Codipendenza

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La codipendenza è una condizione psicologica comportamentale[1] propria di ogni relazione in cui una persona adulta si mostra dipendente da un'altra persona[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La psicoanalista tedesca Karen Horney nel 1941 parlava di personalità "Moving Toward" descrivendo le persone con scarso senso dell'autonomia che avevano bisogno di altri per perseguire la propria realizzazione.

Il termine "codipendenza" è stato sviluppato negli anni 1970 dagli psicologi che studiavano il comportamento degli alcolisti e dei famigliari degli alcolisti[3]. Si è osservato infatti che i famigliari di un alcolista non si comportano tutti allo stesso modo, ma ci sono degli schemi di comportamento ricorrenti. Mentre alcuni famigliari si allontanano emotivamente, altri dedicano tutte le loro attenzioni all'alcolista, fino a dimenticare le proprie esigenze. Per questo tipo di comportamento si è parlato inizialmente di "co-alcolismo", poi più genericamente di "co-dipendenza"[3]. Preoccupandosi sempre per l'alcolista e risolvendo i problemi al suo posto, il famigliare codipendente finisce per diventare un complice involontario.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli psicologi questa condizione appare controversa, e perciò varie sono le definizioni di codipendenza[4].

Negli anni Ottanta gli psicologi hanno osservato che la codipendenza non si verifica solo tra i famigliari degli alcolisti, ma anche tra i famigliari di tossicodipendenti, e più in generale di chi ha problemi di dipendenza da sostanze.

Più di recente, alcuni specialisti parlano di 'codipendenza' per indicare il partner empatico di una persona narcisista. Il codipendente che si è adattato a vivere con un partner narcisista viene chiamato co-narcisista[5].

In generale, si può dire che la codipendenza è uno schema di comportamento disfunzionale in cui c'è un focus estremo su un'altra persona e una mancanza di consapevolezza delle proprie esigenze[6].

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La tendenza a farsi carico di un'altra persona si instaura con ogni probabilità nell'infanzia, per combattere la paura dell'abbandono: con il tempo, la persona ha imparato a pensare di non avere valore per sé stessa e a mettere avanti le esigenze degli altri anziché le proprie. Diventa così una facile preda della manipolazione affettiva[7][8].

Gli psicologi hanno osservato che esistono personalità co-dipendenti, che senza rendersene conto scelgono partner che hanno problemi di dipendenza da sostanze, (farmaci, alcol o stupefacenti), oppure dipendenza da azioni, (come il gioco d'azzardo o il sesso).

Questo capita frequentemente a chi ha avuto un genitore che aveva a sua volta una dipendenza. Chi viene molto responsabilizzato da bambino, in qualche caso finisce quasi per "fare da madre" o "fare da padre" ai suoi genitori, mettendo da parte i suoi bisogni (genitorializzazione). Si è osservato che i bambini con questa esperienza possono sviluppare una personalità co-dipendente e hanno la tendenza, da adulti, a cercare un partner con le stesse caratteristiche del genitore problematico[9][10]. In questa relazione, il co-dipendente tipicamente sogna di cambiare il partner e salvarlo dall'auto-distruzione[11].

Una dinamica simile si ha quando un bambino è cresciuto da genitori narcisisti: anche in questo caso, il genitore narcisista provoca un ribaltamento dei ruoli, per cui il bambino viene "genitorializzato". I bambini imparano così a mettere le esigenze del genitore davanti alle proprie e si abituano a considerare come "egoismo" qualunque tentativo di autonomia"[5]. Questa persona da grande può avere la tendenza a scegliere partner con una personalità narcisista.

Dipendenza affettiva[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dipendenza affettiva.

La codipendenza è considerata una tipologia della dipendenza affettiva[8]. Si parla di dipendenza affettiva perché il co-dipendente organizza i propri pensieri e comportamenti non attorno a una sostanza bensì attorno a una persona: la relazione con questa persona diventa una sorta di "droga", con una dinamica molto simile alla tossicodipendenza[7][8][12].

Tratti e segni[modifica | modifica wikitesto]

«Io mi sono sempre vergognata a prendere. Così ho dato. Non era un pregio. Era un travestimento.»

(Anaïs Nin, Diario IV))

Tra le caratteristiche fondamentali della codipendenza vi sono una bassa autostima, una sottomissione avvilente o la presenza di meccanismi di controllo disfunzionali, meccanismi di negazione e uno smodato bisogno di approvazione[2].

Tipicamente una persona codipendente[13]:

  • trova difficile identificare ed esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti (insight);
  • tende a minimizzare o negare le proprie emozioni e sentimenti;
  • si sente responsabile di quello che provano gli altri (es. "Se è arrabbiato è per colpa mia");
  • pensa di valere solo se riceve un giudizio positivo dagli altri;
  • fa affidamento sull'approvazione degli altri per decidere cosa fare e cosa dire;
  • teme la reazione degli altri nel caso in cui vengano a sapere quello che provano veramente;
  • si lascia influenzare dai sentimenti degli altri, fino a farli propri;
  • rinuncia a interessi e hobby pur di non irritare gli altri;
  • accetta compromessi con i suoi valori e principi, pur di non irritare gli altri;
  • può risentirsi del fatto che gli altri non riconoscano i "sacrifici" che ha fatto per non irritarli;
  • immagina che nessuno riesca veramente a cavarsela da solo;
  • può offrire volentieri consigli e aiuti non richiesti;
  • può risentirsi se gli altri non accettano i suoi consigli e aiuti.

Per calmare la sua angoscia, il codipendente spesso cerca di rendersi necessario agli altri: i problemi di un'altra persona diventano i suoi problemi[14]. Può diventare molto controllante, offrire guide e consigli non richiesti, oppure cercare di convincere gli altri sui veri sentimenti che dovrebbero provare. Può arrivare a usare il sesso come strumento per assicurarsi approvazione e accettazione[13].

Un segno importante di un comportamento codipendente si ha quando la persona accetta comportamenti aggressivi, manipolatori e abusanti da parte del partner, pur di mantenere in piedi la relazione. Il codipendente può anche provare rabbia o tristezza per questi comportamenti, tuttavia non rompe la relazione e diventa colluso con il partner abusante. Nei casi più gravi può mettere a rischio la sua sicurezza e la sua vita[15].

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

La codipendenza è un fenomeno piuttosto complesso, e più che una problematica a sé stante, sembra invece il sintomo di una organizzazione generale della personalità[16][17]. Molti specialisti concordano sul fatto che per riuscire a rompere una relazione tossica, la persona codipendente deve prima sviluppare un'autostima sufficiente per sapere di poter sopravvivere alla rottura, e sviluppare un certo distacco verso la persona amata[18]. Generalmente i co-narcisisti ricorrono alla terapia più frequentemente dei narcisisti, in quanto la loro autostima è comunque relativamente più solida di quella del narcisista[5].

Lo psichiatra statunitense Timmen Cermak, autore di "Diagnosing and Treating Co-Dependence", propose di inserire la codipendenza nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, ma l'American Psychiatric Association bocciò questa ipotesi[19] . Il lavoro di Cermak è stato divulgato principalmente da Robin Norwood, autrice del fortunato libro "Donne che amano troppo"[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Co-Dependency, su Mental Health America, 15 luglio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2019.
  2. ^ a b R. Skip Johnson, Codependency and Codependent Relationships, BPDFamily.com, 13 luglio 2014. URL consultato il 9 settembre 2014.
  3. ^ a b Timmen L. Cermak M.D. (1986) Diagnostic Criteria for Codependency, Journal of Psychoactive Drugs, 18:1, 15-20, DOI: 10.1080/02791072.1986.10524475
  4. ^ Scott Lilienfeld, The teaching of courses in the science and pseudoscience of psychology, in Teaching of Psychology, vol. 28, n. 3, 2001, pp. 182–191.
  5. ^ a b c Rappoport, Alan, Ph. D.Co-Narcissism: How We Adapt to Narcissistic Parents. The Therapist, 2005
  6. ^ Judith L. Fischer PhD & Lynda Spann MS (1991) Measuring Codependency, Alcoholism Treatment Quarterly, 8:1, 87-100, DOI: 10.1300/J020V08N01_06
  7. ^ a b V. Love Candace, Basta narcisisti! Come smettere di scegliere uomini egocentrici e trovare l'amore che meriti, Edizioni Centro Studi Erikson, 2019
  8. ^ a b c Gloria Noriega Gayol, Il copione della codipendenza nella relazione di coppia. Diagnosi e piano di intervento, tard. Antonella Fornaro, Alpes Italia, 2015
  9. ^ Mulry, James T. "Codependency: a family addiction." American family physician 35.4 (1987): 215-219
  10. ^ Prest, Layne A., Mark J. Benson, and Howard O. Protinsky. "Family of origin and current relationship influences on codependency." Family process 37.4 (1998): 513-528.
  11. ^ Simona Baiocco, La sindrome da crocerossina | La codipendenza affettiva
  12. ^ Darlene Lancer, Codependency for Dummies, 1st, New Jersey, John Wiley & Sons, Inc., 2012, p. 30, ISBN 978-1-118-09522-5.
  13. ^ a b Codipendenti anonimi, "Modelli di codipendenza"
  14. ^ Melodie Beattie, Codependent no more, 2009, Barnes and Nobles
  15. ^ Chiara Ajelli, Dipendente Affettivo-Codipendente, Psicocultura
  16. ^ Maurizio Frisina, Sul bordo del caos: Complessità, terapia sistemica e dipendenze, Ed. Mimesi, 2020
  17. ^ Cesare Guerreschi, La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d'amore?, Milano, FrancoAngeli, pag. 43
  18. ^ Cesare Guerreschi, La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d'amore?, Milano, FrancoAngeli, pag. 82
  19. ^ Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 3rd, text rev., American Psychiatric Association, 1987.
  20. ^ Trish Travis, The Language of the Heart, A Cultural History of the Recovery Movement from Alcoholics Anonymous to Oprah Winfrey, Chapel Hill, N.C., University of North Carolina Press, 2009, p. 168, ISBN 978-0-8078-3319-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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