Kratos (God of War)

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Kratos
Kratos.png
Kratos in Mortal Kombat
UniversoGod of War
AutoreDavid Jaffe
1ª app.2005
1ª app. inGod of War
app. it.2005
app. it. inGod of War
Voci orig.
Voci italiane
Speciedivinità
SessoMaschio
Etniagreca
Data di nascitaSconosciuta
Abilità
  • Da mortale
    • Forza, agilità e resistenza sovrumane
    • Grande abilità strategica
    • Fenomenale capacità nel combattimento all'arma bianca
  • Da Dio

« La mia vendetta si compie ora! »

(Kratos in God of War III)

Kratos (in greco Κράτος, lett. "forza, vigore, robustezza, potenza") è un personaggio immaginario protagonista della saga videoludica God of War.

Oltre che in tutti i titoli della serie è apparso anche in Soulcalibur: Broken Destiny, in Mortal Kombat, in PlayStation All-Stars Battle Royale e in Shovel Knight.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Kratos è il figlio maggiore di una donna, Callisto, proveniente da un anonimo villaggio greco dal quale era fuggita verso Sparta per le accuse di adulterio che gravano su di lei. Da bambino viveva assieme al fratello minore Deimos, privo della forza e della dedizione al combattimento che già contraddistinguevano Kratos.

Uno sventurato giorno Sparta fu attaccata da un esercito comandato da due strane figure venute per prendere Deimos: Kratos, nel tentativo di fermarli, venne colpito all'occhio destro, sul quale avrà per sempre la cicatrice; incapace di muoversi, vide il fratellino allontanarsi per sempre mentre una delle due figure gli si avvicinò chiedendogli perdono: costei non era altri che Atena, la dea della giustizia, e il suo compagno Ares, il dio della guerra. Kratos non dimenticò mai quel giorno e, per onorare il fratello che aveva abbandonato, si tatuò sulla pelle un tatuaggio rosso che partiva dalla testa fino al braccio sinistro proprio come il segno che aveva Deimos sin dalla nascita. Divenuto un formidabile guerriero Kratos divenne il temuto generale del più grande esercito di tutta la Grecia; successivamente sposò una donna, Lysandra, e da lei ebbe una figlia, Calliope. Come generale era temuto e rispettato da alleati e nemici, mentre Lysandra era l'unica che lo rimproverava apertamente e Calliope lo vedeva come un padre affettuoso.

Durante una terribile battaglia contro un'orda di barbari, che aveva decimato il suo esercito, Kratos stava per soccombere dinanzi al martello del comandante avversario quando chiese aiuto ad Ares, cui era devoto senza sapere che era lo stesso che rapì Deimos anni prima: se Ares lo avesse aiutato, la sua anima sarebbe stata per sempre sua. Ares lo accontentò e scese dall'Olimpo uccidendo i nemici di Kratos e legando alle sue braccia le Spade del Caos, due grandi lame attaccate ai suoi polsi per mezzo di catene e simbolo della sua forza sottomessa alla volontà del dio. Per molti anni Kratos saccheggiò, razziò e uccise in nome di Ares commettendo crudeltà inenarrabili finché, durante una scorribanda, violò il sacro tempio dell'Oracolo di un villaggio dedicato alla dea Atena, nonostante questa l'avesse avvertito di non entrare per nessuna ragione al mondo. Ignorando l'avvertimento Kratos sfondò la porta e, accecato dalla rabbia, non si accorse che lì c'erano anche sua moglie e sua figlia e le uccise. Da allora la sua pelle diventò bianca a causa delle ceneri dei corpi bruciati dei suoi cari che gli rimasero attaccate addosso per una maledizione lanciatagli dall'Oracolo stesso, e le sue notti furono perseguitate dall'incubo di quell'ultima uccisione in nome di Ares, dando vita alla leggenda del Fantasma di Sparta.

Le Furie - God of War: Ascension[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War: Ascension.

Kratos è tormentato da allucinazioni riguardo la sua famiglia; un giorno, sei mesi dopo l'assassinio di sua moglie e sua figlia, un'ombra lo raggiunge e gli rivela che le Furie erano alla sua ricerca, informandolo inoltre che l'unico modo per combattere le visioni è recarsi a Delfi per consultare l'Oracolo Aletheia. Kratos parte dunque per Delfi e dopo aver attraversato il villaggio di Cirra riesce a raggiungere il tempio grazie a un ponte attivato da tre statue di serpenti giganti. Il viaggio non fu comunque privo di rischi e Kratos venne attaccato da svariati mostri, tra i quali addirittura una Chimera e una Manticora. Raggiunto il tempio Kratos fu costretto a scontrarsi con Castore e Polluce, guardiani dell'Oracolo fusi in un unico corpo: dopo un intenso scontro i guardiani decisero di far precipitare l'Oracolo da un precipizio per impedire allo spartano di raggiungerla, ma Kratos riuscì a scaraventare giù anch'essi e ad ucciderli. Dal loro corpo Kratos ottenne la Gemma di Uruboro, con la quale acquisì la capacità di sanare o deteriorare edifici e costruzioni. Lo spartano raggiunse così l'Oracolo, ormai morente: essa gli rivelò che l'ombra altri non era che la Furia Orkos e che il modo per raggiungere la libertà dalle illusioni era raggiungere la Lanterna di Delo, morendo una volta finito di parlare. Kratos, così, raggiunse il porto e si imbarcò alla volta di Delo. Sulla nave, Kratos incontrò Orkos, che gli rivelò di essere il figlio di Ares e della regina delle Furie, Aletto. Ares pensava infatti di aver creato il guerriero perfetto con cui avrebbe rovesciato Zeus, ma Orkos lo deluse e da allora aiutò le madri a far mantenere i giuramenti; tuttavia il patto ingiusto di Kratos gli fece capire la crudeltà delle sue madri, e quindi prese la decisione di aiutare Kratos. Lo spartano ha infatti compiuto tre prove di sangue per Ares (ha versato il sangue dei nemici, degli innocenti e della sua famiglia), il quale lo vuole usare per sconfiggere Zeus. Raggiunta Delo, Kratos iniziò un percorso per raggiungere la lanterna, ma venne più volte ostacolato da un mostro marino. Kratos venne poi raggiunto dalle Furie Megera e Tisifone, che lo affrontarono in un paesaggio a metà tra realtà e illusione. Durante tale lo scontro il mostro marino affondò la Lanterna di Delo. Quando Kratos era sul punto di avere la meglio sulle Furie, venne immobilizzato dalla loro regina, Aletto, ma venne salvato da Orkos, che gli permise di fuggire e gli affidò la sua Pietra del Giuramento, che donerà allo spartano il potere di sdoppiarsi temporaneamente. Kratos, dopo un lungo percorso, riuscì a ricostruire la statua di Apollo che sorreggeva la Lanterna e a farla riemergere dagli abissi. Entrato nella Lanterna, Kratos ottenne gli Occhi della Verità, che gli diedero il dono di smascherare le illusioni delle Furie. Orkos gli rivelò che gli Occhi appartenevano all'Oracolo alla quale erano stati strappati dalle Furie per impedire che Aletheia potesse riferire a Zeus del complotto ai suoi danni che aveva visto. Kratos venne però raggiunto dalle Furie, che lo catturarono e lo portano alla loro prigione. Aletto gli rubò gli Occhi della Verità, Tisifone la Pietra del Giuramento di Orkos e Megera la Gemma di Uruboro. Mentre era prigioniero, Kratos venne raggiunto da Megera, che lo liberò accidentalmente nel tentativo di colpirlo. Kratos iniziò quindi ad inseguire Megera, la quale gli scatenò contro le mani del centimane, infettate dai suoi parassiti; avendo Kratos distrutto diverse mani, Megera risvegliò la testa di Briareo, che però venne pugnalata da una delle sue stesse mani comandata da Kratos. Lo spartano attaccò dunque Megera, uccidendola con le lame del Caos. Kratos recuperò la Gemma di Uruboro dal cadavere di Megera. Lo spartano, però, cominciò ad essere tormentato dalle illusioni create dalla Furia Tisifone, che gli scatenò contro una creatura alata da lei creata, alla quale Kratos strappò la Pietra del Giuramento, tornandone in possesso. La Furia, così, si diede alla fuga. Lo spartano finì però vittima di un'illusione di Aletto, che si finse sua moglie, e gli chiese di unirsi a loro per rovesciare Zeus. Kratos, però, le rubò gli Occhi della Verità, smascherando l'illusione, e Aletto decise così di ucciderlo. La Furia assunse le sembianze del mostro marino, simile a un calamaro gigante, e attaccò lo spartano con l'aiuto di Tisifone. Dopo un lungo scontro, Kratos riuscì a uccidere entrambe le Furie e a ottenere la sua libertà. Tornato a casa, Kratos incontrò Orkos, che lo informò di essere diventato testimone del patto tra lui ed Ares, e che quindi l'unico modo per liberare entrambi dai loro tormenti era quello di ucciderlo. Kratos uccise quindi a malincuore l'amico, e da allora divenne libero ma con un immenso desiderio di vendetta nei confronti di Ares.

La scelta di Kratos - God of War: Chains of Olympus[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War: Chains of Olympus.

Kratos capì che sua moglie e sua figlia erano state condotte al tempio per volere di Ares, che, eliminati gli ultimi legami al mondo mortale, avrebbe potuto renderlo la sua perfetta macchina da guerra. Kratos si mise al servizio degli dèi, cercando il modo per espiare i suoi peccati facendosi cancellare la memoria e al tempo stesso di vendicarsi di Ares. Patrocinato da Atena, ebbe un grande ruolo nella sconfitta dell'esercito persiano che aveva invaso l'Attica, uccidendo il loro re Serse e il suo Basilisco; al ritorno, però, vide che il Carro del Sole guidato dal dio Helios venne fatto precipitare da una forza sconosciuta, entrando nell'Ade. Approfittando dell'occasione, il dio dei sogni, Morfeo, riuscì a coprire il mondo con una fitta nebbia ed Atena, poco prima di entrare in un sonno perenne, ordinò a Kratos di riportare il Sole sulla terra. Sconfitto da Caronte (successivamente, uscito dal Tartaro, Kratos affronta nuovamente Caronte, sconfiggendolo) ed entrato nel Tartaro, Kratos scoprì che dietro il furto del Sole c'era Persefone, moglie di Ade, che si era ribellata agli dèi che l'avevano costretta a sposarsi con la forza: pur di riavere la sua vendetta, si alleò col titano Atlante, il quale avrebbe distrutto il pilastro che reggeva l'Olimpo e l'intera Terra a patto che egli fosse stato liberato (cosa che Kratos non permise). Kratos fu posto di fronte ad un'ardua scelta: avrebbe potuto rimanere nei Campi Elisi assieme a sua figlia, donando però alla dea la sua forza necessaria all'impresa, oppure continuare a combattere per il poco tempo che rimaneva alla Terra. In un primo momento, Kratos rinunciò alla sua forza pur di stare di nuovo con Calliope; tuttavia, capì d'essere stato ingannato da Persefone: con la distruzione del mondo, anche i Campi Elisi sarebbero stati distrutti, e l'anima di Calliope sarebbe svanita nel nulla. La morte definitiva. Invece, se avesse aiutato l'Olimpo, Calliope sarebbe continuata ad esistere, almeno come anima felice nei Campi Elisi. Però non l'avrebbe rivista mai più. Capì che il suo destino era quello di combattere per gli dèi, rinunciando per sempre alla sua famiglia. Abbandonò così la bambina e sconfisse Persefone, riuscendo a riportare il Sole in cielo, dal quale cadde, ma fu salvato prima di sfracellarsi al suolo da due anonimi dèi (Atena ed Elio), che avevano altri progetti per il suo futuro.

La vendetta - God of War[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War.

« Gli Dei dell'Olimpo mi hanno abbandonato... Ora non c'è più speranza! »

Le imprese di Kratos sembravano non avere fine, così come i suoi incubi: sconfisse l'Idra, ma non fu ancora liberato dalla sua schiavitù. Un'ultima impresa lo attendeva, mai tentata da nessun umano prima di lui: uccidere Ares stesso, che si era ribellato a suo padre e sua sorella e stava distruggendo la città di Atene. Non c'era miglior occasione per la sua vendetta. Così andò ad Atene dove, per volere di Afrodite, si scontrò con Medusa, ottenendo la sua testa. Durante l'assedio, Kratos incontrò uno strano becchino, che stava scavando una tomba destinata proprio allo spartano, in quanto, secondo lui, sarebbe servita al momento opportuno. Dopo aver salvato l'oracolo di Atene da alcune arpie, a Kratos venne indicato dove trovare il potere per sconfiggere Ares: nel Deserto delle Anime Erranti, posto ad oriente. Dopo aver ucciso le sirene del posto, riuscì a trovare la strada che infine lo condusse al gigantesco Titano Crono, condannato da suo figlio Zeus a portare per l'eternità il peso del Tempio di Pandora sulle spalle: era lì che veniva custodito il Vaso di Pandora, l'unica arma in grado di distruggere un dio. Kratos sfidò le terribili insidie del tempio, irto di trappole e di nemici, come il tremendo Guardiano di Pandora, e riuscì a conquistare il Vaso; ma Ares, saputolo, lo uccise a tradimento, facendolo sprofondare nell'Ade. Ma persino da morto lo spartano aveva la forza di reagire: Kratos riuscì a fuggire dell'Ade, grazie al misterioso becchino, che aveva usato la tomba come un ponte, in tal modo che potesse tornare sulla Terra, ad Atene. Si diresse così a sfidare Ares, che però si dimostrò forte non solo con la forza bruta, ma anche tramite la manipolazione dei pensieri: difatti Kratos stesso lottò nella sua psiche nel tentativo di salvare la sua famiglia da sue copie malvagie. Sebbene fosse riuscito ad ucciderle tutte, non poté cambiare il proprio destino e, quel che è peggio, venne privato delle sue stesse spade. Solo un ultimo regalo degli dei, una possente spada bronzea, gli permise di riprendere le forze e uccidere finalmente il suo nemico. Ma i suoi dolori erano lungi dall'essere finiti: sebbene avesse compiuto la sua missione, gli Dei, sotto ordine dello stesso Zeus, non gli rimossero gli incubi, ma lo perdonarono soltanto, in quanto nessuno poteva scordarsi ciò che fece tempo addietro. Credendosi ingannato, Kratos si gettò dalla rupe più alta di tutta la Grecia; ma non morì, poiché trasportato da Atena in cima all'Olimpo, dove lo attendeva il posto di Dio della Guerra, dove vide ogni battaglia, passata e futura, della storia del mondo.

L'Inizio della fine - God of War: Ghost of Sparta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War: Ghost of Sparta.

Kratos divenne così il nuovo Dio della Guerra. Ciononostante, era ancora afflitto da continue visioni, nelle quali vedeva la madre e il fratello, che credeva entrambi morti. Ma qualcosa gli disse che queste non erano semplici visioni e che lui aveva la possibilità di cambiarle, come comunicò ad Atena poco prima di arrivare ad Atlantide, la mitica città, culla della conoscenza, eretta in onore del dio Poseidone. Al Tempio di Poseidone c'era un oracolo capace di risolvere ogni enigma e dilemma esistente. Quando ormai era in procinto di attraccare, un terribile mostro marino lo attaccò, affondando tutta la flotta che accompagnava lo spartano: si trattava di Scilla, la distruttrice di navi, che attaccò ripetutamente lo spartano. Dopo esservi scampato, Kratos iniziò una difficile salita verso il Tempio di Poseidone, dove sperava di trovare risposte. In fondo al Tempio trovò la madre Callisto, esanime, ma ancora viva; essa accennò qualcosa riguardo al padre di Kratos, ma la richiesta della vecchia era un'altra: Kratos doveva salvare il fratello, Deimos, anch'egli ancora in vita, nascosto da qualche parte. Kratos stentava a credere a ciò che sentì, arrivando a chiedere chi fosse suo padre, artefice di tanto dolore. Con il suo ultimo respiro, la madre glielo sussurrò, ma poi si trasformò in un orribile mostro, a causa della maledizione che pendeva su di lei. Al termine di un sanguinoso combattimento, Kratos trafisse a morte la madre, uccidendola e donandole così la pace, pur soffrendo per tale azione. Durante la sua fuga dalla città, a causa di un redivivo Scilla, venne a trovarsi di fronte al Titano Thera, da cui lo spartano ottenne il potere di infiammare le sue Lame di Atena, unico modo per uscire dalla camera magmatica. Ancora una volta comparve Scilla, ma Kratos, grazie al suo nuovo potere, riuscì finalmente ad uccidere il mostro infilzandolo con l'ingegnoso sistema che permetteva ad Atlantide di restare a galla. La sua vittoria decretò però la caduta di Atlantide, scossa da continue eruzioni vulcaniche, ormai distrutta e in lenta caduta verso le profondità oceaniche. Il successivo obiettivo di Kratos era di tornare alla sua città natale, Sparta, e più precisamente al Tempio di Ares, dove era convinto di poter trovare indizi su dove fosse tenuto prigioniero il Fratello. Il suo cammino lo spinse su di una catena montuosa, dove i giovani spartani venivano mandati per diventare uomini. Qui incontrò Erinni, figlia di Tanato, Dio della Morte. Lo spartano scoprì che il fratello era tenuto prigioniero proprio dal padre del demone. Al termine di un rocambolesco scontro, Kratos riuscì ad uccidere Erinni, arrivando nel contempo alle porte di Sparta. Qui ebbe un flashback, ricordandosi di come un oracolo avesse predetto che "un guerriero marchiato" sarebbe stato la causa della caduta degli Olimpici, sebbene i loro atavici nemici, i Titani, avrebbero continuato a stare contro di loro. Gli stessi Ares ed Atena, giunti a Sparta, rapirono Deimos dal momento che era l'unico, dei due, ad avere la pelle dipinta, causando inoltre la famosa cicatrice sull'occhio dello spartano. Kratos giunse al tempio di Ares, dove, dopo uno scontro con il se stesso del passato, riuscì ad entrare in possesso dell'artefatto che gli aprì le porte del regno di Tanato. Capì inoltre che la porta per tale mondo si trova ad Atlantide, ormai in fondo al mare. Cominciò così il viaggio a ritroso del Fantasma di Sparta, che lo portò all'interno di una galleria sotterranea dove si nascondeva Mida, il re con il potere di trasformare tutto ciò che tocca in oro. Dopo un breve inseguimento, Kratos riuscì ad acciuffare il re caduto che infine buttò in una cascata di lava, così da trasformarla in oro e poterla scalare per arrivare al vecchio porto di Atlantide. Dopo essersi riunito ad una ciurma di guerrieri spartani, fece rotta verso il gigantesco gorgo generato dalla caduta di Atlantide, riuscendo infine a giungervi. La città era a pezzi e Kratos doveva riattivare le enormi statue di Poseidone per poter arrivare alla porta del Mondo dei Morti. Una volta entrato in questo mondo, Kratos si ricongiunse finalmente col fratello, liberandolo dalle catene che lo tenevano prigioniero. Ma Deimos, in un impeto di rabbia, disse a Kratos che non lo avrebbe mai perdonato per aver permesso che fosse rapito. Iniziò così uno scontro che inaspettatamente vide proprio Deimos uscirne vincitore. Quando era sul punto di dare al Fantasma di Sparta il colpo finale, intervenne Tanato, che, per vendicarsi della morte della figlia, voleva uccidere il fratello dello spartano. Kratos, quasi in fin di vita, riuscì a raggiungere il fratello e a salvarlo, guadagnandosi la ritrovata fiducia di Deimos, che decise di unirsi a lui nella battaglia finale. Kratos donò al fratello le armi di Sparta, che aveva trovato nel corso della sua avventura, e si preparò ad affrontare Tanato al suo fianco. Proprio contro Tanato, però, Deimos trovò la morte, mentre cercava di salvare Kratos da un colpo del Dio, nel frattempo trasformatosi in un enorme demone. Alla vista del fratello morente, il Fantasma di Sparta sprigionò tutto il potere di Thera, infiammandosi tanto da riuscire a danneggiare il corpo corazzato del Dio della Morte, facendolo tornare a dimensioni umane e, dopo un acceso scontro, uccidendolo. Recuperato il cadavere del fratello, Kratos lo portò sulla cima della collina, dove uno strano personaggio (il becchino visto ad Atlantide e tempo prima anche ad Atene) aveva già preparato una fossa per seppellire Deimos. Costui affermò che ormai Kratos era diventato Morte, il distruttore di mondi. Fece la sua comparsa anche Atena che, apparentemente compiaciuta della morte degli ultimi due famigliari dello Spartano, si offrì di cancellare finalmente i ricordi passati di Kratos che, inaspettatamente, si oppose e si incamminò verso l'Olimpo. Quando ormai non era più in grado di sentirla, Atena pronunciò le parole "Perdonami, fratello.". Il becchino comparve di fianco alla Dea, portando tra le braccia la madre morta di Kratos. Cominciando a seppellire la donna, egli affermò "Ora ne resta solo uno...", rivelando la sua vera identità: altri non era che Zeus, il Re dell'Olimpo, padre del protagonista. Nel frattempo, Kratos, con indosso l'armatura da Dio della Guerra, seduto sul suo trono, nell'Olimpo, si stava preparando per andare a dare man forte al suo esercito, nell'assedio della città di Rodi.

La rottura definitiva: il tradimento di Kratos - God of War: Betrayal[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War: Betrayal.

Quest'avventura è una parentesi tra il capitolo precedente e il successivo, accaduta durante l'assedio a Rodi. La dea Era, per fermare gli spartani e difendere i rodiesi, manda la sua bestia, Argo. Kratos cerca di fermare la bestia di Era senza ucciderla, perché al momento non vuole altri problemi con gli dèi. Oltre Atena, Zeus è l'unico che per ora tolleri le azioni del Fantasma di Sparta; gli altri dèi, invece, si stanno coalizzando contro di lui. Dopo diversi scontri con Argo durante l'assedio, Kratos riesce a imprigionarlo nelle condutture della città, ma arriva un misterioso Assassino che ammazza la bestia. Kratos capisce subito che lo scopo dell'Assassino è screditarlo e metterlo contro Era, ma perché? Chi è in realtà? E chi l'ha mandato? Così Kratos lascia momentaneamente l'assedio a Rodi e insegue l'Assassino, ma l'essere misterioso fugge senza alcuna intenzione di combattere contro di lui né ucciderlo. Si lascia dietro una scia di Spartani morti, che il Dio della Guerra è deciso a vendicare. Kratos viene sempre fermato da Cerberi e Legionari Non-Morti, che vogliono rallentare la sua caccia. Capisce così che l'Assassino è stato mandato da Ade. Anni prima, Kratos era stato costretto a uccidere la sua sposa Persefone, per cui probabilmente il Dio degli Inferi è desideroso di vendetta. Nella sua caccia forsennata, Kratos semina distruzione in tutta la Grecia, così Zeus manda suo nipote Ceryx, figlio di Ermes e messaggero come il padre, a intimargli di fermarsi. Zeus vuole che Kratos sospenda la sua caccia. Kratos rifiuta e vuole evitare lo scontro per non doverlo uccidere, ma Ceyx non ha nessuna intenzione di farsi da parte, così Kratos lo affronta e lo ammazza brutalmente. In passato, era stato costretto a uccidere Persefone, Ares, Erinni e Tanato o per volere degli dèi o per difendersi: ora, invece, ha ucciso un dio che Zeus stesso gli ha inviato. Forse l'Assassino non è riuscito a screditarlo facendo ricadere su di lui la morte della bestia di Era, ma Kratos stesso si è screditato egregiamente uccidendo il nipote di Zeus. Il Re degli Dèi decide di non tollerare questo tradimento di Kratos. Ormai, è una minaccia incontrollabile. Kratos torna ad assediare la città ma sa che il suo tradimento non verrà perdonato. È un punto di rottura definitivo. La guerra con gli Olimpici è alle porte.

Il destino di un dio - God of War II[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War II.

« Se gli Olimpici si opporranno alla mia vendetta, allora tutti gli Olimpici moriranno! Ho vissuto abbastanza all'ombra degli Dei... il tempo degli Dei volge al termine! »

(Kratos in God of War II)

Senza fratello e madre, Kratos utilizzò i suoi poteri per far vincere agli spartani (suoi protetti) ogni battaglia, in quanto considerava gli spartani la sua unica famiglia. È così che, tempo dopo, Kratos si trova ad assediare Rodi. Il neo Dio della Guerra, nonostante i tentativi di Atena di aiutarlo, è ingannato da Zeus, il quale, subito dopo la morte di Ceryx, decide che il Fantasma di Sparta va fermato a ogni costo. È così che il Re degli Dèi, col pretesto di aiutarlo a sconfiggere il Colosso di Rodi, portato in vita da una magia, fa riversare a Kratos i propri poteri nella Spada dell'Olimpo, che poco dopo userà personalmente per ucciderlo. Ma nemmeno questa volta Kratos muore: è infatti salvato da Gaia, madre dei Titani, imprigionata da Zeus durante la grande guerra tra Titani e Olimpici. Ella gli offre il suo aiuto: per cambiare il suo destino, Kratos dovrà recarsi all'Isola delle Parche, dimora di queste, custodi del telaio del Destino, grazie al quale potrà tornare indietro nel tempo fino al tradimento di Zeus. Il Fantasma di Sparta supera così tutti i pericoli e le insidie dell'Isola, riuscendo a sconfiggere Lachesi, Atropo e Cloto. Esse, come gli rivelò Tanato tempo prima, non sono al di sopra degli dèi imponendo loro di accettare il proprio destino, come sempre si è creduto: sono, invece, burattini nelle mani di Zeus. Dopo averle uccise, Kratos riesce ad arrivare al Telaio del Destino. Torna così indietro nel tempo e prende possesso della Spada dell'Olimpo, con la quale ingaggia un terribile duello con il padre degli dèi. Kratos sta per vincere, quando in soccorso di Zeus arriva Atena, che si lascia uccidere al suo posto; mentre muore, la dea gli rivela che Zeus è suo padre, e che il motivo per cui l'aveva tradito era il timore del ciclo del figlio che sconfigge il padre, iniziato da Crono che aveva ucciso il padre Urano, e poi era stato sconfitto dallo stesso Zeus. Kratos già sapeva che Zeus era suo padre, questa è un'ulteriore conferma. Atena gli dice anche che i suoi tentativi non sarebbero valsi a nulla, poiché gli Dèi si sarebbero alleati contro di lui e i Titani. Ma Kratos non si arrende, e dichiara guerra all'Olimpo. Poi va da Gaia, viaggiando indietro nel tempo all'epoca della Titanomachia. Grazie ai suoi nuovi poteri ottenuti dalle Sorelle del Destino, Kratos teletrasporta parte dei Titani sopravvissuti nel tempo presente. Deciso a vendicarsi di Zeus, Kratos scala l'olimpo insieme a Gaia e agli altri Titani brandendo la Spada dell'Olimpo e urlando:

« Zeus! Tuo figlio è tornato... ed è qui per distruggere l'Olimpo! »

La vendetta finale - God of War III[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: God of War III.

In groppa a Gaia e seguito da Perse, Oceano, Iperione ed Epimeteo, Kratos trova subito come avversario divino Poseidone, che assieme agli altri dèi scaraventa giù molti dei Titani. Dopo uno scontro con i suoi cavalli e lui stesso nella sua forma d'acqua, Kratos riesce ad indebolirlo ed ucciderlo a mani nude, scatenando con la sua morte una delle molte piaghe che sconvolgeranno il mondo. Ciò però non lo preoccupa affatto e continua la sua scalata verso Zeus che, stufo del comportamento di suo figlio, lo scaraventa giù dall'Olimpo assieme a Gaia. Pur di salvarsi da morte certa, in quanto quasi senza mano, Gaia non accetta di aiutare Kratos e, in un grande gesto egoista, lo fa precipitare nell'Ade. Atterrando nello Stige, ferito e indebolito, Kratos perde tutti i suoi poteri e le stesse Spade di Atena vengono logorate dalle voraci anime del fiume. Ma Atena, in una forma eterea, gli si presenta dinanzi, rivelandogli di come esista ancora un modo per distruggere l'Olimpo: trovare la Fiamma dell'Olimpo custodita nelle sale più nascoste degli dèi. Kratos le chiede come mai lei, che morì per difendere suo padre, ora invece aiuti lui a distruggerlo. Atena gli svela che morendo ha appreso segreti tali da convincerla che è necessario uccidere Zeus per il bene dell'umanità. A Kratos non importa nulla dell'umanità ma accetta l'aiuto di Atena pur di uccidere Zeus. Incontrando successivamente anche Efesto, Kratos viene a conoscenza del fatto che non può passarvi attraverso, poiché è capace di uccidere un dio stesso. Il vecchio fabbro, inoltre, narra la sua triste storia poiché vede lui e Kratos molto simili nel passato. Per tornare al mondo di sopra, come ultima informazione, deve attivare i Portali di Iperione e per ciò è necessaria l'anima di un dio, che si rivelerà Ade, desideroso di vendicare la sposa Persefone, la nipote Atena e il fratello Poseidone. Sarà ucciso non molto dopo. Tornando sulle pendici dell'Olimpo, Kratos incontra Gaia, che punisce con un giusto regolamento di conti. Assiste poi alla battaglia fra Perse ed Elio, il quale verrà ucciso brutalmente dallo spartano stesso. Non molto dopo, anche il possente Titano della Distruzione seguirà lo stesso destino. Con la testa mozza di Elio, Kratos potrà far luce negli antri più bui e scoprire molti segreti nascosti. Entrando nelle Caverne di Eos, Kratos usa la Catena dell'Olimpo per viaggiare fra i diversi livelli dell'Olimpo e giunto ai piani superiori, uccide prima Ermes (padre del defunto Ceryx), da cui ottiene i suoi stivali; poi Ercole, invidioso delle sue gesta; ed infine, la sua matrigna Era. Incontra anche Afrodite, la quale gli spiega dell'esistenza di un Labirinto, essenziale per compiere la missione. A ciò però si oppone il marito, Efesto, che vedendo in Kratos una possibile minaccia per sua figlia, Pandora, lo spedisce nel Tartaro alla ricerca della pietra di Omphalos, così da forgiargli un'arma speciale. Qui Kratos ingaggia una spettacolare battaglia contro il suo nonno paterno, Crono, il quale lo incolpa di averlo condannato ad una fine ben peggiore rispetto a quella riservatogli nel Deserto delle Anime Erranti. Crono viene ucciso, e la pietra posta nella sua pancia viene data a Efesto, che però approfitta dell'occasione per fulminare Kratos. Fallisce però nell'intento e anche lui viene sconfitto, dando a Kratos il dono di sbloccare alcuni percorsi. In tal modo, entra nel labirinto e qui vi trova Pandora, che si rivela l'oggetto essenziale per estinguere la Fiamma dell'Olimpo e prendere il Vaso, che a quanto pare sia ancora carico del potere di uccidere un dio. Dopo aver sconfitto il possente guardiano Skorpius, Kratos riesce a sollevare il labirinto, distruggendo però allo stesso tempo la sala più nascosta dell'Olimpo. Zeus se ne accorge e ne segue l'ultimo scontro dove, senza che nessuno intervenga, Pandora si sacrifica per Kratos, spegnendo il fuoco divino. Il suo gesto però si rivela vano quando il Vaso si rivela vuoto. Colmo di rabbia, lo Spartano segue Zeus fino ad arrivare allo stesso posto dove venne fulminato all'inizio della battaglia. Qui ritrova Gaia, che, con la mano parzialmente ricresciuta, mira alla morte di entrambi i suoi discendenti. Questi, però, entrano in una sua ferita fatta da uno dei cavalli di Poseidone ed entrano dentro il corpo del Titano. Dopo un'estenuante battaglia Kratos infilza Zeus con la Spada dell'Olimpo, uccidendo sia lui che Gaia, la cui morte distrugge completamente la natura già devastata dalle piaghe rilasciate. Credendo che la sua missione sia riuscita, Kratos recupera la spada dal corpo di Zeus e si allontana, ma la forma eterea di suo padre lo coglie di sorpresa, indebolendolo, distruggendo tutte le sue armi e confinandolo nella sua psiche. In questo viaggio mentale Kratos riesce a perdonarsi finalmente dei suoi peccati passati e, grazie alla voce di Pandora che lo guida, ritrova la speranza che aveva perduto con la morte dei suoi familiari. Riprendendo conoscenza e tornando più forte che mai, uccide finalmente Zeus con la sola forza delle mani, portando il mondo al Caos primordiale. Atena si rivela di nuovo, spiegando infine perché Kratos aveva trovato il Vaso vuoto: per paura che i mali rinchiusi in principio dopo la Grande Guerra fossero di nuovo rilasciati, Atena vi pose all'interno la Speranza, un potere talmente potente da poterli contrastare. Quando però venne aperto durante la battaglia di Atene, tutti i peccati si trasferirono negli dèi, impossessandoli e rendendoli ostili verso l'uomo che assorbì la Speranza, Kratos stesso. Atena giustifica così questo fatto per rimodellare il mondo a suo piacimento, chiedendo al semi-dio di restituirgli tale potere. Ma Kratos non ne vuole più sapere di lei e pronuncia queste parole:

« La mia vendetta... si compie ora! »

(Kratos in God of War III)

Con un possente affondo di spada, si suicida un'altra volta, sprigionando il potere della Speranza custodito dentro di lui, il quale comincia a diffondersi nel mondo in rovina. Si sacrifica così per dare una possibilità all'umanità sconvolta dalle continue piaghe, per la prima volta in un gesto altruista dopo aver pensato solo alla sua vendetta. Infine, sotto lo sguardo deluso di Atena, si accascia al suolo in fin di vita. Accade però che, dopo i titoli di coda, riesce in qualche modo a muoversi, e la scia di sangue che segue si ferma fino ad un precipizio: durante questa scena, che riprende la scia insanguinata dall'alto, si può notare chiaramente una sorta di aquila ricavata nella roccia, più verosimilmente una fenice, al centro del quale giace la spada dell'Olimpo. Non si sa quindi il destino ultimo del protagonista, destinato a rimanere nelle leggende e nei miti futuri, ma questo simbolo può essere interpretato come segno dell'immortalità o della rinascita di un nuovo mondo, se non quella di Kratos stesso.

Una nuova vita- God of War (2018)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere sopravvissuto allo scontro con Zeus e aver ucciso tutte le divinità dell'Olimpo, Kraos ormai stanco dei continui conflitti decide di lasciare la Grecia e si reca a nord raggiungendo la Scandinavia. Qui s'imbatte in una donna di nome Faye, ella pur essendo una mortale sapeva la vera natura di Kratos ma non lo temeva, anzi, i due alla fine s'innamorarono e Kratos dopo lunghi anni di sofferenza era finalmente riuscito a trovare un po' di pace e a trovare una nuova famiglia. La rabbia che per anni ha avuto ha cominciato a spegnersi poco a poco e anche il suo carattere ha cominciato a cambiare diventando più saggio e più freddo. Con Faye decide di cominciare una nuova vita in pace nella terra dei norreni, inoltre la donna dona al spartano un'ascia chiamata Leviatano come simbolo per dire che inizia una nuova vita per lui. Kratos e Faye tempo dopo ebbero un figlio di nome Atreus. Kratos nonostante voglia bene al figlio passa poco tempo con lui e infatti il figlio si lega di più con la madre, inoltre lo spartano decide di tenere nascosto al figlio su chi sia lui veramente e delle sue battaglie avvenute nella Grecia. I tre vivono la loro vita tranquillamente ma Faye un giorno si ammala fino a morire e prima di spirare chiede al marito di spargere le sue ceneri sulla vetta più alta. Kratos e Atreus dopo aver bruciato il corpo di Faye raccolgono le ceneri per esaudire il desiderio della donna, ma prima di partire lo spartano vuole mettere alla prova il figlio per vedere se è in grado di affrontare un lungo viaggio pieno di pericoli. Kratos è molto severo con lui ma vuole insegnargli solamente come sopravvivere e cerca di rendere il figlio migliore di lui. Un giorno a casa loro si reca uno sconosciuto che cerca Kratos, affermando che lui sa chi è veramente. Kratos e lo sconosciuto cominciano a combattere e quest'ultimo dimostra di possedere dei poteri riuscendo a mettere in difficoltà lo spartano ma alla fine Kratos lo sconfigge spezzandogli l'osso del collo. Kratos e Atreus sono costretti a partire verso la montagna e lungo il viaggio fanno la conoscenza dei nani Brokk e Sindri che man mano che li incontrano migliorano il Leviatano di Kratos. Lo spartano e Atreus conoscono anche la strega Freja che li aiuta a raggiungere il lago dei nove dove qui s'imbattono nel Serpente del Mondo e raggiungono il luogo dove si può viaggiare fra i novi regni. Freja li conduce ad Alfheim dove qui ottengono la capacità di viaggiare fra i nove regni. Una volta raggiunta la cima scoprono che lo sconosciuto è ancora vivo ed è il Dio Baldur, fratello di Thor e figlio di Odino. Baldur inoltre è insieme ai suoi nipoti Magni e Modi, figli di Thor. I tre chiedono aiuto a Mimir su dove si trovano Kratos e Atreus che per uno sconosciuto motivo li stanno cercando. Dopo che le divinità norrene se ne vanno, Kratos e Atreus incontrano Mimir e questi gli rivela che lui è il saggio che conosce tutto e tutti, inoltre rivela che la cima più alta del mondo si trova a Jotunheim, nella terra dei giganti ma non è possibile arrivarci perché tutti i passaggi sono stati distrutti dai giganti per non farvi entrare Thor e Odino. Mimir decide di aiutarli a raggiungere la terra dei giganti, così Kratos gli taglia la testa e con l'aiuto di Freja la fa tornare in vita. Mimir informa loro che per arrivare a Jotunheim hanno bisogno dello scalpello magico del gigante Thamur e della runa nera situata nel tempio di Tyr. Dopo aver recuperato lo scalpello di Thamur, i due vengono trovati da Magni e Modi ed Kratos e Atreus sono costretti ad affrontarli. Dopo un duro combattimento, Kratos uccide Magni costringendo Modi alla fuga. Dopo il duello, Atreus comincia a stare male e Kratos lo porta da Freja per farlo curare. La malattia è dovuta a causa di Kratos che gli nasconde la verità, cioè che lui è un Dio. Mimir gli spiega che Atreus non sa di essere un Dio ma crede di essere un mortale, così facendo il suo corpo lo indebolisce. Per curarlo Freja gli dice che ha bisogno del cuore del guardiano del Hel ma che sarà impossibile combattere in quel posto, così Kratos con l'aiuto della donna torna a casa e recupera le Lame del Caos, che si è portato dietro dalla Grecia. Insieme a Mimir si reca nel Hel dove uccide il guardiano recuperando il cuore e alla fine Freja cura Atreus. Kratos qui decide di rivelargli la verità, cioè che loro due sono Dei. Kratos e Atreus riprendono il viaggio e recuperano la runa nera. Dopodiché si recano nuovamente sulla montagna dove hanno incontrano Mimir, e lungo il viaggio Atreus comincia a cambiare diventando arrogante e presuntuoso credendosi invincibile visto che ha scoperto di essere una divinità. Una volta raggiunta la cima, aprono il portale per Jotunheim ma vengono attaccati da Baldur. Nello scontro distruggono il ponte e l'unica via d'accesso per la via dei giganti. Atreus, ormai credendosi invincibile, sfida Baldur ma questi lo sconfigge con facilità e lo rapisce. Kratos insegue il dio Norreno ed inizia una furente battaglia a dorso del suo drago fino ad arrivare nel luogo dove si può viaggiare fra i regni. Baldur ha intenzione di portare il figlio di Kratos ad Asgard ma quest'ultimo glie lo impedisce e cambia la destinazione facendo andare tutti e quattro ad Helheim. Kratos, Atreus e Mimir mentre cercano di fuggire scoprono che Freja è la madre di Baldur ed è stata lei a renderlo invulnerabile, inoltre Atreus si rende conto di quello che è diventato e comincia a pentirsi. Una volta arrivati al luogo del collegamente fra i vari mondi, scoprono la stanza di Odino e tutte le sue ricerche che aveva fatto per cercare di arrivare a Jotunheim. Dopo aver esaminato l'ambiente, Kratos pensa di ribaltare il Tempio in modo da aprire il sentiero segreto di Týr per il Regno dei Giganti. In procinto di attivare il meccanismo del Tempio però, Mimir si rende conto che manca il Cristallo di Jotunheim, necessario per riflettere l'energia mistica con cui aprire il varco per il Regno, così intende usare sè stesso come cristallo, usufruendo dei Bifrost che ha al posto degli occhi. Mimir però ha bisogno di ritrovare il suo occhio sinistro, rubatogli da Odino tempo addietro, così Kratos ed Atreus chiedono informazioni a Brokk e Sindri, da cui scopriranno che l'occhio era stato riposto dal Padre degli Déi in una cavità della monumentale statua di Thor, sulle sponde del Lago dei Nove, poco prima divorata dal Serpente del Mondo. Ottenuto il consenso del gigantesco rettile divino, Kratos, Atreus e Mimir entrano nel ventre della bestia, ritrovando così l'occhio del saggio. Proprio mentre si dirigono verso le fauci del Serpente per uscire, Baldur attacca la Bestia, che dopo ripetuti colpi sputa fuori i tre. Ritrovatisi sulla vetta di Midgard, ove ingaggia un epico scontro con il figlio di Odino e Freja. Proprio quest'ultima, giunge sul luogo nel vano tentativo di fermare i due per proteggere Baldur. Proprio quando Kratos sembra avere la peggio, perchè bloccato dalle radici magiche della maga (da cui invece Baldur è riuscito a fuggire), Atreus fa da scudo al padre venendo violentemente colpito dall'ostico avversario, il quale però si ferisce con una freccia di vischio che Kratos aveva utilizzato per riparare la faretra del figlio. Si scopre così che il vischio era il punto debole della magia che rendeva Baldur invulnerabile ad ogni minaccia terrena. Il tanto detestato incantesimo si spezza, per la gioia dello stesso Baldur, che ora è di nuovo sensibile, così il combattimento continua con l'irata Freja che evoca un Gigante non morto, con cui tenterà nuovamente di bloccare Kratos. Quest'ultimo ingaggia una serie di rapidi confronti con il fratello di Thor, che ancora irato nei confronti della madre, approfitta della caduta dello Spartano per lanciarsi sul Gigante con l'obiettivo di uccidere Freja. Kratos allora si lancia al suo inseguimento con Atreus, riesce a fermare il Dio norreno, scagliandolo nuovamente giù. Qui contonuano a combattere, ma proprio quando sembra finita per Baldur, la madre scatena il gelido soffio del Gigante per fermare Kratos, così Atreus, parlando nella lingua degli Antichi, chiama in aiuto il Serpente del Mondo, che si avventa contro il Gigante, divorandolo e scagliando giù Freja. Si assiste poi ad un tentativo della Strega di riappacificarsi con il figlio, ormai sconfitto, ma che ancora serba rancore nei confronti della madre per averlo reso insensibile al dolore. Freja si offre di farsi uccidere pur di vedere felice il figlio e proprio mentre sta per soffocare fra le mani Baldur, interviene Kratos che affera quest'ultimo e gli spezza l'osso del collo, uccidendolo questa volta definitivamente. Freja, ripresasi, piange la morte del figlio promettendo vendetta e con la sua salma si allontana. Kratos, Atreus e Mimir, tornano ora al Tempio con il quale finalmente giungono a Jotunheim sul picco più alto dei Nove Regni. Qui, scoprono la vera natura di Faye, che si rivela essere un Gigante.

Raggiunta la vetta, spargono le sue ceneri nel vuoto compiendo così le volontà della donna.

L'altro mondo - Mortal Kombat[modifica | modifica wikitesto]

Kratos viene evocato nel mondo di Mortal Kombat dall'imperatore dell'Outworld Shao Kahn, che voleva venisse evocato ai suoi comandi il più grande guerriero mai esistito. Tuttavia Kratos si libera dal comando dell'imperatore e cerca di ucciderlo. Dopo aver ucciso moltissimi guerrieri, Kratos raggiunge Shao Kahn e lo elimina. Successivamente cerca di tornare nel suo mondo, ma viene raggiunto da Raiden e Fujin. Kratos si prepara ad attaccarli, ma si sorprende quando i due dei si inchinano dinanzi a lui. Raiden gli spiega che, pur essendo le sue intenzioni malvagie, egli ha ucciso Shao Kahn e salvato la Terra, e che per questo gli è debitore. Kratos torna allora nel suo mondo, ricordandosi però del debito che Raiden ha con lui, pensando che prima o poi potrebbe tornargli utile.

La chiamata - PlayStation All-Stars Battle Royale[modifica | modifica wikitesto]

Collocato tra God of War II e God of War III, Kratos riceve la chiamata di un'entità che lo invita a combattere. Kratos vede questo come un modo per dimostrare il suo valore prima di guidare i Titani all'Olimpo. Dopo aver affrontato molti guerrieri, affronta Sweet Tooth (che definisce un buffone inviato dal cosiddetto dio) e lo sconfigge, arrivando ad affrontare l'Entità, alias Polygon Man. Dopo averlo distrutto ed averne assorbito il potere, Kratos torna in Grecia e guida i Titani alla conquista dell'Olimpo.

Kratos: "Ecco un altro demone inviato dal cosiddetto dio... può unirsi agli altri!"

Sweet Tooth: "IL MIO CONO GELATO! È stato un errore, amico!"

Kratos: "Un errore che posso correggere, se lo desideri."

Sweet Tooth: "Forse non mi hai sentito, amico! C'è un debito da pagare e io sono pronto a sistemare le cose!"

Kratos: "Su, fatti da parte!"

Sweet Tooth: "Prendilo e PAGALO!"

Kratos: "Il Fantasma di Sparta NON SI CHINA DINANZI A NESSUNO!"

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

La personalità di Kratos, che a prima vista può sembrare molto semplice, in realtà presenta sfaccettature che ne fanno un quadro complesso: quando era ancora generale dell'esercito spartano, il tratto predominate di Kratos era un'insaziabile ambizione, desideroso com'era di trasformare Sparta nella più grande potenza del mondo; Kratos era consumato dall'ambizione a tal punto da vendere senza ripensamenti la sua anima ad Ares, pure di poter perseguire il suo obiettivo. Negli anni in cui fu servo di Ares, le già note brutalità e ferocia di Kratos si elevarono a dismisura, compiendo massacri di gente innocente in nome del suo signore, che culminarono nello sterminio della sua famiglia con le sue stesse mani, nell'obiettivo di Ares di trasformare Kratos nel Guerriero Perfetto: ma Kratos, rendendosi conto che il potere non valeva il prezzo che aveva pagato, si ribellò.

Negli anni in cui fu al servizio degli dei, Kratos obbedì ai loro ordini solo dietro la promessa della liberazione dei suoi incubi e della vendetta su Ares; non obbedì mai pienamente agli ordini, ma fu sempre pronto a fare ciò che andava fatto per il bene dell'umanità, rimanendo tuttavia conscio del disprezzo della gente per lui, pur non facendo nulla per migliorare la sua immagine.

Come Dio della Guerra, Kratos continuò a covare risentimento per il rifiuto degli dei di liberarlo dai suoi incubi, e tornado a perseguire il suo progetto iniziale del predominio di Sparta sul mondo intero, guidò personalmente i suoi fratelli spartani, unici a dimostrare sincero apprezzamento per lui e il suo operato, incurante dei continui moniti degli dei; in questo periodo Kratos si macchiò della distruzione di Atlantide, dell'uccisione di Ceryx e dell'assedio di Rodi.

A seguito del tradimento degli dei nei suoi confronti, Kratos strinse una precaria alleanza con i Titani, uccise le Sorelle del Destino e tentò l'assalto all'Olimpo; abbandonato in seguito anche dai Titani, Kratos seguì unicamente il principio della distruzione totale e indiscriminata, incurante che l'assassinio dei vari dei stava portando il mondo nel caos, tanto da essere totalmente disinteressato della situazione una volta che la sua vendetta fosse compiuta.

Pur essendo sostanzialmente un individuo brutale, amorale e spietato, Kratos non è del tutto privo di tratti umani: egli infatti amava profondamente la moglie Lysandra, unica che osasse contestare apertamente il suo operato, pur amandolo fino alla fine, ed era un padre estremamente premuroso con la figlia Calliope; teneva a lei così tanto da rinunciare per sempre a stare con lei nella felicità dei Campi Elisi pur di tenerla al sicuro e fermare lo scellerato piano di Persefone; tentò inoltre fino all'ultimo di salvare la madre Callisto, tanto da essere molto riluttante all'idea di ucciderla, anche per darle la pace, e cercò ancora più disperatamente di salvare il fratello Deimos, sforzo dovuto in gran parte al rimorso di non averlo potuto salvare quando erano bambini, e fu devastato dalla perdita del suo ultimo famigliare rimasto. Durante gli eventi di God of War III, Kratos stringe un profondo legame con Pandora, esortandola continuamente a non fidarsi di lui, in quanto ammette apertamente di essere crudele, ma si affeziona a lei pian piano, arrivando a tentare di fermarla dal gettarsi nella Fiamma dell'Olimpo, sperando di trovare un modo per vendicarsi che non avesse necessità del suo sacrificio. Nel successivo God of War: Ascension, pur all'inizio sospettando di Orkos, Kratos arriva a provare una profonda pietà per la sua condizione così simile alla sua, e accetta molto a malincuore l'idea di doverlo uccidere. In God of War del 2018 (ambientato dopo gli eventi di God of War III), Kratos, visibilmente più anziano ma comunque ancora forte, si dimostra molto più umano rispetto al passato. È molto premuroso e protettivo nei confronti del figlio Atreus e non uccide nessuno se non obbligato a farlo. Nonostante ciò dimostra comunque una personalità piuttosto chiusa e fredda nei confronti degli altri personaggi. Verso Atreus sembra non mostrare molta attenzione ma è il contrario, lui cerca di renderlo una persona migliore di lui e cerca sempre di insegnargli su come deve sopravvivere. Kratos molte volte cerca di supportarlo ma non sapendo come fare preferisce rimanere zitto, tuttavia vuole molto bene al figlio, per colpa del suo passato non sa come comportarsi come un padre e cerca sempre di pensare a cosa può essere giusto per il figlio. Odia profondamente il suo passato e quello che è stato, infatti quando vede un'anfora della Grecia con sopra impresso lui con le lame del caos la distrugge cercando di nasconderla al figlio, inoltre nasconde la verità ad Atreus ma alla fine per una serie di eventi racconterà al figlio la verità.

Equipaggiamento e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Mosse Speciali (MK)[modifica | modifica wikitesto]

  • Spada dell'Olimpo: Kratos infilza l'avversario con le Lame dell'Esilio; questo si inginocchia, allora Kratos lo trafigge di nuovo, ma stavolta con la Spada dell'Olimpo, per poi tagliarlo a metà. (Fatality)
  • Sguardo di Medusa: Kratos estrae la testa di Medusa (anche se sembra di più la testa di Euriale) e pietrifica l'avversario, per poi distruggerlo con i Cestus di Nemea. (Fatality)
  • Baby Kratos: Kratos neonato stacca la testa ad un bambolotto. (Babality)

Armi[modifica | modifica wikitesto]

Nei vari God of War Kratos ha sempre con sé un tipo di armi che è diventato tipico del personaggio: si tratta di spade corte e "arrotondate" legate a catene poste attorno alle braccia del personaggio, le quali permettono di allungare il raggio d'azione di esse. Kratos utilizza queste armi per la prima volta quando Ares gli dona le Lame del Caos, e le cambierà per due volte: dopo che Ares gli avrà tolto le precedenti, Atena gli regalerà le Spade di Atena (fine di God of War) e quando perderà le Spade di Atena dopo essere precipitato nel fiume Stige, il fantasma di Atena gli donerà le Lame dell'Esilio (inizio di God of War III).

Tuttavia Kratos durante le sue avventure avrà modo di utilizzare altri tipi di armi: rubate ai nemici appena battuti (Martello Barbarico, Lancia del Destino, Artigli di Ade, Cestus di Nemea), ricevute in dono (Spada di Artemide, Spada dell'Olimpo, Fruste di Nemesi, Armi di Sparta), oppure trovate in modo del tutto casuale.

In God of War: Chains of Olympus Kratos utilizza armi divine che gli vengono sottratte alla fine dell'avventura da Atena ed Elio. Queste armi, che sono state trovate da Kratos in vari luoghi sono: Il Guanto di Zeus, trovato nelle viscere del Tartaro, e Lo Scudo di Elio, trovato nel tempio del dio Sole

In God of War: Ascension, oltre alle Spade del Caos, Kratos può raccogliere le armi dai suoi nemici e utilizzarle per un limitato periodo di tempo: queste armi comprendono spade, martelli, lance, fionde e scudi. Inoltre le Spade del Caos assorbirono i poteri di Ares, Poseidone, Zeus ed Ade. Qui di seguito sono riportate tutte le armi:

  • Universali
    • Lame del Caos: Queste due spade arrotondate fuse agli avambracci dello spartano con delle catene dall'ex dio della guerra, Ares, in cambio dell'anima di Kratos. Grazie alle catene possono allungarsi e possono essere usate come rampini. Quando vengono potenziate delle venature rosse appaiono sulle lame, diventando sempre più marcate prendendo fuoco. Sono presenti in God of War, in Chains of Olympus e in Ascension. Kratos perde le spade dopo il primo scontro con Ares, quando vengono forzatamente strappate da Kratos dal dio per uccidere di nuovo la sua famiglia.
    • Spade di Atena: Queste spade vengono date a Kratos dalla dea Atena per ricompensarlo del servizio fatto agli dei, oltre al posto del dio della guerra dopo la morte di Ares. In aspetto Sono quasi uguali alle Spade del Caos ma sono completamente dorate con un occhio blu e glifi azzurri incisi sulla lama con catene dorate quando Kratos è Dio della Guerra. Quando Kratos riversa i suoi poteri divini nella Spada dell'Olimpo, diventano di colore acciaio con una debole luce arancione. Man mano che vengono potenziate, le lame riacquistano il colore dorato/bronzeo ma i glifi diventano rossi invece che blu e le catene diventano rosse invece che dorate. Hanno combo diverse tra GOW e GOW 2, ma mantengono le stesse combo in GOW III. Sono presenti alla fine di God of War, ’'God of War 2, in Ghost of Sparta, in Betrayal e all'inizio di God of War 3, rendendole le spade più usate da Kratos
    • Lame dell'Esilio: Le lame dell'Esilio sono simili alle spade di Atena ma hanno la lama scura attraversata da venature arancioni e prendono fuoco anche se non potenziate. Sono presenti in God of War 3: dopo che le spade di Atena vengono distrutte cadendo nel fiume Stige, il fantasma di Atena le trasforma nelle lame dell'esilio.

In Chains of Olympus[modifica | modifica wikitesto]

  • Guanto di Zeus: un guanto di metallo molto potente in grado di creare onde d'urto e onde energetiche.
  • Scudo di Elio: uno scudo con il potere della luce, può riflettere raggi solari e lanciare sfere di fuoco.

In God of War[modifica | modifica wikitesto]

  • Spada di Artemide: una grossa sciabola viola che può decapitare o mutilare i nemici. Man mano che viene potenziata cambia colore (prima violacea poi rossa). Presente anche in Betrayal.
  • Spada degli dei: una spada di vetro usata dal Kratos gigante nella battaglia contro Ares, ha le stesse combo della Spada di Artemide. Compare brevemente in GOW 2 durante la lotta di Kratos contro una delle sorelle del destino.

In Ghost of Sparta[modifica | modifica wikitesto]

  • Armi di Sparta: una lancia e uno scudo, sono maneggevoli e veloci. Lo scudo può parare le fiammate e la lancia spara altre lance.

In God of War 2[modifica | modifica wikitesto]

  • Martello barbarico: un pesante martello appartenuto al Re Barbarico, è molto potente ma anche molto lento e può evocare un esercito di anime.
  • Lancia del Destino: una lancia magica a due punte, è molto veloce e può essere usata per sparare proiettili magici.
  • Spada dell'Olimpo: uno spadone magico leggendario creato per sconfiggere i Titani, può creare lame magiche o risucchiare energia dai nemici. Presente in God of War 2 e in God of War 3 ma solo in GOW 2 è possibile usarla come arma secondaria

In God of War 3[modifica | modifica wikitesto]

  • Artigli di Ade: due uncini magici allungabili, possono evocare anime di mostri e succhiare l'anima degli dei.
  • Cestus di Nemea: due guanti metallici a forma di testa leonina, possono rompere la pietra onice e creare onde d'urto.Presi da Ercole.
  • Fruste di Nemesi: due fruste terminanti con delle lame, possono paralizzare i nemici con scariche elettriche e riattivare circuiti elettrici. Donate dal dio delle Forgia, Efesto.

In God of War (2018)[modifica | modifica wikitesto]

  • Leviatano: un'ascia da guerra intrisa del potere elementare del ghiaccio. Kratos può anche usarla nel combattimento a distanza lanciandola contro ai nemici per poi richiamarla telecineticamente nella sua mano. Si dimostra indispensabile anche per la risoluzione di alcuni enigmi ambientali È un dono di Faye, la guerriera che Kratos ha sposato una volta giunto nelle terre del nord.
  • Scudo del Guardiano: un guanto metallico capace di trasformarsi in uno scudo circolare, con il quale è possibile parare e deviare gli attacchi nemici e dare affondi, fungendo quindi anche da arma da mischia.
  • Lame del Caos: le armi simbolo del Fantasma di Sparta. Veloci e con un ampio raggio d'azione, possono sferrare potenti attacchi di fuoco, rendendole di fatto le uniche armi in grado di ferire le creature ghiacciate dell'Helheim. Possono anche assorbire i venti di Helheim necessari per risolvere particolari enigmi ambientali e dare fuoco ai rovi che bloccano il passaggio o i forzieri. Kratos le recupera a un certo punto della storia dalla sua casa per affrontare il viaggio nell'Helheim al fine di recuperare la medicina per Atreus.

Magie[modifica | modifica wikitesto]

Kratos ha sempre a disposizione delle magie, con le quali può vincere più facilmente un duello, oppure in rari casi risolvere degli enigmi o riuscire a passare dove prima non poteva. Queste magie di solito consistono in scariche elettriche, lancio di fulmini/frecce per colpire dalla lunga distanza, onde d'urto, richiamo di anime dall'Ade, teste di Gorgoni capaci di pietrificare i nemici. Questi poteri solitamente gli vengono regalati da deì oppure acquisiti in altri modi.

God Of War[modifica | modifica wikitesto]

  • Ira di Poseidone: Questo potere fa levitare Kratos in aria creando un'onda elettrica intorno a lui che stordisce i nemici,gli viene conferito da Poseidone prima della battaglia contro il Serpente di mare.Può essere potenziato per maggiori danni e aumentarne la portata.è disponibile anche all'inizio di GOW II.
  • Sguardo di Medusa: Questo potere pietrifica i nemici in qualsiasi direzioni Kratos punti la testa di medusa. Viene conferita a Kratos da Afrodite.Può essere potenziata per aumentare il tempo di pietrificazione.
  • Furia di Zeus: Questo potere permette a Kratos di lanciare fulmini a lunga distanza. Viene conferito da Zeus. Può essere potenziato per aggiungere danni e velocità di tiro.
  • Esercito di Ade: Questo Potere permette a Kratos di evocare gli spiriti dei morti dall'Ade per aiutarlo a combattere. Viene conferito da Ade.Può essere potenziato per aumentare il numero di anime e la loro forza.

God of War 2[modifica | modifica wikitesto]

  • Ira di Crono: Questo potere permette a Kratos di creare raggi elettrici che colpiscono qualsiasi nemico vicino. Conferito da Crono. Può essere potenziato per aumentare durata ed aggiungere un'esplosione all'attacco.
  • Arco di Tifone: Questo potere permette a Kratos di lanciare delle frecce magiche in modo simile alla "Furia di Zeus" con due attacchi speciali. Viene estratto dall'occhio del titano e può essere potenziato per maggiori danni ed velocità di tiro.
  • Testa di Euryale: Questo potere come "Sguardo di Medusa", permette a Kratos di pietrificare qualsiasi nemico in qualsiasi direzione venga rivolta. È automaticamente disponibile dopo aver sconfitto Euryale. Può essere potenziata per aumentare l'effetto pietrificante ed aggiungere attacchi speciali.
  • Furia di Atlante: Questo potere permette di creare piccoli terremoti e rocce che danneggiano i nemici. Viene conferito da Atlante e può essere potenziato per aumentare raggio, potenza e aggiungere rocce fiammeggianti all'attacco.

In God of War III e magie non sono più collegate a Kratos, ma sono collegate all'arma, quindi Kratos potrà utilizzare una magia solo se in quel momento sta usando l'arma ad essa collegata. (L'Esercito di Sparta si potrà utilizzare solo se è selezionata l'arma Lame dell'Esilio, Anime dei Morti si potrà utilizzare solo se è selezionata l'arma Artigli di Ade e così via). All'inizio del gioco, le Spade di Atena posseggono un potere chiamato giudizio divino, che crea un vortice che distrugge tutto ciò che si trova a fianco a Kratos.

In God of War: Chains of Olympus Kratos acquisisce tre magie: la Luce dell'Alba, donatagli dalla dea dell'Alba, sorella di Elio, la Collera di Caronte sottratta al Traghettatore Infernale (per cui Kratos prova una forte empatia poiché entrambi sono umani destinati ad essere schiavi dell'Olimpo) dopo due combattimenti (uno da cui esce sconfitto ed uno in cui riesce ad uccidere Caronte grazie al Guanto di Zeus) sul Traghetto delle Anime lungo il fiume Stige e "l'Efret", acquisito dopo aver ucciso il guerriero persiano all'inizio.

In God of War: Ascension, le magie di Kratos sono legate a potenziamenti infusi nelle Spade del Caos, distinguibili da aure di colore diverso che avvolgono le sue spade e sono legate agli elementi derivanti da Ares (fuoco), Poseidone (ghiaccio), Zeus (elettricità) e Ade (energia del mondo dei morti).

In God of War (videogioco 2018), non esistono magie o attacchi magici veri e propri, ma è possibile infondere dei potenziamenti runici nelle armi per ottenere diversi effetti che possono influenzare il campo di battaglia.

Oggetti[modifica | modifica wikitesto]

Gli oggetti di Kratos permettono a quest'ultimo di facilitarsi il cammino o il combattimento. In alcuni casi sono addirittura necessari per proseguire. Questi oggetti di solito vengono presi (con la forza o non) ad altri personaggi, oppure trovati casualmente. E possono servire, come detto, per proseguire più facilmente (Tridente di Poseidone, Ali di Icaro ecc.) oppure per combattere meglio (Arco di Apollo, Vello d'oro, Stivali di Hermes, Testa di Elio, ecc.), altri invece, come le Urne del potere e le Reliquie degli Dei, servono per sbloccare dei bonus una volta finita la storia.

Trasformazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della saga Kratos ha a disposizione diverse trasformazioni dovute all'Ira

  • Ira degli Dei
    Presente in God of War, rende Kratos più forte e quasi invulnerabile. Il suo aspetto cambia, in quanto Kratos è circondato da scariche elettriche che formano un'armatura spartana e i suoi occhi diventano gialli.
  • Ira dei Titani
    Presente in God of War II, rende Kratos non solo più forte e resistente, ma anche più veloce e immune ai colpi nemici. Kratos viene ricoperto da fiamme e lava solidificata,inoltre sono disponibili mosse speciali ed a differenza dell'Ira degli dei, è possibile interromperla.
  • Rabbia di Sparta
    Presente in God of War III, permette a Kratos di usare la Spada Dell'Olimpo. Ciò lo rende più forte e anche più rapido. L'ambiente circostante si oscura e Kratos viene circondato da energia luminosa, ma per il resto il suo Aspetto non cambia.
  • Ira Di Sparta

Presente in God of War (videogioco 2018); in questo stato, Kratos entra in uno stato di furia omicida che gli permette di colpire furiosamente il nemico con raffiche di pugni infuocati o di scatenare attacchi ad area che possono far volare via i nemici più deboli.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il nome di Kratos (in greco "forza", "potere") deriva da Cratos che nella mitologia greca si alleò con Zeus contro i Titani. Fu anche colui che legò Prometeo alla montagna dove egli poi sconterà la punizione per aver portato il fuoco agli uomini. Nel gioco invece Kratos uccide il titano gettandolo nel Fuoco Primordiale per liberarlo dalle sofferenze dell'"infernale uccello".
  • Nella versione americana dei videogiochi della saga, Kratos è doppiato dall'attore e cantante Terrence Carson mentre nella versione italiana la sua voce è prestata dal doppiatore Marco Pagani.
  • Lo spallaccio (Vello d'oro) che Kratos utilizza in God of War III è incredibilmente simile a quello indossato sia dal fratello Deimos, in God of War: Ghost of Sparta, sia da Zeus in God of War III.
  • Tra i suoi costumi alternativi in Mortal Kombat ci sono il Dark Odissey (GOW 2), il Phantom of Terror (GOW 3) e Kratos con il tatuaggio blu (che ricorda molto il bozzetto originale della skin di Kratos, con appunto il tatuaggio blu, invece che rosso).
  • Il personaggio di Kratos ha alcuni punti in comune con il personaggio di Raziel dalla saga Legacy of Kain. Infatti entrambi i personaggi vengono traditi e uccisi dai propri signori ed entrambi vengono resuscitati da alcuni misteriosi benefattori che li guidano nel loro viaggio della vendetta (scoprendo che alla fine sono solo pedine di questi manipolatori). Nel loro viaggio prima uccidono i loro fratelli e infine cercano di uccidere i propri signori. Inoltre Kratos, in God of War 2, dopo essere resuscitato dato che era morto per mano di Zeus, porta una cicatrice della ferita che si era rimarginata, proprio come Kain.

Apparizioni nei videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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