Partito delle Regioni

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Partito delle Regioni
(UK) Партія Регіонів
Partija Rehioniv
(RU) Партия Регионов
Partija Regionov
Leader Mykola Azarov
Stato Ucraina Ucraina
Fondazione 26 ottobre 1997
Ideologia Regionalismo[1]
Collocazione Centro[1]
Seggi Verchovna Rada
187 / 444
 (2012)
Sito web partyofregions.ua

Il Partito delle Regioni (in ucraino Партія Регіонів, Partija Rehioniv, in russo Партия Регионов, Partija Regionov) è un partito politico ucraino, fondato nel 1997 da Viktor Janukovič.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il PR sosteneva l'azione politica di Leonid Kučma, Presidente della Repubblica tra il 1994 e il 2004. Alle elezioni politiche del 2002 PR si presentò nella coalizione Ucraina Unita, composta anche da: Partito Agrario d'Ucraina (PAU), Partito Popolare Democratico d'Ucraina (PPDU), Partito degli Industriali ed Imprenditori d'Ucraina(PIIU), Lavoro Ucraina (LU). La coalizione raccolse, però, appena l'11,7% dei voti, venendo preceduto sia dalla coalizione Nostra Ucraina (NU, 23,5%), sia dal Partito Comunista d'Ucraina (PCU, 19,9%). Del resto alle elezioni del 1998 il solo PPDU, guidato dall'allora primo ministro Valerij Pustovojtenko, raccolse il 5% dei voti. Ai voti di Ucraina Unita andavano, però, aggiunti anche quelli degli alleati del Partito Social Democratico Unito d'Ucraina (PSDU(U)), che raccolse il 6,3%.

Il PR si trovò così all'opposizione del governo guidato da Juščenko e sostenuto anche dal Partito Socialista d'Ucraina (PSU, 6,8%) e dal Blocco Julija Tymošenko (BYT, 7,2%). Le presidenziali del 2004, videro l'uscita di scena di Kuchma, impossibilitato alla rielezione perché aveva già svolto due mandati. Vi fu lo scontro tra Janukovič (PR) e Viktor Juščenko (NU). Il primo ottenne il 39,2% ed il secondo il 39,8%. Non avendo nessuno superato la soglia del 50% dei voti, fu necessario ricorrere al ballottaggio. Il 21 novembre si svolse il ballottaggio e Juščenko venne accreditato del 46,7% dei consensi, contro il 49,4% di Janukovič (il resto schede bianche o nulle). Gli osservatori dell'OSCE affermarono che lo spoglio dei voti non si era svolto secondo i parametri internazionali. Ciò provocò le proteste dei sostenitori di Juščenko, che organizzarono la cosiddetta "Rivoluzione Arancione" e ottennero dalla Corte Suprema la ripetizione del ballottaggio il 26 dicembre. Questa volta Juščenko ottenne il 51,9% dei voti e Janukovič il 44,2%. Juščenko venne nominato presidente e lasciò il posto di primo ministro all'alleata Julija Tymošenko.

Alle elezioni politiche del 2006, non venne riproposta la coalizione Ucraina Unita ed il PR si presentò da solo, il PAU (poi Partito Popolare) prese parte al Blocco Popolare di Litvin, il PIIU aderì alla coalizione Nostra Ucraina. Il sistema elettorale era stato modificato. In precedenza metà dei seggi erano attribuiti con il maggioritario di collegio a turno unico, l'altra metà con il proporzionale. Il nuovo sistema elettorale era un sistema proporzionale, con sbarramento al 3% e circoscrizione unica nazionale. Il PR ottenne il 32,1% dei voti ed elesse 186 seggi su 450 (41,1%). La consistente avanzata del PR fu determinata dall'accesa campagna elettorale di Janukovič, che accusò Yushchenko di essere stato eletto Presidente con l'appoggio dell'"occidente", il cui unico scopo era sottrarre l'Ucraina dall'alleanza con la Russia. Il PR si pose in tal modo come l'unica alternativa al fronte filo-occidentale, tanto da raccogliere i consensi di buona parte dell'elettorato comunista. Il PCU, infatti, crollò dal 19,9% al 3,6%, perdendo consensi proprio nelle regioni meridionali ed orientali dove più avanzò il PR.

Nostra Ucraina, il Blocco Tymošenko, il PSU ottennero rispettivamente il 13,9%, il 22,2% ed il 5,6%, eleggendo in totale 243 deputati. La coalizione Arancione poté, così, contare sulla maggioranza parlamentare. Juščenko confermò la fiducia alla Tymošenko, ma dopo appena tre mesi i socialisti uscirono dalla maggioranza e costrinsero, di fatto, Juščenko ad accettare la nomina di Janukovič quale primo ministro, sostenuto dal PR e dai comunisti (PCU, 3,6%). Si diede, così, vita ad una sorta di coabitazione tra il Presidente filo-occidentale ed il Primo ministro filo-russo.

Alle politiche del 2007, PR incremento i propri consensi al 34,4%, eleggendo 175 seggi e giungendo alla guida del governo con Mykola Azarov, sostento anche dal Partito Comunista d'Ucraina e dal Blocco di Litvin (centristi agrari).

Nel marzo 2012 Ucraina Forte, già Partito Laburista d'Ucraina e membro del Blocco di Litvin, entrò a far parte del Partito delle Regioni.

Per le elezioni del 2012 venne modificato il sistema elettorale[2]: prima i seggi venivano assegnati con un sistema interamente proporzionale, poi metà seggi con il proporzionale e metà con il maggioritario uninominale. PR ottenne il 30% dei consensi (-4%), ma incremento i propri seggi (186, +11). Gli alleati di PR ebbero risultati opposti: il PCU ottenne 5 seggi in più, con un incremento del 7,8%, il Partito Popolare conquistò solo 2 seggi, entrambi nella quota maggioritaria, con un calo di 18 deputati.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Come tutti i partiti politici ucraini, è alquanto difficile collocare ideologicamente il PR. Esso fa parte sicuramente del blocco filo-russo, ed è un partito di centro,[1] legato al regionalismo.[1]

Con il passar del tempo, vista la connotazione filo-occidentale e liberale del Blocco Julija Tymošenko e del Blocco Nostra Ucraina, ha assunto posizioni più "stataliste", al punto da accettare l'alleanza con il Partito Comunista d'Ucraina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Wolfram Nordsieck, Ukraine in Parties and elections. URL consultato il 3 agosto 2013.
  2. ^ http://www.ukrainianelection2012.org/electoral-reforms/

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