Adesione dell'Ucraina all'Unione europea
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L'adesione dell'Ucraina all'Unione europea è stata dichiarata da parte del Presidente Viktor Juščenko un traguardo fondamentale da raggiungere.
Juščenko è stato eletto principalmente con il supporto degli elettori delle parti occidentale, settentrionale e centrale dell'Ucraina, dove c'è un forte desiderio di ingresso nell'UE e nella NATO.
Non vi sono ancora certezze riguardo alle relazioni tra Ucraina e UE nel prossimo futuro. Il Segretariato Presidenziale dell'Ucraina ha posto il 2017 come obiettivo per l'entrata dell'Ucraina nell'Unione europea; attualmente, la nazione è solamente membro della Politica di Vicinanza Europea.
Anche se esistono progetti per un accordo di libero mercato, ci sono per ora poche possibilità che lo status dell'Ucraina si modifichi nel breve termine, poiché l'agenda di allargamento è già ampia e altri stati occidentali si oppongono ad ulteriori espansioni.[1]
Indice |
Politiche ucraine [modifica]
Diverse fazioni politiche in Ucraina sono a favore dell'adesione all'UE e allo sviluppo di legami con l'Europa occidentale.
La Rivoluzione arancione del 2004 ha migliorato le relazioni tra UE e Ucraina: il leader dell'opposizione Viktor Juščenko promise che avrebbe fatto pressioni affinché l'UE stringesse relazioni con l'Ucraina e descrisse un piano di quattro punti: il riconoscimento dell'Ucraina come economia di mercato, l'entrata nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, la condizione di membro associato dell'Unione europea e infine la condizione di membro a tutti gli effetti.[2] In modo simile, il governo dell'Ucraina ha chiesto a Bruxelles di fornire all'Ucraina un chiaro prospetto necessario per divenire stato membro, affermando che «il piano di azione approvato riflette solamente il livello delle relazioni Ucraina-UE che avremmo potuto raggiungere prima delle elezioni presidenziali del 2004».[3]
Politiche europee [modifica]
Alcuni nell'UE sono dubbiosi riguardo alle prospettive per l'Ucraina. Nel 2002, il Commissario per l'Espansione dell'Unione Günter Verheugen disse che "una prospettiva europea" per l'Ucraina non significa necessariamente l'ingresso entro 10 o 20 anni; l'adesione è solo una possibilità.
Il 13 gennaio 2005 il Parlamento europeo ha quasi unanimemente (467 voti a favore e 19 contro) approvato una mozione che stabilisce il desiderio del Parlamento di instaurare stretti rapporti con l'Ucraina in vista di una possibilità di ingresso nell'Unione. Anche se la strada è ancora lunga prima dei negoziati riguardo all'ingresso, la Commissione europea ha stabilito che future candidature non saranno escluse. Viktor Juščenko ha risposto affermando la sua intenzione di inviare una relazione, insieme alla Comunità degli Stati Indipendenti per assicurare che l'integrazione nell'UE è possibile e, se non lo fosse, egli la renderebbe possibile. Diversi leader europei hanno già dato il loro sostegno a più stretti rapporti economici con l'Ucraina, ma non si sono dimostrati subito disponibili all'ingresso nell'Unione europea. Il 21 marzo 2005, il Ministro degli Esteri polacco Adam Daniel Rotfeld disse che la Polonia sosterrà, in ogni modo, il desiderio dell'Ucraina di integrarsi nell'UE, di raggiungere lo status di economia di mercato e di unirsi all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Aggiunse anche: «Attualmente, bisognerebbe iniziare a compiere passi concreti verso l'integrazione invece di perdere tempo in discussioni riguardo all'integrazione». Tre giorni dopo, un sondaggio condotto nei sei maggiori Paesi dell'UE ha mostrato che gli europei sarebbero più favorevoli ad accettare l'Ucraina come futuro membro dell'UE piuttosto che ogni altro Paese che attualmente si trova nella condizione di candidato ufficiale.
Nell'ottobre 2005 il Presidente della Commissione José Manuel Durão Barroso affermò che il futuro dell'Ucraina è all'interno dell'UE. Il 9 novembre 2005, tuttavia, la Commissione europea suggerì che l'attuale agenda di allargamento dell'Unione (con l'accesso di Croazia e altri Paesi dell'ex Jugoslavia) potrebbe bloccare la possibilità di un futuro accesso di Ucraina, Bielorussia e Moldova. Il Commissario Olli Rehn ha notato che l'UE dovrebbe evitare la superespansione, aggiungendo che l'attuale agenda di allargamento è già abbastanza fitta.[4]
Cronologia [modifica]
Un meeting Ucraina-UE si è tenuto nell'aprile 2004, alla vigilia del più recente allargamento dell'Unione europea del 1º maggio 2004; la riunione voleva cercare di comprendere le aspirazioni dell'Ucraina all'Europa quando i ministri europei non concedevano lo status di economia di mercato all'Ucraina; questo comunque avvenne prima del successo della rivoluzione arancione.
Per la prima volta, l'Ucraina presumibilmente svilupperà relazioni con l'UE, essendo sostenuta dalle principali forze politiche della Polonia e degli altri membri UE che presentano forti legami storici con l'Ucraina (attraverso la Confederazione polacco-lituana).
Nel marzo 2007 l'UE e l'Ucraina hanno iniziato le trattative per un nuovo "maggiore accordo" che istituirebbe una zona di libero commercio e una relazione più stretta nelle questioni della politica energetica. L'Unione europea è più scettica per un accordo ufficiale per la candidatura a membro da parte dell'Ucraina. Il commissario dell'UE Benita Ferrero-Waldner ha affermato che l'UE e l'Ucraina hanno progettato un accordo che sarà basato sul PKA.[5]
Note [modifica]
- ^ Combattendo contro la 'fatica dell'allargamento' dell'UE iht.com 19/06/06
- ^ Articolo EUobserver
- ^ Articolo EUobserver
- ^ Articolo EUobserver
- ^ (DE) EurAktiv: UE e Ucraina iniziano Kooperationsgespräche 6. März 2007
Collegamenti esterni [modifica]
- Relazioni UE-Ucraina
- Relazioni – Stato presente e prospettive
- 'Integrazione senza europeizzazione: l'Ucraina e la politica con l'UE'
- 'L'Ucraina e l'UE dopo la Rivoluzione arancione'
- 'La rivoluzione arancione darà i suoi frutti: relazioni ucraine con la UE nel 2005 e 2006'
- SI-Ucraina Strategia europea di Yalta
- (DE) In Kürze: - Juschtschenko: Ukraine strebt Einleitung von EU-Beitrittsverhandlungen im Jahr 2007 an
- (DE) Sascha Müller-Kraenner: Die Europäische Nachbarschaftspolitik
- (DE) Ralf Wachsmuth: Außenpolitischer Kurswechsel in der Ukraine?
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