Norma del vantaggio

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Regole del gioco del calcio.

L'arbitro Héctor Baldassi distende le braccia per segnalare l'assegnazione del vantaggio

La norma del vantaggio (spesso chiamata impropriamente regola del vantaggio, o, più comunemente e semplicisticamente, vantaggio) è una norma del gioco del calcio, trattata dal Regolamento del Gioco del Calcio alla Regola 5.[1] Essa prevede che, qualora a seguito di un fallo o di un'infrazione la squadra che subisca questi ultimi si trovi in una situazione vantaggiosa per il proseguimento dell'azione, l'arbitro possa riservarsi di non interrompere immediatamente il gioco a seguito del fallo o della scorrettezza, ma piuttosto di lasciar proseguire l'azione.

Regolamentazione[modifica | modifica wikitesto]

La norma del vantaggio è così chiamata proprio perché non rientra nelle 17 regole fondamentali del calcio, ma è un'appendice della Regola 5 (L'arbitro): inoltre, non sono stabiliti indiscutibilmente i casi nei quali il vantaggio debba o non debba essere applicato, lasciando quindi all'arbitro il pieno potere decisionale sull'applicazione o meno del vantaggio.

Il vantaggio è nominato fra i doveri dell'arbitro ("L'arbitro: [...] Lascia proseguire il gioco quando la squadra contro la quale è stata commessa un'infrazione beneficerà da ciò di un vantaggio e punisce l'infrazione iniziale se il vantaggio accordato non si è concretizzato nell'immediatezza;")[2], ma la sua trattazione più completa avviene nella sezione "Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri" della Regola 5, nella quale è dedicato un intero paragrafo alla norma.

L'arbitro Pasquale Rodomonti (al centro) distende il braccio assegnando il vantaggio a favore del milanista George Weah (a destra), nella sfida di Serie A dell'8 settembre 1996 tra Milan e Verona (4-1): ne scaturirà una tra le più belle reti nella storia del calcio italiano.[3]

Sostanzialmente, il vantaggio deve essere applicato in tutti quei casi in cui la squadra che subisca un fallo o un'infrazione sarebbe svantaggiata dall'interruzione del gioco e, quindi, quando la squadra in questione tragga più vantaggio dal proseguimento dell'azione piuttosto che da un calcio di punizione derivato dal fallo o dall'infrazione iniziale. L'arbitro segnala il vantaggio distendendo una o entrambe le braccia nel momento in cui rilevi l'infrazione, ma decida di lasciar comunque proseguire il gioco in virtù della norma.

Una volta assegnato il vantaggio, l'arbitro ha 3" a disposizione per verificare che questa decisione abbia effettivamente prodotto un vantaggio per la squadra che ha subìto il fallo: se ciò non avviene, l'arbitro può fermare il gioco e sanzionare l'infrazione per la quale non aveva inizialmente interrotto l'azione. La norma del vantaggio non modifica i provvedimenti disciplinari: se viene concesso il vantaggio per un fallo sanzionabile con l'ammonizione o l'espulsione, il cartellino (giallo o rosso) è mostrato al calciatore autore del fallo alla successiva interruzione di gioco.

Casi particolari[modifica | modifica wikitesto]

Esistono comunque delle situazioni particolari riguardanti la norma del vantaggio. Se, ad esempio, viene commesso un grave fallo di gioco o una condotta violenta (in sostanza, infrazioni meritevoli di cartellino rosso), il vantaggio non va mai applicato, a meno che non ci sia l'evidente opportunità di segnare una rete. Tuttavia, se l'arbitro concede il vantaggio su una situazione simile, e prima che il gioco si fermi il calciatore che dovrebbe essere espulso per l'infrazione commessa interviene nel gioco, l'arbitro deve immediatamente interrompere l'azione, espellere il calciatore (per il grave fallo di gioco o per la condotta violenta precedentemente commessa), e riprendere con una rimessa da parte dell'arbitro nel punto in cui si trovava il pallone al momento dell'interruzione.

E anche per quanto riguarda la condotta gravemente sleale, ovvero qualsiasi fallo che neghi alla squadra avversaria una rete o l'evidente opportunità di segnare una rete, e che è punibile con un cartellino rosso, esistono regolamentazioni particolari in caso di vantaggio. Infatti, se l'arbitro concede il vantaggio su un fallo che provochi una condotta gravemente sleale, il calciatore reo alla prima interruzione non sarà espulso, ma ammonito. Tuttavia, se l'infrazione che configura la condotta gravemente sleale sia un'infrazione di per sé meritevole di rosso (grave fallo di gioco o condotta violenta), allora il calciatore, alla prima interruzione, sarà comunque espulso, a meno che il calciatore in questione non intervenga nel gioco prima che questo si fermi, nel qual caso l'arbitro interverrà come descritto nel paragrafo precedente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 52.
  2. ^ Regolamento del Giuoco del Calcio (PDF), aia-figc.it, p. 49.
  3. ^ Filmato audio Lo storico coast to coast di Weah del 1996, la Repubblica, 14 ottobre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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