatura verso il basso alla fioritura. L'involucro è piriforme (larghezza 10 mm, altezza 12 mm) con diverse serie di squame, quelle inferiori patenti per mezzo di una piegatura mediana, mentre quelle superiori sono ristrette all'apice (dimensione media delle squame: larghezza 1 – 2 mm, lunghezza 8 – 13 mm). Le squame sono sormontate all'apice da un mucrone.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Portamento della pianta

I fiori del capolino sono tutti tubulosi (il tipo ligulato, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetraciclici (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri.

  • Calice: il calice è ridotto al minimo.
  • Corolla: la corolla è tubulosa e terminante con 5 lacine di colore porporino. Lunghezza della corolla 15 – 18 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 ed hanno dei filamenti liberi e pelosi che possiedono la particolarità di compiere dei movimenti. Le antere sono caudate alla base (hanno una coda).
  • Gineceo: l'ovario è infero; gli stimmi sono glabri (hanno un ciuffo di peli solo all'apice dello stilo che sporge rispetto alla corolla).
  • Fioritura : da giugno a settembre.
  • Impollinazione : tramite insetti.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è un achenio chiaro di forma ovoide (3 – 4 mm) sormontato da un pappo (10 – 12 mm) composto da setole ispide (non piumose).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama) quali api e lepidotteri.
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Geoelemento: normalmente il tipo corologico considerato è Orof. Centro-Europ. (una zona compresa tra le Alpi, il Giura e i Carpazi); ma per alcune sottospecie viene definito un tipo corologico come Endem. Alpica, si tratta quindi di piante distribuite su tutto (o parte) dello sviluppo dell'arco alpino, ma non in altri areali.
  • Diffusione : è una pianta diffusa nell'Europa sia centrale che meridionale. in Italia è più o meno comune ovunque.
  • Habitat : l'habitat preferito di questa specie sono i prati, i pendii rocciosi e boschi radi, ma anche zone detritiche. Preferisce le zone soleggiate e aride su calcare.
  • Diffusione altitudinale : dal piano fino a circa 2000 m s.l.m..

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le famiglia delle Asteraceae è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in quasi 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie. Al genere Carduus sono assegnate numerose specie (circa 90), due dozzine delle quali appartengono alla nostra flora spontanea.
Nelle classificazioni più vecchie la famiglia delle Asteraceae viene chiamata anche Compositae.
Il genere Carduus spesso viene botanicamente “confuso” con altri generi come quello del Cirsium o Cnicus (in effetti un tempo diverse specie di quest'ultimo genere appartenevano al genere Carduus). Un modo per distinguere il genere Carduus dagli altri è esaminare le setole del pappo: in questo le setole sono delle pagliette denticolate e ispide e non piumose come ad esempio nel genere Cirsium.
Oltre a questo problema generale la stessa specie defloratus è soggetta a diverse nomenclature da parte di vari botanici. Per alcuni autori Carduus defloratus individua un gruppo di difficile trattazione con caratteri debolmente differenziati tra sottospecie e sottospecie e diversi individui intermedi a causa dell'alta ibridabilità sia all'interno della specie stessa (tra le varie sottospecie) ma anche (ovviamente) tra specie diverse (vedi paragrafo sui “Ibridi”). Per alcuni studiosi ad esempio la specie Carduus carlinaefolius Lam. è una sottospecie del Carduus defloratus L.
Secondo Pignatti per le Alpi orientali la specie Carduus defloratus subsp. defloratus è considerata la “stirpe base” (la diploidia per questa pianta e 2n=18, mentre tutte le altre sono diploidi con 2n = 22). In effetti questa pianta si trova in prevalenza nelle zone “rifugio” ai margini delle Alpi (potrebbe essere quindi di origine preglaciale), mentre le altre sottospecie frequentano stazioni più generiche (meno esclusive) e quindi la loro diffusione è postglaciale (ossia più recente).
Il numero cromosomico di C. defloratus è: 2n =22, 24.[1]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono presenti 6 sottospecie di Carduus defloratus; qui di seguito descritte:[2][3][4][5]

subsp. argemone[modifica | modifica wikitesto]

  • nome scientifico: Carduus defloratus L. subsp. argemone (Lam.) Ces., 1844; alcune checklist non riconoscono questa sottospecie come presente in Italia (in quanto endemica dei Pirenei[6]) oppure la includono nella sottospecie C. defloratus subsp. defloratus;
  • basionimo: Carduus argemone Lam.;
  • nome comune: Cardo pirenaico;
  • portamento: questa sottospecie è lievemente più bassa (fino a 6 dm) e i rami sono alati fino all’infiorescenza;
  • foglie: le foglie sono un po’ più grandi (larghezza 3 – 4 cm; lunghezza 10 – 13 cm), più profondamente lobate e a consistenza tenue; la pagina superiore è verde scuro, mentre quella inferiore è più pallida; la lamina è incisa fino a ½ larghezza della foglia; dimensioni della lamina: larghezza 2,5 – 3 cm; lunghezza 10 – 15 cm; le spinule terminali sono deboli e lunghe al massimo 2 – 3 mm;
  • fioritura: da giugno ad agosto;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita / Sud Ovest Europeo;
  • distribuzione: in Italia Sandro Pignatti (”Flora d’Italia”) la segnala presente nel Piemonte e in Val d’Aosta; in Europa si trova nei Pirenei;
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie è presente da 1200 fino a 2200 m s.l.m.;
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono i pascoli alpini aridi su calcare;

subsp. carlinifolius[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie carlinifolius (Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])
  • nome scientifico: Carduus defloratus L. subsp. carlinifolius (Lam.) Ces., 1844; alcune checklist della flora spontanea italiana riconoscono per questa sottospecie un altro nome scientifico: C. carlinifolius Lam. subsp. carlinifolius;
  • basionimo: Carduus carlinifolius Lam.
  • nome comune: Cardo alpino;
  • portamento: questa sottospecie è lievemente più bassa (fino a 6 dm) e i rami sono alati fino all’infiorescenza;
  • foglie: le foglie sono un po’ più grandi (larghezza 3 – 4 cm; lunghezza 10 – 13 cm), più profondamente lobate (a volte i segmenti sono completamente divisi), il margine è più acuminato e si posizionano quasi fin sotto il capolino; la consistenza della lamina è coriacea; le spine sono più robuste e più lunghe (3 – 6 mm);
  • infiorescenza: spesso sono presenti più capolini sullo stesso fusto;
  • squame: quelle medie sono progressivamente ristrette e si restringono all'apice;
  • fioritura: da luglio ad agosto;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita / Sud Ovest Europeo;
  • distribuzione: in Italia è più o meno presente ovunque (manca nelle isole); nelle Alpi è presente nella parte occidentale; mentre oltreconfine si trova in Francia (dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes e Alpes-Maritimes) e nei Pirenei;
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie è presente da 1500 fino a 2800 m s.l.m.; quindi frequenta il piano vegetazionale montano e quello subalpino;
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono i pascoli alpini e subalpini; ma anche le schiarite forestali, muri, rocce e ghiaioni; il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco;
  • fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite.
Classe: Elyno-Seslerietea variae
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carduus defloratus carlinifolius.

subsp. defloratus[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie defloratus (Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])
  • nome scientifico: Carduus defloratus L. subsp. defloratus;
  • nome comune: Cardo dentellato;
  • foglie: il bordo delle foglie è percorso da 12 – 25 denti (o lobi) per lato con altrettante (o meno) spine robuste;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico / Alpico;
  • distribuzione: in Italia è più o meno presente su tutto l’arco alpino; oltreconfine, sempre nelle Alpi, è presente sia in Francia che in Svizzera, Austria e Slovenia; sugli altri rilievi europei si trova nella Foresta Nera e nel Massiccio del Giura; In Europa è presente nella parte centrale e occidentale;
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie è presente fino a 2000 m s.l.m.; quindi frequenta il piano vegetazionale montano, subalpino, alpino e in parte quello collinare (oltre a quello planiziale);
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono le schiarite forestali, le strade boschive, le rupi, i ghiaioni, i campi solcati e le praterie rase subalpine e alpine (incluse le praterie rocciose); il substrato preferito è sia calcareo che calcareo/siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco;
  • fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite.
Classe: Elyno-Seslerietea variae

subsp. glaucus[modifica | modifica wikitesto]

  • nome scientifico: Carduus defloratus L. subsp. glaucus (Rchb. f.) Nyman, 1879;
  • basionimo: Carduus crassifolius var. glaucus Rchb.f.
  • nome comune: Cardo dentellato;
  • indumento: in generale è una sottospecie meno spinosa e glabra con colorazioni galuche;
  • foglie: il bordo della lamina fogliare è percorso da 25 – 50 spinule lunghe 1 – 2 mm;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita / Alpico-Carpatico;
  • distribuzione: la presenza di questa sottospecie in Italia secondo Sandro Pignatti è dubbia e non sembra sia confermata dalle più recenti checklist europee; sembra comunque che alcuni individui siano stati osservati nelle Alpi orientali italiane (Monte Croce Carnico, Val Visdende, Passo di San Boldo); fuori dai confini italiani, sempre nelle Alpi, è presente in Slovenia e in Austria (Länder della Carinzia, Stiria e Austria Inferiore);
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie frequenta il piano vegetazionale montano e in parte quello collinare (oltre a quello planiziale);
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono le schiarite forestali, le strade boschive, le rupi, i ghiaioni e i margini erbacei in genere; il substrato preferito è calcareo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco;

subsp. rhaeticus[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie rhaeticus (Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])
  • nome scientifico: Carduus defloratus L. subsp. rhaeticus (DC.) Murr, 1924; alcune checklist della flora spontanea italiana riconoscono per questa sottospecie un altro nome scientifico: C. defloratus L. subsp. tridentinus (DC.) Murr, 1924; per Sandro Pignatti si tratta di individui con caratteristiche intermedie tra la sottospecie defloratus e la sottospecie carlinifolius, e quindi di ibridi;
  • basionimo: Carduus tridentinus Evers, 1896;
  • nome comune: Cardo del Trentino;
  • portamento: sono piante meno alte (60 cm);
  • fioritura: luglio e agosto;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Alpico;
  • distribuzione: in Italia questa sottospecie è presente nel Trentino, Dolomiti e Carnia; oltre confine, sempre nelle Alpi, si trova in Svizzera (cantoni Vallese, Ticino e Grigioni), in Austria (Länder del Tirolo Settentrionale e Tirolo Orientale) e in Slovenia (in generale è presente nella Penisola Balcanica zona nord-occidentale);
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie frequenta il piano vegetazionale subalpino, montano e collinare (oltre a quello planiziale);
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono le schiarite e strade forestali, le zone rocciose e i ghiaioni, le praterie e i pascoli aridi dal piano collinare a quello subalpino; il substrato preferito è siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco;

subsp. summanus[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie summanus (Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])
  • nome scientifico: Carduus defloratus L. subsp. summanus (Pollini) Arcang., 1882; alcune checklist della flora spontanea italiana riconoscono per questa sottospecie un altro nome scientifico: C. defloratus L. subsp. crassifolius (Willd.) Hayek, 1913;
  • basionimo: Carduus crassifolius Willd., 1809;
  • nome comune: Cardo a foglie carnose;
  • portamento: sono piante più alte (80 cm);
  • foglie: il bordo delle foglie è percorso da 12 – 25 denti (o lobi) per lato con altrettante spine robuste;
  • fioritura: luglio e agosto;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico / Alpico;
  • distribuzione: in Italia questa sottospecie è presente al nord (Alpi centrali e orientali); Oltreconfine, sempre nelle Alpi, si trova in Svizzera (cantone Ticino), in Austria (Länder del Tirolo Orientale, Salisburgo, Carinzia e Stiria) e Slovenia (in generale è presente nella Penisola Balcanica zona nord-occidentale);
  • distribuzione altitudinale: da un punto di vista altitudinale questa sottospecie frequenta il piano vegetazionale subalpino, montano e in parte quello collinare (oltre a quello planiziale);
  • habitat: l’habitat tipico per questa sottospecie sono le rupi, le zone rocciose, i ghiaioni, le praterie rase alpine e subalpine, le pinete e i gineprai; il substrato preferito è calcareo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco;


Squame di alcune sottospecie
Foglie di alcune sottospecie


Nel corso del tempo le varie sottospecie del Carduus defloratus della flora spontanea italiana hanno subito più di qualche modifica nomenclaturale. La tabella seguente mette in relazione questi nomi dalla “Flora d’Italia” di Sandro Pignatti fino ad oggi:

Nome attuale[3] ”Flora d’Italia”[5] ”Checklist Italian Vascular Flora”[2]
C. defloratus subsp. argemone C. medius
C. defloratus subsp. carlinifolius C. carlinaefolius C. carlinifolius subsp. carlinifolius
C. defloratus subsp. defloratus C. defloratus subsp. defloratus C. defloratus subsp. defloratus
C. defloratus subsp. glaucus C. defloratus subsp. glaucus
C. defloratus subsp. rhaeticus C. rhaeticus C. defloratus subsp. tridentinus
C. defloratus subsp. summanus C. defloratus subsp. defloratus C. defloratus subsp. crassiflius


Per il Carduus defloratus sono riconosciute inoltre altre due sottospecie non presenti in Italia:[3]

  • Carduus defloratus subsp. caruelis – Distribuzione: Spagna
  • Carduus defloratus subsp. paui (Devesa & Talavera) O.Bolòs & Vigo – Distribuzione: Spagna

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi intraspecifici :

  • Carduus x brunneri Doll (1859) – Ibrido fra : C. defloratus e Carduus nutans
  • Carduus x moritzii Brugger (1880) – Ibrido fra : Carduus crispus e C. defloratus
  • Carduus x naegelii Brugger (1880) – Ibrido fra : C. defloratus e Carduus personata
  • Carduus x schultzeanus Ruhmer in Eichl. (1881) – Ibrido fra : Carduus acanthoides e C. defloratus
  • Carduus litigiosus x C. defloratus'

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie defloratus, in altri testi, può essere chiamata con nomi diversi. La tabella seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[3][9]

  • Carduus argemone Pourret (sinonimo della sottospecie argemone)
  • Carduus argemone Lam. (sinonimo della sottospecie argemone)
  • Carduus argemone subsp. argemone (sinonimo della sottospecie argemone)
  • Carduus argemone subsp. obtusisquameous Franco (sinonimo della sottospecie defloratus)
  • Carduus axillaris Gaudin
  • Carduus barrelieri Bertol. (sinonimo della sottospecie carlinifolius)
  • Carduus barrelieri Bertol. ex Nyman (sinonimo della sottospecie glaucus)
  • Carduus carlinaefolius Lam. (sinonimo della sottospecie carlinifolius)
  • Carduus carlinaefolius Nyman
  • Carduus carlinifolius Lam. (sinonimo della sottospecie carlinifolius)
  • Carduus carlinifolius subsp. carlinifolius (sinonimo della sottospecie carlinifolius)
  • Carduus carlinifolius subsp. timbalii Franco (sinonimo della sottospecie carlinifolius)
  • Carduus collinus subsp. lobulatus (Borbás) Soó
  • Carduus crassifolius Willd. (sinonimo della sottospecie defloratus)
  • Carduus crassifolius subsp. crassifolius (sinonimo della sottospecie summanus)
  • Carduus crassifloius subsp. glaucus (Rchb.f.) Kazmi (sinonimo della sottospecie glaucus)
  • Carduus crassifolius var. crassifolius (sinonimo della sottospecie summanus)
  • Carduus cirsioides Vill.
  • Cirsium defloratum Scop.
  • Carduus defloratus subsp. argemone (Pourr. ex Lam.) O.Bolòs & Vigo (sinonimo della sottospecie argemone)
  • Carduus defloratus subsp. crassifolius (Willd.) Hayek (sinonimo della sottospecie summanus)
  • Carduus defloratus subsp. spinulosus (Bertol.) Nyman
  • Carduus defloratus subsp. tridentinus (DC.) Murr, 1924 (sinonimo della sottospecie rhaeticus)
  • Carduus defloratus subsp. viridis (A.Kern.) Nyman
  • Carduus defloratus var. defloratus
  • Carduus defloratus var. rhaeticus DC. (sinonimo della sottospecie rhaeticus)
  • Carduus glaucinus Holub (sinonimo della sottospecie glaucus)
  • Carduus glaucophyllus Desf. ex DC.
  • Carduus glaucus Baumg. (sinonimo della sottospecie glaucus)
  • Carduus medius Gouan (sinonimo della sottospecie argemone)
  • Carduus medius subsp. argemone (Lam.) P. Fourn. (sinonimo della sottospecie argemone)
  • Carduus medius subsp. carlinifolius (Lam.) Kazmi (sinonimo della sottospecie carlinifolius)
  • Carduus montosus Pollini
  • Carduus pannonicus Schleich. ex DC.
  • Carduus pauciflorus Lam.
  • Carduus pectinatus L.
  • Carduus prasinus Glaab
  • Carduus rhaeticus (DC.) Kerner (sinonimo della sottospecie rhaeticus)
  • Carduus spinulosus Bertol.
  • Carduus spinulosus subsp. spinulosus
  • Carduus subdecurrens Bertol. (sinonimo della sottospecie summanus)
  • Carduus summanus Pollini (sinonimo della sottospecie defloratus)
  • Carduus tenuifolius Gaudin (sinonimo della sottospecie glaucus)
  • Carduus transalpinus Suter
  • Carduus tridentinus Evers (sinonimo della sottospecie rhaeticus)
  • Carduus viridis A.Kern.
  • Cirsium leucostylum Moench
  • Cirsium pauciflorum Lam.
  • Cnicus pauciflorus Waldst. & Kit.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i cardi sono molto simili tra di loro. Nell’elenco sottostante sono indicate alcune specie principalmente abitatrici dell’arco alpino con le caratteristiche più differenti rispetto alla specie di questa voce:

  • Carduus acanthoides L. - Cardo branca-orsina: il fusto è poco ramoso con pochi capolini terminali; le foglie superiori hanno la lamina ristretta e pennatosetta; la pagina inferiore delle foglie è cosparsa di peli pluricellulari crespi; tutta la pianta è molto spinosa con spine rigide.
  • Carduus crispus L. - Cardo crespo: la pagina inferiore delle foglie è cosparsa di peli unicellulari lisci; le spine in genere sono più deboli.
  • Carduus personata (L.) Jacq. - Cardo bardana: il fusto è ampiamente ramoso con diversi capolini terminali; le foglie superiori hanno la lamina ben sviluppata.
  • Carduus nutans L. - Cardo pendente: le squame mediane dell’involucro presentano nella zona mediana una strozzatura; i capolini sono inclinati.
  • Carduus tenuiflorus Curtis - Cardo a capolini gracili: il fusto ha delle spine robuste; i capolini hanno un involucro cilindrico e sono riuniti in un numero maggiore (da 3 a 8, fino a 12); le squame mediane sono glabre.
  • Carduus pycnocephalus L. - Cardo a capolini densi: il fusto ha delle spine robuste; i capolini hanno un involucro cilindrico allungato e sono riuniti in un numero maggiore; le squame mediane sono cigliate sui bordi.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tropicos Database. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ a b Checklist della flora vascolare d'Italia. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  3. ^ a b c d Global Compositae Checklist. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  4. ^ Flora Alpina, Vol. 2 - p. 576-8
  5. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 146-7
  6. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  7. ^ a b c d Checklist of the Italian Vascular Flora, p. 68 e agg.
  8. ^ a b c d Flora Alpina, Vol. 2 - p. 578
  9. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 2 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Joachim W. Kadereit, Charles Jeffrey, Flowering plants: Eudicots ; Asterales, New York, Springer, 2007, p. 129, ISBN 3-540-31050-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, p. 457.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, p. 146-7, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 576-8.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 68, ISBN 88-7621-458-5.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di montagna, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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