Frank Underwood

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Francis "Frank" J. Underwood
Frank Underwood.png
UniversoHouse of Cards - Gli intrighi del potere
Lingua orig.Inglese
AutoreBeau Willimon
1ª app. inCapitolo 1
Ultima app. inCapitolo 65
Interpretato daKevin Spacey
Voce italianaRoberto Pedicini
SessoMaschio
Luogo di nascitaGaffney, Carolina del Sud
Data di nascita5 novembre 1959
Professionepolitico
AffiliazionePartito Democratico

Francis "Frank" J. Underwood (Gaffney, 5 novembre 1959 - Washington, 30 maggio 2017) è un personaggio della serie televisiva House of Cards - Gli intrighi del potere, interpretato da Kevin Spacey e ispirato a Francis Urquhart.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Gaffney, in Carolina del Sud, il 5 novembre 1959, studia come cadetto al collegio militare The Sentinel prima di specializzarsi in legge alla Harvard Law School. In pubblico ha dichiarato di aver perso il padre all'età di 43 anni per un infarto, anche se in realtà non lo conosceva molto e lo stimava decisamente poco. Entra in politica molto giovane quando a 25 anni è eletto membro del Senato locale della Carolina del Sud. Nonostante sia sposato ci sono dubbi sulla sua presunta bisessualità, dopo che si è scoperto una vecchia relazione con un amico durante l'Università e quella con la sua guardia del corpo. Durante la serie Underwood si rivolge diverse volte direttamente al pubblico, rendendo partecipi gli spettatori delle sue opinioni oppure anticipando le mosse degli interlocutori.

Frank è un uomo temuto e rispettato dai colleghi e dagli oppositori. Con la moglie Claire ha una relazione forte, legata al fatto che entrambi hanno convenuto di mettere le rispettive carriere davanti a tutto. Trascurandola troppo però si renderà conto che Claire può diventare molto pericolosa, soprattutto se i suoi affari politici si mescolano con quelli professionali della donna.

Storia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Frank Underwood è stato eletto per l'undicesima volta consecutiva deputato al Congresso nel V Distretto della Carolina del Sud, ma è stanco delle faccende parlamentari e vorrebbe fare il grande salto. L'occasione giusta gli si presenta quando Garrett Walker intende candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti dopo Barack Obama: Frank assume il controllo della sua campagna, ottenendo da Walker la promessa della nomina a Segretario di Stato in caso di vittoria.

Walker viene eletto, ma a sorpresa decide che il posto di Segretario di Stato andrà a Michael Kern perché ha ritenuto opportuno che Frank rimanga al Congresso per assicurare l'approvazione delle leggi. Deluso dall'improvviso cambio di rotta e consapevole che è giunto il momento di ambire alle posizioni che contano, Frank decide di mettere in atto un piano per eliminare tutti coloro i quali gli hanno remato contro. A dargli man forte la moglie Claire, da sempre assetata del potere che un marito presidente potrebbe darle, e la giornalista Zoe Barnes (Kate Mara), conosciuta per caso durante una prima a teatro. Sfruttando le ambizioni della giovane reporter, Frank comincia a farle avere esclusive top secret come la bozza della discussa riforma dell'istruzione. Per assicurarsi la fedeltà della ragazza, Frank diventa anche il suo amante e le fa credere di poterla soddisfare in tutto. Grazie alla scoperta del vecchio editoriale di un giornale del college, Frank riesce a ottenere le dimissioni di Kern da Segretario di Stato e a far dirottare al suo posto Catherine Durant, una donna molto vicina a lui. Tra le pedine di Frank, Remy Danton (Mahershala Ali), avvocato per Glendon Hill, lobbista per la compagnia di gas SanCorp e, un tempo, direttore della comunicazione del suo staff, cosa che provocherà tra i due non poche tensioni.

Successivamente Frank mette nel mirino il 48° Vicepresidente, Jim Matthews, successore di Joe Biden. Matthews per accettare l'incarico ha lasciato vacante il posto di governatore della Pennsylvania. Frank convince il giovane deputato Peter Russo a candidarsi come governatore e conduce personalmente la sua campagna elettorale. L'intenzione però è quella di sfruttare le debolezze caratteriali di Peter, falcidiato da problemi di alcol e droga, per farlo estromettere dalla campagna e costringere Matthews a lasciare la vicepresidenza per evitare una vittoria repubblicana. Di fronte alla tenacia di Peter, il quale non intende mollare una campagna elettorale ormai irrimediabilmente compromessa, Frank lo uccide avviandogli l'automobile chiusa in un garage con lui svenuto dentro, inscenando così un suicidio.

L'ultimo ostacolo che si para davanti a Frank sulla strada verso la vicepresidenza è Raymond Tusk (Gerald McRaney), un imprenditore nel settore del nucleare cui il presidente Walker ha intenzione di affidare l'incarico. Frank viene mandato in avanscoperta e scopre che in realtà era tutto un trucco: il presidente voleva proprio Frank come vice, mentre Tusk era solo colui il quale doveva dare il proprio parere a Walker sull'idea. Frank si dimostra leale al presidente ed è per questo motivo che Walker lo nomina vicepresidente, col benestare di Tusk inizialmente contrario.

Nel finale di stagione, Underwood è nominato Vicepresidente in sostituzione di Matthews. Intanto, Zoe e il suo collega Lucas Goodwin (Sebastian Arcelus), ignorando gli ammonimenti dello scettico capo Tom Hammerschmidt (Boris McGiver) che non crede in un possibile scoop, hanno sempre più dubbi su Frank per la morte di Russo, e cominciano a indagare su di lui.

Seconda stagione[modifica | modifica wikitesto]

Underwood assume la posizione di 49° Vicepresidente degli Stati Uniti. Nel corso della stagione, affronta sfide con ambiziosi uomini d'affari, contro il governo cinese e il Congresso stesso, continuando a perseguire le proprie aspirazioni politiche. La trama ruota intorno alle battaglie contro il miliardario Raymond Tusk, che cerca di mantenere la sua posizione come braccio destro di Walker, e contro l'ex direttore della comunicazione Remy Danton, che ora è un lobbista alle dipendenze di Tusk.

All'inizio della stagione, Underwood sta cercando di cancellare tutti i collegamenti con la morte di Russo gettando sotto a un treno Barnes, e facendo arrestare il suo collega e amante Lucas Goodwin per cyberterrorismo. Un altro compito iniziale di Underwood è provvedere alla propria sostituzione come Chief Whip sostenendo Jacqueline Sharp (Molly Parker), amante di Remy Danton.

Verso la fine della stagione, Underwood orchestra la caduta di Walker pur sostenendolo pubblicamente e, nel finale, Walker si dimette permettendo a Frank di succedergli come 46° Presidente degli Stati Uniti.

Terza stagione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione inizia con Frank alla presidenza ma, appena sei mesi dopo l'inizio del suo mandato, è impopolare tra i cittadini e il Congresso sta bloccando i suoi tentativi di avanzare proposte legislative. Egli ha intenzione di lasciare come eredità un'importante riforma del lavoro chiamata America Works ma la leadership democratica del Congresso si rifiuta di sostenerlo comunicandogli il mancato sostegno alle prossime elezioni del 2016. Frank sceglie il mito e remissivo Donald Blythe come 50° Vicepresidente, e nomina Claire Ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, ma la sua nomina viene revocata dopo che lei fa una gaffe durante un'udienza del Senato.

Underwood annuncia che non correrà per la rielezione ma ha già un piano: sa che, quando non riuscirà a ottenere un disegno di legge al Congresso, potrà usarlo come motivo per rimangiarsi la promessa di non ricandidarsi nel 2016. Il procuratore generale Heather Dunbar (Elizabeth Marvel) annuncia che correrà per la nomina presidenziale dando battaglia ad Underwood. Dopo un dibattito presidenziale, in cui Underwood umilia pubblicamente la Chief Whip Sharp, ella si vendica sostenendo la campagna di Dunbar, che tuttavia perderà le primarie contro Frank che diviene ufficialmente il candidato democratico alla corsa presidenziale del 2016.

Nel frattempo, il matrimonio degli Underwood sta vacillando. Claire comincia a mettere in discussione il suo amore verso il marito e il tutto sfocia in una drammatica lite nello Studio Ovale in cui il marito le dice che lei è niente senza di lui, portando la donna a lasciarlo.

Quarta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Underwood si rende conto che ha bisogno di Claire per vincere e la convince a tornare con la promessa di sostenere la sua candidatura per un distretto congressuale in Texas, campagna per la quale la donna si affida alla stratega LeAnn Harvey (Neve Campbell). In realtà Frank sabota Claire, e tra i due coniugi inizia una serie di ripicche e vendette fino a quando la moglie fa la sua proposta: lei appoggerà la campagna di Frank ma solo alla condizione di correre con lui come 51° Vicepresidente. Frank respinge con rabbia l'idea.

Lucas Goodwin è uscito dal carcere ed è in cerca di vendetta per la morte di Barnes; durante un comizio pubblico spara a Frank colpendolo al fegato e uccidendo il capo dei servizi segreti Meechum, che tuttavia, prima di soccombere alle sue ferite, riesce a ferirlo mortalmente. Underwood viene ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico immediato e cade in coma ma presto si scopre che ha bisogno di un trapianto di fegato. Stamper riesce a collocarlo in cima alla lista dei trapianti salvandogli la vita e, una volta ripresosi, Frank accetta di lasciare che Claire si candidi come suo Vicepresidente.

Dunbar ha abbandonato la corsa a causa della pubblica scoperta di un incontro che lei aveva avuto con Goodwin pochi giorni prima dell'attentato alla vita del Presidente. Gli Underwood vincono le primarie, e Claire è ufficialmente candidata come 51° Vicepresidente. Frank, affidandosi contro il parere di Doug all'appaltatore NSA Aidan Macallan (Damian Young), amico di LeAnn, su consiglio proprio della stratega, pianifica di utilizzare la NSA per ottenere illegalmente informazioni dagli elettori e per spiare il candidato repubblicano, Will Conway (Joel Kinnaman). Questo accade mentre Frank e Claire lottano insieme per una legge controversa sul controllo delle armi, al solo scopo di creare un'atmosfera abbastanza divisoria.

Quando un gruppo di americani, estremisti fedeli al gruppo terrorista Islamico Caliphate Organization (ICO), rapisce una famiglia di periferia, Underwood permette a Conway di negoziare con loro, ma rendendo involontariamente il suo avversario un eroe agli occhi dei cittadini. Poco dopo, inoltre, Underwood viene colpito da due crisi contemporaneamente: il leader di ICO ordina ai suoi seguaci di uccidere uno degli ostaggi e il giornalista Tom Hammerschmidt, deciso a rendere giustizia a Barnes e Goodwin, espone i crimini di Underwood nel quotidiano Washington Herald. Di fronte al disonore e a un possibile impeachment, Frank decide di dichiarare guerra all'ICO e consentire al pubblico di vedere l'ostaggio morire, al fine di distrarlo dallo scandalo creando un'atmosfera di timore diffuso che lui e la moglie possono sfruttare nelle settimane prima dell'elezione.

Nel finale di stagione, Frank si rivolge come di consueto agli spettatori ma, per la prima volta, anche Claire rompe la quarta parete, guardando al pubblico assieme al marito ma rimanendo in silenzio, mentre lui dice: "noi non subiamo il terrore. Noi creiamo il terrore".

Quinta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni antecedenti alle elezioni, Underwood spinge il Congresso a dichiarare formalmente guerra all'ICO e ordina alla CIA di uccidere uno dei terroristi e far sembrare che sia morto durante la cattura. Underwood è ancora in svantaggio nei sondaggi e la notte delle elezioni sembra perdere contro Conway ma, con l'aiuto di Stamper e della stratega della campagna LeAnn Harvey, Underwood ordina all'appaltatore NSA Aidan Macallan di organizzare un attacco informatico in diversi seggi elettorali. Frank utilizza anche il timore di un possibile attacco terroristico per pressare i governatori del Tennessee e l'Ohio per fermare la votazione. Il piano funziona e i due Stati si rifiutano di dichiarare un vincitore trascinando l'elezione irrisolta per diverse settimane.

La presidenza Underwood viene dichiarata terminata ma, poiché le elezioni sono state sospese e né Underwood né Conway hanno ricevuto abbastanza voti, viene nominata "Presidente facente funzioni" Claire. Underwood tenta di convincere il deputato dell'Arizona Alex Romero a votare a suo favore, ma, quando Frank si rifiuta di aiutarlo, Romero forma un comitato per metterlo sotto accusa.

Gli Underwood, assieme al responsabile della campagna di Conway, Mark Usher (Campbell Scott), scoprono come mettere fuori gioco il candidato repubblicano, grazie a una registrazione audio di Conway che inveisce verso un pilota e di un audio dove il suo compagno Ted Brockhart (Colm Feore) minaccia di uccidere Frank. Una volta che Usher comincia a lavorare per loro, vengono pubblicati i nastri che costano a Conway l'elezione. Underwood è ora Presidente eletto, ma il suo passato ancora una volta torna a perseguitarlo quando Hammerschmidt scrive una storia che lo collega alla morte di Zoe Barnes.

Quando il comitato di Romero intensifica la sua indagine, Underwood tenta di deviare l'attenzione del pubblico sulle truppe inviate in Siria col pretesto di prevenire un attacco terroristico. Ciò provoca la reazione del Segretario di Stato Durant che decide di testimoniare contro di lui; prima che lei possa farlo tuttavia, Frank la spinge giù da una rampa di scale, mandandola in coma. Quando l'ex presidente Walker testimonia circa il ruolo di Underwood nel riciclaggio di soldi cinesi, Frank sbalordisce il comitato dimettendosi dalla presidenza. Quando Claire gli chiede una spiegazione, Underwood rivela che la sua rassegnazione è parte di un piano per garantire che essi possano controllare il Paese negli anni a venire: Claire dalla Casa Bianca e lui dal settore privato. Il fidato Stamper, inoltre, viene convinto dagli Underwood a confessare di aver ucciso Barnes e Russo. Claire rompe altre due volte la quarta parte e in una di queste si rivolge per la prima volta da sola al pubblico, mostrando di acquisire sempre più consapevolezza di sé.

Per il piano di Underwood è tuttavia necessario che Claire dia la grazia presidenziale a lui e Stamper ricevendo la promessa da quest'ultima. Tuttavia Claire, adesso 47° Presidente degli Stati Uniti d'America, non fa alcuna menzione di loro durante il suo primo discorso alla nazione. Infuriato, Frank, trasferitosi in albergo, la chiama diverse volte, ma ogni volta lei lo rifiuta facendogli pensare di essere stato abbandonato. Lui rompe la quarta parete e dice: "Se non mi perdona, la uccido". Nello stesso istante Claire si appropria dello Studio Ovale e, rivolgendosi allo spettatore, parlandogli per la seconda volta, dice che ora è arrivato il suo turno.

Sesta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Con l'apertura della sesta stagione si scoprono molte cose: sono passati 100 giorni da quando Claire ha assunto la presidenza e Frank è morto in circostanze non del tutto chiarite, dopo che una notte si è presentato furioso alla Casa Bianca urlando a Claire di rispettare il piano. Nel corso della stagione si scopre che Frank era in affari con Bill e Annette Shepherd, due ereditieri miliardari ai quali aveva promesso una legge sul petrolio con la quale gli Underwood avrebbero assunto il controllo sia della Casa Bianca che del settore privato. Nel finale di stagione, Claire si scopre incinta della figlia di Frank e viene rivelato che è stato il suo fedele braccio destro Doug che ha preso la decisione di assassinarlo una notte in cui l'ex presidente ha mostrato l'intenzione di uccidere la moglie. Il fedele Stemper non poteva permettere che colui al quale aveva dato tutto diventasse l'assassino più famoso d'America e del mondo, e ha deciso di ucciderlo per proteggere il nome e l'eredità di Francis J. Underwood. Schiacciato dal peso di quello che ha fatto, l'uomo minaccia Claire con un tagliacarte, ma la donna glielo strappa dalle mani e lo pugnala uccidendolo. Dopo la sua dipartita, la responsabilità della memoria dell'ex presidente passa a Claire Underwood la cui posizione è di condanna e distacco, tanto da rinunciare al cognome Underwood e presentarsi agli occhi del mondo come Presidente Hale.

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