Xiphias gladius

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Pesce spada
PSM V26 D351 Swordfish.jpg

Xiphias gladius Pakistan.jpg

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Famiglia Xiphiidae
Genere Xiphias
Specie X. gladius
Nomenclatura binomiale
Xiphias gladius
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Phaethonichthys tuberculatus, Tetrapterus imperator, Xiphias estara, Xiphias gladius estara, Xiphias imperator, Xiphias rondeletti, Xiphias thermaicus

Nomi comuni

pesce spada, spada

Areale

World distribution Swordfish.svg

Il pesce spada (Xiphias gladius) è l'unica specie della famiglia degli Xiphiidae.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

È presente nelle zone tropicali, subtropicali e temperate di tutti gli oceani, nonché nel mar Mediterraneo, nel mar Nero, nel mare di Marmara e mar d'Azov. È un tipico pesce pelagico che in certe situazioni si può avvicinare alle coste. Popola in prevalenza acque superficiali ma può scendere fino a 800 metri. Vive in acque tra 18 e 22°C (i giovanili anche in acque più calde) e nelle zone fredde effettua migrazioni verso sud in autunno[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo è di colore scuro sul dorso, argenteo con riflessi violacei sui fianchi e tendente al bianco sul ventre. Il loro aspetto è caratterizzato dalla presenza dell'inconfondibile "spada"; il corpo è agile e muscoloso, quasi squaliforme e la forma falciforme delle pinne denota una vita fatta di velocità e potenza, è infatti un pesce predatore e migratore.
La coda è estremamente forcuta e sottile, a forma di mezzaluna. L'occhio è grande e la vista buona.

Scheletro di pesce spada

La spada, un prolungamento della mascella lungo fino ad 1/3 del corpo, è composta di materiale osseo e presenta bordi taglienti. Viene usata come arma di offesa (per la caccia) e di difesa dall'unico predatore (uomo escluso) che comporta un serio pericolo alla vita del pesce spada: lo squalo mako.
Questi pesci raggiungono grosse dimensioni, con una lunghezza massima di oltre 4,5 m e un peso che supera abbondantemente i 400 kg (il pesce spada più pesante venne pescato in Cile nel 1953, pesava 655 kg).

Preda principalmente sgombri, tonni di piccole dimensioni, barracuda, pesci volanti, clupeidi e molluschi cefalopodi.
I pesci spada riescono ad aumentare la temperatura del cervello e degli occhi fino a 10 gradi centigradi rispetto alla temperatura esterna. Questo meccanismo fisiologico migliora la visione e la coordinazione al fine di cacciare con più efficienza

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

I pesci spada depongono da 1 a 29 milioni di uova, che vengono fecondate esternamente. Le uova fecondate hanno un diametro di 1,8 mm e le larve, che misurano 4 mm al momento della schiusa, rimangono in acque calde per alcuni mesi, dopodiché migrano verso i luoghi di origine dei genitori poiché necessitano di temperature più basse e di nutrimento in quantità.
La spada è completamente formata quando l'avannotto misura solo 10 mm; le femmine si sviluppano più velocemente dei maschi, diventando presto predatori voraci. Per misurare l'età di un esemplare è necessario contare gli anelli di accrescimento nella sezione dei raggi.
Ricerche sul DNA hanno inoltre provato come i vari ceppi presenti nei mari e negli oceani tendano ad accoppiarsi prevalentemente con esemplari della stessa provenienza e che tra pesci di diverse zone accadono riproduzioni sporadiche.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Il pesce spada ha una grande importanza per la pesca commerciale, che viene effettuata in prevalenza con palamiti derivanti e reti da circuizione[3] nonché come bycatch nella pesca al tonno[1]. A livello globale le catture avvengono prevalentemente nel Pacifico nordoccidentale, nel Mediterraneo e nel Pacifico centro orientale. Le nazioni che catturano le maggiori quantità sono Giappone, Stati Uniti, Italia, Spagna, Canada, Corea del sud, Taiwan, Filippine e Messico. Le carni sono ottime e impiegate in vari modi, di solito commerciate fresche o congelate ma anche inscatolate. In Giappone sono molto usate per preparare il teriyaki[4]. È anche catturato dai pescatori sportivi d'altura[1].

Pesca con la feluca[modifica | modifica wikitesto]

Nello stretto di Messina viene effettuato un caratteristico e antico tipo di pesca con l'arpione utilizzando particolari imbarcazioni denominate feluche dotate di un alto albero centrale munito alla sommità di una coffa per l'avvistamento del pesce e, a prua, di una lunga passerella in cima alla quale staziona l'arpioniere che così è in grado di trovarsi sulla verticale della preda prima che questa possa avvertire il rumore dei motori[3].

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Data la diffusione cosmopolita della specie la IUCN classifica X. gladius come a basso rischio di estinzione. La popolazione sfruttata in maniera meno sostenibile è quella del mar Mediterraneo che è soggetta a una forte sovrapesca che sta riducendo il numero delle catture e la taglia degli individui[1].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pesce Spada alla Ghiotta.
pesca tradizionale del pescespada in Calabria

Il pesce spada è un pregiato piatto tipico siciliano e calabrese, pescato e servito a Messina, e provincia, ad esempio Taormina, Milazzo, Sant'Agata di Militello, Roccalumera, Barcellona e Reggio Calabria e sua provincia soprattutto nei borghi di Villa San Giovanni, Palmi, Scilla e Bagnara Calabra diventandone caratteristica gastronomica delle località. Si tratta di una ghiotta che utilizza il pescespada come pesce.

A causa dell'inquinamento dei mari, la carne di pesce spada, come quella di molte altre specie di grossi pesci, contiene alti livelli di metalli pesanti, tra cui il mercurio. Di conseguenza se ne sconsiglia il consumo frequente, ed è da evitare il consumo da parte di bambini e di donne incinte.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la classificazione di Linnaeus del 1758, altri naturalisti e biologi hanno suddiviso la specie creando numerosi sinonimi e dando luogo ad una certa confusione. Attualmente solo il binomio Xiphias gladius è considerato valido, tuttavia i seguenti nomi scientifici si possono ancora trovare su pubblicazioni non aggiornate:

  • Phaethonichthys tuberculatus
  • Tetrapterus imperator
  • Xiphias imperator
  • Xiphias rondeletti
  • Xiphias estara
  • Xiphias gladius estara
  • Xiphias thermaicus

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Xiphias gladius su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2015.2, IUCN, 2015.
  2. ^ (EN) Xiphias gladius su FishBase. URL consultato il 05.07.2015.
  3. ^ a b Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, ISBN 8842510033.
  4. ^ (EN) Scheda dal sito della FAO

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]