'O sole mio

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'O Sole mio
Artista
Autore/i Giovanni Capurro, Eduardo Di Capua
Genere Canzone napoletana
Data 1898

'O Sole mio è una canzone in lingua napoletana pubblicata nel 1898 e conosciuta in tutto il mondo. È stata incisa da cantanti di tutte le lingue.

Copertina della partitura originale della canzone 'O Sole mio

Storia[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Capurro, giornalista e redattore delle pagine culturali del quotidiano "Roma" di Napoli, nel 1898 scrisse i versi della canzone affidandone la composizione musicale a Eduardo Di Capua. In quel tempo Di Capua si trovava a Odessa, in Ucraina, con suo padre, violinista in un'orchestra.

Giovanni Capurro
Eduardo Di Capua

La musica sembra sia stata ispirata da una splendida alba sul Mar Nero e, soprattutto, dalla nobil donna oleggese Anna Maria Vignati-Mazza detta "Nina", sposa del Senatore Giorgio Arcoleo e vincitrice a Napoli del primo concorso di bellezza della città partenopea; il brano venne poi presentato a Napoli ad un concorso musicale promosso dall'editore Bideri ma senza ottenere grande successo ed arrivando secondo, ma in seguito si diffuse sempre più - anche fuori dall'Italia - fino a diventare un vero e proprio patrimonio della musica mondiale.

'O Sole mio è una delle canzoni più famose di tutti i tempi, ma non fruttò molto ai suoi due autori, Capurro e Di Capua, che morirono in povertà negli anni dieci. La casa di edizioni musicali Bideri continua a percepire le royalties del pezzo, che - nonostante sia passato più di un secolo dalla registrazione - non è ancora divenuto di pubblico dominio. Infatti, nell'ottobre 2002, un tribunale di Torino ha riconosciuto Alfredo Mazzucchi, deceduto nel 1972, come co-autore della melodia, di conseguenza il brano rimarrà sotto copyright fino al 2042.[1]

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

La più grande interpretazione di questa canzone rimane probabilmente quella di Enrico Caruso, ma moltissimi altri artisti hanno interpretato il brano, del quale esistono molteplici versioni; fra le più famose quella di Elvis Presley, col titolo di It's Now or Never, derivata da una precedente incisione dell'attore e cantante Tony Martin. Il disco di Presley, pubblicato nel settembre del 1960, raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per cinque settimane, in Olanda, Norvegia, Regno Unito ed Australia e la seconda in Germania, vendette dieci milioni di copie, risultando il più venduto della sua carriera[2]. Nel 2002 il cantante Al Bano include una versione particolare di 'O Sole mio nel suo CD Carrisi canta Caruso "duettando" virtualmente con il tenore Enrico Caruso. Eccellenti anche le versioni di Giuni Russo (2004), Dalida (1960) e di Claudio Villa (1964). Già nel 1957 Bill Haley and His Comets ne avevano inciso una versione, con titolo Come rock with me. Nel 2006 Pino Daniele ha reinterpretato la versione di Elvis.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Pare che nel 1920, durante la premiazione del marciatore milanese Ugo Frigerio alle Olimpiadi di Anversa, alla presenza di re Alberto del Belgio, la banda che doveva eseguire l'inno italiano avesse perso lo spartito della "Marcia Reale". Per cavarsi d'impaccio, il direttore passò voce ai bandisti di suonare 'O Sole mio, da tutti conosciuta a memoria, e immediatamente l'esecuzione venne seguita a gran voce dagli spettatori dello stadio.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il grande affare di «'O sole mio».
  2. ^ Dati di vendita riportati in Elvis Presley. La storia, il mito. Catalogo completo delle canzoni. Tutti i dischi di Livio Monari, edizioni Arcana, 1992, pag. 20
  3. ^ Maria Aiello, Viaggio nello sport attraverso i secoli cap. 12 (PDF) in Viaggio nello sport attraverso i secoli, Le Monnier università, ISBN 978-88-00-86075-8. URL consultato il 27 gennaio 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]