Lungotevere Michelangelo
| Lungotevere Michelangelo | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Roma |
| Quartiere | Prati |
| Informazioni generali | |
| Tipo | strada |
| Collegamenti | |
| Inizio | piazza della Libertà |
| Fine | piazza delle Cinque Giornate |
| Trasporti | metropolitana (Flaminio, Lepanto) |
| Mappa | |
| |
Il lungotevere Michelangelo è il tratto di lungotevere che collega piazza della Libertà a piazza delle Cinque Giornate, a Roma, nel rione Prati[1].
Il lungotevere è dedicato a Michelangelo Buonarroti, autore di diverse opere d'arte nella città capitolina, ed è stato istituito con delibera del 1º aprile 1911;[2] antecedentemente a questa data l’intero tratto tra ponte Milvio e ponte Regina Margherita aveva il nome di lungotevere Milvio.[3] Negli anni ’20 del XX secolo, in seguito alla costruzione del ponte Giacomo Matteotti, il tratto più settentrionale del lungotevere Michelangelo (da ponte del Risorgimento a ponte Giacomo Matteotti) fu ridenominato lungotevere delle Armi.
L'attuale lungotevere Michelangelo è quindi sito tra ponte Giacomo Matteotti e ponte Regina Margherita; in posizione intermedia si trova ponte Pietro Nenni, il ponte della metropolitana. La numerazione civica degli edifici si svolge da sud verso nord.
Architetture
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Su lungotevere Michelangelo si affacciano vari edifici di pregio. Tra questi si ricordano:
- Casa de' Salvi: situata all’angolo tra lungotevere Michelangelo e piazza della Libertà, fu edificata nel 1929−1930 su disegno di Pietro Aschieri, del quale è considerata il capolavoro nell’ambito dell’edilizia residenziale. Lo stile architettonico segna il passaggio dal Barocchetto romano al Razionalismo italiano.
- Villino Gabrielli di Montevecchio: progettato intorno al 1885, fu il primo edificio costruito a nord di piazza della Libertà, su incarico del duca Astorre Gabrielli di Montevecchio, sposo di Olga Spada-Veralli. L’ingresso sul lungotevere, precedentemente situato al civico 1[4] in corrispondenza di un avancorpo, fu obliterato in seguito a una ristrutturazione che comportò anche l’innalzamento di un piano (l’unico accesso all’edificio è oggi ubicato posteriormente, su via Pompeo Magno 2, in corrispondenza di un cancello in ferro battuto che immette ad un vestibolo). Il villino è attualmente sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.
- Villino Cencelli: è situato all’angolo tra lungotevere Michelangelo (con ingresso al civico 5) e via degli Scipioni (con ingresso al civico 297). Fu commissionato dal conte Alberto Cencelli ad Edgardo Negri, ed edificato nel 1904. L’edificio, squadrato e di mole imponente (4 piani fuori terra più seminterrato) si ispira ad un tardo eclettismo con richiami medievaleggianti, come si evince dalle bifore sulla facciata prospicente via degli Scipioni e sull’opposta facciata nord, e dalla torre merlata in posizione posteriore. Sull’angolo dell’edificio è apposta una lapide in memoria del tenente di vascello aviatore Amedeo Cencelli (1891−1916), caduto durante la prima guerra mondiale, sovrastata da una vittoria alata in bronzo e, più in alto, dallo stemma della famiglia Cencelli. L’impianto decorativo interno fu realizzato da Silvio Galimberti, che pochi anni prima aveva lavorato alla decorazione esterna del vicino villino Cagiati.[5]
- Palazzina della Cooperativa dei Mutilati di Guerra: progettata a partire dal 1935, la costruzione fu terminata nel 1940. Situata al civico 9 di lungotevere Michelangelo, fu commissionata a Pietro Aschieri da Carlo Delcroix, presidente dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, allo scopo di provvedere alle esigenze abitative dei suoi soci, costituitisi in cooperativa. Per conto della medesima associazione, Aschieri aveva già realizzato nel 1930−1931 la Casa di Lavoro per i Ciechi di Guerra nel Quartiere Trieste. La palazzina, in stile razionalista, si sviluppa su cinque piani fuori terra. Sopra il portale d’ingresso, in posizione centrale, è collocato un bassorilievo in travertino intitolato La Madonna del Grappa tra gli arcangeli Michele e Gabriele, riproduzione di un affresco di Antonio Giuseppe Santagata situato all’interno della Casa Madre dei Mutilati ed Invalidi di Guerra, nella vicina Piazza Adriana.[6]
- Palazzo INAIL (sede di Prati): situato al civico 3 di Piazza delle Cinque Giornate, chiude il lungotevere con la sua bianca mole di travertino in stile razionalista (1940). In facciata, all’angolo, è posta la Fontana delle Attività Lavorative, opera di Francesco Coccia.[7] All’interno, gli arredi originari furono realizzati da Silvio Cavatorta ed Edvaldo Bastianello.[8]
Trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Rendina-Paradisi, 819.
- ↑ Lungotevere Michelangelo, su comune.roma.it. URL consultato il 15 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
- ↑ Guida Monaci. Guida commerciale di Roma e Provincia. Direzione ed Amministrazione: Roma, via dell'Umiltà 79. Telefono 19 59. 1905. Anno XXV.
- ↑ La Grande Guerra (1915−1918). Caduti dispersi reduci di Monte Porzio e Castelvecchio. Comune di Monte Porzio, 2018.
- ↑ Villino Cencelli, su rerumromanarum.com. URL consultato il 5 gennaio 2026.
- ↑ Alberto Coppo. Costruire per i mutilati. Una palazzina di Pietro Aschieri sul lungotevere a Roma. In: Annali delle Arti e degli Archivi - Pittura, Scultura, Architettura 2 | 2016. Roma: Accademia Nazionale di San Luca.
- ↑ Willy Pocino. Le fontane di Roma. Newton & Compton: Roma, 1996.
- ↑ Irene de Guttry e Maria Paola Maino. Il mobile italiano degli anni Quaranta e Cinquanta. Laterza: Bari, 1992.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Claudio Rendina, Donatella Paradisi, Le strade di Roma. Volume secondo E-O, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0209-1.
Altri progetti
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