Regola dei gol in trasferta

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La regola dei gol in trasferta è una normativa aggiuntiva del regolamento del calcio, non rientrante nei 17 punti fondamentali.[1]

La norma[modifica | modifica wikitesto]

Insieme ai tempi supplementari e ai tiri di rigore, il suo ricorso è dettato dall'eliminazione diretta: l'applicazione è quindi limitata alle partite in cui una squadra debba necessariamente prevalere sull'altra.[2] Più nel dettaglio, è ristretta ai confronti che si svolgono con gare di andata e ritorno.[2]

La relativa norma dispone che, in caso di pari aggregato al termine regolamentare della partita di ritorno, venga premiata la formazione con il maggior numero di reti segnate in campo avverso[2]: ha validità anche durante l'eventuale prolungamento dell'incontro.[2] Introdotta dalla stagione 1965-66[3], è presente nelle competizioni per club e Nazionali.[3][2] Il vantaggio della squadra ospite - alla quale un eventuale pareggio con gol risulterebbe favorevole - è bilanciato dal fattore campo per i padroni di casa.[2]

L'applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento la prevede anche per le stracittadine, malgrado le squadre impegnate possano condividere il medesimo stadio.[2] Un noto esempio riguarda la semifinale della Champions League 2002-03, in cui andò in scena il derby milanese.[3] La partita di andata, Milan-Inter, terminò 0-0[4]: il ritorno finì invece 1-1, premiando i rossoneri per il gol "in trasferta".[5]

Ha rilevanza anche in eventuali risultati decisi a tavolino, come avvenuto nei turni preliminari dell'edizione 2014-15 dello stesso torneo[6]: il caso in questione era la sfida tra Celtic e Legia Varsavia.[6] L'incontro di andata si era chiuso sul 4-1 per i polacchi, che nella seconda partita (in vantaggio per 2-0) schierarono irregolarmente un calciatore: l'UEFA assegnò il 3-0 in favore degli scozzesi, qualificandoli grazie al gol segnato nella prima gara.[6]

Competizioni interessate[modifica | modifica wikitesto]

Il criterio viene preso in considerazione nelle partite di coppa[3], mentre non trova applicazione nelle eventuali "code" dei campionati (play-off e play-out): in tali situazioni, infatti, le reti segnate in casa e in trasferta hanno esattamente lo stesso valore.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Sisti, Quel gol che vale doppio Il primo fu di Eusebio, su repubblica.it, 27 aprile 2011.
  2. ^ a b c d e f g Alessandro Pasini, Il gol che vale doppio in trasferta divide il calcio: «È tempo di abolirlo», su corriere.it, 4 ottobre 2014.
  3. ^ a b c d e Mario Corte, GOAL!, Lapis Edizioni, 2003, ISBN 9788887546873.
  4. ^ Champions, pari senza reti nel derby di Milano, su repubblica.it, 7 maggio 2003.
  5. ^ Al Milan basta un pareggio per conquistare la finale, su repubblica.it, 13 maggio 2003.
  6. ^ a b c Champions League, Legia Varsavia fa appello al Celtic: "Rigiochiamo la partita", su repubblica.it, 10 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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