Pippo Delbono

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Pippo Delbono in un incontro con il pubblico alla Lomax di Catania (7 marzo 2010)

Pippo Delbono (Varazze, 1º giugno 1959) è un attore teatrale e regista teatrale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frequentò durante il liceo la scuola di teatro di Savona, dove incontrò l'attore argentino Pepe Robledo, scappato dalla dittatura del suo paese. All'inizio degli anni ottanta si trasferì insieme a lui in Danimarca, dove si unì al gruppo Farfa, diretto da Iben Nagel Rasmussen, attrice storica dell'Odin Teatret. Prendendo parte ai viaggi ed alle opere del gruppo, si impadronì delle tecniche dell'attore danzatore dell'Oriente, che avrebbe in seguito approfondito nei successivi soggiorni in India, Cina e a Bali[1].

Ritornato in Italia, cominciò a lavorare al suo primo spettacolo, Il tempo degli assassini, che debuttò sui palcoscenici italiani nel 1987, dopo una lunga tournée attraverso non solo teatri, bensì anche carceri e villaggi popolari sudamericani. Già nella prima opera si definirono i tratti di un linguaggio teatrale che avrebbero caratterizzato tutte le creazioni seguenti. Sempre nel 1987 incontrò Pina Bausch, su invito della quale Delbono partecipò ad uno dei lavori del suo Wuppertaler Tanztheater. Fu questa una tappa fondamentale nel percorso artistico del regista, in cui danza e teatro si fondono[2].

Due anni dopo scrisse Morire di musica, una creazione poetica minimale e silenziosa, allestita in una grossa stanza piena di barchette di carta. Seguì, nel 1990, Il Muro, primo suo allestimento corale con attori e danzatori. Nel 1992 fu la volta di Enrico V, tratto da Shakespeare, la sua unica opera ispirata ad un testo teatrale[3].

L’incontro con persone provenienti da situazioni sociali di emarginazione determina una svolta nella sua ricerca poetica: nasce così Barboni nel 1997, spettacolo vincitore del premio speciale Ubu nello stesso anno «per una ricerca condotta tra arte e vita»[4] e del premio della critica nel 1998. Alcuni di questi attori - tra cui Bobò, sordomuto incontrato e fatto uscire dal manicomio di Aversa dopo un internamento durato 45 anni e recentemente scomparso - hanno consolidato il loro lavoro all’interno della compagnia e sono tuttora parte centrale dell’esperienza.

Seguirono due recitazioni corali, intitolate Itaca e Her bijit (formula di congedo in lingua curda, "che tu possa vivere per sempre"), entrambe indagatrici dei grandi spazi: la prima fu allestita nel cantiere navale di Pietra Ligure con quaranta persone, fra attori ed operai; la seconda, con attori, musicisti, extracomunitari e rom, fu composta per la Biennale di Venezia[5]. Attraverso il successivo Guerra, del 1998, e il più recente Esodo, dell'anno seguente, opera dove il montaggio si avvicina ad una sorta di composizione cubista, Delbono proseguì l'avventura umana e artistica con le persone che costituiscono la sua compagnia.

Nel luglio 2000 debuttò nel comune siciliano di Gibellina Il silenzio, che parla del terremoto del Belice del 1968; fu rappresentato sul "Cretto" dello scultore Alberto Burri, un grande sudario di pietra bianca che ricopriva la città in macerie[6]. Nel 2002 fu la volta di Gente di plastica, al teatro delle Passioni di Modena[7], un universo visivo esuberante che si fonde con la musica rock di Frank Zappa ed il testamento poetico di Sarah Kane.

Nel 2003 in seguito alla tournée in Israele e Palestina gira il lungometraggio Guerra, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del David di Donatello come miglior documentario.

Urlo ha debuttato al Festival d'Avignone il 13 luglio 2004[8], con la partecipazione straordinaria di Umberto Orsini, Giovanna Marini e la Banda della scuola popolare di musica di Testaccio.

Nell'agosto 2006 Partecipa al Progetto Thierry Salmon in veste di maestro per lo stage dal titolo "la danza del corpo e delle parole" con giovani attori provenienti da 5 stati europei sotto la direzione artistica di Franco Quadri[9]. Per la prima volta il 6 settembre 2007 a Spoleto nei panni di regista di opera lirica si cimenta con un altro illustre debutto ovvero l'opera lirica Obra maestra, tratta da un progetto inedito di Frank Zappa[10], scritta dal veneziano Giovanni Mancuso con libretto di Pilar Garcia, opera già premiata come vincitrice della VII Edizione del Concorso Internazionale per Nuove Opere di Teatro Musicale da Camera Orpheus.

Nel 2011 presenta a Padova lo spettacolo Dopo la battaglia[11], che si avvale dalla presenza in scena del violinista Alexander Bălănescu e dell'étoile dell'Opéra di Parigi Marie-Agnès Gillot. Molti i temi affrontati: dalle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia alla follia. Si sente la voce di Alda Merini che parla della sua permanenza in manicomio, e si vedono alcuni video girati negli ospedali psichiatrici. Il ruolo di Bobò è centrale: innumerevoli e sempre riusciti i suoi travestimenti[12]. Lo stesso anno, recita nel film televisivo Il sogno del maratoneta, per la regia di Leone Pompucci.

Lo spettacolo Vangelo[13], coprodotto con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria[14] vede in scena gli attori della sua compagnia insieme ad attori, danzatori, musicisti e coro dell’istituzione croata, oltre ad alcuni rifugiati del centro profughi PIAM di Asti. Lo spettacolo ha due versioni: una operistica, con orchestra e coro, che ha debuttato a Zagabria nel 2015 e una versione di prosa che ha debuttato al Théâtre Vidy di Losanna nel 2016. Le musiche dello spettacolo sono di Enzo Avitabile che per le stesse ha vinto il premio Ubu[15] nel 2017.

La sua ultima creazione teatrale, La gioia[16], ha debuttato a marzo 2018 ed è stata presentata a Delhi e Bhopal in India, all'Hong Kong Arts Festival, a Shizuoka, in Giappone, in Tunisia, Spagna, Portogallo, Argentina, Cile, ed è in tournée nella stagione 2020/21[17].

I suoi spettacoli sono stati presentati in più di cinquanta paesi nel mondo, in teatri e festival come quello di Avignone, che ha ospitato molte creazioni della compagnia, il Grec di Barcellona, il Theater Spektakel di Zurigo, il Festwochen di Vienna, il Festival TransAmériques di Montréal, la Biennale di Venezia per citarne alcuni.

Numerosi teatri, come il Théâtre du Rond-Point di Parigi, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Argentina di Roma, tra gli altri, ospitano regolarmente i suoi spettacoli.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Il tempo degli assassini (1987)
  • Morire di musica (1989)
  • Il Muro (1990)
  • Enrico V, ispirato al testo di William Shakespeare (1992)
  • La rabbia (1995)
  • Barboni (1997)
  • Itaca (1998)
  • Guerra (1998)
  • Her bijit (1999)
  • Esodo (1999)
  • Il silenzio (2000)
  • Gente di plastica (2002)
  • Urlo (2004)
  • Racconti di Giugno (2005)
  • Questo Buio Feroce (2006)
  • La Menzogna (2008)
  • Amore e carne (2011)
  • Rosso Bordeaux (2011)
  • Dopo la battaglia (2011)
  • Erpressung / Ricatto (2012)
  • Orchidee (2013)
  • Vangelo (2016)
  • La Gioia (2018)

Opera[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1997 - Premio Ubu per Barboni
  • 2005 - Premio le Maschere del Teatro per Urlo
  • 2006 - Sulmona Film Festival - Miglior Attore per Grido
  • 2011 - Premio Ubu - Miglior spettacolo dell'anno a Dopo la Battaglia
  • 2012 - Premio Abbiati
  • 2012 - Prix spécial du Jury SSR - Festival Vision du réél Nyon per Amore e Carne
  • 2013 - Zagreb Film Festival - Gran Premio del pubblico per Amore e Carne
  • 2013 - Menzione Speciale Doclisboa per Sangue
  • 2014 - San Giò Video Festival - Miglior Film per Sangue
  • 2016 - Festival del Cinema del Reale - Migliori Attori Pippo Delbono e Bobò
  • 2016 - Grand Prix du Festival Doc en courts de Lyon per La Visite
  • 2016 - It's All True – International Documentary Film Festival San Paolo - Miglior Cortometraggio La Visite

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guerra (2003)
  • Grido (2006)
  • Blue Sofa (2009) cortometraggio
  • La paura (2009)
  • Amore carne (2011)
  • Sangue (2013)
  • La Visite (2015)
  • Vangelo (2016)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ma mère et les autres, La Maison Rouge, Paris (2014)
  • L’Esprit qui ment, Centre Pompidou , Paris (2018)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ghiglione A., Barboni. Il teatro di Pippo Delbono, Ubulibri, Milan, Italy 1999
  • Delbono P., Pippo Delbono, mon théâtre, Actes Sud, Arles, France 2004
  • Delbono P., Pons H., Le Corps de l'acteur, six entretiens romains avec Hervé Pons, Éditions Les Solitaires Intempestifs, Besançon, France, 2004
  • Delbono P., El Teatro de la rabia, Punto a parte, Murcia, Spain, 2005
  • Delbono P., Racconti di giugno, Garzanti, Milan, Italy, 2008
  • Bentivoglio L., Pippo Delbono.Corpi senza menzogna, Barbés, 2009
  • Delbono P., Regards, Actes Sud, Arles, France, 2010
  • Bionda N., Gualdoni C., Visioni incrociate. Pippo Delbono tra cinema e teatro Titivillus, Corazzano, Italy, 2011
  • Delbono P., Dopo la battaglia. Scritti poetico-politici, Ed. Barbés, 2011
  • De Martino A., Puppa p., Toninato P., Differences on stage, Cambridge Scholar Publishing, Newcastle upon Tyne, UK, 2013
  • Pizzinant B., Pippo Delbono, le théâtre au temps des assassins, Editions de l'Amandier, Paris, France, 2014
  • Delbono P., Pier Paolo Pasolini. Urlare la verità, Clichy, Florence, Italy, 2014
  • Delbono P., Senzani G., Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà, Clichy, Florence, Italy, 2014
  • Delbono P., David Bowie. L'uomo che cadde sulla terra, Clichy, Florence, Italy, 2016
  • Manzella G., La possibilità della gioia, Clichy, Florence, Italy, 2017
  • Delbono P., Le don de soi, Actes Sud, Arles, France, 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pippo Delbono, attore e regista Archiviato l'11 ottobre 2009 in Internet Archive. dal sito di Sipario
  2. ^ Delbono saluta Pina Bausch[collegamento interrotto] Vita, la voce del no-profit
  3. ^ Note biografiche su Pippo Delbono da Affari Italiani, Culture
  4. ^ Premio Speciale a Barboni Archiviato il 29 agosto 2005 in Internet Archive. Ubulibri, stagione 1996/97
  5. ^ Doppia Scena, Pippo Delbono Università di Catania, l'agenda
  6. ^ Il Silenzio Archiviato il 15 ottobre 2009 in Internet Archive. dal sito della produzione, Emilia-Romagna Teatro
  7. ^ La Soffitta, 2003 Archiviato il 6 gennaio 2007 in Internet Archive. Università di Bologna, Dipartimento Musica e Spettacolo
  8. ^ Teatro News[collegamento interrotto] dal sito Musicultura On Line
  9. ^ Progetto Thierry Salmon Archiviato il 16 febbraio 2010 in Internet Archive. dal sito del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
  10. ^ Pippo Delbono/Obra Maestra 2007 Archiviato il 23 luglio 2010 in Internet Archive. dal sito dell'Istituzione Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”
  11. ^ Dopo la battaglia, su Emilia Romagna Teatro. URL consultato il 17 novembre 2020.
  12. ^ Intervista a Pippo Delbono dal sito La Règle du Jeu, rivista diretta da Bernard-Henri Lévy
  13. ^ Vangelo, su Emilia Romagna Teatro. URL consultato il 17 novembre 2020.
  14. ^ (HR) Evanđelje, su HNK. URL consultato il 17 novembre 2020.
  15. ^ I vincitori, su www.ubuperfq.it. URL consultato il 17 novembre 2020.
  16. ^ Repubblica.it, Pippo Delbono, la gioia è una cosa meravigliosa, su Post teatro. URL consultato il 17 novembre 2020.
  17. ^ La Gioia, su Emilia Romagna Teatro. URL consultato il 17 novembre 2020.
  18. ^ La motivazione dal sito del Premio Europa per il Teatro
  19. ^ Locarno, a Delbono il premio dell'International Federation of Film Societies, su TvDaily.it, 17 agosto 2013. URL consultato il 17 novembre 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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