Petro Oleksijovyč Porošenko

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Petro Oleksijovyč Porošenko
Petro Porochenko au Conseil de l’Europe Strasbourg 26 juin 2014 04.jpg

Presidente dell'Ucraina
In carica
Inizio mandato 7 giugno 2014
Predecessore Oleksandr Turčynov
(ad interim)
Viktor Janukovyč

Ministro del Commercio e dello Sviluppo Economico dell'Ucraina
Durata mandato 23 marzo 2012 –
24 dicembre 2012
Presidente Viktor Janukovyč
Primo ministro Mykola Azarov
Predecessore Andrij Kljujev
Successore Ihor Prasolov

Ministro degli Affari Esteri dell'Ucraina
Durata mandato 9 ottobre 2009 –
10 marzo 2010
Presidente Viktor Yushchenko
Primo ministro Yulia Tymoshenko
Predecessore Volodymyr Chandohij
Successore Kostjantyn Gryščenko

Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e di Difesa dell'Ucraina
Durata mandato 8 febbraio 2005 –
8 settembre 2005
Presidente Viktor Yushchenko
Predecessore Volodymyr Radchenko
Successore Anatoliy Kinakh

Dati generali
Partito politico Partito Social Democratico (prima del 2001) Solidarietà (dal 2001)
Firma Firma di Petro Oleksijovyč Porošenko

Petro Oleksijovyč Porošenko (in ucraino: Петро Олексійович Порошенко?, in russo: Пётр Алексеевич Порошенко?, traslitterato: Pëtr Alekseevič Porošenko; Bolgrad, 26 settembre 1965) è un imprenditore e politico ucraino.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureato in Economia nel 1989 presso l'Università di Kiev, Petro Porošenko crea una società di commercio di semi di cacao. Nel 1990 prende il controllo di diverse società dolciarie, e si unisce al gruppo Roshen, diventando il più grande produttore di dolciumi in Ucraina. Il suo successo nel settore del cioccolato gli vale il soprannome di "re del cioccolato" .

Porošenko in seguito ha diversificato le sue attività: possedie diversi stabilimenti produttivi (automobili e autobus), il cantiere Lenins'ka Kuznja, il canale televisivo Kanal 5 e il magazine Korrespondent.

Secondo la rivista Forbes, sarebbe uno degli uomini più ricchi d'Ucraina: la sua fortuna è stimata in $ 1,3 miliardi[1].

Poroshenko è sposato con la dottoressa e attivista europeista Maryna Porošenko (Perevedenceva).

Politica[modifica | modifica sorgente]

Eletto per la prima volta nel 1998 nella Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino si iscrisse al Partito Socialdemocratico ucraino (SPDU) fedele al Presidente dell'Ucraina Leonid Kuchma al tempo. Lascerà il partito per fondare un movimento di centro-sinistra chiamato Solidarietà rivestendo anche un ruolo fondamentale nella nascita del Partito delle Regioni, fedele sempre a Kuchma e alle posizioni filosovietiche ma senza portare Solidarietà a fondersi con esso.

Rotto con Kuchma, dopo gli scandali di corruzione del suo Governo e una politica troppo spostata verso est, decide di appoggiare la campagna di Viktor Yushchenko e della sua coalizione Ucraina Nostra, gruppo di opposizione. Rieletto nel 2002 in Parlamento con Nostra Ucraina con enorme consenso fu Presidente della Commissione Bilancio dove venne accusato anche di evasione per una somma pari a circa 9 milioni di dollari che indebolirono molto la sua immagine e quella del suo partito. Ciò nonostante nel 2005, dopo un voto caratterizzato da incertezza e proteste, Viktor Yushchenko fu eletto Presidente dell'Ucraina.

Poroshenko è stato uno dei più stretti collaboratori del Presidente Yushchenko durante l'avvelenata campagna elettorale, il quale è il padrino delle sue figlie. Fu il primo finanziatore della sua campagna e della Rivoluzione Arancione che lo portarono alla Presidenza. Pertanto appena proclamato Presidente, Yushchenko lo nomina Segretario del Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa dell'Ucraina.

In questi anni tuttavia entrò spesso in conflitto con l'allora Primo Ministro dell'Ucraina Yulia Tymoshenko anche lei vicinissima al Presidente sulla privatizzazione delle imprese stradali. Porosenko fu accusato di aver favorito l'amico magnate ucraino Victor Pinchuk nell'acquisto di una fabbrica di ferro per soli 70 milioni di dollari invece che 1.000 milioni . A causa degli scandali il Presidente Yushechenko ha dimissionato l'intero Governo compreso Tymoschenko e Porosenko. Tuttavia la Procura ha respinto un abuso di potere investigativo contro l'ex Segretario del Consiglio di Difesa tutta Yuschecenko ha rimosso ingiustificatamente Svyatoslav Piskun come Procuratore Generale dell'Ucraina che ha accusato pressioni dall'alto per indagare la Tymoshenko e chiudere l'indagine su Porosenko.

Nuovamente rieletto al Parlamento nel 2006 sempre con il Blocco Ucraina Nostra, diventa Presidente della Commissione Finanze e Banche. Porosenko che aspirava alla carica di Presidente del Parlamento ucraino fu scartato quanto il Partito Socialista ucraino entrò nell'Alleanza Nazione Unità, il blocco filosovietico, con la proposta che il loro leder, Oleksandr Moroz, già Presidente della Rada sarebbe stato rieletto. Tale svolta determino anche una nuova maggioranza parlamentare che esautorarono dal Governo Ucraina Nostra di Porosenko e Blocco Tymoschenko

Decise quindi di non correre alle elezioni parlamentari anticipate del 2007. In compenso divenne Presidente del Consiglio della Banca dell'Ucraina nel cui board sarà come consigliere dal 2007 al 2012.

Il 7 ottobre 2009 il Presidente Yuschecko lo nomina Ministro degli Esteri nel secondo Governo Tymoschenko venendo rinominato anche membro del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell'Ucraina (dove, quattro anni, fu rimosso dopo gli scandali che potranno alla fine del primo Governo Tymoschenko). È stato uno dei più fervedi sostenitori di una entrata dell'Ucraina nella NATO. Con la vittoria di Viktor Yushchenko alla Presidenza dell'Ucraina nel 2010 rassegna le sue dimissioni da Ministro degli Esteri. Lo stesso Presidente non ha escluso di continuare la collaborazione con lui ribadendo li la sua stima.

Tra marzo e dicembre 2012 entra nel Governo Azarov del Presidente filo-russo Viktor Yushchenko. Egli stesso ha dichiarato di aver accettato la nomina per contribuire a portare più vicina l'Ucraina all'Europa e ottenere il rilascio dell'ex premier Yulia Tymoshenko dalla sua prigionia. Lasciato l'incarico viene rieletto con oltre il 70% nel Parlamento ucraino nel 12 distretto di Vinnytsia Oblast come indipendente decidendo di non iscriversi ad alcun gruppo parlamento ma rappresentare soltanto le sue idee. Si iscrive alla Commissione per l'integrazione europea.

Nel 2013 annuncia di voler correre come Sindaco di Kiev nelle amministrative dello stesso anno.

È stato uno dei principali sostenitori soprattutto economici della protesta Euromaidan che ha portato alla caduta del Presidente filo-russo Yanukovich e ad un avvicinamento dell'Ucraina verso l'Unione Europea dal 25 maggio 2014. Rifiuta di entrare nel Governo del nuovo Primo Ministro ad interim, nato dopo la cacciata del Presidente, presieduto da uno dei leader delle proteste Arseniy Yatsenyuk (vi entrerà il collega di partito Volodymyr Groysman, Sindaco di Vinnitsa, nominato Vicepremier e Ministro per gli Affari Regionali) evitando inoltre colloqui tra il Presidente Yanukovich e i rappresentanti dei manifestanti per contrattare la soluzione. È stato uno dei pochi politici ucraini ad andare in Crimea per sollecitare un compromesso che evitasse il referendum di annessione alla Russia parlando direttamente nel Parlamento di Crimea venendo interrotto dalle proteste.

Annuncia la sua candidatura come indipendente alle presidenziali per scegliere il nuovo Presidente dopo la deposizione di Yanukovich. Il pugile Vitali Klitschko, uno dei leader di Euromaidan, rinuncia alla corsa presidenziale per appoggiare Porosenko ricevendo l'appoggio di quest'ultimo alla corsa come Sindaco di Kiev.Dato in netto vantaggio da tutti i sondaggi con oltre il 40% il 25 maggio è eletto Presidente dell'Ucraina al primo turno con ben il 54,7% pari a 9,857,308 voti (la principale avversaria l'ex Primo Ministro e rivale di Porosenko Yulia Tymoshenko, appena tornata libera dopo anni di prigionia grazie alla protesta, appoggiata da Batkivshchyna ha ottenuto solo il 12,81% pari a 2,310,085 riconoscendo la vittoria piena e legittima all'avversario). Il neo Presidente ha ottenuto percentuali tra il 52% e il 67% delle regioni occidentali (filo-europee) mentre soltanto il 30-35% nelle regioni orientali (filo-russe) venendo invece le elezioni boicottate in Crimea e nelle autoproclamate repubbliche di Lugansek e Donesk. La sua posizione espressa in campagna elettorale è volta ad una politica di dialogo con la Russia nel rispetto della sovranità e integrità dello Stato dell'Ucraina. [2].

Il 27 giugno 2014 il Presidente dell'Ucraina Poroshenko ha firmato l'accordo di Associazione tra UE e Ucraina (causa dello scoppio di Euromaidan) definendolo "un giorno storico" insieme ai Presidenti di Georgia e Moldavia ribadendo inoltre l'intenzione di Kiev di entrare nella NATO. Il 16 settembre, il Parlamento europeo ha ratificato a stragrande maggioranza con 535 si, 127 no e 35 astenuti la sottoscrizione che entrare in vigore dal 1 gennaio 2016 grazie alle pressioni di Mosca che ha tuttavia stigmatizzato duramente minacciando ripercussioni.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Civile (Spagna)
— 29 gennaio 2010[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The World's Billionaires, Forbes. URL consultato il 29-03-2014.
  2. ^ Ucraina. Presidenziali: scende in campo il ‘Re del Cioccolato’ Petro Poroshenko, Notizie geopolitiche. URL consultato il 29-03-2014.
  3. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

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