Breakdance

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Nasce a metà degli anni 70 nel Bronx, quartiere nero per eccellenza della periferia di New York City. Agli inizi erano semplici movimenti presi dalla “capoeira” brasiliana, con cui i neri e i sudamericani volevano mettersi in mostra per le strade dei sobborghi di N.Y. Successivamente questi movimenti base hanno iniziato ad essere modificati secondo lo stile di ogni esecutore ed hanno preso vita propria, creando così una nuova danza molto acrobatica, mai vista prima. La straordinaria novità portata dalla Break Dance consiste nel “contatto con il suolo”. In nessun altro stile di danza, fino ad allora, si erano studiati ed approfonditi movimenti al suolo. La Break Dance, inoltre, è sempre stata caratterizzata, fin dall’inizio, da passi e movimenti estremamente spettacolari. Ecco dunque che rotazioni (“Spins”&”Glides”), movimenti frammentati (“electrics” e “freeze”) e passi acrobatici (“evolutions”) sono entrati di prepotenza nella Break e ne costituiscono tuttora la parte preponderante. Parallelamente alla danza a terra si è sviluppata anche una particolare danza in piedi denominata “Electric Boogee” che include movimenti di mimo e robot ed in cui il ballerino sembra un “pupazzo percorso da numerose correnti elettriche”. Negli anni 80 la Break Dance fu inserita nel programma del Black Power Movement (associazione nera molto famosa negli USA) per cercare di risolvere i problemi di violenza tra le bande rivali della gente di colore.La supremazia su un territorio, così, non venne più determinata da cruenti scontri tra bande, ma da sfide di Break in cui la squadre che mostrava maggiori abilità tecniche e migliori acrobazie vinceva sull’altra.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un b-boy durante l'MTV Street Festival in Thailandia

Questo ballo venne ideato da delle persone ancora ignote. Per convenzione, la sua nascita viene stabilita intorno alla fine degli anni sessanta - prima metà degli anni settanta, ad opera di giovani comunità afroamericane e latine del South Bronx di New York. Prima del fenomeno dei Block Party e della nascita dei breakbeat, alcuni giovani, al ritmo della musica funk e di artisti come James Brown, iniziarono ad abbinare movimenti "in piedi" e "a terra" senza una vera e propria struttura.

Secondo Mr. Wiggles, la storia della breakdance si può dividere in 3 fasi.

Questa fase pose le basi per la breakdance odierna.. Fra il 1968 e il 1973 le guerre territoriali fra gang sconvolgevano il Bronx. Se ne contavano un centinaio per un totale di circa 11 000 adolescenti, di cui il 70% portoricani e il resto neri.[1] Dopo una spirale di odio che provocò la morte di numerosi giovani, grazie alla mediazione dei Ghetto Brothers con i rappresentanti delle maggiori gang come i Black Spades (in cui troviamo un giovane Afrika Bambaataa) e Skulls si giunse ad un trattato di pace al motto di Peace between all gangs and a powerfull unity.[2] La carica aggressiva e lo spirito combattivo proveniente dal periodo delle gang fu utilizzato dai primi b-boy per caratterizzare il proprio modo di ballare. Se ne contavano un centinaio. I primi b-boy furono: Klark Kent, The Amazing Bobo, James Bonf, Sau Sau, Tricksy, El Dorado Mike, The Nigga Twins. Questi ultimi nel film-documentario The Freshest Kids (2001) sono identificati con molta probabilità come i primi b-boy in assoluto. Come essi stessi dichiarano, alle origini, la maggior parte dei passi erano in piedi e a terra, senza seguire nessuna struttura di base. In questi anni molti movimenti e molti gesti riprendevano i combattimenti fra gang e spesso servivano per risolvere pacificamente i dissidi fra vari gruppi.[3]. In questo periodo la comunità afro-americana dominava la scena, mentre quella latina (portoricani in prevalenza) era abbastanza emarginata. Il Breaking era una cosa prettamente da "neri".[4]

Foundation (1975-1979)[modifica | modifica sorgente]

« Vedi, allora le jam erano praticamente novanta per cento roba da neri: i b-boys erano tutti neri, ma per loro la break dance era una specie di fase, una moda. Ti dico questa storia, perché avresti dovuto vedere la loro faccia quando anche noi ci siamo messi a fare la break. Ogni volta che un ispanico si metteva a ballare, dicevano cose tipo: ‘Yo, sarà mica break dance quella?'. Per loro la moda era finita a metà degli anni settanta e si erano messi a fare altre storie, tipo i graffiti o i DJ. Ma noi tiravamo su un casino di gente che veniva a vederci. In disco al centro del cerchio c'era sempre qualche ragazzo ispanico che ballava »
(Track 2,[5])

La seconda fase si apre con l'ascesa del Dj portoricano Charlie Chase che portò alla ribalta lo "stile latino". Tutto ciò permise allo stile di ballo della comunità latina di integrarsi con quello della comunità nera. Molti passi base relativi alle quattro componenti di cui il B-boying moderno è composto, furono introdotti in questi anni da una nuova generazione di b-boys. Prendendo spunto dalla Salsa e dalla Capoeira, i portoricani furono i reali creatori della "foundation" del B-boying. In particolare ricordiamo il C.C. Long (six step) e il Track, mosse fondamentali per ciò che riguarda i footwork. Nel 1977 viene fondata la Rock Steady Crew destinata ad essere portavoce delle vere origini del B-boying. Tuttavia nel 1979 erano molti i b-boys che avevano abbandonato la danza per dedicarsi ad altre discipline della cultura Hip Hop (DJing, Graffiti, Rap) diffondendo non poca crisi e perplessità sul futuro del B-boying.

Powermove Era (anni ottanta)[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ottanta, la Rock Steady Crew di New York, grazie al giovane Crazy Legs, reclutò molti b-boy anche fuori dal Bronx. Ken Swift, Mr. Freeze, Lil Crazy Legs e molti altri, divennero esponenti della Rock Steady nella zona di Manhattan. In breve nacquero molte altre crew fra cui i Dynamic Rockers, protagonisti assieme ai Rock Steady, della celebre sfida al Lincoln Center di New York del 1981. Questa sfida fu la prima ad essere trasmessa via etere dalla ABC e successivamente inserita nel documentario Style Wars (1982) della P.B.S.. Negli anni a seguire, l'esplosione mediatica che la breakdance ebbe, offrì l'opportunità a migliaia di giovani di confrontarsi con questa nuova forma d'espressione. Nella West Coast, a Los Angeles, i b-boy si concentrarono molto sulla pratica delle powermove ed introdussero molte evoluzioni. Los Angeles è anche lo scenario di due film storici: Breakin (1984) e Breakin 2: Electric Boogaloo (1985). Televisione, pubblicità, cinema, teatro, festival: la breakdance era dappertutto e la sua pratica si diffondeva in tutto il mondo.

1990-2009[modifica | modifica sorgente]

Benché la forte popolarità del breaking sia scemata negli anni novanta, è rimasto comunque un fenomeno tradizionale per il grande pubblico, mantenendo una certa esposizione mediatica, attraverso presenze in film, pubblicità e videogame (nel 2006 la Sony lancia sul mercato B-boy: the game, il primo videogioco interamente ambientato nel mondo della breakdance) . Per molti entusiasti breaker rimane uno stile di vita, per alcuni, uno sport dove competere in esibizioni e gare annuali di livello sia nazionale che internazionale, tra cui vanno sicuramente ricordati il The Notorius IBE, Redbull BC One, Battle of the Year e il Freestyle Session. Dal 2002 circa, il b-boying e le danze hip hop sono tornate alla ribalta in tutto il mondo. Punto di riferimento per la comunità on-line internazionale è www.bboyworld.com[6] che permette di conoscere le date degli eventi, discutere, scambiare musica e diffondere video. Oltre alla scena degli Stati Uniti, è venuta alla ribalta la scena tedesca (già famosa dagli anni novanta), francese, sud-coreana e russa.

Storia italiana[modifica | modifica sorgente]

Una sfida di breaking in Italia

La "moda" della breakdance giunge in Italia negli anni ottanta e si sviluppa di pari passo con il movimento hip hop. Strade, centri sociali e discoteche di Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli, Genova diventano luoghi fertili per la nascita di numerosi b-boy che iniziarono a rappresentare lo "stile italiano" anche all'esterno.

Universalmente riconosciuto come il più importante e stimato breaker italiano è senz'altro The NextOne (Maurizio Cannavò, 1969) considerato un maestro a livello mondiale e ideatore del Power footwork.

Fra i primi della scena italiana ricordiamo inoltre: Emilio e Marcella di Genova membri del Battle Squad (dalla Germania assieme ai fondatori del gruppo Frank di Zurigo e Swift), Sean Martin, Paolino, Tony, Michele di Milano, Massimo Colonna alias Crash Kid (1972-1997) di Roma, Eddy J - Begha - Roger - Kaze - Snorky di Savona, Scacio di Mantova, Led di Firenze, Kid Head (Davide) di La Spezia, DC Ace (Carlo) di Pesaro.

Nel 1991 Maurizio ed Emilio con la crew Battle Squad vincono il Battle of the Year, e nel 1995 trionfano Kid Head e Crash Kid con il gruppo The Family

Luoghi storici del breaking italiano sono di fronte al Teatro Regio di Torino, il muretto a Milano e la Longines in Piazza Piccapietra a Genova, Galleria Colonna a Roma, che negli anni ottanta e novanta furono il teatro degli allenamenti e dei battle delle prime generazioni di b-boy italiani.

Negli anni duemila, dopo un periodo di "morte apparente" relativo alla seconda metà degli anni novanta, il breaking italiano conta migliaia di b-boy e Fly e decine di crew che spesso partecipano ad eventi internazionali. Nel "2004" la Crew "Break The Funk" , Vincono il premio "Best Show" e si aggiudicano il 4º Posto Nelle Sfide Finali al "Battle Of The Year International". la penisola ospita a sua volta manifestazioni con ospiti internazionali come l'Hip Hop Connection o il Battle of the Year Italia.

Caratteri espressivi[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Break e Musica hip hop.
« The word break or breaking is a music and dance term (as well as a proverb) that goes back a long way. Some [songs], like "Buck Dancer's Lament" from the early 20th century, featured a two-bar silence every eight bars for the break - a quick showcase of improvised dance steps." »
(David Toop)

Poiché l'usurata citazione "break the beat" perdura, la musica continua ad essere ingrediente principale della breakdance. La caratteristica più comune della musica per breakdance consiste nei cosiddetti breaks, o compilation formate da campionamenti presi da differenti brani, collegati e concatenati dal DJ, dove il tempo varia generalmente tra 120 135 bpm. Kool Herc è accreditato come l'inventore di questo concetto, che più tardi generò i breakbeat, brani musicali interamente creati partendo dai breaks e la cosiddetta musica hip hop. Per creare nuovi breakbeat i dj si rifanno ai generi progressivi di jazz, soul, funk, disco ed R&B. La selezione musicale per praticare breakdance non è limitata alla musica hip hop, ma a tutti gli altri generi musicali in cui è presente un beat. Ecco una lista fra i brani "originali" (original breaks) prodotti fra gli anni settanta e 90:

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi categoria: mosse di breakdance e Lista delle mosse di breakdance.
« Each time a b-boy or a b-girl stepped in the cipher, they wrote their own generational narrative. Starting upright in the top-rock, hands up and stabbing like a gang-member in motion, feet moving side to side like Ali in a rope-a-dope, dropping down like James Brown, turning hurricanes of Spy's boricua footwork, exploding into a Zulu freeze, tossing in a spin and punctuating it all with a Bruce Lee grin or a mocking Maori tongue-the entire history of the hip-hop body in a virtuoso display of style »
(Jeff Chang, Can't Stop Won't Stop)

Durante la propria sessione di ballo il b-boy generalmente segue una struttura espressiva, fortemente legata alle categorie tecniche dei passi:

  • Toprock - parte "in piedi" all'inizio della sessione;
  • Go-down - passaggio dalla parte in piedi(toprock) a quella "a terra" (downrock);
  • Footwork - categoria di passi che prevedono l'utilizzo delle gambe;
  • Powermove - categoria di movimenti di rotazione veloci attorno ad un asse del corpo;
  • Freeze - categoria di posizioni di blocco in equilibrio del corpo, usato generalmente alla fine della sessione.
    • Baby Freeze - consiste nell'appoggiare la testa per terra, poggiare anche le mani e, sui gomiti appoggiare una gamba e mantenere l'altra sollevata.
    • Chair Freeze - consiste nell'appoggiare la testa, un piede e una mano tenendo l'avambraccio perpendicolare al fianco e al resto del braccio e tenendo il corpo parallelo al terreno con il fianco verso il basso.

Influenze sulla tecnica[modifica | modifica sorgente]

I primi b-boy si ispirarono principalmente ai modelli offerti dai media e dalla propria cultura di origine (afro-americana e latina). La maggior parte degli ispiratori hanno un background africano ed erano personaggi di spicco nel mondo dello spettacolo americano degli anni settanta. Con gli anni ottanta, a seguito della diffusione mediatica della breakdance, la trasmissione Soul Train nel ciclo condotto da Don Cornelius diventò la vetrina per numerosi artisti e ballerini, continuando ad influenzare il modo di ballare dei b-boy e di chi praticava altri stili di danza hip hop.

Di seguito riportiamo un elenco di personaggi e pratiche che sono riconosciute come le fonti d'ispirazione "chiave" per la nascita del breaking.[4]

  • James Brown - Cantante afroamericano, durante i suoi concerti eseguiva virtuosi passi in piedi.
  • Sammy Davis Jr. - Cantante afroamericano, durante i suoi concerti eseguiva virtuosi passi in piedi.
  • Michael Jackson - Cantante e ballerino protagonista di numerosi videoclip a partire dagli anni ottanta.
  • Nicholas Brothers - Ballerini afroamericani, famosi per le loro performance acrobatiche.
  • Fancy dance - Stile di ballo riconducibile alla tribù dei nativi americani lakota.
  • Salsa - Stile di ballo latino-americano sulle note dell'omonimo genere musicale.
  • Film di Kung Fu anni settanta - Nel Bronx le proiezioni di questo genere di film erano molto diffuse e a basso costo.
  • Ginnastica artistica - Alcuni mosse, in particolare powermove, derivano da esercizi caratteristici di questo sport.
  • Muhammad Ali - Pugile afroamericano, presero ispirazione dalle sue movenze bouncin.[7]

Modalità espressive[modifica | modifica sorgente]

Cypher e battle[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battle e Cypher (breakdance).

Originariamente il breaking prende vita in strada nei cosiddetti cypher: cerchi di persone dove i b-boy si alternano per eseguire una sessione di ballo. Oltre che un momento di espressione ed allenamento, il cypher rappresenta un modo di socializzazione giovanile. All'interno del cypher può nascere una sfida individuale o di gruppo, chiamata in gergo battle. A partire dagli anni ottanta, si organizzano eventi detti contest, che vedono sfidarsi, tramite criteri prestabiliti, b-boy e crew da varie parti del mondo, in misura alle proporzioni dell'evento. Il cypher e il battle sono una reinterpretazione culturale poiché modificano antiche pratiche rituali adattandole all'ambiente urbano contemporaneo[8] Oramai il breaking è visibile in: scuole di danza e palestre, contest, videoclip, musical, film di genere hip hop.

Altri criteri espressivi[modifica | modifica sorgente]

Lo studio della tecnica e delle mosse, è abbinato a quello di alcuni fattori che determinano il livello espressivo e spettacolare di una sessione di breakdance. I b-boy riscuotono successo nella comunità, quando inventano o innovano mosse e le eseguono in accordo con il ritmo e la melodia. Alcuni termini tipici dell'hip hop, nel gergo strettamente legato al b-boying, identificano altre caratteristiche espressive:

  • Flow - termine in comune con il Rap, indica il livello di padronanza nell'esecuzione dei passi in relazione al fattore espressivo. Il flow determina la differenza fra una "fredda" esecuzione dei passi rispetto ad un'altra più "sentita", e quindi più espressiva;
  • Attitude - atteggiamento, carattere, fiducia di sé. Indica come un b-boy vive personalmente la sua sessione.

Tutti questi fattori sono caratteristiche imprescindibili per sfruttare a pieno le potenzialità di questa disciplina.

Moda[modifica | modifica sorgente]

Un tipo di abbigliamento da B-boy e da B-girl
(EN)
« Like cartoons their wear their fashion with wit and humor. Bright color and heavy color coordination, pants with switched creases, fat laces, clean sneakers, shiny nylon t-shirts, name belts, and nameplates all remind me of the super-realism of cartoon. »
(IT)
« Come i cartoni, vestono la propria moda con spirito e umorismo. Abbinamento di colori forti e brillanti, pantaloni con la riga in mezzo, lacci grossi, scarpe da ginnastica pulite, magliette di nylon scintillanti, cinte col nome e targhette, tutto ciò mi ricorda il super-realismo di un cartone animato. »
(Michael Holman, Hip Hop Files)

Per molti b-boy e b-girl, lo stile d'abbigliamento definisce il proprio stile di ballo e di vita. Per questo reperire e personalizzare capi d'abbigliamento è una delle attività caratteristiche di chi vive la cultura del b-boying.[9] La personalizzazione generalmente avviene tramite l'applicazione di scritte e loghi simboleggianti la crew di appartenenza o il proprio "alias"; l'abbinamento di colori fra i vari capi, utilizzando accessori come larghi lacci da scarpe, t-shirt sportive, cappelli a visiera o cuffia. Oltre che dal fattore estetico, l'abbigliamento è condizionato dal fattore pratico, in relazione ai tipi di movimenti da eseguire. Sono capi d'abbigliamento diffusi: scarpe da ginnastica, tute di nylon, cappelli di lana, pantaloni jeans. Altri marchi molto in uso nel mondo della breakdance e sono:

Nel corso degli anni le mode all'interno della comunità internazionale di b-boying rimandano a specifici luoghi di provenienza e periodi. Allo stesso modo, grandi marchi come Adidas, Nike e Puma, hanno caratterizzato la storia della breakdance fornendo capi d'abbigliamento utilizzati dai b-boy di tutto il mondo.

I b-boy oggi vestono in maniera differente, conservando l'ideale del vestirsi "fresh", che non riguarda solo il "cosa" indossare piuttosto il "come" farlo, sfoggiando anche nella moda il proprio attitude. Assieme alla diffusione del b-boying come forma d'arte dalle città verso le cinture suburbane e verso differenti gruppi sociali, si sono quindi sviluppati diversi sensi per intendere il termine "fresh".

Cultura[modifica | modifica sorgente]

B-boys[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi b-boy.

Il termine b-boy (maschile) e b-girl(femminile) indica chi pratica breakdance. La "b" iniziale non ha un significato ben preciso ma è solitamente ricondotta a parole come: break, Bronx, boogie, black. Un b-boy vive il breaking come uno stile di vita e una ricerca espressiva. Col termine breaker o breakdancer s'intende chi pratica solo l'aspetto tecnico ed è completamente distaccato dalla cultura di riferimento.

B-boy e b-girl sono presenti in tutto il mondo e solitamente si incontrano in occasione di battle, jam, party, confrontandosi e socializzando nel cypher.

Fra i più importanti b-boy old school, ovvero appartenenti alla "vecchia generazione", ricordiamo:

Fra i più importanti b-boy new school, ovvero appartenenti alla "nuova generazione", ricordiamo:

Crew[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi crew (hip hop) e categoria:crew di breakdance.

Inizialmente i b-boy si identificavano come un ristretto collettivo di persone, ovvero i ragazzi che ballavano "a terra" ai party di Kool Herc e non come una vera e propria categoria. Questo la dice lunga sulla natura aggregativa del breaking. Fin dalle origini i b-boy si sono riuniti in crew. Prevalentemente gruppi informali di persone accomunati per ambiente, stile di vita e ideali. Successivamente, con la professionalizzazione della breakdance, le crew si formano soprattutto per il conseguimento di un obiettivo (vincere un battle, realizzare una serie di spettacoli, organizzare eventi ecc.).

La crew per antonomasia è Rock Steady Crew di New York, fondata nel 1977 diretta da Crazy Legs. Negli anni ottanta, grazie ad un'esposizione mediatica senza precedenti (Wild Style (film), Flashdance, l'RSC contribui efficacemente alla diffusione e all'evoluzione del b-boying. Il Rock Steady Crew Anniversary è l'evento simbolo della preservazione della cultura hip hop e della sua evoluzione.[11]

Fra le crew considerate old school, ovvero della "vecchia scuola", ricordiamo:

Per quanto riguarda la new school quindi la "nuova scuola", citiamo alcune fra le maggiori crew in base ai risultati nei battle e notorietà:

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi categoria: manifestazioni di breakdance e manifestazioni di breakdance.

Gli eventi di breakdance sono generalmente manifestazioni in cui i b-boy e le b-girl possono ballare in cerchio guidati dalla musica di uno o più dj. Fra i vari eventi ci sono i contest, i block party, le jam ecc. I contest sono i più diffusi, poiché prevedono una competizione a premi e invitano a partecipare b-boy da tutto il mondo, assumendo livelli di portata internazionale. Ricordiamo i più importanti:

Paesi di sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Oltre agli Stati Uniti, paese di origine di questa disciplina, il breaking si pratica in tutto il mondo, ovviamente in differenti proporzioni. In occasione dell'IBE 2008, sono stati formati 4 gruppi di b-boy in rappresentanza delle quattro aeree geografiche dove la breakdance è maggiormente diffusa, per sfidarsi fra loro:

Fra ballo e danza[modifica | modifica sorgente]

Il breaking si pone a metà strada fra danza e ballo. È un ballo, poiché utilizzato come pratica sociale ed è una danza poiché implica studio e allenamento. La modalità originale in cui il B-boying si esprime è attraverso il cerchio.[8] Secondo Hugues Bazin (La cultura Hip Hop, 1999), l'ambiente sub-urbano vissuto dai primi b-boy ha permesso alla breakdance di ispirarsi alla vita reale per portare avanti la propria ricerca artistica. Poiché nel breaking vengono reinterpretate pratiche socio-culturali africane, l'elemento rituale è molto forte e ne denota i significati sia estetici sia culturali. La performance di breakdance, pur sfruttando i luoghi caratteristici dei balli popolari (strade, discoteche, feste private) dimostrano di essere il frutto di una ricerca espressiva.[8]

Influenze sulla cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Sin dal suo inizio, il breaking ha fornito una cultura giovanile alternativa e costruttiva, rispetto alla violenta realtà delle gang urbane. Oggi, la cultura della breakdance è una disciplina notevole che riunisce le abilità di ballerini ed atleti. Poiché l'accettazione e la crescita è centrata esclusivamente sulle capacità che si dimostrano, tale cultura è pressoché esente da distinzioni di razza, sesso ed età, ed è stata accettata e praticata universalmente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chang, Jeff, Can't Stop Won't Stop, 2005. p.50
  2. ^ Chang, Jeff, Can't Stop Won't Stop, 2005. p.61
  3. ^ Chang, Jeff, Can't Stop Won't Stop, 2005. p.116
  4. ^ a b www.mrwiggles.biz Mr.Wiggles -
  5. ^ George,Nelson. Hip Hop America. New York, Penguin Books, 1998. ISBN 978-0-14-303515-2|su Hip Hop America
  6. ^ DI cui esiste una succursale italiana dal 2008: www.bboyworld.it
  7. ^ Chang, Jeff.Can't Stop Won't Stop
  8. ^ a b c Gatti, Giuseppe.Nuove Danze per Nuovi Media.2006.
  9. ^ Dichiarazione tratta da un articolo di Jorge Pabon in Hip Hop Files, p.218-219.
  10. ^ Wilbekin, Emil. Great Aspirations: Hip Hop and Fashion Dress for Excess and Success. The Vibe History of Hip Hop. Three Rivers Press 1999.
  11. ^ [1]
  12. ^ IBE - Sito Ufficiale

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicolò De Rienzo. "Hip Hop - parole di una cultura di strada". BCD editore 2008
  • Peter Burke. Il Rinascimento. Bologna, Il Mulino, 2001. ISBN 88-15-08397-9.
  • Chang, Jeff. Can't Stop Won't Stop: a history of hip hop generation. New York, St. Martin's Press, 2005. ISBN 978-0-312-30143-9
  • Toop, David. Rap. Storia di una musica nera. Torino, EDT, 1992. ISBN 88-7063-130-3.
  • Bazin, Hugues. La cultura Hip Hop. Nardo, Besa, 1999. ISBN 88-86730-97-7.
  • George, Nelson. Hip Hop America. New York, Penguin Books, 1998. ISBN 978-0-14-303515-2
  • Ferrari, Paolo. Hip Hop, Firenze, Giunti, 1999. ISBN 88-09-05811-9.
  • Cooper, Martha. Hip Hop Files - photographs 1979-1984, Berlino, From Here to Fame, 2004. ISBN 3-937946-02-0.
  • Gatti, Giuseppe.Nuove Danze per Nuovi Media - L'introduzione della breakdance nelle produzioni artistiche italianeTesi di Laurea in scienze e tecnologie della produzione artistica, Università degli studi di Perugia, 2006.
  • Alien Ness, The Art of Battle - Undrestanding judged b-boy battle, 2008. (in fase di pubblicazione)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Danze hip hop
Breakdance - Krumping - Liquid dancing - Locking - Popping - Robot - Tutting - Uprock