Battaglia di Beda Fomm

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Battaglia di Beda Fomm
Colonna di prigionieri italiani catturati dai britannici in Cirenaica
Colonna di prigionieri italiani catturati dai britannici in Cirenaica
Data 6-7 febbraio 1941
Luogo Beda Fomm, Libia
Esito Vittoria britannica
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
3.000 uomini
29 carri medi Cruiser[1]
circa 20.000 uomini
oltre 100 carri armati[2], di cui 50 M13/40[3]
Perdite
minime 20.000 prigionieri, 116 cannoni e 120 carri armati[4]
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La battaglia di Beda Fomm fu lo scontro finale dell'operazione Compass, l'offensiva dell'esercito britannico nella fase iniziale della campagna del Nord Africa, durante la seconda guerra mondiale.

I combattimenti, originati dall'arrivo delle forze blindate britanniche sulla strada costiera della Cirenaica per intercettare la ritirata dei resti della 10ª armata italiana, si conclusero con la completa vittoria britannica e con la resa delle superstiti truppe del Regio Esercito italiano.

Occupazione britannica della Cirenaica[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta di Derna(29 gennaio 1941) ai resti dell'armata italiana guidata dal generale d'armata Giuseppe Tellera (accompagnati da numerosi civili italiani fuggiti da Derna e Bengasi) non rimaneva che la fuga verso la Tripolitania, sulle vie di Agedabia ed El Agheila.

Un distaccamento motorizzato inviato attraverso il deserto dal generale O'Connor, la cosiddetta Combe Force del colonnello John F. B. Combe, riuscì precederli e bloccarli il pomeriggio del 5 febbraio; verso sera ai britannici si aggiunse la IV brigata corazzata del generale J. A. C. Caunter che consolidò in modo decisivo lo sbarramento attraverso la via Balbia. Le forze blindate britanniche erano avanzata attraverso il deserto con grande rapdità e nell'ultima fase percorsero 270 chilometri in trentatré ore, una prestazione senza precedenti nella storia della guerra[5].

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il 6 febbraio la Combe Force affrontò l'unico elemento meccanizzato in forza agli italiani,la Brigata Corrazzata Speciale del generale Valentino Babini,riuscendo a respingerla con poche perdite;lo sforzo finale italiano si compì il giorno dopo,ma si concluse con la morte del generale Tellera: con l'arrivo della 7 divisione e degli australiani, gli italiani si arresero, con la perdita di 20.000 prigionieri (tra cui lo stesso Babini). A mezzogiorno dello stesso giorno, O'Connor poté scrivere al generale Wavell "fox killed in the open "("volpe uccisa a cielo aperto"). Dopo la disfatta finale della X Armata a Beda Fomm e la ritirata dei reparti superstiti in Tripolitania, gli ultimi presidi italiani ancora presenti in Cirenaica rimasero le oasi isolate di Giarabub e Cufra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ B. H. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, p. 164-165.
  2. ^ B. H. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, p. 164.
  3. ^ K. Macksey, Carri armati. Gli scontri decisivi, p. 81.
  4. ^ B. H. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, p. 165.
  5. ^ B. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, pp. 163-164.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Basil Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, Mondadori, Milano, 1996
  • Kenneth Macksey, Carri armati. Gli scontri decisivi, Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1991

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]