X Armata (Regio Esercito)

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La X Armata del Regio Esercito operò sul fronte nordafricano nel corso della seconda guerra mondiale. All'inizio della guerra era schierata sul confine orientale della Libia, successivamente in Egitto. Fu completamente annientata nel corso dell'operazione Compass, conclusasi con la battaglia di Beda Fomm

Indice

[modifica] L'inizio delle operazioni

All'inizio della guerra (10 giugno 1940) l'organizzazione era la seguente:

L'armata era schierata in Cirenaica, mentre in Tripolitania era schierata la V Armata.

Dopo la morte di Balbo (28 giugno 1940) il maresciallo Rodolfo Graziani assunse il comando di tutte le forze nell'Africa Settentrionale ed il governatorato della Libia il giorno 30 giugno. Dopo una serie di rinvii, dovuti principalmente al fatto che Graziani, sul posto, si rendeva conto delle difficoltà di un'avanzata di truppe per la massima parte appiedate nel deserto, il 13 settembre 1940 la forze disponibili (principalmente della X Armata, ma con unità anche della V Armata, che ormai non correva più rischi di attacchi dalla Tunisia) attraversarono il confine con l'Egitto, superando il 15 settembre il passo Halfaya ed occupando il 16 Sidi el Barrani, dove l'offensiva fu fermata. A questo punto era necessario assicurare i rifornimenti idrici alle truppe avanzanti, quindi fu iniziata la costruzione di un acquedotto per poter proseguire verso Marsa Matruh.

[modifica] L'operazione Compass

Mentre la X Armata si schierava intorno a Sidi el Barrani, le unità britanniche riorganizzavano le loro forze, in particolare la Western Desert Force (WDF) veniva rinforzata fino a raggiungere il livello di una divisione corazzata (7ª Armoured Division, nota poi come Desert rats, topi del deserto). Il giorno 9 dicembre iniziava l'Operazione Compass, destinata a respingere la X Armata dall'Egitto.

[modifica] Organici e schieramento della X Armata al 9 dicembre 1940

La X Armata disponeva di 328 carri armati, di cui 256 leggeri di modello L 3/35 e 72 medi (in massima parte di modello M 11/39 e con pochi M 13/40); l'appoggio aereo era fornito dalla V Squadra aerea.

[modifica] Lo sviluppo delle operazioni e l'annientamento della X Armata

Il comandante britannico (generale O'Connor) attaccò subito Sidi el Barrani, catturata nel pomeriggio del 10 prendendo prigioniero anche il generale Gallina, mentre il generale Maletti era morto già il primo pomeriggio del 9,ad alam-el-nibewa, mentre cercava di organizzare un contrattacco. Le truppe della X Armata iniziarono il ripiegamento su Bardia (al confine fra Libia ed Egitto). Nel corso dei giorni successivi le forze del Commonwealth (la 7ª Divisione corazzata e la 6ª Divisione fanteria australiana che aveva sostituito la 4ª Divisione fanteria indiana inviata sul fronte eritreo) continuarono a premere su Bardia, che cadde il 5 gennaio, con la cattura di molti prigionieri italiani, fra cui tre generali. Il 22 gennaio cadde Tobruch, ed O'Connor annunziò di aver catturato fino a quel momento 30.000 italiani.

Quello che restava della X Armata si schierò sulla linea Derna - Mechili, ma O'Connor organizzò una forza mobile su due battaglioni carri ed un gruppo della RHA (Royal Horse Artillery) per tagliare la Cirenaica e giungere direttamente sul golfo della Sirte. Appena venuto a conoscenza di questa mossa Graziani diede l'ordine di ritirata su Agedabia, ma la forza mobile giunse a Beda Fomm prima delle truppe italiane, il 5 febbraio. La X Armata cercò di aprirsi un varco disordinatamente, ma la superiorità in carri ed artiglierie e soprattutto la migliore condotta tattica dei britannici s'impose su un'armata italiana composta essenzialmente di unità di fanteria appiedata. Fra i morti ci fu il generale Tellera, e tra i 25.000 prigionieri ci furono i generali Cona e Babini.

Al termine dell'operazione Compass la X Armata non esisteva più, 130.000 soldati italiani erano stati catturati e le forze britanniche erano insediate in Cirenaica, pronte a marciare sulla Tripolitania.

[modifica] Voci correlate

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