Vai al contenuto

Pesca del pesce spada

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La pesca del pesce spada è una pratica di origini remote, già descritta da Polibio (storico greco del II secolo a.C.). Tramandata di generazione in generazione, in età contemporanea è svolta in Calabria e in Sicilia con tecniche moderne.

Illustrazione di Xiphias gladius

La pesca del pesce spada con l'arpione nello Stretto di Messina ha origini molto antiche. In origine, probabilmente, non veniva usata alcuna imbarcazione: i pescatori si appostavano sugli scogli dove aspettavano con l’arpione il passaggio del pesce spada. Al II secolo a. C. risale la testimonianza di Polibio il quale descrive, invece, l'utilizzo di una vedetta posta sugli strapiombi di Scilla che avvistava il pesce e forniva le indicazioni a barchette aventi due uomini d'equipaggio: il conducente che manovrava due remi e il fiocinatore posto sulla prua. Questi usi, pur subendo alcune modifiche nel tempo e tramandati di generazione in generazione, hanno fatto sì che da più di duemila anni la tecnica originaria di pesca nello Stretto di Messina sia rimasta pressoché immutata: avvistare il pesce, inseguirlo o attenderlo, lanciargli un arpione e lottare con lui.

Tecnica e imbarcazioni in età moderna

[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di quanto avveniva nell'antichità, in età medievale (probabilmente dal Quattrocento) venne introdotta un tipo di imbarcazione di origine araba, chiamata Luntre, quest’ultimo nome derivante dal latino linter. il luntre è una barca piccola, lunga dai 5 ai 7 metri, senza chiglia, alla quale veniva richiesta la massima stabilità, con un equipaggio di cinque rematori e un arpioniere. Questi cambiavano a volte disposizione, ad eccezione del quinto uomo ('u 'ntinneri) che saliva sull'albero per avvistare la preda. Nella costruzione della barca variava la qualità del legname: a volte pino, gelso o quercia. Il fasciame era sottile e leggero e la barca era tradizionalmente dipinta di nero all'esterno in modo da risultare meno visibile al pesce, e di verde all'interno. Per tenere pronti gli arpioni venivano inseriti ad incastro sui bordi a destra e a sinistra dell'arpioniere due maschitti, tavole verticali con due scalmiere ciascuna dove a portata di mano riposano trasversalmente le aste degli arponi.

I migliori esemplari di Luntre venivano costruiti in Calabria a Bagnara e Scilla oppure in Sicilia. Barche come queste sono del tutto scomparse dato che sono considerate ingombranti per la gestione e per l’attività. Un esemplare, costruito nel 1954 a Chianalea (Scilla, Calabria) da un vecchio maestro d’ascia, è stato acquistato nel 1981 dal comune di Scilla conservato ed esposto al pubblico come cimelio storico.

Tra i componenti dell’equipaggio c'era una sorta di gerarchia. Dall'alto dell'albero del luntre, 'u 'ntinneri, avvistato il pesce spada, gettava un grido d'allarme. L'arpioniere cercava di cogliere il momento giusto per lanciare la fiocina, che era legata all'imbarcazione con una lunga corda. A questo punto, seguendo un rituale assai rigido, veniva ingaggiata una vera e propria lotta, in cui gli incidenti erano frequenti: per questo motivo al lancio della fiocina veniva invocata la protezione di San Marco Benedetto. Il pesce infilzato affiorava saltando fuori dall'acqua o s'inabissava, finché stremato si arrendeva. Il pesce colpito veniva issato a bordo e un pescatore incideva con le unghie sulla branchia un segno, detto "a Cardata ra cruci" in segno di rispetto. A questo susseguivano altri rituali, tramandati e rispettati dai pescatori. Al termine della pesca l’animale veniva riparato dal sole per non alterarne la freschezza e le proprietà.

Accadeva a volte che il maschio di pesce spada, vedendo la compagna colpita, cercasse di difenderla aggredendo l'uomo e causando così la propria cattura: questa coppia veniva detta "paricchia". Di questa storia d'amore e di morte è stato interprete il cantante Domenico Modugno nella canzone “U pisci spada”. [1]

Pratiche contemporanee

[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1952 in poi, a causa dello scarso rendimento di questa attività vennero introdotte alcune modifiche ai luntri con l'introduzione della passerella e del primo motore, queste portarono ad un aumento del ricavo. Con il passare del tempo (1981-82), anche i materiali di costruzione cambiarono (usando spesso il metallo) e l'albero e la passerella vennero allungati.

Da queste imbarcazioni ibride si passò a una sorta di standard degli esemplari. Gli esemplari moderni (chiamati "Feluche" in Sicilia e "Passerelle" in Calabria), sono costituiti da un’alta torre per l’avvistamento ed una passerella per l’arpionaggio; queste due parti sono molto importanti perché, collegate direttamente da cavi in acciaio, garantiscono stabilità all’imbarcazione. La barca è dotata anche di due motori per affrontare le correnti dello Stretto. La torre innalzata al centro della barca ha in cima una coffa, dentro alla quale prende posto l’ultimo componente dell’equipaggio, forse il più importante, dato che dà comunicazioni riguardo alla navigazione e alla presenza o meno del pesce. L’ultima invenzione nel campo delle imbarcazioni sono state le spadare, robuste barche che permettono di spingersi in alto mare e catturare un ingente numero di pesci con l’aiuto di lunghe reti. Il sistema è stato in seguito vietato dalla CEF; questo ha riportato i pescatori ad utilizzare le antiche tecniche.

  1. ^ "Il dizionario della canzone italiana - Le canzoni", di Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), ed. Curcio, 1990; alla voce U pisci spada, pag. 479

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]