Viktor Juščenko

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Viktor Juščenko
Viktor Yuschenko.jpg

Presidente dell'Ucraina
Durata mandato 23 gennaio 2005 –
25 febbraio 2010
Primo ministro Julija Tymošenko
Jurij Jechanurov
Viktor Janukovyč
Predecessore Leonid Kučma
Successore Viktor Janukovyč

Primo Ministro dell'Ucraina
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
29 maggio 2001
Presidente Leonid Kučma
Predecessore Valerij Pustovojtenko
Successore Anatolij Kinakh

Dati generali
Partito politico Nostra Ucraina
Alma mater Università Nazionale di Economia di Ternopil'
Firma Firma di Viktor Juščenko

Viktor Andrijovyč Juščenko (in ucraino: Віктор Андрійович Ющенко?; Choruživka, 23 febbraio 1954) è un politico ucraino, presidente dell'Ucraina dal 2005 al 2010.

In qualità di uno dei leader informali della coalizione di opposizione ucraina, fu uno dei due principali candidati alle elezioni presidenziali dell'ottobre-novembre 2004. Juščenko vinse le elezioni dopo che furono ripetute, battendo Viktor Janukovyč, il candidato sostenuto dal governo. La Corte Suprema Ucraina stabilì la ripetizione delle elezioni a causa dei ripetuti brogli in favore di Janukovyč al secondo turno. Juščenko, in occasione del nuovo svolgimento delle elezioni, vinse con il 52% dei voto contro il 44% del suo avversario; le proteste pubbliche svoltesi a causa dei brogli giocarono un importante ruolo nella sua elezione presidenziale e portarono alla rivoluzione arancione.

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Viktor Juščenko nacque il 23 febbraio 1954 a Choruživka, nell'Oblast' di Sumy in Ucraina, da una famiglia di insegnanti. Il padre, Andrij Andrijovyč Juščenko (19191992), combatté durante la seconda guerra mondiale, dove le forze tedesche lo catturarono e lo rinchiusero in diversi campi di concentramento in Polonia e Germania, tra cui ad Auschwitz, come prigioniero di guerra. Sopravvisse allo sterminio e, dopo essere tornato a casa, insegnò inglese nelle scuole locali. La madre di Viktor, Varvara Tymofiyovna Juščenko (19182005), insegnò fisica e matematica nella stessa scuola.

La Banca Centrale[modifica | modifica sorgente]

Juščenko iniziò la carriera nel sistema bancario nel 1976; nel 1983 divenne Vice Direttore per il Credito Agrario presso l'Ufficio della Repubblica Ucraina della Banca di Stato dell'URSS. Dal 1990 al 1993 funse da vice presidente e primo vice presidente della Banca dell'Agricoltura JSC Ukraina. Nel 1993 Juščenko fu nominato Presidente della Banca Nazionale dell'Ucraina (la banca centrale ucraina). Nel 1997, il Parlamento dell'Ucraina lo rinominò capo della banca.

Ucraina

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Nel suo ruolo da banchiere, Juščenko giocò un importante ruolo nella creazione della valuta nazionale dell'Ucraina, la grivnia, e nell'istituzione di un sistema moderno di regolazione del sistema bancario commerciale. Riuscì anche a superare l'ondata debilitante dell'iperinflazione che colpì la nazione — egli fu in grado di abbassarla dal 10.000% a meno del 10% — e riuscì a difendere il valore della valuta a seguito della crisi finanziaria russa del 1998.

Nel 1998, scrisse una tesi intitolata "Lo sviluppo dell'offerta e della domanda di denaro in Ucraina" e la discusse presso l'Accademia Economica Ucraina. Ciò gli valse il dottorato in economia.

Primo Ministro[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 1999, il Presidente Leonid Kučma nominò a sorpresa Juščenko alla carica di Primo Ministro, dopo che il Parlamento non riuscì a ratificare, per un voto, il precedente candidato Valerij Pustovojtenko.

Durante il premierato di Juščenko l'economia ucraina migliorò; il suo governo, e in particolare il vice Primo Ministro Julija Tymošenko, si trovarono subito in conflitto con gli influenti capi delle industrie del carbone e del gas naturale. Il conflitto causò un voto di sfiducia nel 2001 da parte della Verchovna Rada, orchestrato dal Partito Comunista d'Ucraina, che si era opposto alle politiche economiche di Juščenko, ma anche dai gruppi centristi associati con i potenti oligarchi nazionali. Il voto passò con 263 contro 69 e Juščenko dovette pertanto lasciare la carica di Primo Ministro.

Molti ucraini videro la caduta di Juščenko con disappunto, e raccolsero quattro milioni di firme per una petizione in suo sostegno e contro il voto parlamentare. I sostenitori organizzarono anche una grande manifestazione a Kiev, la capitale dell'Ucraina. Juščenko tenne un commovente discorso davanti alla folla, promettendo che sarebbe ritornato.

Leader di Nostra Ucraina[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 Juščenko divenne capo della coalizione politica Nostra Ucraina (Naša Ukrajina), che ricevette un gran numero di seggi alle elezioni della Verchovna Rada. Tuttavia, il numero di seggi non era sufficiente a formare una maggioranza, e gli sforzi di formare un governo con gli altri partiti di opposizione fallì. Da allora, Juščenko è il leader e il volto della fazione parlamentare "Nostra Ucraina".

Juščenko è stato considerato come leader moderato dell'opposizione anti-Kučma, in quanto gli altri partiti di opposizione erano troppo poco influenti ed avevano pochi seggi in Parlamento.

Dalla fine del suo mandato da Primo Ministro, Juščenko è divenuto una figura politica carismatica tra gli ucraini delle regioni occidentali e centrali della nazione. Dal 2001 al 2004, il suo tasso di popolarità è stato maggiore di quello del Presidente dell'epoca, Leonid Kučma.

Come politico, Viktor Juščenko è visto come coacervo di sentimenti filo-occidentali e nazionalismo moderato. Cerca di portare l'Ucraina in direzione dell'Europa e della NATO, promuovendo le riforme di libero mercato, riformando la sanità, l'istruzione e il sistema sociale, preservando la cultura ucraina, ricostruendo importanti monumenti storici e ricordando la storia ucraina, tra cui il genocidio di Holodomor del 1932-33. I suoi oppositori (e alleati) talvolta lo criticano per l'indecisione e la segretezza; è anche accusato di non essere in grado di formare una squadra di governo senza scontri al suo interno.

Da quando è divenuto Presidente dell'Ucraina, Viktor Juščenko è leader onorario di "Nostra Ucraina". Alle elezioni del 2006 il partito, condotto dall'allora Primo Ministro Jurij Jechanurov, ricevette meno del 14% dei voti e si piazzò al terzo posto dopo il Partito delle Regioni e il Blocco Julija Tymošenko. Nel 2008, la popolarità di Juščenko è crollata a meno del 10%, anche a causa delle ripetute crisi politiche (del 2007 e del 2008)[1].

Elezioni presidenziali del 2004[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004, al termine del mandato del Presidente Leonid Kučma, Juščenko annunciò che sarebbe stato candidato alla presidenza come indipendente; il suo principale rivale era l'allora Primo Ministro Viktor Janukovyč. Sin dal proprio mandato da premier, Juščenko aveva leggermente modernizzato la propria base politica, aggiungendo slogan sociali e liberali ad altre idee di integrazione europea, tra cui l'adesione dell'Ucraina alla NATO e la lotta alla corruzione politica. I sostenitori di Juščenko si organizzarono nella coalizione elettorale "Syla Narodu" ("Potere al Popolo"), guidata dal candidato presidente, con Nostra Ucraina come principale forza costituente.

Juščenko fondò la propria campagna elettorale nella comunicazione con il votante, dato che il governo impediva ai principali canali televisivi di garantire uguali opportunità ai candidati.[2][3] Nel frattempo, il principale rivale, Janukovyč, appariva frequentemente in televisione e accusava Juščenko, il cui padre era stato un soldato dell'Armata Rossa imprigionato al campo di concentramento di Auschwitz, di essere nazista.[4][5]

Avvelenamento alla diossina[modifica | modifica sorgente]

La campagna elettorale, in molte occasioni, fu aspra e violenta. Juščenko si ammalò gravemente all'inizio del settembre 2004; fu trasportato alla clinica Rudolfinerhaus di Vienna per i trattamenti e gli fu diagnosticata una pancreatite acuta, accompagnata da mutamenti edematici interstiziali causati da una grave infezione virale e da sostanze chimiche che non si trovano abitualmente nei cibi. Juščenko sostenne che l'avvelenamento era stato attuato dagli agenti del governo; dopo la malattia, il suo volto rimase sfigurato.

Il tossicologo britannico John Henry dell'St Mary's Hospital di Londra dichiarò che i cambiamenti nel volto di Juščenko erano stati causati da cloracne, risultato di avvelenamento per diossina.[6] Il tossicologo olandese Bram Brouwer trovò tracce di diossina nel sangue di Juščenko in quantità 6.000 volte superiori alla normalità e stabilì anche lui che i cambiamenti nel suo aspetto erano stati causati da cloracne.[7]

L'11 dicembre, il Dr. Michael Zimpfer della clinica Rudolfinerhaus dichiarò che Juščenko aveva mangiato o bevuto dibenzofurano policlorurato (PCDF) e nel proprio corpo ne aveva una concentrazione mille volte superiore alla normalità.[8] Non tutta la comunità medica fu però d'accordo con la diagnosi[6], tra cui il direttore sanitario della clinica Rudolfinerhaus, Dr. Lothar Wicke. Wicke affermò che non vi erano prove di avvelenamento e sostenne di essere stato costretto a dimettersi a causa della propria diversità di vedute.[9] Wicke affermò anche di essere stato ricattato dall'entourage di Juščenko.[10] Le affermazioni di Wicke portarono alcuni a dubitare della buona fede e delle motivazioni di Juščenko.[11][12][13]

Molti hanno collegato l'avvelenamento di Juščenko a un pranzo con un gruppo di alcuni politici ucraini.[6][7][8] In aggiunta a questo, sono anche state sollevate teorie di eventuali collegamenti con il FSB russo.

Dal 2005, Juščenko si sottopone a cure effettuate da un team di dottori diretti dal Professore Jean Saurat all'Università dell'Ospedale di Ginevra.[14] Saurat ha recentemente pubblicato dei rapporti accademici riguardanti il metabolismo della diossina nel corpo umano.

Nel giugno 2008, David Zvania, ex alleato politico di Juščenko ed ex ministro del governo di Julija Tymošenko, sostenne in un'intervista concessa alla BBC[15] che Juščenko non era stato avvelenato nel 2004 e che i test di laboratorio erano stati falsificati.

I tre turni di voto senza precedenti[modifica | modifica sorgente]

Il voto iniziale, tenutosi il 31 ottobre 2004, vide Juščenko ottenere il 39,87% dei voti contro il 39,32% di Viktor Janukovyč. Dato che nessun candidato raggiunse la soglia del 50% prevista per la nomina immediata, si tenne il secondo turno elettorale il 21 novembre 2004, a cui accedettero i candidati che avevano raggiunto le prime due posizioni al primo turno: Juščenko e Janukovyč. L'affluenza a questo secondo turno raggiunse il 75% dei votanti, ma furono riportati casi di irregolarità e abusi, come voti multipli e voti extra assegnati a Janukovyč dopo la chiusura delle urne. Gli exit poll misero Juščenko in vantaggio nelle regioni occidentali e centrali della nazione.

La supposta frode elettorale, combinata col fatto che gli exit poll davano un margine di vittoria consistente per Juščenko (in alcuni casi l'11%), numero che si rivelò molto diverso dal risultato definitivo (una vittoria del 3% per Janukovyč), spinsero Juščenko e i suoi sostenitori a non accettare i risultati ufficiali.

Dopo tredici giorni di proteste popolari a Kiev e in altre città ucraine, che divennero conosciute con il nome di rivoluzione arancione, i risultati delle elezioni furono annullati dalla Corte Suprema, e il 26 dicembre si tenne la ripetizione del secondo turno elettorale. Juščenko proclamò la vittoria dell'opposizione e dichiarò la sua certezza che sarebbe stato eletto con almeno il 60% dei voti. Egli effettivamente vinse il "terzo turno", ma con il 52% dei voti.

Presidenza[modifica | modifica sorgente]

Viktor Juščenko (2007)

Investitura[modifica | modifica sorgente]

Il 23 gennaio 2005, alle 12, si svolse la cerimonia di investitura di Viktor Juščenko come Presidente dell'Ucraina. All'evento parteciparono diversi importanti politici stranieri, tra cui:

Presidenza[modifica | modifica sorgente]

I primi cento giorni del mandato di Juščenko, dal 23 gennaio al 1º maggio 2005, furono segnati da diversi licenziamenti e nomine a tutti i livelli dell'esecutivo. Julija Tymošenko divenne Primo Ministro a seguito dell'approvazione della Verchovna Rada; Oleksandr Zinčenko fu nominato capo del segretariato presidenziale con il titolo nominale di Segretario di Stato. Petro Porošenko, rivale della Tymošenko per la carica di capo del governo, fu nominato Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa.

Nell'agosto 2005 Juščenko si unì al Presidente della Georgia Mikheil Saakašvili nella firma della Dichiarazione Borjomi, che prevedeva la creazione di un'istituzione di cooperazione internazionale, la Comunità di Scelta Democratica, per unire le democrazie (anche quelle incipienti) della regione intorno al Mar Baltico, Mar Nero e Mar Caspio. Il primo incontro dei presidenti e del capi per discutere la CSD si tenne il 1º-2 dicembre 2005 a Kiev.

Elezioni presidenziali 2010[modifica | modifica sorgente]

Il 17 gennaio, al primo turno delle elezioni presidenziali ucraine del 2010, Viktor Juščenko è stato sconfitto ricevendo solo 5,45% dei voti. È arrivato quinto dopo Viktor Janukovič e Julija Tymošenko, che sono andati al ballottaggio il 7 febbraio 2010, con 1.341.539 preferenze secondo la Commissione elettorale ucraina. “L’Ucraina è una democrazia europea”, ha dichiarato il presidente in una sorta di testamento politico all’uscita dal seggio. “È una nazione libera ed un popolo libero”. Questo, secondo il leader ucraino, è uno dei principali risultati ottenuti dalla rivoluzione arancione.[16] Nei giorni dopo il voto il presidente uscente ha osservato che “l’Ucraina non ha una scelta decente” per il suo successore. “Ambedue i candidati sono lontani dai valori nazionali, europei e democratici. Non vedo differenze tra loro”.[17]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze ucraine[modifica | modifica sorgente]

Insegna Presidenziale Onorifica - nastrino per uniforme ordinaria Insegna Presidenziale Onorifica
— 1996

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 11 aprile 2005
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia)
— 2006
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)
— 2006
Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania)
— 14 novembre 2006
Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia)
«Per l'eccezionale contributo alla promozione dell'amicizia e della cooperazione allo sviluppo tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Ucraina.»
— Zagabria, 6 giugno 2007[18]
Cavaliere dell'ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dei Serafini (Svezia)
— 2008
Gran Croce con Collare dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce con Collare dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria)
— 2008
Cavaliere dell'Ordine di Heydar Aliyev (Azerbaigian) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Heydar Aliyev (Azerbaigian)
— 21 maggio 2008
Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 9 luglio 2008
Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
— 2009
Ordine di San Giorgio della Vittoria (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di San Giorgio della Vittoria (Georgia)
— 19 novembre 2009
Ordine del Vello d'Oro (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Vello d'Oro (Georgia)
— 2009

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I vicini della Russia vanno per la loro strada
  2. ^ Elizabeth Andersen, Lettera aperta al Presidente della Verchovna Rada dell'Ucraina Volodymyr Litvin e ai Deputati della Verchovna Rada, Human Rights Watch, 3 dicembre 2002.
  3. ^ (UK) Temniki. No comment, Ukrayinska Pravda, 6 luglio 2004.. Richieste del Presidente Kučma ai media.
  4. ^ Jan Maksymiuk, La lezione per Nostra Ucraina a Donetsk, The Ukrainian Weekly, 16 novembre 2003.
  5. ^ Malcolm Haslett, La connessione di Juščenko con Auschwitz, BBC News, 28 gennaio 2005.
  6. ^ a b c Juščenko e la teoria dell'avvelenamento, BBC News, 11 dicembre 2004.
  7. ^ a b Juščenko: 'Sopravvivi e vai avanti', CBS News, 30 gennaio 2005.
  8. ^ a b Jill Dougherty, I dottori : Juščenko è stato avvelenato in CNN, 11 dicembre 2004. URL consultato il 2 aprile 2007.
  9. ^ Bojan Pancevski, I received death threats, says doctor who denied that Ukrainian leader was poisoned, The Daily Telegraph, 26 marzo 2005.
  10. ^ Erna Lackner, Kiewer Wahlkampf in Wien, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 12 dicembre 2004.
  11. ^ John Rosenthal, Lo strano caso del Dr. Wicke o domande riguardanti il supposto avvelenamento di Viktor Juščenko in Transatlantic Intelligencer, 13 dicembre 2004.
  12. ^ Justin Raimondo, La frode dell'"avvelenamento" di Juščenko in Antiwar.com, 15 dicembre 2004.
  13. ^ Chad Nagle, Juščenko si è autoavvelenato? in CounterPunch, 20 dicembre 2004.
  14. ^ I dottori: Juščenko in buona salute, USA Today, 18 luglio 2005.
  15. ^ Zvania: i risultati del caso di Juščenko sono stati falsificati. UNIAN
  16. ^ Rivoluzione arancione nella storia, EuropaRussia (18 gennaio 2010)
  17. ^ Viktor Juščenko: L'idea nazionale non è stata sconfitta, NewsRu (20 gennaio 2010)
  18. ^ (HR) Odluka o odlikovanju Njegove Ekscelencije Viktora Juščenka predsjednika Ukrajine Veleredom kralja Tomislava s lentom i Velikom Danicom, Narodne novine, 6 giugno 2007. URL consultato il 6 novembre 2010.

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