Pamela Anderson

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Pamela Denise Anderson[1] (Ladysmith, 1º luglio 1967[1]) è una modella, attrice e showgirl canadese naturalizzata statunitense.

Pamela Anderson
Pamela Anderson, Beehive.jpg
Pamela Anderson nel 2014
Altezza170 cm
Misure100-60-92
Taglia38 (UE) - 8 (US)
Peso48 kg
Scarpe38 (UE) - 7.5 (US)
Occhiazzurri
Capellicastani (naturali) biondi (tinti)
Pamela Anderson
Playmate of the Month (PMOM)
Edizione Playboy Playboy USA
Centerfold febbraio 1990
PMOM precedente Peggy McIntaggart
PMOM successiva Deborah Driggs
Dati biografici
Nata a Ladysmith, Canada Canada
Giorno 1º luglio 1967[1]
Dati fisici
Misure 91[2] - 61[2] - 91[2] cm
Altezza 170[2] cm
Peso 48[2] kg

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nata a Ladysmith, nella Columbia Britannica, il 1º luglio del 1967 ed è stata la prima persona nata in occasione del centennale della dichiarazione d'indipendenza del Canada[3][1]. Suo padre, Barry Anderson, ha origini canadesi ed in parte finlandesi mentre sua madre Carol Grosko, ha origini canadesi ed in parte russe[4].

Ha frequentato all'École Highland Secondary School di Comox (nella Columbia Britannica), facendo parte anche della squadra di pallavolo studentesca[5].

Nel 1985 ha ottenuto il diploma e nel 1988 si è trasferìta a Vancouver, dove ha lavorato come istruttrice di fitness[3].

Nel 2014 la Anderson ha dichiarato pubblicamente di essere stata vittima più volte di abusi sessuali. In particolare, ha detto di essere stata molestata da una sua babysitter nel periodo dai 6 ai 10 anni, di aver subito uno stupro all'età di 12 anni da parte di un uomo di 25 anni e che il suo ex fidanzato e 6 amici del ragazzo la violentarono in gruppo quando lei aveva 14 anni[6].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Modella[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, mentre assisteva a una partita di football della BCB Canadian Football League al BC Place Stadium di Vancouver, la Anderson è stata inquadrata nel maxischermo mentre indossava una maglietta della birra Labatt. Ciò fece esplodere lo stadio in un boato di apprezzamento e la società produttrice della birra decise di proporle un contratto da testimonial[7]. Ispirato dall'evento, il suo ragazzo di allora ha realizzato un poster intitolato Blue Zone Girl[8].

A ottobre dello stesso anno è comparsa per la prima volta sulla copertina di Playboy, posando in unforme scolastica[9]. Trasferitasi a Los Angeles per continuare la carriera da modella, è stata scelta come playmate dalla rivista per il mese di febbraio 1990[2]. Nello stesso anno si è sottoposta ad un primo intervento di mastoplastica additiva, per poi effettuarne un secondo diversi anni dopo e rimuovere le protesi nel 1999[10].

Nel febbraio 1991 ha posato per la seconda volta in copertina per Playboy, in cui comparve in lingerie[9]. Nel corso degli anni è apparsa poi altre dodici volte in copertina[9] ed è stata scelta, nel 2011, come modella dell'ultimo numero della rivista in cui appaiono servizi di nudo[9]; nel numero la Anderson compare in copertina e in un servizio di 12 pagine[9].Nel 2012 ha inoltre curato la prefazione del volume Playboy's Greatest Cover; l'opera, a cura di Damond Brown, raccoglie le migliori copertine della rivista per uomini[11].

Oltre alla collaborazione con Playboy, la Anderson è stata modella per GQ, Stuff e Outdoor Life, apparendo più volte sulla copertina di quest'ultima rivista[9]. Nel 2013 ha inoltre posato in bikini per un servizio fotografico diretto da Mario Testino e pubblicato sul numero di giugno dello stesso anno dell' edizione brasiliana di Vogue[12].

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suo trasferimento a Los Angeles ha esordito come attrice nella serie televisiva statunitense Quell'uragano di papà. In seguito è stata scelta per il ruolo di C.J. Parker nella celebre serie Baywatch, personaggio che ha interpretato ininterrottamente per cinque stagioni tra il 1992 e il 1997, diventando uno dei membri del cast più longevi. Compare anche, nello stesso ruolo, nel film del 2003 per la televisione Baywatch - Matrimonio alle Hawaii, concepito come episodio conclusivo della serie televisiva.

Nel 1993 è apparsa nel video musicale di Can not have your cake, canzone contenuta nell'album Exposed del cantautore statunitense Vince Neil[13].

Nel 1994 Pamela Anderson è stata scritturata per il suo primo ruolo da protagonista in Soli contro il crimine, film diretto da David A. Prior vincitore del Bronze Award al Worldfest-Charleston nella categoria per film drammatici[14]. Nel 1996 recita in Barb Wire, diretto da David Hogan; il film non ha ottenuto il successo sperato e le è valso il Razzie Award dello stesso anno come peggior esordiente[15].

Pamela Anderson a San Diego nel 2004

Nel 1997 recita in due episodi della quarta stagione de La tata il ruolo di Heather Biblow, nuova fidanzata di Danny Imperiali, ex compagno di Francesca Cacace. Dal 1998 al 2002 ha interpretato Vallery Irons, protagonista della serie televisiva statunitense V.I.P.[16]. Nel 2000 compare nel video di Miserable, singolo della rock band alternative californiana Lit[17].

Nel 2003 viene prodotto sulle sue fattezze il cartone animato Stripperella, che vede protagonista una ballerina di strip club che di notte si trasforma in un agente segreto che combatte il crimine[18]. La serie è terminata nell'aprile 204

Nel 2005 viene nominata come canadese più influente dalla rivista Canadian Business[19]. Nello stesso anno viene scelta per interpretare Skyler Dayton, provocante commessa protagonista della serie televisiva Una pupa in libreria in onda su Fox[20]; a causa dei bassi ascolti ottenuti, la serie viene però definitivamente cancellata nel 2006.

Nel 2006 conduce i Juno Awards canadesi ed appare nel falso documentario Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan in cui il personaggio principale è ossessionato da lei e progetta di rapirla e sposarla[21]. Nello stesso anno viene premiata, per la sua attività di modella ed attrice, con la stella della Walk of Fame del Canada[22].

Nel 2008 è stata protagonista di Pam: Girl on the Loose, reality incentrato sulla sua vita andato in onda negli Stati Uniti su E![23]

Nel 2009 la Anderson interpreta il ruolo di genio della lampada nella rappresentazione teatrale della fiaba Aladino e la lampada meravigliosa al teatro di Wimbledon[24]. Nel 2010 appare poi nel cortometraggio The Commuter diretto dai fratelli McHenry e girato utilizzando uno smartphone Nokia N8[25].

Showgirl[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 e il 14 febbraio 2008 si esibisce in quattro spettacoli al Crazy Horse di Parigi; in questa occasione viene creato per lei un numero speciale, che prevede uno spogliarello su una Harley Davidson[26].

Nel 2010 Pamela Anderson ha partecipato al programma televisivo statunitense Dancing with the Stars in coppia con il ballerino professionista Damian Whitewood[27]. I due sono stati eliminati dopo sette settimane[28]. Nello stesso anno ha inoltre partecipato alla quarta stagione di Bigg Boss, versione indiana del reality Grande Fratello, rimanendo nella casa per tre giorni[29].

Nel 2011, sempre in coppia con il ballerino Damian Whitewood, la Anderson è stata concorrente a Bailando 2011, versione di Ballando con le stelle in onda in Argentina. La coppia ha lasciato la competizione dopo 4 settimane. La Anderson ha inoltre preso parte, nello stesso anno alla dodicesima edizione di Big Brother, versione inglese del Grande Fratello[30].

Nel 2012 ha partecipato, in coppia con Tristan MacManus all'edizione all-star di Dancing with the Stars. La Anderson e MacManus sono stati eliminati nella prima settimana di gare[31].

Nel 2013 è stata una dei concorrenti del reality show britannico Dancing on Ice, in coppia con l'ex vincitore Matt Evers[32]. Nel 2018 è nel cast di Danse avec les stars, versione francese del reality.

Pamela Anderson è inoltre apparsa in alcuni show della World Wrestling Entertainment[33].

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 ha pubblicato, insieme a Eric Shaw Quinn, il romanzo Star, incentrato su un adolescente che cerca di diventare famoso[3][34]. Nel 2005 è poi uscito il sequel, intitolato Star Struck, incentrato maggiormente sulla vita delle celebrità[3][35].

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Diritti degli animali[modifica | modifica wikitesto]

Pamela Anderson nel 2008
Pamela Anderson nel 2008

La Anderson è impegnata attivamente sul tema dei diritti degli animali. Nel 1999 le è stato assegnato il premio Linda McCartney Memorial Award.[36] Nel 2006 ha inoltre suscitato molto clamore la sua scelta di posare nuda insieme ad altri manifestanti all'interno di una vetrina della boutique di Stella McCartney a Londra come azione dimostrativa contro le pellicce[37]. Nello stesso anno la PETA l'ha nominata Persona dell’Anno 2016[38].

Nel 2010 ha suscitato diverse polemiche una campagna in cui ha posato in bikini a favore del vegetarianisimo; le autorità di Montréal, in Québec l'hanno infatti giudicata sessista, vietandone l'esposizione. La Anderson ha dichiarato di essere scioccata dalla scelta[39]. Ha posato anche per altre campagne PETA, tra cui quella per San Valentino del 2014 in cui si spoglia per esortare gli amanti dei cani a tenere in casa i loro animali domestici durante l'inverno[40].

Oltre all'impegno con la PETA, la Anderson ha supportato il gruppo di conservazione ambientale Sea Shepherd Conservation Society, che monitora le attività di pesca illegale e di caccia alle balene e alle foche[41].

Nel 2015 Pamela Anderson ha partecipato al Forum economico orientale organizzato a Vladivostok in Russia, intervenendo sul tema dell'ambiente e dei cambiamenti climatici[42]; ha inoltre avuto un incontro con i principali funzionari del Cremlino per discutere del benessere degli animali e della conservazione[43].

AIDS, Cannabis e altri temi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'impegno in difesa degli animali, la Anderson supporta la Mac Aids Foundation, una fondazione voluta dalla società di cosmetici MAC per aiutare le persone affette da AIDS e HIV[44]. Nel 2009 ha scritto una lettera aperta al presidente Barack Obama, sollecitando la legalizzazione della cannabis[45] .

Nel 2014 ha inoltre supportato un evento per finanziare i bisogni educativi, culturali, sociali ed economici dei soldati delle forze di difesa israeliani e delle loro famiglie[46].

Nel 2016 ha realizzato uno spot prodotto dalla National Limousine Association e dal National Sexual Violence Resource Center per migliorare la sicurezza dei passeggeri che utilizzano servizi di trasporto automobilistico privato[47]. Nel 2018, con lo stesso obiettivo, ha recitato in un secondo spot prodotto sempre dalla NLA in collaborazione con Promoting Awareness Victim Empowerment[48].

Nel dicembre 2016 la Anderson si è schierata a sostegno di Julian Assange, cofondatore del sito WikiLeaks. In particolare, ha evidenziato le condizioni difficili e stressanti in cui a suo giudizio Assange si troverebbe, aggiungendo che a suo avviso il mondo abbia beneficiato dell'opera del sito[49].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Pamela Anderson e Kid Rock (2003)
Pamela Anderson e Kid Rock (2003)

Diventata vegetariana da adolescente dopo aver visto suo padre scuoiare la carcassa di un animale da lui cacciato, conduce da diversi anni uno stile di vita vegano.[50]

Nel 1995 la Anderson ha sposato Tommy Lee, batterista dei Mötley Crüe, che aveva conosciuto solo 4 giorni prima. Durante il matrimonio, Lee fu arrestato per violenza domestica e condannato a sei mesi nel carcere della contea di Los Angeles. La coppia, che ha avuto due figli, Brandon Thomas e Dylan Jagger ha poi divorziato nel 1998[3].

Nel 1998 venne diffuso online un filmato che la ritraeva in scene di sesso durante la sua prima notte di nozze con Lee[51]; la Anderson ha quindi citato la società di distribuzione del video, pubblicato in versione integrale, ottenendo un accordo di transazione confidenziale tra le parti[52]. Il secondo filmato è invece precedente a quello con Tommy Lee e coinvolge, oltre alla stessa Anderson, il musicista Bret Michaels; la coppia non è riuscita a impedire la diffusione di quattro minuti del girato, ma è riuscita a bloccare con successo la diffusione della versione integrale del nastro[51].

Dal 2000 al 2001 ha avuto una relazione con il modello svedese Marcus Schenkenberg[3]. Nel 2002 ha dichiarato pubblicamente di aver contratto l' epatite C condividendo gli aghi per tatuaggio con Lee[53]; ha quindi concluso le cure con successo nel 2015[54].

Nel 2004 è diventata cittadina naturalizzata degli Stati Uniti, pur mantenendo la cittadinanza canadese[55]. Ad agosto 2006 ha sposato il cantante Kid Rock[56][3]; il 10 novembre dello stesso anno, durante le riprese del film Blonde and Blonder a Vancouver, ha avuto un aborto spontaneo[56][3]. Il 27 novembre 2006 la Anderson ha chiesto il divorzio da Rock a Los Angeles per differenze inconciliabili[3].

Nel 2007 la Anderson ha affermato di aver avuto spesso rapporti sessuali con il suo primo marito, Tommy Lee, sin dal loro divorzio[57]. Il 6 ottobre dello stesso anno a Las Vegas sposa il produttore cinematografico Rick Salomon[58]; la coppia si separa il 13 dicembre e il 22 febbraio 2008 la Anderson chiede l'annullamento del matrimonio[59].

Nel gennaio 2014, ha annunciato di essersi risposata con Salomon in una data non specificata[60]; a febbraio 2015 chiede nuovamente il divorzio da Salomon[61], che viene ufficialmente finalizzato il 29 aprile 2015[62].

Dal 2017 Pamela Anderson è legata sentimentalmente al calciatore francese Adil Rami[63].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Da doppiatrice è sostituita da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Rob Johnson, Happy Birthday Pam Anderson, Canada’s Centennial Baby!, su take5.ca, 1º luglio 2011. URL consultato il 18 settembre 2018.
  2. ^ a b c d e f (EN) Pamela Anderson - Miss February 1990, su playboy.com. URL consultato il 18 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2010).
  3. ^ a b c d e f g h i (EN) Pamela Anderson's Biography, su Fox News, 3 gennaio 2008. URL consultato il 19 settembre 2018.
  4. ^ (EN) Bang Showbiz, Pamela Anderson's mom wish, in Boston.com, 19 giugno 2008. URL consultato il 19 settembre 2018.
  5. ^ (EN) Rick Chandler, And now, Pamela Anderson’s 1983 high school volleyball photo, su offthebench.nbcsports.com. URL consultato il 19 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2013).
  6. ^ (EN) F. Brinley Bruton, Pamela Anderson: I Was Gang Raped in High School, Abused as Kid, su NBC News, 19 maggio 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  7. ^ Francesco Longo, Pamela Anderson e nessun’altra, in Rivista Studio, 7 agosto 2017. URL consultato il 19 settembre 2018.
  8. ^ (EN) Brett Singer, Pamela Anderson as the Blue Zone Girl in 1989, in Snakkle.com, 28 giugno 2012. URL consultato il 19 settembre 2018.
  9. ^ a b c d e f (EN) Pamela Anderson's Playboy covers, in UPI. URL consultato il 19 settembre 2018.
  10. ^ (EN) Sheila Jeffreys, Beauty and Misogyny: Harmful Cultural Practices in the West, Routledge, 31 maggio 2005, ISBN 9781134264438. URL consultato il 19 settembre 2018.
  11. ^ (EN) No Articles, Just Playboy’s Best Covers, in Fast Company, 28 agosto 2012. URL consultato il 19 settembre 2018.
  12. ^ L'Huffington Post, Pamela Anderson in costume rosso: le foto su Vogue di Mario Testino (FOTO), in L’Huffington Post, 5 giugno 2013. URL consultato il 19 settembre 2018.
  13. ^ (EN) Mike Ladano, REVIEW: Vince Neil – Exposed (1993), in mikeladano.com, 2 marzo 2016. URL consultato il 19 settembre 2018.
  14. ^ (EN) Worldfest Charleston Good Cop Bad Cop, su David Winters Tribute Site. URL consultato il 19 settembre 2018.
  15. ^ Alessandro D'Andrea, Esiste il premio per il peggior film?, in alessandrodandrea.altervista.org, 5 luglio 2017. URL consultato il 19 settembre 2018.
  16. ^ (EN) Joel Stein, Babe Tube, in Time, 31 ottobre 1999. URL consultato il 19 settembre 2018.
  17. ^ Admin, Lit, esce il terzo singolo: "Miserable", in TvDaily.it, 25 agosto 2013. URL consultato il 19 settembre 2018.
  18. ^ Adnkronos, TV: PAMELA ANDERSON DIVENTA UN CARTOON, LA SEXY STRIPPERELLA, su www1.adnkronos.com, 23 giugno 2003. URL consultato il 19 settembre 2018.
  19. ^ (EN) CBC Arts, Pamela Anderson named most powerful Canadian in Hollywood | CBC News, in CBC, 31 agosto 2005. URL consultato il 19 settembre 2018.
  20. ^ Matteo Persivale, Pamela Anderson sarà la protagonista del nuovo telefilm ”Stacked”, in onda dal 13 aprile sulla tv americana Fox, in Corriere della Sera, 8 marzo 2005. URL consultato il 19 settembre 2005.
  21. ^ (EN) David Marchese, Willa Paskin, What’s real in “Borat”?, in Salon, 11 novembre 2006. URL consultato il 19 settembre 2018.
  22. ^ (EN) Pamela Anderson, su www.canadaswalkoffame.com. URL consultato il 19 settembre 2018.
  23. ^ (EN) Mary McNamara, Pam's great love: the camera, in Los Angeles Times, 1º agosto 2008. URL consultato il 19 settembre 2018.
  24. ^ (EN) Henry Hitchings, Pamela Anderson's really quite a game genie in Aladdin, su thisislondon.co.uk, 19 dicembre 2009. URL consultato il 19 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2009).
  25. ^ (EN) Tom Phillips, Can you film a movie using just a camera phone?, in Metro, 28 settembre 2010. URL consultato il 19 settembre 2018.
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  28. ^ (EN) ABC News, Pam Anderson: 'Dancing' Was a Dream Job, su ABC News, 5 maggio 2010. URL consultato il 19 settembre 2018.
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  30. ^ (EN) Pam Anderson: 'Big Brother flirting odd', in Digital Spy, 13 settembre 2011. URL consultato il 19 settembre 2018.
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  35. ^ (EN) Pamela Anderson, Star Struck: A Novel, Simon and Schuster, 23 agosto 2005, ISBN 9781416510352. URL consultato il 19 settembre 2018.
  36. ^ (EN) Katherine Sullivan, Happy Birthday, Pamela! The Vegan Bombshell Is Turning 50 | | PETA, in PETA, 30 giugno 2017. URL consultato il 19 settembre 2018.
  37. ^ (EN) Glamour, BARE NAKED LADY, in Glamour Magazine, 20 giugno 2006. URL consultato il 20 settembre 2018.
  38. ^ ANSA, Pamela Anderson sulle orme di Brigitte Bardot, per Peta è l'animalista dell'anno - Animali - Passioni - Lifestyle, in ANSA.it - Lifestyle, 29 dicembre 2016. URL consultato il 19 settembre 2018.
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  41. ^ (EN) Artists for Sea Shepherd: Pamela Anderson, su www.artistsforseashepherd.org. URL consultato il 19 settembre 2018.
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