Destino di una imperatrice

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Sissi - Destino di una imperatrice
Sissi il destino di un'imperatrice.jpg
Romy Schneider in una scena del film
Titolo originaleSissi - Schicksalsjahre einer Kaiserin
Lingua originaletedesco
Paese di produzioneAustria
Anno1957
Durata109 min
Rapporto1,37 : 1
Generesentimentale, storico
RegiaErnst Marischka
SoggettoErnst Marischka
SceneggiaturaErnst Marischka
ProduttoreErnst Marischka e Karl Ehrlich
Casa di produzioneErma-Film
FotografiaBruno Mondi
MontaggioAlfred Srp
MusicheAnton Profes
ScenografiaFritz Jüptner-Jonstorff
CostumiGerdago, Leo Bei
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale:

Riedizione TV:

Sissi - Destino di una imperatrice (Sissi - Schicksalsjahre einer Kaiserin) è un film del 1957 diretto da Ernst Marischka con protagonisti Romy Schneider, Karlheinz Böhm, Magda Schneider, Gustav Knuth, Uta Franz, Walter Reyer, Vilma Degischer e Josef Meinrad. Ultimo anello della trilogia di film romantici sulla vita dell'imperatrice austriaca Elisabetta di Baviera, in Italia il lungometraggio è stato in seguito rinominato Sissi - Il destino di un'imperatrice.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La giovane imperatrice Elisabetta ama viaggiare e in particolare trascorre il suo tempo in Ungheria, paese per il quale prova un grande amore. Qui, la nobiltà è rappresentata dal conte Andrássy, il quale è in realtà anche innamorato dell'imperatrice e conta su di lei e sul suo carisma per ottenere un miglior stato giuridico per l'Ungheria. A sua volta, Sissi cerca di far riconciliare l'impero con il partito dei ribelli, che vorrebbero l'indipendenza per il loro paese.

Decisasi a tornare a Vienna, Sissi incontra il marito che è venuto a prenderla e insieme passano alcuni giorni felici in montagna. Lì, tuttavia, l'imperatrice si sente male e successivamente scopre di avere una grave infezione polmonare che poi verrà complicata da una depressione psicosomatica. Nella speranza di guarire, Sissi intraprende un viaggio verso mete più calde: approderà così prima a Madera, e poi a Corfù. Dopo molti mesi lontana dalla corte, la malattia verrà superata anche grazie alla vicinanza dall'energica e positiva madre Ludovica.

Una volta guarita, Sissi accompagna il marito in una visita diplomatica a Milano e poi a Venezia, due città che a quel tempo facevano parte del Regno Lombardo-Veneto, possedimento austriaco nel Nord Italia, e dove già in passato si erano manifestate rivolte contro la dominazione asburgica, la più vasta delle quali, nel 1848 (Cinque Giornate di Milano, insurrezione di Venezia), aveva portato una effimera libertà, con la nascita di Governi provvisori a Milano e nelle altre città, e la costituzione della Repubblica di San Marco.

In entrambe le città, la coppia reale si scontrerà con lo sdegno dei cittadini nei confronti di ciò che i due sovrani rappresentano: soprattutto a Milano, dove l'aristocrazia locale rifiuterà di presenziare alla Scala davanti alla coppia imperiale (inviando in propria vece la servitù). Invece a Venezia, il toccante incontro in Piazza San Marco di Sissi con la figlioletta che non vede da lungo tempo, intenerirà gli animi della folla in un primo tempo fredda, preludendo così a un finale di riconciliazione.

Differenze tra film e realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

Il film si discosta molto dalla realtà storica. Quando a Sissi viene diagnosticata una malattia nervosa, Francesco Giuseppe le suggerisce di recarsi a Trieste e Venezia, parte dell'impero, e solo un successivo peggioramento di Sissi farà decidere all'imperatrice di partire per i più caldi climi di Madera e Corfù. Dovuti in buona parte alla depressione, i malanni di Sissi trarranno giovamento dalla lontananza dalla rigida corte di Vienna: molta indignazione susciteranno immagini dell'imperatrice intenta a divertirsi, mentre nella capitale il popolo e i nobili la credono in punto di morte.

Il film è onesto nel descrivere l'accoglienza glaciale che i sovrani ricevettero nel loro viaggio a Milano: nel ricevimento indetto per la nobiltà, gli aristocratici lombardi mandarono effettivamente al loro posto, in segno di disprezzo, i propri servi; al concerto alla Scala fu intonato il "Va, pensiero" di Giuseppe Verdi, che allora era l'inno dei patrioti italiani. Invece a Venezia, città che ricordava ancora il duro assedio, la fame e i bombardamenti subiti nel 1849, il corteo dei navigli reali fu accolto nella più assoluta e ostentata indifferenza.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Erma-Film con il titolo originale Sissi - Schicksalsjahre einer Kaiserin.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito in Austria dalla Sascha Filmverleih e in Germania dalla UFA-Filmverleih GmbH nel dicembre 1957, il film uscì in tutto il mondo attraverso la Beta Film nel 1958. Il 27 dicembre 1998, fu trasmessa dalla TV tedesca una versione restaurata del film[1].

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le versioni italiane dei tre film, in origine le doppiatrici italiane di Sissi/Romy Schneider furono Rita Savagnone per i primi due film e Maria Pia Di Meo per il terzo (fonte: Le voci del tempo perduto di Gerardo Di Cola), ma tali versioni sono oggi introvabili; le edizioni italiane oggi disponibili (anche in DVD) sono quelle ri-doppiate negli anni ottanta dalla CVD di Oreste Lionello, dove la voce di Sissi è quella di Cristiana Lionello mentre Claudio Capone doppia Karlheinz Böhm (Francesco Giuseppe) e Melina Martello è Magda Schneider (Duchessa Ludovica).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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