Stazione di Viareggio Scalo

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Viareggio Scalo
già Viareggio
stazione ferroviaria
Viareggio Scalo (1).jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàViareggio
Coordinate43°51′59.09″N 10°15′26.69″E / 43.866414°N 10.257414°E43.866414; 10.257414Coordinate: 43°51′59.09″N 10°15′26.69″E / 43.866414°N 10.257414°E43.866414; 10.257414
LineeGenova-Pisa
Viareggio-Lucca
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualeDismessa
Attivazione1861
Soppressione1994
Dintorniporto di Viareggio

La stazione di Viareggio Scalo è stata una stazione ferroviaria delle linee Genova-Pisa e Viareggio–Lucca. Si trattava della prima stazione di Viareggio e per questo è conosciuta localmente anche con il nome di stazione vecchia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione, in origine denominata "Viareggio", fu aperta il 15 aprile 1861 in concomitanza con l'apertura del tronco che la collegava alla stazione di Pisa Porta Nuova. Lo scalo fu poi collegato all'impianto di Pietrasanta il 12 dicembre dello stesso anno[1].

Il 21 dicembre 1890 la stazione fu raggiunta dalla linea proveniente da Lucca[1].

L'8 agosto 1900 fu inaugurata la tranvia a vapore che, voluta dal Comune di Camaiore, costituiva il collegamento diretto con Viareggio, che si attestava sul binari più a nord all'interno del piazzale della stazione. In conseguenza dell'apertura della nuova stazione, inaugurata nel 1936, la tranvia fu sostituita da un autoservizio. Contestualmente il vecchio impianto fu rinominato Viareggio Scalo ed utilizzato fino al 1992 come scalo di smistamento e per la fermata di alcuni treni regionali.

La stazione venne chiusa nel 1994[2].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio della vecchia stazione vista dal lato dei binari.

Alla stazione faceva capo un vasto complesso di raccordi che negli anni mutò più volte la propria fisionomia e funzione.

Fra essi vanno ricordati il cosiddetto Scalo della sabbia, attivo fra il 1861 e il 1930, che giungeva all'omonimo impianto sul canale Burlamacca, il raccordo con uno stabilimento meccanico, quello che collegava due opifici (un'officina meccanica ed un laboratorio marmifero) e il più lungo binario di collegamento con il balipedio della Marina Militare[3].

Un altro raccordo, di notevole importanza per l'economia della zona, era quello a servizio delle Officine Estensi, una società che aveva sede a Este, che percorreva le vie Varsavia (poi via Arcangeli) e Fontanella (poi Nicolò Pisano). Lo stabilimento cambiò in seguito proprietà, passando alla Società Anonima Officine di Viareggio, cui successe la Cooperativa di lavoro tra Operai Metallurgici (COMA) e infine un'altra azienda veneta, la Fervet di Castelfranco Veneto[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, in Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  2. ^ MoVimento 5 Stelle Viareggio: "Prossima fermata...Viareggio Scalo!"
  3. ^ a b Adriano Betti Carboncini, La torbiera di Torre del Lago e l'elettrificazione ferroviaria. Binari a Viareggio, op. cit. pp. 98-126

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Strade Ferrate del Mediterraneo, Album dei Piani Generali delle stazioni, fermate, cave, cantieri, officine e diramazioni a Stabilimenti privati alla data 1º gennaio 1894, Tip. Lit. Direz. Gen. Ferr. Mediterraneo, Milano, 1895. Tavola 132. Stazione di Migliarino, stazione di Pietrasanta, stazione di Torre del Lago, stazione di Serravezza, stazione di Viareggio, stazione di Massa.
  • Ennio Morando e altri, Ricordi di rotaie. Nodi, linee, costruzioni e soppressioni in Italia dal 1839 ai giorni nostri. Volume secondo nodi principali & nodi complementari, Padova, Il Prato, 2002. ISBN 88-87243-43-3.
  • Adriano Betti Carboncini, La torbiera di Torre del Lago e l'elettrificazione ferroviaria. Binari a Viareggio, Calosci, Cortona, 2004. ISBN 88-7785-200-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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