Sarah Kane

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Sarah Kane (Brentwood, 3 febbraio 1971Londra, 20 febbraio 1999) è stata una scrittrice e drammaturga britannica.

Autrice di cinque testi teatrali, tutti molto controversi per i temi trattati (stupro, cannibalismo, malattie), combatté a lungo con la depressione, che fu la causa della sua morte per suicidio nel 1999.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sarah Kane lottò contro la depressione per molti anni, ma continuò a lavorare, e fu per un certo periodo drammaturga fissa della compagnia teatrale itinerante Paines Plough.

La sua prima opera, Blasted (Dannati), che traccia parallelismi fra la Gran Bretagna e la Bosnia e contiene scene di stupri, cannibalismo e brutalità, creò il più grande scandalo teatrale a Londra dai tempi della scena della lapidazione del bambino nello spettacolo Saved di Edward Bond; Kane adorava il lavoro di Bond e proprio lui difese pubblicamente l'opera e il talento di Kane. Altri autori che influenzarono Sarah Kane furono Samuel Beckett, Howard Brenton e Georg Büchner. Di quest'ultimo Kane diresse Woyzeck. Kane e Caryl Churchill si ammiravano e si influenzarono a vicenda.

Mentre il giornalista del Daily Mail Jack Tinker aveva descritto la sua prima opera come «disgustoso banchetto di sporcizia», Sarah Kane è ora considerata come un'importante protagonista nel teatro britannico, nonché una delle figure chiave del cosiddetto in-yer-face theatre. L'opinione della critica cambiò tuttavia solo dopo la sua quarta opera, Crave, (Febbre). L'opera fu pubblicata originariamente con lo pseudonimo di Marie Kelvedon, per fare in modo che i critici la valutassero come un'opera a sé stante e non come l'ultimo lavoro di una autrice i cui personaggi avevano succhiato gli occhi uno all'altro e cotto alla griglia i loro genitali. Crave si concentra su quattro personaggi, che hanno come nome solo una lettera, legati fra loro da relazioni la cui profondità può essere compresa solo dopo una accurata interpretazione dell'opera. Inoltre, è un'opera altamente intertestuale. Attraverso questa nuova immagine di Sarah Kane, i suoi primi testi sono stati reinterpretati, rivelando personaggi complessi con un dolore sia psicologico che fisico.

La sua ultima opera, 4.48 Psychosis, fu completata poco prima della morte dell'autrice e fu rappresentata un anno dopo il suicidio. Subito dopo aver terminato la stesura dell'opera, fu ricoverata in ospedale psichiatrico a causa di un'overdose di sonniferi. Poco tempo dopo, lasciata sola dal personale ospedaliero per circa tre ore, la Kane si impiccò con i lacci delle sue stesse scarpe. Nel 2001 il Royal Court Theatre, che aveva messo in scena tutte le prime degli spettacoli di Kane eccetto uno, ha dedicato una stagione intera alla sua opera. Fu la traduzione di Barbara Nativi a portarla, per la prima volta, in Italia al Festival Intercity London del 1996, a Sesto Fiorentino prima e a Firenze nel marzo 2012 poi[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Scarlini (a cura di), Tutto il teatro di Sarah Kane, traduzione di Barbara Nativi, Torino, Einaudi, 2000, ISBN 88-06-15392-7.
  • Graham Saunders, Love me or kill me. Sarah Kane e il teatro degli estremi, Riano, Editoria & Spettacolo, 2005 [2002], ISBN 88-89036-30-3.
Controllo di autorità VIAF: (EN5087358 · LCCN: (ENno97003704 · ISNI: (EN0000 0003 5393 7326 · GND: (DE121936422 · BNF: (FRcb13499407t (data)