Battaglia di Beda Fomm

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Battaglia di Beda Fomm
L'Offensiva Italiana e l'Operazione Compass 13 settembre, 1940 - 7 febbraio, 1941
L'Offensiva Italiana e l'Operazione Compass 13 settembre, 1940 - 7 febbraio, 1941
Data Fine gennaio - 7 febbraio 1941
Luogo Beda Fomm, sud-ovest della Cirenaica, tra Bengasi e El Agheila
Esito Netta vittoria britannica
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Perdite
- 25.000 prigionieri
1.500 automezzi distrutti
216 pezzi d'artiglieria persi
100 carri armati distrutti
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Beda Fomm è una piccola località costiera (praticamente disabitata) nel sud-ovest della Cirenaica (ed oggi nota con il nome post-coloniale di Bi'r Bayda Fumm), località libica situata tra Bengasi, la più grande città portuale, a nord, e la città di El Agheila a sud-ovest, molto vicino alla cittadina di Suluq (all'epoca nota come Soluch), in pratica una collinetta ai confini del deserto, prospiciente al mare ma quasi priva di vegetazione, prossima ad una pista est-ovest e all'incorcio con la litoranea, mentre nei pressi (appena a nord e ad est, nell'attuale comune di Madrasat ar Raqtah) vi sono alcuni campi coltivati con sorgenti e pozzi; le coordinate sono grossomodo latitudine 31°,14 nord, longitudine 20°,18 est.


Beda Fomm è soprattutto conosciuta per essere stata la località dove terminò l'Operazione Compass durante la Seconda guerra mondiale.

Un carro armato britannico "Cruiser", poco prima della battaglia di Beda Fomm.

Alla fine di gennaio del 1941, gli inglesi capirono che gli italiani, indeboliti dall'attacco britannico (Operazione Compass), stavano abbandonado la Cirenaica, di conseguenza il Generale maggiore Richard O'Connor deciso a puntare su Bengasi divise le forze: una colonna sulla litoranea e un’altra all'interno. La 7ª Divisione Corazzata fu inviata a intercettare l'esercito italiano, cosa che fece anche con un reparto speciale: la cosiddetta "Combe Force". Dopo aver raggiunto Msus, l'esercito inglese si diresse verso Beda Fomm per accerchiare gli italiani, i quali si stavano organizzando per l'ultima posizione di resistenza. Il 5 febbraio una colonna di 5.000 uomini, comprendente soprattutto artiglieri con i loro pezzi ma anche parecchi civili, si arrese a sud ovest di Beda Fomm. Il giorno successivo lungo i trenta chilometri dell'unica possibile via di scampo, da Soluch ad Agedabia, la 7ª Divisione Corazzata riuscì ad immobilizzare gli italiani. Nei ripetuti tentativi di aprirsi una breccia gli italiani persero più di 80 carri di fronte allo sbarramento anticarro inglese, rafforzato da una trentina di carri armati Cruiser della 4aBrigata corazzata (1° e 2° Royal Tank Regiment).

Intanto O'Connor ordinava alla 6ª divisione australiana di inviare un distaccamento celere della forza di circa una brigata lungo la strada principale da Barce a Bengasi e su Ghemines per completare l'accerchiamento degli italiani. Gli australiani si spinsero in avanti con la maggior velocità possibile e in quello stesso giorno ottennero la resa di Bengasi. Il 7 febbraio vi fu l'ultimo disperato attacco italiano con una ventina di carri armati M13/40: ancora una volta i carri armati inglesi della 4aBrigata corazzata e i reparti della Combe Force respinsero il tentativo, grazie alla loro superiorità di organizzazione. Fallito quest'ultimo tentativo ci fu immediatamente la resa, senza condizioni.

Per gli inglesi si trattò di un grosso successo. La 7ª Divisione Corazzata era riuscita a sconfiggere ed a catturare il grosso della 10ª armata italiana, praticamente eliminandola dal teatro delle operazioni in Nordafrica; nella battaglia di Beda Fomm vennero catturati più di 25.000 prigionieri, 1.500 automezzi, 216 pezzi d'artiglieria e 100 carri armati. Al termine della battaglia O'Connor inviò un breve messaggio al generale Archibald Wavell, comandante in capo del Medio Oriente: "Volpe uccisa a cielo aperto".

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