Kentucky Fried Chicken
| Kentucky Fried Chicken | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società controllata |
| Fondazione | 24 settembre 1952 a North Corbin |
| Fondata da | Harland Sanders |
| Sede principale | Louisville |
| Gruppo | Yum! Brands, Inc. |
| Persone chiave | David C. Novak, presidente e CEO Muktesh Pant, CEO Roger Eaton, presidente |
| Settore | Alimentare |
| Prodotti | Fast food, prodotti a base di pollo fritto inclusi: |
| Fatturato | 2,83 miliardi $ (2023) |
| Dipendenti | 750 000 (2015) |
| Slogan | «Finger Lickin' Good (In Italia) Buono da leccarsi le dita» |
| Sito web | www.kfc.com/ |
KFC Corporation,[1] nota con il nome commerciale di KFC (sigla del nome storico Kentucky Fried Chicken, lett. "pollo fritto del Kentucky"), è una catena statunitense di ristorazione veloce specializzata nel pollo fritto. Avente sede a Louisville, Kentucky, è la seconda catena di ristoranti più grande al mondo per vendite dopo McDonald's, contando oltre 30000 locali in 150 paesi all'aprile 2024.[2] La catena è una controllata di Yum! Brands, l'azienda di ristorazione che possiede anche le catene Pizza Hut e Taco Bell.[3]
Fondata negli anni 1960 dal colonnello Harland Sanders, il suo principale prodotto sono pezzi di pollo fritti a pressione aromatizzati con la ricetta originale composta in base alle dichiarazioni dell'azienda da 11 erbe e spezie.[4] La sola cosa che viene indicata dal creatore della catena e della ricetta è l'aver utilizzato "una pala per scavare un tunnel nella farina ed avere precedentemente mescolato le erbe e gli aromi".
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Sanders Court & Café
[modifica | modifica wikitesto]Harland Sanders nacque nel 1890 e crebbe in una fattoria nei pressi di Henryville, nello stato dell'Indiana, non lontano da Louisville, in Kentucky.[5] All'età di cinque anni perse il padre, costringendo la madre a trovare lavoro in un'industria conserviera.[5] In quanto figlio maggiore, Sanders dovette assumersi la responsabilità di accudire i suoi due fratelli più piccoli.[6] Quando compì sette anni, la madre gli insegnò a cucinare, trasmettendogli competenze che avrebbero segnato il suo futuro. A tredici anni lasciò la casa di famiglia e, negli anni successivi, svolse numerosi lavori, ottenendo risultati alterni.[7]
Nel 1930 Sanders prese in gestione una stazione di servizio della Shell situata lungo la U.S. Route 25, appena fuori North Corbin, nel Kentucky, una piccola cittadina ai margini dei Monti Appalachi.[8] Fu proprio in questo luogo che iniziò a servire ai viaggiatori le ricette apprese durante l'infanzia, tra cui il celebre pollo fritto e altre specialità della tradizione americana, come bistecche e prosciutto di campagna.[8] Dopo quattro anni di attività, durante i quali accoglieva i clienti direttamente nel salotto della propria abitazione, acquistò una stazione di servizio più ampia situata sul lato opposto della strada ed estese il locale, portando la capacità a sei tavoli.[9]
Il successo dell'iniziativa fu tale che, nel 1936, il governatore del Kentucky Ruby Laffoon gli conferì il titolo onorifico di "Kentucky Colonel", in riconoscimento del suo contributo all'economia e alla gastronomia dello Stato.[10] L'anno successivo Sanders ampliò ulteriormente il ristorante, portandolo a 142 posti a sedere, e acquistò un motel situato di fronte al locale, che ribattezzò Sanders Court & Café.[11]
Nonostante il crescente successo, Sanders era insoddisfatto del tempo necessario per preparare il pollo: la cottura in una tradizionale padella di ghisa richiedeva infatti circa trentacinque minuti. Tuttavia, rifiutava di ricorrere alla frittura in immersione, convinto che tale metodo compromettesse la qualità del prodotto.[12] Anche la preparazione anticipata del pollo non rappresentava una soluzione soddisfacente, poiché spesso comportava sprechi di cibo a fine giornata. Nel 1939 fecero la loro comparsa sul mercato le prime pentole a pressione destinate all'uso commerciale, progettate principalmente per la cottura a vapore delle verdure.[13] Sanders ne acquistò una e la modificò trasformandola in una friggitrice a pressione, adattandola alle proprie esigenze.[14] Grazie a questa innovazione riuscì a ridurre drasticamente i tempi di preparazione, rendendoli paragonabili a quelli della frittura in immersione, senza però rinunciare – secondo il suo giudizio – alla qualità, alla consistenza e al sapore tipici del pollo fritto in padella.[15]
La trasformazione in franchise e la ricetta "Original Recipe"
[modifica | modifica wikitesto]Nel luglio del 1940, Sanders perfezionò quella che sarebbe diventata celebre come la sua "Originale Recipe" (in italiano "ricetta originale"), composta da undici erbe aromatiche e spezie.[16] Sebbene non ne abbia mai rivelato pubblicamente la formula completa, affermò che tra gli ingredienti figuravano sale e pepe, mentre il resto consisteva in spezie comuni, presenti nelle dispense di chiunque.[17] Nel 1950, il governatore del Kentucky Lawrence Wetherby gli conferì nuovamente il titolo onorifico di Kentucky Colonel.[17] Da quel momento Sanders decise di incarnare pienamente il personaggio: si lasciò crescere il pizzetto, iniziò a indossare un lungo soprabito nero (in seguito sostituito dal celebre completo bianco), una cravatta a nastro e prese a presentarsi come "il Colonnello".[17] Secondo il biografo Josh Ozersky, i suoi collaboratori accolsero questo nuovo appellativo «dapprima per scherzo, poi con assoluta serietà».[8]
Nel 1952 Sanders concesse in franchising la propria ricetta all'amico Pete Harman, proprietario di uno dei più grandi ristoranti di South Salt Lake, nello Utah.[18] Il Sanders Court & Café serviva principalmente i viaggiatori di passaggio; tuttavia, quando nel 1955 il tracciato della futura Interstate 75 venne modificato escludendo la sua attività, Sanders decise di venderla e di intraprendere un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti con l'obiettivo di concedere la propria ricetta in franchising ad altri ristoratori.[19] I ristoranti affiliati pagavano inizialmente quattro centesimi (poi aumentati a cinque) per ogni pollo venduto come royalty, ottenendo in cambio il diritto di utilizzare la ricetta di Sanders, inserire il prodotto nei propri menù e sfruttare il suo nome e la sua immagine a fini promozionali.[20]
Fu Don Anderson, un pittore di insegne assunto da Harman, a coniare il nome Kentucky Fried Chicken. Per Harman, associare il pollo fritto al Kentucky rappresentava un efficace elemento distintivo rispetto alla concorrenza: il richiamo a quello Stato americano evocava un'immagine esotica e trasmetteva i valori dell'ospitalità tipica degli Stati Uniti meridionali. Harman registrò inoltre lo slogan "It's finger lickin' good", destinato a diventare uno dei più celebri nella storia dell'azienda.[20] Nel 1957 introdusse anche il celebre bucket meal, un pasto composto da quattordici pezzi di pollo fritto, cinque panini e una pinta di salsa, serviti all'interno di un secchiello di cartone.[21] La presentazione del prodotto nel caratteristico secchiello sarebbe presto diventata uno degli elementi più iconici dell'identità del marchio.
Nel 1963 KFC contava ormai circa 600 ristoranti negli Stati Uniti, affermandosi come la più grande catena di fast food del paese.[19] L'azienda contribuì in modo decisivo alla diffusione del pollo nel settore della ristorazione veloce, diversificando un mercato fino ad allora dominato quasi esclusivamente dall'hamburger.[22] Forte di una crescita costante, nel 1964 decise di espandere il proprio sistema di franchising oltre l'Oceano Atlantico, scegliendo il Regno Unito come punto di ingresso nel mercato europeo. Il 1º maggio 1965 venne inaugurato il primo ristorante britannico di KFC al numero 92 di Fishergate, a Preston, nella contea del Lancashire. Lo storico locale è tuttora in attività.
Successivamente, Pat Grace incontrò Sanders nella sua casa per le vacanze nei pressi di Toronto, in Canada, raggiungendo un accordo per introdurre il marchio in franchising in Irlanda. Nel 1970 Grace fece ritorno in patria dopo aver trascorso diversi anni in Canada e inaugurò il primo ristorante Kentucky Fried Chicken presso il centro commerciale di Phibsboro, a Dublino. Negli anni successivi aprì altri sei locali distribuiti tra Dublino, Limerick e Cork. All'inizio degli anni Ottanta, a seguito di contrasti con la dirigenza di KFC riguardo alle politiche di riduzione dei costi, i ristoranti irlandesi vennero rinominati Pat Grace's Famous Fried Chicken, mantenendo, secondo quanto riportato, la ricetta originale del Colonnello Sanders. Queste attività cessarono definitivamente la propria attività alla fine dello stesso decennio. In seguito, Pat Grace proseguì la propria attività commerciale dedicandosi alla distribuzione all'ingrosso della miscela di spezie per il pollo con il marchio Grace's Perfect Blend.[23][24]
Espansione globale
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Nel 1964, il colonnello Harland Sanders vendette KFC a un gruppo di investitori guidato da John Y. Brown Jr. e Jack C. Massey per 2 milioni di dollari(equivalenti a circa 17 milioni di dollari nel 2020).[10] L'accordo prevedeva per Sanders uno stipendio a vita, oltre al ruolo di responsabile del controllo qualità e custode del marchio aziendale. Entro il 1970, la catena aveva raggiunto i 3.000 punti vendita distribuiti in 48 Paesi.[9]
Nel luglio del 1971, Brown cedette l'azienda alla Heublein, società del Connecticut specializzata nella produzione di alimenti confezionati e bevande, per 285 milioni di dollari (pari a circa 1,8 miliardi di dollari nel 2020). Sanders morì nel 1980, dopo aver contribuito in modo determinante alla promozione del marchio, diventando una figura iconica della cultura popolare americana.[22] Al momento della sua scomparsa, KFC contava circa 6.000 ristoranti in 48 Paesi e generava un fatturato annuo di circa 2 miliardi di dollari.
Nel 1982, Heublein fu acquisita dal colosso del tabacco R. J. Reynolds.[21] Quattro anni più tardi, nel luglio 1986, Reynolds annunciò la vendita di KFC a PepsiCo per 850 milioni di dollari (circa 2 miliardi di dollari nel valore del 2020). L'operazione venne completata all'inizio di ottobre per un importo finale di 840 milioni di dollari.[25] PepsiCo inserì KFC nella propria divisione dedicata alla ristorazione, insieme ai marchi Pizza Hut e Taco Bell. Nel novembre 1987, la catena fece il suo ingresso nel mercato cinese con l'apertura del primo ristorante a Beijin.[21]
Nel 1991 venne adottata ufficialmente la denominazione "KFC", sebbene l'acronimo fosse già ampiamente utilizzato dal pubblico.[26]
KFC in Italia
[modifica | modifica wikitesto]KFC è arrivato in Italia nel 2014, anno in cui è stato inaugurato il primo ristorante nel centro commerciale a Roma, in via Collatina. L’apertura segnò l’ingresso ufficiale della catena nel mercato italiano, dove fino ad allora la sua presenza era stata molto limitata o assente su larga scala. L’inaugurazione del primo locale romano ebbe anche un forte valore simbolico, perché avvenne in un mercato considerato più difficile rispetto ad altri paesi europei per una catena centrata sul pollo fritto. Secondo la cronaca dell’epoca, già nelle prime ore di apertura il punto vendita registrò un’affluenza molto alta, segno di una forte curiosità verso il marchio americano.[27][28]
Nel corso del 2025 KFC Italia ha continuato a crescere in modo significativo. Secondo fonti di settore e comunicazioni aziendali, la rete è arrivata a circa 150-151 ristoranti distribuiti in 17 regioni italiane, con nuove aperture sia nel Nord sia nel Centro-Sud. L’espansione ha confermato il passaggio del marchio da novità del fast food internazionale a presenza ormai consolidata nel panorama della ristorazione veloce italiana.[29][30]
Prodotti
[modifica | modifica wikitesto]KFC è specializzata nella preparazione di pollo fritto, in particolare di pezzi di pollo croccanti ottenuti attraverso un processo di frittura a pressione. Il pollo viene insaporito con una ricetta segreta composta da undici erbe aromatiche e spezie.[31] Le porzioni sono commercializzate sia in confezioni singole sia nei caratteristici secchielli di cartone, che possono contenere da sei a sedici pezzi di pollo. Oltre al prodotto principale, KFC propone un'ampia gamma di specialità a base di pollo, tra cui hamburger, wrap, strisce di pollo, nuggets e alette piccanti. L'offerta è completata da contorni come patatine fritte, pannocchie di mais, insalata di cavolo (coleslaw), salsa gravy e gelati, con variazioni che dipendono dai diversi mercati nazionali.
La preparazione del pollo avviene manualmente all'interno di ciascun ristorante KFC.[32][33] Ogni pezzo viene impanato con una miscela di farina di frumento e condimenti, attraverso un procedimento che richiede generalmente dai due ai quattro minuti. Successivamente, il pollo viene cotto mediante frittura a pressione per un periodo variabile tra sette e dieci minuti, a seconda delle procedure adottate nei diversi Paesi, utilizzando olio portato a una temperatura di circa 185 °C.[32][34][35]
Al termine della cottura, il pollo viene lasciato riposare per circa cinque minuti, così da consentirne un adeguato raffreddamento, prima di essere trasferito negli appositi forni riscaldanti destinati alla conservazione.[32] Per garantire elevati standard di qualità e freschezza, la politica aziendale di KFC prevede che il pollo venga eliminato qualora non sia stato venduto entro novanta minuti dalla preparazione.
La tipologia di olio impiegata varia a seconda dell'area geografica e può comprendere olio di girasole, di soia, di colza oppure di palma.[36] Secondo quanto dichiarato da un dirigente dell'azienda, anche il profilo organolettico del pollo può presentare leggere differenze tra i vari mercati, sia in funzione dell'olio utilizzato per la frittura sia del tipo di alimentazione degli animali, basata prevalentemente su mais oppure su frumento.[36]
Critiche
[modifica | modifica wikitesto]Sin dagli inizi del XXI secolo, KFC è stata criticata da più enti ed istituzioni a seguito del trattamento cui sarebbero sottoposti i suoi polli e per alcune connessioni con l'obesità dei suoi clienti. Parte di queste critiche sono reperibili nel libro "Fast Food Nation" di Eric Schlosser, ma anche nel documentario Super Size Me (2004) di Morgan Spurlock.
Gruppi di difesa dei diritti degli animali hanno dichiarato guerra a KFC in molte parti del mondo, per le sospette crudeltà nel trattamento nei confronti dei polli prima della loro macellazione[37].
Alcune organizzazioni internazionali, tra le quali PETA, hanno sollevato richieste all'azienda affinché modifichi le modalità di allevamento e macellazione passando a una politica di rispetto nei confronti del pollame[38]. Un'eccezione positiva è però data da KFC Canada, che ha firmato l'impegno di acquistare i polli unicamente da fornitori "animal friendly".[39]
Nel 2006, Greenpeace ha accusato KFC Europe di acquistare la soia per il mangime dei suoi polli da Cargill, una famosa multinazionale statunitense che si rende responsabile del disboscamento della foresta amazzonica per coltivare i propri raccolti[40].
Sempre Greenpeace ha nuovamente accusato KFC nel maggio del 2012 asserendo che l'azienda utilizzi, per gli imballaggi dei propri prodotti, della carta proveniente da alberi dalla foresta pluviale indonesiana[41]. Per avvalorare maggiormente la propria tesi, Greenpeace ha fatto analizzare ad una azienda indipendente numerosi imballaggi di KFC: i risultati dei test hanno mostrato come alcuni cestini e fogli da vassoio di KFC contengano circa il 50% di carta proveniente da legni della foresta pluviale indonesiana, trattata e commercializzata dalla multinazionale Asia Pulp & Paper (APP) con sede a Jakarta[42].
Anche la famosa attrice Pamela Anderson ha partecipato a questa campagna di sensibilizzazione realizzando uno spot[43].
Influenze nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]- Nel video Disco Lies di Moby sono presenti chiari riferimenti alla catena di fast food e alle critiche ad essa rivolte[44].
- Il chitarrista statunitense Buckethead è solito indossare un secchiello del KFC come cappello.
- Nel videogioco Crazy Taxi (per Dreamcast) la catena KFC insieme a Pizza Hut, appare come punto di destinazione del cliente.
- Nel videogioco Battlefield 4 è presente nella mappa multigiocatori "Assedio a Shangai" un easter egg che fa chiaro riferimento alla catena di ristorazione KFC.
- Nel videogioco Escape from Tarkov è presente, nella mappa Interchange, un ristorante di nome FKC, in riferimento alla catena KFC; l'insegna è scritta inoltre con il medesimo font del logo ufficiale di KFC.
- La mappa Interchange è fedelmente basata sul Centro commerciale MEGA di San Pietroburgo, nel quale è presente proprio un ristorante KFC.
- La catena appare anche in South Park: è il fast food preferito di Eric Cartman nell'episodio Medical Fried Chicken.
- Nel film The Blind Side, con cui Sandra Bullock ha vinto il premio Oscar come migliore attrice, mentre la famiglia Tuohy si trova in macchina per andare a cena fuori, il piccolo S.J. elenca a Big Mike alcuni dei fast-food di proprietà del signor Tuohy, annoverando il KFC.
- Nel film Barry Seal - Una storia americana, durante una discussione tra Barry Seal e sua moglie riguardo quale fosse il suo vero lavoro, lei incinta di sei mesi lo minaccia di tornare a lavorare al KFC pur di poter provvedere al mantenimento della famiglia.
- Nel film Green Book, vincitore di 3 premi oscar, durante il loro passaggio nel Kentucky, un entusiasta Tony Lip si rallegra alla visione del KFC e, comprato un cestello di pollo fritto, riesce a convincere Don Shirley ad abbandonare i suoi modi educati e a mangiare con le mani qualche pezzo di pollo sul sedile posteriore dell'auto su cui viaggiano.
- Il colonnello Sanders appare come personaggio nel libro Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.
- Nel film del 1983 "Superman III" si vede chiaramente inquadrata dalla camera, una shopper della famosa catena di fast food, nella scena dove Richard Pryor visibilmente ubriaco apre per sbaglio la porta di uno sgabuzzino credendo sia quella della sala dei computer.
- La popstar Michael Jackson pare fosse grande fan del fast food, arrivando a cibarsi solo del KFC per lunghi periodi di tempo.
- Nella serie tv Shameless in più episodi i protagonisti consumano pollo KFC dall’iconico secchio rosso e bianco.
- La catena è citata nel satirico Slok (1973), opera prima del regista John Landis
- Allusione ricorrente nella commedia fantascientifica Balle spaziali (1987), nel personaggio del Colonnello Sandurz, riferimento al collegio militare britannico e al fondatore Sanders.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Il primo KFC a Salt Lake City, USA
- Un menù di KFC
- Insegna di un KFC di Praga
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ KFC Corporation, su OpenCorporates, 11 febbraio 1971. URL consultato l'11 aprile 2024.
- ↑ (EN) KFC: restaurants worldwide, su Statista. URL consultato il 14 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2020).
- ↑ YUM! Brands, Form 10-K, Annual Report, Filing Date Feb 22, 2018, su edgar.secdatabase.com, secdatabase.com. URL consultato il 3 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2018).
- ↑ L'originalità, su kfc.it. URL consultato il 28 aprile 2024.
- 1 2 (EN) The New Yorker, Profiles: KENTUCKY-FRIED, in The New Yorker. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ The Human Tradition in the New South. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ The Autobiography of the Original Celebrity Chef (PDF), su s3.amazonaws.com. URL consultato il 18 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2013).
- 1 2 3 Colonel Sanders and the American Dream. URL consultato il 18 luglio 2026.
- 1 2 Nathan Internet Archive, Business builders in fast food, Minneapolis : Oliver Press, 2001, ISBN 978-1-881508-58-8. URL consultato il 18 luglio 2026.
- 1 2 Fast Food and Junk Food: An Encyclopedia of What We Love to Eat [2 volumes]. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) Tim Hollis, Dixie before Disney, Univ. Press of Mississippi, 1º gennaio 1999, ISBN 978-1-61703-374-2. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) William Whitworth, Kentucky∼Fried, in The New Yorker, 7 febbraio 1970. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ Wise Words and Country Ways for Cooks. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) In Kentucky, Fried Chicken History (Published 2012). URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) Book sources - Wikipedia, su en.wikipedia.org. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) BRUCE SCHREINER, KFC still guards Colonel's secret | Jacksonville.com, su jacksonville.com. URL consultato il 18 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2013).
- 1 2 3 (EN) John E. Kleber, The Kentucky Encyclopedia, University Press of Kentucky, ISBN 978-0-8131-2883-2. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) Deseret News | Colonel's landmark KFC is mashed, su www.deseretnews.com. URL consultato il 18 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2010).
- 1 2 Fast Food. URL consultato il 18 luglio 2026.
- 1 2 Leon W. 'Pete' Harman: the operational father of KFC has many goals - and retiring isn't one of them.(Pioneer of the Year: 1996) | HighBeam Business: Arrive Prepared, su business.highbeam.com. URL consultato il 18 luglio 2026 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2013).
- 1 2 3 (EN) Book sources - Wikipedia, su en.wikipedia.org. URL consultato il 18 luglio 2026.
- 1 2 The Oxford Companion to American Food and Drink. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) Grace's Perfect Blend - Supplying Premium Chicken Breading, su Grace's Perfect Blend. URL consultato il 18 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2023).
- ↑ (EN) The End The Final KFC Recipe Video - Glen And Friends Cooking - KFC secret Ingredients revealed. URL consultato il 18 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2022).
- ↑ (EN) COMPANY NEWS; Bid by Pepsico (Published 1986), 13 settembre 1986. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) What does KFC stand for now?, in Slate Magazine. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ Ha aperto a Roma il primo Kentucky fried chicken d’Italia, su Corriere della Sera. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ KFC: a Roma il primo negozio italiano, su retail&food, 27 ottobre 2014. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ Roberto Pacifico, Kfc, un 2024 da record e 30 nuovi ristoranti nel 2025, su Gdoweek, 20 marzo 2025. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ Redazione, KFC fine anno a quota 150 ristoranti grazie a 5 aperture last minute, su ristorazionemoderna.it. URL consultato il 18 luglio 2026.
- ↑ (EN) Xiaowen Tian, Managing International Business in China, Cambridge University Press, 6 ottobre 2016, ISBN 978-1-316-67764-3. URL consultato il 9 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) Melodena Stephens, Ian Michael e Immanuel Azaad Moonesar, East Meets West, Emerald Group Publishing, 8 gennaio 2013, ISBN 978-1-78190-413-8. URL consultato il 9 luglio 2026.
- ↑ Serving Up Quality (PDF), su theceomagazine.com.au. URL consultato il 9 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
- ↑ ケンタッキーフライドチキン おいしさの秘密(安全・安心) 高温高圧調理, su www.kfc.co.jp. URL consultato il 9 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2013).
- ↑ (EN) This is How KFC Actually Makes its Fried Chicken From Beginning to End, su Gizmodo UK. URL consultato il 9 luglio 2026 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2020).
- 1 2 (EN) Staff Reporter, KFC’s secret recipe for growth, su Mail & Guardian, 21 giugno 2013. URL consultato il 9 luglio 2026.
- ↑ Sito della Peta contro KFC, su kentuckyfriedcruelty.com. URL consultato il 1º ottobre 2010.
- ↑ Cronistoria delle azioni contro KFC, su kentuckyfriedcruelty.com. URL consultato il 1º ottobre 2010.
- ↑ (EN) MGMT, su books.google.it, Cengage Learning, 2011-07. URL consultato il 21 giugno 2018.
- ↑ I giganti del cibo devono boicottare la soya amazzonica, su theguardian.com.
- ↑ Nuove accuse di Greenpeace a KFC, su bloomberg.com.
- ↑ I cestini di KFC che distruggono la foresta pluviale, su dailymail.co.uk.
- ↑ Video di Pamela Anderson, su petatv.com. URL consultato il 1º ottobre 2010.
- ↑ Moby mocks KFC, su food24.com.
Voci correlate
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Kentucky Fried Chicken
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su kfc.com.
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- (EN) KFC, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Kentucky Fried Chicken, su The Visual Novel Database.
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