Gaslighting

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il gaslighting, o manipolazione psicologica maligna[1] in italiano, è una forma di manipolazione e violenza psicologica nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l'intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione. Può anche essere semplicemente il negare da parte di chi ha commesso qualcosa che gli episodi siano mai accaduti, o potrebbe essere la messa in scena di eventi bizzarri con l'intento di disorientare la vittima. Gaslighting è una parola di origine colloquiale e la sua etimologia è spiegata di seguito, ma il termine è stato anche usato nella letteratura clinica.[2][3]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Una scena del film Angoscia (Gaslight) del 1944

Il termine deriva da un'opera teatrale del 1938 Gaslight (inizialmente nota come Angel Street negli Stati Uniti) del drammaturgo britannico Patrick Hamilton, e dagli adattamenti cinematografici del 1940 e 1944 (quest'ultimo conosciuto in Italia come Angoscia). La trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell'ambiente, per esempio affievolendo le luci delle lampade a gas. La moglie nota questi cambiamenti, ma il marito insiste nell'affermare che sia lei a ricordare male o inventarsi le cose.

Test per autodiagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la dottoressa Ramani Durvasula[4], se si sente la necessità di registrare le conversazioni con una determinata persona per essere sicuri di non essersi inventati tutto, è un segnale importante del fatto che si è molto probabilmente vittime di gaslighting. Alcune frasi tipiche del gaslighting[4] sono:
. "Non essere così permaloso!"
. "Non devi sentirti così"
. "Guarda che ti ricordi male (come sempre)"
. "Questo non è mai successo, ti inventi le cose"
. "Ma stai bene? Mi sto preoccupando per te perché dici cose strane"

Gaslighting e introiezione[modifica | modifica wikitesto]

In un influente articolo intitolato Some Clinical Consequences of Introjection: Gaslighting ("Alcune conseguenze cliniche dell'introiezione: Gaslighting"), gli autori argomentano come il gaslighting coinvolga la proiezione e l'introiezione dei conflitti psichici dal molestatore alla vittima: "questa imposizione è basata su un tipo molto particolare di transfert... di conflitti mentali dolorosi e potenzialmente dolorosa"[5].

Gli autori esplorano una varietà di ragioni che spiegano perché la vittima può avere "una tendenza a incorporare e assimilare quello che gli altri esternalizzano e proiettano su di loro", e concludono che il gaslighting può essere "una configurazione molto complessa e altamente strutturata che coinvolge contributi da molti elementi dell'apparato psichico"[6].

Esempi clinici e popolari[modifica | modifica wikitesto]

  • La psicologa Martha Stout sostiene che i sociopatici usano frequentemente tattiche di gaslighting. I sociopatici trasgrediscono coerentemente leggi e convenzioni sociali, sfruttando gli altri, ma sono anche tipicamente dei bugiardi credibili e convincenti, negando coerentemente ogni misfatto. Così, alcune vittime di sociopatici possono dubitare della propria percezione.[7]
  • Jacobson e Gottman riferiscono che alcuni coniugi violenti potrebbero usare il gaslighting sull'altro coniuge, anche negando fermamente di aver mai commesso alcun atto di violenza.[3]
  • Gli psicologi Gass e Nichols usano il termine gaslighting per descrivere una dinamica osservata fra coniugi in alcuni casi di adulterio:

«I terapeuti possono contribuire al disagio del paziente mal interpretando le loro reazioni. [...] I comportamenti di gaslighting del coniuge forniscono una ricetta per il così detto crollo psicologico per alcuni pazienti [e] il suicidio in alcune delle peggior situazioni.[2]»

  • I componenti della Famiglia Manson nei crimini compiuti durante la fine degli anni sessanta entravano nelle case senza rubare nulla, ma spostavano i mobili per turbare i residenti.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manipolazione psicologica maligna, su ipsico.it.
  2. ^ a b Gass, Gertrude Zemon and William C. Nichols. 1988. Gaslighting: A marital syndrome. Journal of Contemporary Family Therapy, 10(1), 3-16.
  3. ^ a b Jacobson, Neil S. & John Mordechai Gottman. 1998. When men batter women: new insights into ending abusive relationships. NY: Simon & Schuster. ISBN 0684814471, pp. 129-132.
  4. ^ a b Dr. Ramani Durvasula, What is Gaslighting?, 2019
  5. ^ Victor Calef and Edward M. Weinshel, in Edward M. Weinshel/Robert S. Wallerstein, Commitment and Compassion in Psychoanalysis (Routledge 2003) p. 83
  6. ^ Calef/Weinshel, p. 83 and p. 90
  7. ^ Stout, Martha. 2005. The sociopath next door: the ruthless versus the rest of us. NY: Random House, ISBN 9780767915816, pp. 94-95
  8. ^ Bishop, Victor George Witness To Evil Pages 19,146 & 147, Nash Pub., 1972 Accessed via Google Books August 13, 2009
Psicologia Portale Psicologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di psicologia