Parche

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« «Ma perché lei che dì e notte fila,
non gli avea tratta ancora la conocchia,
che Cloto impone a ciascuno e compila…» »

(Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXI, 25-27)
Le tre Parche di Bernardo Strozzi

Le Parche (in latino Parcae), nella mitologia romana, sono il corrispettivo delle Moire greche, assimilabili anche alle Norne norrene.

Nome e mito[modifica | modifica wikitesto]

  • In origine si trattava di una divinità singola, Parca, dea tutelatrice della nascita. Successivamente le furono aggiunte Nona e Decima, che presiedevano agli ultimi mesi di gravidanza; infine fu cambiato il nome della Parca in Morta[1].

Figlie di Giove e Temi (la Giustizia), esse stabilivano il destino degli uomini. In arte e in poesia erano raffigurate come vecchie tessitrici scorbutiche o come oscure fanciulle. In un secondo momento furono assimilate alle Moire (Clòto, Làchesi e Àtropo) e divennero le divinità che presiedono al destino dell'uomo.

La prima filava il filo della vita; la seconda dispensava i destini, assegnandone uno a ogni individuo stabilendone anche la durata; la terza, l'inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili: neppure gli dèi potevano cambiarle. Venivano chiamate anche Fatae, ovvero coloro che presiedono al Fato (dal latino Fatum ovvero "destino")[2].

Nel Fòro, in loro onore, erano state realizzate tre statue, chiamate tria Fata ("i tre destini").[3]

Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Le Parche appaiono nel carme Dei Sepolcri (1807) di Foscolo «[...] E un incalzar di cavalli accorrenti / Scalpitanti su egli elmi a' moribondi, / E pianto, ed inni, e delle Parche il canto» (vv. 210 - 212). Questo avviene quando l'autore immagina un «navigante» contemplare la guerra combattutasi tra i greci guidati da Milziade e i persiani; mentre la guerra è in atto, il navigante sente il canto delle Parche, e le vede tagliare il filo della vita dei soldati achei. Foscolo così spiega: «Le Parche cantando vaticinavano le sorti degli uomini nascenti e de' morenti».

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Le Parche appaiono anche nel film d'animazione Disney Hercules sotto forma di orribili vecchie. Possiedono un paio di forbici per tagliare il filo della vita esattamente come le Parche mitologiche e un solo occhio che condividono a turno, come le Graie.

Le tre Parche sono anche tre boss del videogioco God of War 2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Parche nell'Enciclopedia Treccani (D.F. Maras, Fortuna Etrusca, in A. Ancillotti, A. Calderini, R. Massarelli (a cura di), Forme e strutture della religione nell’Italia mediana antica, Atti del III Convegno di Studi Umbri dell’IRDAU, Istituto di Ricerca e Documentazione sugli Antichi Umbri (Perugia-Gubbio, 2011), Roma 2016, pp. 453-467)
  2. ^ "Il Fato (dal latino fatum, participio passato del verbo fari, dire) significa “ciò che è stato detto”, l’immodificabile pronunciamento di una divinità a cui nessuno, nemmeno gli dei, può sfuggire": Vanna Iori, La morte nella nascita : l'assurdo inatteso e la domanda di senso, Rivista sperimentale di freniatria : la rivista dei servizi di salute mentale : CXXXVIII, 3, 2014, p. 43.
  3. ^ Gabriella D'Anna, Dizionario dei miti, Newton&Compton, Roma, 1996, pag. 83 - voce "Parche".

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