Persico spigola (ibrido)

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Persico spigola
HybridBassCoosaRiver.jpg
Dati generali
Blue Mars symbol.svg Padre Morone chrysops
Pink Venus symbol.svg Madre Morone saxatilis
Impieghi Piscicoltura e pesca sportiva
Riproduzione
Fecondità Fertile ma riproduzione di scarsa efficienza

Il persico spigola[1], noto anche con i nomi di palmetto o persico striato è un ibrido tra Morone chrysops maschio e Morone saxatilis femmina, allevato in piscicoltura e presente sui mercati ittici europei.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il persico spigola è abbastanza ampiamente allevato in piscicoltura d'acqua dolce in Europa occidentale[2], soprattutto in Italia e Germania[3]. Sono segnalati individui presenti in acque libere in Italia[2] ma non si hanno notizie su un'eventuale naturalizzazione[4]. Non è ben nota la tolleranza alla salinità di questo ibrido. Le due specie parentali sono una d'acqua dolce (M. chrysops) e l'altra marina ma fortemente eurialina e capace di formare popolazioni stabili in acqua dolce (M. saxatilis)[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto è piuttosto simile a quello della spigola ma il corpo è decisamente più alto e compresso ai lati. La colorazione di fondo è argentata, sui fianchi sono presenti striature orizzontali scure in numero variabile, spesso piuttosto irregolari. La taglia massima supera di poco i 50 cm e i 2 kg di peso[4].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

L'ibrido è fertile ma la progenie viene prodotta in quantità modesta[3].

Allevamento e pesca[modifica | modifica wikitesto]

Il persico spigola viene allevato per il consumo umano ma le carni non sono particolarmente pregiate[4]. Ha una certa importanza per la pesca sportiva in quanto viene estesamente immesso nei laghetti per la pesca sportiva nei mesi caldi per sostituire le trote iridee che in estate muoiono o sono poco propense all'abboccata[2]. Viene insidiato soprattutto a spinning ed è apprezzato per la tenace resistenza che oppone alla cattura[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Denominazione obbligatoria in Italia per tutti i membri del genere Morone ai sensi del DM 31 gennaio 2008
  2. ^ a b c Scheda da ittiofauna.org
  3. ^ a b (EN) Kottelat M., Freyhof J., Handbook of European Freshwater Fishes, Cornol (CH), Publications Kottelat, 2007, ISBN 88-7021-299-8.
  4. ^ a b c d e Fortini N., Atlante dei pesci delle acque interne italianeeditore=Aracne, 2011, ISBN 978-88-548-4129-1.
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