Angoscia (film 1944)
Angoscia (Gaslight) è un film del 1944 diretto da George Cukor. Tratta dall'omonima opera teatrale del 1938 di Patrick Hamilton, è la storia di una giovane coppia e dei deragliamenti psicologici legati alla manipolazione. Si tratta infatti del soggetto narrativo che diede origine al termine "gaslighting".
Trama
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Londra, età vittoriana. Alice Alquist, un celebre soprano, viene misteriosamente assassinata; a scoprire l'omicidio è la sua giovane nipote Paula, che le era stata affidata: la ragazza viene mandata in Italia a studiare canto, nonché per superare il trauma dell'omicidio, che rimane irrisolto. Dieci anni dopo Paula incontra Gregory, un distinto ed elegante pianista: i due si innamorano a prima vista e si sposano dopo sole due settimane. Gregory chiede a Paula di lasciare il canto e di tornare a Londra per stabilirsi nella casa di Alice, che la donna ha ereditato: pur riluttante, la donna acconsente.
Tra i possedimenti di sua zia, Paula ritrova una lettera indirizzata a un ammiratore, Sergius Bauer, datata due giorni prima dell'omicidio: questo sembra inquietare Gregory, che vorrebbe che la moglie si lasciasse alle spalle il suo tragico passato una volta per tutte. Chiede perciò di chiudere tutti i possedimenti di Alice in soffitta, e di non pensarci mai più. Subito dopo cominciano a verificarsi strani fenomeni: Paula ha delle dimenticanze sempre più frequenti, perde oggetti preziosi e sposta quadri e soprammobili senza ricordarsi di averlo fatto; a complicare la situazione arriva anche Nancy, una giovane e spregiudicata cameriera, che sin da subito dimostra una forte antipatia verso la padrona. Inoltre, quando la sera Gregory esce per andare a comporre musica in un appartamento che ha affittato per lo scopo, Paula inizia a sentire rumore di passi in soffitta e a vedere la luce delle lampade a gas affievolirsi.
Paula diventa sempre più instabile a livello emotivo; Gregory comincia a trattarla con fredda severità e le impedisce di uscire se non in sua presenza e di vedere altra gente. Tuttavia, durante una delle rare uscite, Paula viene notata da Brian Cameron, ispettore di Scotland Yard e ammiratore di Alice Alquist: l'uomo inizia a interessarsi a Paula e cerca negli archivi della polizia informazioni sull'omicidio di Alice, mai risolto. Apprende così che Alice possedeva dei preziosissimi gioielli, che non sono mai stati ritrovati.
A causa delle insistenze di Paula, Gregory è costretto a portarla al ricevimento di Lady Delroy, dove però accusa la moglie di avergli nascosto un prezioso orologio: questo causa una crisi isterica nella donna, e i due sono costretti a lasciare in fretta il ricevimento. Una volta a casa, Gregory rivela a Paula di aver fatto delle ricerche e di aver scoperto che la madre di lei era stata dichiarata pazza e portata in manicomio, dov'era morta; la cleptomania e le allucinazioni di Paula sarebbero quindi riconducibili a un inizio di pazzia. Le rivela inoltre che la lettera di Sergius Bauer trovata il giorno del trasloco non era mai esistita, e che Paula aveva stretto tra le mani un foglio bianco: questo destabilizza ulteriormente la donna. Cameron, tuttavia, era presente al ricevimento e si è ulteriormente insospettito: quando Gregory esce per andare a comporre, l'ispettore lo pedina e scopre che l'uomo si introduce furtivamente nell'abitazione sfitta adiacente alla propria, e lì rimane a lungo.

Approfittando dell'assenza di Gregory, Cameron avvicina Paula e le offre il suo aiuto. L'uomo assiste personalmente all'affievolirsi delle lampade a gas, confermando che Paula non ha delle allucinazioni: deduce quindi che Gregory si sia introdotto in soffitta passando dalla casa adiacente per frugare tra gli effetti personali di Alice: quando accende le luci della soffitta, il gas alle lampade del piano di sotto si riduce, causando il tremolio. Cameron forza lo scrittoio di Gregory e scopre la lettera di Bauer: giunge quindi alla conclusione che Gregory sia in realtà Sergius Bauer. Dieci anni prima l'uomo aveva ucciso Alice con l'intento di rubarle i gioielli, ma la presenza inaspettata di Paula aveva mandato all'aria il piano; si era poi sposato con lei per ottenere l'accesso alla casa di Alice, e aveva elaborato un'astuta strategia per far internare Paula ed ereditare tutti i suoi possedimenti. Cameron si reca quindi in strada per sorprendere Gregory e arrestarlo.
Nel frattempo Gregory scopre che i gioielli sono stati nascosti in bella vista, cuciti in uno dei più celebri costumi di scena di Alice. Torna così al piano di sotto senza passare dalla strada: trovato lo scrittoio forzato aggredisce Paula, che viene salvata dall'intervento di Cameron. L'ispettore insegue Gregory fino in soffitta e riesce a disarmarlo e legarlo a una sedia; Paula chiede di rimanere da sola con lui: in soffitta ritrova tutti gli oggetti che l'uomo aveva nascosto imputando a lei la colpa della loro sparizione, e si convince una volta per tutte di essere sana di mente. Gregory cerca un'ultima volta di irretirla per farsi liberare, ma lei lo schernisce e, puntandogli un coltello alla gola, gli dice che essendo pazza potrebbe anche colpirlo, visto che il coltello non esiste; all'ultimo momento, tuttavia, rinuncia a vendicarsi e lascia che l'uomo venga arrestato. Gregory viene allontanato, e Cameron dichiara a Paula di volerla rivedere.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film è il remake di una pellicola dallo stesso titolo (Gaslight) prodotta nel 1940, con Anton Walbrook e Diana Wynyard, per la regia di Thorold Dickinson.
Le riprese furono completamente effettuate all'interno di set insonorizzati e, non potendo ricreare le atmosfere della Londra vittoriana nei luoghi reali, anche le poche scene esterne furono ricostruite nei set.
Boyer era più basso della Bergman e perciò dovette girare alcune scene su un piedistallo per apparire più alto.
David O. Selznick prestò la Bergman alla MGM, ma quando seppe che Charles Boyer voleva che il suo nome apparisse per primo nei titoli del film, cambiò idea. Fu l'insistenza della Bergman, che voleva a tutti i costi la parte, a farlo tornare sui suoi passi. Per interpretare al meglio il ruolo di Paula, una donna che lentamente impazzisce, la Bergman si documentò approfonditamente; andò in un istituto di igiene mentale e studiò a lungo una paziente, per carpire ogni singola espressione del viso e degli occhi in particolare.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]- Stati Uniti d'America: 4 maggio 1944
- Svezia: Gasljus, 30 ottobre 1944
- Australia: 15 febbraio 1945
- Finlandia: Kaasuvalo, 28 dicembre 1945
- Turchia: Isiklar sönerken, 1946
- Grecia: Efialtis, 26 marzo 1946
- Portogallo: Meia Luz, 26 marzo 1946
- Francia: Hantise, 1º gennaio 1947
Fu presentato in concorso al Festival di Cannes 1946.[1]
Doppiaggio italiano
[modifica | modifica wikitesto]In Italia il film uscì nel 1946 e le voci italiane dei protagonisti furono affidate a Lydia Simoneschi (Bergman), Emilio Cigoli (Boyer) e Mario Pisu (Cotten). Nel 1980, quando la Rai programmò un ciclo di film dedicato a Ingrid Bergman, ci si accorse che la copia originale del film c'era, ma non si trovava il doppiaggio italiano. Così il film venne ridoppiato e questa volta le voci italiane dei tre protagonisti divennero quelle di Ludovica Modugno (Bergman), Antonio Colonnello (Boyer) e Giacomo Piperno (Cotten).[2]
Premi e riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1945 - Premio Oscar
- Miglior attrice protagonista a Ingrid Bergman
- Miglior scenografia a Cedric Gibbons, William Ferrari, Paul Huldschinsky ed Edwin B. Willis
- Candidatura Miglior film alla Metro-Goldwyn-Mayer
- Candidatura Miglior attore protagonista a Charles Boyer
- Candidatura Miglior attrice non protagonista a Angela Lansbury
- Candidatura Miglior sceneggiatura non originale a John L. Balderston, Walter Reisch e John Van Druten
- Candidatura Miglior fotografia a Joseph Ruttenberg
- 1945 - Golden Globe
Nel 2001 l'American Film Institute l'ha inserito al 78º posto della classifica dei cento migliori film thriller e horror di tutti i tempi.
Nel 2019 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti[3]
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]Dal titolo originale Gaslight deriva l'espressione "Gaslighting" che indica una forma di violenza psicologica attraverso cui la vittima viene indotta a dubitare della sua percezione della realtà. Tale violenza può consistere in manovre esteriori (come il nascondere o spostare oggetti) o psicologiche. Così facendo il carnefice fa credere alla vittima di essere colpevole dei maltrattamenti subiti ma mostrandosi contemporaneamente compassionevole.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Official Selection 1946, su festival-cannes.fr. URL consultato il 25 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2015).
- ↑ Claudio G. Fava, Angela, non sempre angelica, su clandestino in galleria, 12 giugno 2009. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ Complete National Film Registry Listing, su loc.gov. URL consultato il 1º gennaio 2026.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Angoscia
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Angoscia
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Lee Pfeiffer, Gaslight, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Angoscia, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Angoscia, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Angoscia, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) Angoscia, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Angoscia, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Angoscia, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) Angoscia, su FilmAffinity.
- (EN) Angoscia, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) Angoscia, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Angoscia, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) Angoscia, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 313506183 · LCCN (EN) no2015017178 |
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