Narcisismo

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Il narcisismo è un termine che presenta una vasta gamma di significati, a seconda che venga utilizzato per descrivere un tratto della personalità, un concetto della teoria psicoanalitica, un disturbo mentale, un problema sociale o culturale.

Nel linguaggio di tutti i giorni, il narcisismo è per lo più sinonimo di egocentrismo, egoismo, vanità, presunzione[1]. In psicologia, il termine è utilizzato sia per descrivere il sano amor proprio, cioè il normale amore per se stessi, sia l'insano egocentrismo causato da un disturbo del senso di sé, che si riflette nelle relazioni con se stessi e con gli altri. Applicato a un gruppo sociale, il narcisismo a volte indica elitismo o indifferenza nei confronti della condizione altrui.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La parola "narcisismo" proviene dal mito greco di Narciso. Secondo il mito, Narciso era un bel giovane che rifiutò l'amore della ninfa Eco. Come punizione, fu destinato ad innamorarsi della sua stessa immagine riflessa nell'acqua. Incapace di consumare il suo amore, Narciso "rivolge lo sguardo rapito nello specchio d'acqua, ora dopo ora" e infine viene mutato in un fiore che porta il suo nome, il narciso[2].

Il concetto di eccessivo amor proprio è stato riconosciuto e preso in esame nel corso della storia.

  • Nell'antica Grecia tale concetto è stato inteso come hybris[senza fonte]. Solo in tempi recenti è stato definito in termini psicologici.
  • Nel 1898, Havelock Ellis, sessuologo inglese, utilizzò il termine «narcissus-like» in riferimento all'eccessiva masturbazione, per cui la persona diventa il suo stesso oggetto sessuale[3].
  • Nel 1899 Paul Näcke fu il primo ad usare il termine "narcisismo" in uno studio sulle perversioni sessuali.
  • Nel 1911 Otto Rank pubblicò il primo documento psicoanalitico specificamente interessato al narcisismo, collegando quest'ultimo alla vanità e all'auto-ammirazione[3].
  • Sigmund Freud pubblicò un documento esclusivamente dedicato al narcisismo nel 1914 chiamato Introduzione al narcisismo[4].
  • Nel 1923, Martin Buber pubblicò il saggio Ich und Du nel quale sottolineò che il nostro narcisismo ci porta spesso a relazionarci con gli altri come se questi fossero degli oggetti invece che nostri pari.
  • Dal 2002, all'interno dei test ideati per individuare il narcisismo, i punteggi di coloro che risiedono negli Stati Uniti sono continuamente aumentati. Gli psicologi hanno suggerito un collegamento con il fenomeno dei servizi di rete sociale[5].

Narcisismo nel linguaggio corrente[modifica | modifica wikitesto]

Nel linguaggio corrente, la parola "narcisismo" indica

«La tendenza e l’atteggiamento psicologico di chi fa di sé stesso, della propria persona, delle proprie qualità fisiche e intellettuali, il centro esclusivo e preminente del proprio interesse e l’oggetto di una compiaciuta ammirazione, mentre resta più o meno indifferente agli altri, di cui ignora o disprezza il valore e le opere»

(Treccani, v. narcisismo)

Narcisismo sano e patologico in psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo studio sul sentimento della vergogna, Andrew P. Morrison (1997) distingue fra narcisismo sano e narcisismo patologico. Una certa quantità di narcisismo permette di equilibrare le proprie esigenze in relazione con gli altri[6]. Anche Craig Malkin nel suo volume "Rethinking Narcissism" (2016) ricorda che esiste un narcisismo sano e che un livello troppo basso di narcisismo sano non è positivo per la persona[7].

Nel narcisismo cosiddetto estremo, o patologico, invece, questo equilibrio si è rotto.

Origine del narcisismo patologico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli psicologi, il narcisismo estremo non è una patologia ereditaria, ma è una strutturazione della personalità che si origina nell'infanzia, più precisamente da quella che viene chiamata "ferita narcisistica"[8][9], generalmente associata al sentimento di vergogna[10].

Tipicamente, i bambini che poi diventeranno narcisisti vivono in una famiglia dove i loro sentimenti e interessi vengono ignorati, umiliati o repressi, a meno che non siano in grado di eseguire qualche "performance" in grado di riempire il genitore d'orgoglio. Diventano in questo modo "affamati" di riconoscimento e di lodi, iniziano a concepire le relazioni umane essenzialmente come basate sul potere e il controllo[9], e possono iniziare ad utilizzare tecniche seduttive e manipolatorie[11].

Secondo alcuni specialisti, un ruolo fondamentale nello sviluppo del narcisismo sarebbe giocato dal risentimento, cioè dalla sensazione di avere subito delle ingiustizie e di non aver potuto ribellarsi al riguardo. Se il bambino sente di avere vissuto delle forti ingiustizie, può sviluppare il risentimento come un sistema di difesa, e quindi arrivare all'età adulta con determinate aspettative su quello che gli spetta come risarcimento[12].

Tratti e segni[modifica | modifica wikitesto]

David Thomas suggerisce che i narcisisti mostrino la maggior parte – a volte tutti – dei seguenti tratti[13]:

  • Un'evidente concentrazione su se stessi negli scambi interpersonali;
  • Mancanza di consapevolezza psicologica (vedi anche insight, egosintonico);
  • Difficoltà con l'empatia;
  • Problemi nel distinguere se stessi dagli altri;
  • Vulnerabilità alla vergogna oppure al senso di colpa;
  • Linguaggio del corpo altezzoso;
  • Adulazione nei confronti delle persone che li ammirano e li rafforzano;
  • Il detestare coloro che non li ammirano;
  • L'uso di altre persone senza considerare il prezzo di tale azione;
  • Il fingere di essere più importanti di quanto lo siano realmente;
  • Il vantarsi (sottilmente ma con insistenza) dei loro risultati e l'esagerarli;
  • L'affermare di essere un "esperto" in molte cose;
  • Incapacità di vedere il mondo dal punto di vista degli altri;
  • Negazione del rimorso e della gratitudine.

Dinamiche di coppia[modifica | modifica wikitesto]

Il partner narcisista può instaurare una relazione tossica, anche detta di dipendenza affettiva, che segue cioè le tre fasi "love bombing", "gaslighting" e abbandono[14].

Le dinamiche possono cambiare in maniera considerevole a seconda del tipo e del grado di gravità di narcisismo, ma in generale si è osservata la tendenza a replicare da adulti i comportamenti interiorizzati da bambini. Può accadere per esempio che una bambina trascurata o maltrattata dal padre, da adulta cerchi compagni "devianti", mentre un bambino ignorato o maltrattato dalla madre una volta adulto potrebbe avere comportamenti controllanti, e nei casi più gravi, di stalking[15][16].

Dinamiche familiari[modifica | modifica wikitesto]

Mentre ci sono molti studi sulle personalità narcisiste, non ci sono ancora molti studi sugli effetti che ha sul bambino il fatto di essere figlio di un narcisista. Dato che però la generazione dei "millennials" sembra preda di una vera e propria "epidemia" di narcisismo, alcuni studiosi ritengono che sarà necessario investigare meglio queste dinamiche[17].

Tipicamente il genitore narcisista impone al figlio un'inversione di ruoli, cioè è il figlio a doversi fare carico del benessere del genitore, che non tollera critiche e reagisce con crisi isteriche o rabbia se il bambino si sottrae alle sue richieste[18]. Si considera in pratica che il bambino, per poter accontentare il genitore narcisista, deve rinunciare al suo "vero se stesso", rinnegando la propria vera identità[19]:

Vengono individuati due tipi di genitore narcisista[18][17]

  • disinteressato : poiché il bambino non gli fornisce continuo feedback di conferma e adulazione, il genitore narcisista perde interesse per lui, lo ignora e trascura, cercando soddisfazione altrove. Tuttavia se il bambino ha successo (es. buoni risultati a scuola), questo diventa una sorta di "trofeo" che il genitore esibisce in pubblico.
  • controllante : vede il figlio come debole, bisognoso di aiuto e di protezione. E' ansioso, "si preoccupa" costantemente per il figlio, lo monitora e lo corregge continuamente, al tempo stesso chiedendogli feedback sulla sua "bravura" come genitore. Fa molta fatica a rispettarne i confini, anche emotivi. Non riesce ad accettare l'autonomia del figlio e ricorre alla manipolazione psicologica se cerca di sfuggire al suo controllo, per es. suscitando senso di colpa[20].

Entrambi i tipi di genitore narcisista hanno una bassa tolleranza per gli insuccessi e possono negare l'affetto al figlio se questi non incontra i loro standard di perfezione[17]. AL tempo stesso, possono entrare in competizione con il bambino, che viene sollecitato ad avere successo "ma non troppo", per non metterli in ombra[17]. Crescendo il bambino può diventare una persona di grande successo oppure auto-sabotarsi, o tutti e due[21].

Può capitare che il genitore narcisista abbia delle preferenze molto marcate. Il bambino preferito viene chiamato dagli psicologi "bambino d'oro" (golden child)[22][23]: è il bambino con cui il genitore si identifica e che raccoglie, ai suoi occhi, tutte le sue stesse virtù. Il bambino d'oro viene investito di grandi aspettative riguardo alla sua realizzazione personale, che serve a dare lustro al genitore. Il bambino indesiderato invece viene chiamato "capro espiatorio" (scapegoat child)[24]: è il bambino su cui il genitore narcisista proietta tutti i suoi difetti, che "non ne fa una giusta", e che sembra predestinato a essere un fallimento totale. Mentre il bambino d'oro è circondato di attenzioni, sul bambino capro espiatorio il genitore narcisista può esercitare diverse forme di violenza psicologica o anche fisica[23]. Nelle famiglie più disfunzionali, il genitore può istigare il bambino d'oro a maltrattare il bambino capro espiatorio, che assume il ruolo di "pecora nera" della famiglia[25]. Può accadere anche che il bambino si ribelli alle aspettative del genitore e passi per questo motivo dallo status di bambino d'oro a quello di capro espiatorio[26].

Secondo Craig Malkin, una persona che è stata cresciuta da uno o due genitori narcisisti tipicamente mostra le seguenti caratteristiche[27] :

  • abitudine ad autocriticarsi di continuo (self-blame);
  • paura cronica di "disturbare", difficoltà a mettere "paletti" su quello che gli altri possono permettersi con lei, tendenza a negare i propri bisogni emotivi (echoism)[28]:
  • uno stile di attaccamento insicuro, che si traduce in ansia generalizzata, in distacco emotivo, oppure nel tentativo di farsi accettare adeguando la propria personalità agli standard richiesti dal genitore;
  • può avere uno o più episodi che gli specialisti chiamano "need-panic" in cui improvvisamente le modalità con cui si erano repressi i propri bisogni non funzionano più, e la persona "esplode";
  • un estremo bisogno di indipendenza, da intendere come una forma di evitamento delle relazioni.

Secondo Ramani Durvasula, altri tratti caratteristici sono l'ansia pervasiva e sintomi di Disturbo da stress post-traumatico, il perfezionismo, la tendenza alla depressione, una scarsa capacità di regolazione delle emozioni, eventuali disordini alimentari o abuso di sostanze, e soprattutto uno scarso senso d'identità personale[17].

Un bambino cresciuto da genitori narcisisti non sempre diventa narcisista a sua volta, ma secondo alcuni studi è più probabile che il primogenito e l'ultimogenito sviluppino dei tratti di personalità narcisistica, che non i figli mezzani[29].

Aspetti clinici e di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Narcisismo benigno e maligno[modifica | modifica wikitesto]

Molti studi attuali suddividono i narcisisti in "benigni" e "maligni" [30][31]. Questa suddivisione non è registrata nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), ma è considerata utile per distinguere i casi in cui la persona con tratti narcisistici è disposta a danneggiare il prossimo: si parla in quel caso di narcisismo maligno[32].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Narcisismo maligno.

Narcisismo apparente e nascosto[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra suddivisione è quella fra narcisismo "apparente" o overt anche detto "grandioso" che si caratterizza per un alto livello di autostima e una bassa tolleranza alle critiche, senza ansia, con distacco emozionale, e narcisismo "nascosto" o covert, che si distingue invece per alta sensibilità alle critiche, ruminazione e una bassa autostima, con ansia ed evitamento delle relazioni[33] (può essere confuso con il disturbo evitante di personalità)[34].

Il narcisista apparente o grandioso è caratterizzato da un atteggiamento "Lei non sa chi sono io", mentre il narcisista nascosto si caratterizza piuttosto per il pensiero " Non ho la vita che mi merito". Tipicamente il narcisista nascosto prova risentimento o rancore verso una specifica persona o gruppo di persone, che considera responsabile di questa frustrazione ("Se solo avessi avuto altri genitori, un'altra educazione, altri amici, meno concorrenti... avrei avuto un successo straordinario")[35].

Sottoposti a delle critiche, gli individui affetti da narcisismo possono generalmente reagire con rabbia, sdegno o con insolenza. Ciò può talvolta portare a una forma di ritiro sociale che può nascondere il senso di grandiosità. Soprattutto nel caso del narcisista overt, le relazioni interpersonali possono essere di breve durata e scarsa entità a causa dell'incapacità nel narcisista di percepire le emozioni di chi ha di fronte ed offendere in tal modo la sensibilità altrui[36].

Questo modello di comportamento può anche portare a risultati elevati, grazie all'insensibilità alle critiche ed alla sicurezza, ma l'intolleranza alla critica ed il costante bisogno di sentirsi ammirati può portare al fallimento. Ciò può associarsi ad uno sviluppo di umore depresso, ritiro sociale e disturbo depressivo persistente distimia, o disturbo depressivo maggiore. Al contrario lunghi periodi di sentimenti di grandiosità possono associarsi ad uno sviluppo di umore ipomaniacale.

Disturbo narcisistico della personalità[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la maggior parte delle persone presenti tratti narcisistici, alti livelli di narcisismo possono manifestarsi in forma patologica, chiamata disturbo narcisistico della personalità, a causa del quale il paziente sopravvaluta le sue capacità e ha un eccessivo bisogno di ammirazione e affermazione. Questo disturbo è una condizione definita dalla quarta versione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, ma è stata formulata una proposta per rimuoverlo dalla quinta versione. Alcuni individui affetti da questo disturbo possono avere serie difficoltà a sperimentare l'amore[37].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disturbo narcisistico della personalità.

Narcisismo digitale[modifica | modifica wikitesto]

Una particolare forma di narcisismo è quella legata alle nuove tecnologie, ed alla dipendenza da smartphone, viene definita narcisismo digitale simile per certi aspetti all'egosurfing, che si caratterizzerebbe per uno smoderato culto della personalità, dell'apparire e di esibirsi sul web con i propri scritti, foto, video e messaggi; complici le applicazioni web 2.0 che sebbene consentano a qualsiasi utente di creare contenuti con facilità, sono poi fonte di mire commerciali che vanno distinte tra ricerche professionali e non, a mero sfogo di una subcultura dispersiva dove uso del sub codice[senza fonte] e comportamenti aggressivi distruttivi possono rivelarsi solo dopo essersi esposti, in particolar modo contro la figura femminile. Per alcuni autori, come Andrew Keen (nel suo libro The Cult of the Amateur) il web partecipativo fatto di blog, video-audio-foto sharing (autoprodotti), twitter, mash-up facilita la creazione di prodotti autoreferenziali, autocitazioni che se vanno a gratificare il narcisismo digitale dall'altra espongono le persone a possibili interpretazioni aggressive e sub codice[senza fonte].

Studi sul narcisismo[modifica | modifica wikitesto]

Sigmund Freud[modifica | modifica wikitesto]

Sigmund Freud, che presenta il suo primo saggio sul narcisismo nel 1914 (Introduzione al narcisismo), ne amplia il significato introducendo i concetti di narcisismo primario e di narcisismo secondario o protratto.

Il narcisismo primario è inizialmente, per Freud, lo stadio intermedio tra l'autoerotismo e l'alloerotismo (o fase dell'amore oggettuale), nel quale il bambino investe tutta la sua carica erotica su se stesso prima di rivolgerla verso altre persone. Nella fase del narcisismo primario, l'appagamento è ancora autoerotico, ma riferito ad un'immagine unificata del proprio corpo o ad un primo abbozzo di Io e non più puramente sessuale. Un arresto allo stadio autoerotico disporrebbe alla schizofrenia. Successivamente Freud pone tale narcisismo primario in una fase della vita antecedente a qualsiasi costruzione dell'Io, senza alcuna relazione oggettuale, come nella vita intrauterina e nello psichismo protomentale.

Melanie Klein[modifica | modifica wikitesto]

Melanie Klein concorda con questa seconda versione, intendendo la relazione con la propria immagine come impossibile in un ambiente privo di relazioni. Secondo la Klein, infatti, anche il neonato è capace di sperimentare relazioni oggettuali d'amore e di odio e non può creare alcuna immagine se privato di esse.

Il narcisismo secondario o protratto è invece il concetto di narcisismo nell'età adulta, e si riferisce come termine al ripiegamento sull'Io.

Heinz Kohut[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli psicoanalisti più vicini ai nostri giorni va annoverato tra i maggiori studiosi del narcisismo lo psicoanalista statunitense Heinz Kohut considerato tra i principali promotori delle più recenti tendenze di pensiero in seno alla psicoanalisi che vanno dalla psicoanalisi relazionale a quell'altra sua espressione dove si accentua ancor di più l'elemento intersoggettivo presente nella relazione che è appunto la psicoanalisi intersoggettiva e nella quale potremmo tradurre il concetto di «narcisismo come quête du sens».

Kohut (1971; 1978, in PSICHE, Torino, Einaudi, 2007) definisce lo stato narcisistico della mente come un investimento libidico del Sé che non ha caratteristiche patologiche ma rappresenta un'organizzazione che esprime un tentativo di affrontare quelle situazioni maturative irregolari che inevitabilmente si verificano nello sviluppo infantile, e che tendono a idealizzare o contro-idealizzare l'imago genitoriale. Da questa operazione nascono, per Kohut, quell'amore/odio e attrazione/repulsione che caratterizzano l'ideale dell'Io, che ha il compito di gestire il mondo delle pulsioni, fino ad una maturazione e un equilibrio che fa emergere un diverso stadio dello sviluppo e favorisce una attenta riformulazione degli atteggiamenti.

Il principio della mitologia kouthiana è questo "oggetto idealizzato" che contiene le proprie immagini idealizzate del Sé e degli oggetti-Sé.

Giorgio Sassanelli[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, Giorgio Sassanelli (1982; 1989) si collega al pensiero di Kohut e vede il narcisismo come la dimensione di un'area della personalità coesiva che partecipa alla creazione di una trama organizzatrice, o connettore psichico, che fa da sostegno e contenimento alle esperienze mentali dell'individuo. Naturalmente, in modo parallelo alla strutturazione coesiva, può svilupparsi nel bambino un'organizzazione simbiotica e parassitaria che può rendersi responsabile di forme difensive e antilibidiche del narcisismo stesso che possono condurre a forme di sadismo e distruttività, in una specie di competizione negativa.

Otto Kernberg[modifica | modifica wikitesto]

Otto Kernberg (1984) distingue tra il narcisismo normale che riflette un investimento libidico del Sé che favorisce l'integrazione di componenti libidiche e aggressive da quello patologico che tende all'investimento libidico di una struttura patologica del Sé permeata da onnipotenza e distruttività.

André Green[modifica | modifica wikitesto]

André Green (1982) differenzia quindi il narcisismo a partire dalle categorie antropologiche vita e morte nelle versioni originarie dell'Eros e Thanatos freudiane, ma per quanto concerne il percorso clinico tendono a ridurne il significato causale, pertanto nelle patologie gravi soltanto troviamo la psicosi e la personalità borderline. Il narcisismo individuale non ha un'origine storica ben definibile, sarebbe come dover scoprire qualunque segno di esaltazione e marcarlo negativamente sarebbe già sintomo di subcultura. In pratica, occorre un approccio pedagogico terapeutico anche verso la storia.

Jean Baudrillard[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Jean Baudrillard, il narcisismo individuale si connette spesso a quello culturale: se in una società consumata dalla vanità, l'individuo tende a fuggire verso una consumazione della propria immagine, sarebbero le forme di negazione dell'alterità ad affogarsi in compiacimenti autoreferenziali. La diversità permette di comprendere la creatività come forma terapeutica del narcisismo più retrivo. Questa definizione sembra affine con quella di Postmoderno dove, come vide Baudrillard, occorre che questa imago sia accessibile per essere contenuto a rischio di patologie, mentre la scrittura narcisistica, può essere "scoperta" e quindi può essere recuperata come riparazione di ferite, di danni subiti, di oltraggi vissuti nel mondo reale dalle persone - dona attraverso questa piccola esposizione portatile, un'esperienza psicologica affine a un prodotto diaristico in cui il soggetto può ritrattare, superare, riparare i traumi senza che questo debba divenire un prodotto feticistico: restituisce la ferita narcisistica al quadro della rielaborazione propria necessaria e creativa.

Nell'organizzazione narcisistica della personalità è da considerare l'equipaggiamento interno del soggetto, espressione del suo patrimonio genetico, nel far fronte o meno a un certo fallimento e al dolore mentale collegato alla separazione dall'oggetto che destabilizza il suo sistema di attaccamento e la sua spontanea sintonizzazione affettiva.

L'equipaggiamento interno non va visto come espressione di una pulsione, bensì di una funzione mentale collegata al patrimonio genetico indispensabile al soggetto nelle sue componenti affettive, emozionali e cognitive per affrontare la realtà. Quando l'equipaggiamento è inadeguato, l'oggetto è particolarmente frustrante e traumatico e l'ambiente violento e distruttivo (una sorta di sequestro di persona diceva un noto poeta spagnolo), e se costretto il soggetto si ritrova ad introiettare una serie di oggetti "cattivi", violenti e persino persecutori, cui può solo rispondere con una difesa proiettiva o con una riparazione di sé e della propria immagine globale. Nel primo caso si costituiscono oggetti interni (concetti di mondo o dell'altro) di tipo autarchico, violento e fragile al tempo stesso che appaiono scissi rispetto ad una realtà "buona". Nel secondo riuscirà attraverso la risorsa genetica positiva costruita attorno a sé a impostare quest'altro nella direzione del riconoscimento, della reciprocità e della pluralità, restituendo altresì un'idea di corpo esperienziale che discende da aspetti di buona forma espliciti e regolati.

Se grave, per gli autori di cui sopra (Klein, Rosenfeld) questo soggetto può scoprire delle situazioni rischiose che, innestando sistematiche condizioni di aggressione al suo Io, lo riportano alla mancanza di strumenti, alla privazione, ad ambienti negativi, e quindi non sapendo trovare risposte alla situazione, cade nel delirio più o meno scomposto, cui segue l'unica riparazione pulsionale possibile, come il dissolvimento dell'aggressività rifiutata. Talvolta questa situazione scomposta è scambiata per personalità patologica narcisistica e invece forse si tratta dell'educazione incontrollata della personalità atletica - seguente al tentativo di restituire sempre lo sforzo massimo cui ambisce l'atleta nel conquistare una meta o come nell'interazione frustrante con la personalità aristocratica - in questo tipo di tensione, a tre complementi oggettivi e strutturati, il soggetto può incontrare una contrazione spasmodica, una specie di crisi dell'Io che si traduce nella crisi del volto primario, non necessariamente cronica e contestualizzata o esser spinto a riorganizzare ciò che sente in funzione di soluzioni straordinarie ed eroiche, se ipersviluppata. (Indizi di chock, aggressione psicologica, abuso psicologico possono essere dati dai fenomeni di prospoagnosia, dimenticare del tutto i nomi delle persone o anche rimozione di pezzi superficiali mediante pnl, che tuttavia, non intaccano la capacità di operare del magazzino profondo o dello schema: l'innocenza si svela).

Certo, la psicologia non è senza dubbi, ma poi rientra nella psichiatria, una necessità propria: curare per comprendere la verità e se la personalità esiste, a qualcosa serve: è un'architettura relativamente stabile di tendenze comportamentali (tratti), stili cognitivi, preferenze (o motivi), disposizioni valutative (o atteggiamenti) che permettono di riconoscersi e di distinguersi dagli altri ed è dunque possibile che in una persona si possano stratificare alcune tendenze, più o meno personalizzate, che costituiranno l'ingrediente specifico della personalità unica di ognuno e talvolta, prendono una 'colorazione distintiva' sociale, come i movimenti storico culturali.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vocabolario Treccani, v. narcisismo
  2. ^ Neville Symington, Narcissism: A New Theory, H. Karnac Ltd., 1993, pp. 6-7.
  3. ^ a b Theodore Millon, Personality Disorders in Modern Life, 2004.
  4. ^ Sigmund Freud, "On Narcissism: An Introduction", 1914
  5. ^ Person of the Year 2010, su time.com. URL consultato il 13 settembre 2012.
  6. ^ Morrison, Andrew P., Shame: The Underside of Narcissism, The Analytic Press, 1997. ISBN 0-88163-280-5
  7. ^ Dr. Craig Malking, Rethinking Narcissism, Harvard Medical School, ISBN 9780062348111
  8. ^ Pier Pietro Brunelli, 2015, Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia, Lulu, ISBN 9781447763307, pag. 23
  9. ^ a b La ferita del narciso, su sienanews.it.
  10. ^ Andrew P. Morrison, Shame: The Underside of Narcissism, The Analytic Press, 1997. ISBN 0-88163-280-5
  11. ^ R.Minotti, P. Szczepanczyk, La maschera sofferente del narciso, 2016
  12. ^ Steven Stosny, Ph.D., Which Comes First, Resentment or Narcissism? Sometimes the Egg Eats the Chicken, Aug 31, 2012
  13. ^ David Thomas, Narcissism: Behind the Mask, The Book Guild Ltd, 2010.
  14. ^ Ramani Durvasula, "Don't You Know Who I Am?": How to Stay Sane in an Era of Narcissism, p. 165
  15. ^ Cesare Guerreschi, 2011, La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d'amore?, FrancoAngeli, ISBN 9788856864595
  16. ^ Narcisismo, una patologia sottovalutata", intervista a Domenico De Berardis, psichiatra e psicoterapeuta in servizio nell’ASL di Teramo
  17. ^ a b c d e Jody Allard, What happens when narcissists become parents, Washington Post, 2017
  18. ^ a b Dott. Maurizio Sgambati, Crescere con un genitore narcisista
  19. ^ Alexander Lowen, Narcisismo. L'identità rinnegata, (1992), 2013
  20. ^ Ramani Durvasula, "Don't You Know Who I Am?": How to Stay Sane in an Era of Narcissism, p. 38
  21. ^ Karyl McBride Ph.D., "The Real Effect of Narcissistic Parenting on Children", Psychology Today, 2018
  22. ^ Francesca Saccà, "Perché il narcisista...? Capire come funziona un narcisista patologico per mettersi in salvo", v."Bambino d'oro"
  23. ^ a b Cynthia Bailey-Rug,It's All About ME! The Facts About Maternal Narcissism, 2014
  24. ^ Beatrix Rex, (e)Scapegoat Child: A Guide on How to Break Out the Role As the Scapegoat Child in a Narcissistic Family,2019
  25. ^ Cynthia Bailey-Rug, Life After Narcissistic Abuse: There Is Healing and Hope, 2015
  26. ^ Ramani Durvasula, "Don't You Know Who I Am?": How to Stay Sane in an Era of Narcissism, p. 218
  27. ^ Dr. Craig Malking, Rethinking Narcissism, Harvard Medical School
  28. ^ Craig Malkin Ph.D., What Makes a Person an Echoist?, Psychology Today, Sep. 2018
  29. ^ Cynthia Bailey-Rug,It's All About ME! The Facts About Maternal Narcissism, 2014, p. 66
  30. ^ (EN) Joan Lachkar, Common Complaints in Couple Therapy: New Approaches to Treating Marital Conflict, Routledge, 9 maggio 2014, ISBN 978-1-135-04417-6. URL consultato il 27 gennaio 2020.
  31. ^ Narcisismo, una patologia sottovalutata. De Berardis: «La terapia è vitale non solo per il malato ma per la comunità», su sanitainformazione.it.
  32. ^ La Sindrome del Narcisismo Maligno - GuidaPsicologi.it, su guidapsicologi. URL consultato il 27 gennaio 2020.
  33. ^ Ramani Durvasula, "Don't You Know Who I Am?": How to Stay Sane in an Era of Narcissism, p. 85
  34. ^ Dott. Marco Salerno, Il narcisismo covert e overt
  35. ^ Ramani Durvasula, "Don't You Know Who I Am?": How to Stay Sane in an Era of Narcissism, p. 91
  36. ^ Jean M. Twenge, W. Keith Campbell, The Narcissism Epidemic: Living in the Age of Entitlement, p. 215
  37. ^ Psychodynamic Psychotherapy for Personality Disorders: A Clinical Handbook, Narcissistic personality disorder, p. 263

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