Grotte dell'Arco

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Grotte dell'Arco
StatoItalia Italia
RegioneLazio
ProvinceRoma
ComuniBellegra

Sono le uniche grotte che si trovano nella provincia di Roma[senza fonte] e, per il loro sviluppo in lunghezza e per l'ampiezza di alcune sue grandi sale, rappresentano una delle più importanti manifestazioni carsiche ipogee presenti nella Regione Lazio. Da questo piccolo bacino e da un suo emissario sotterraneo si è originato un fenomeno di carsismo naturale appunto “le Grotte dell'Arco”, lunghe quasi 1.000 m.[senza fonte] ed estese per 34 ettari[1].

Le Grotte dell'Arco sono ricche di stalattiti, stalagmiti, inghiottitoi e camere per l'osservazione della fauna di grotta in particolare chirotteri, anfibi e ancora micro e mesofauna tipica di tale strutture. Nella Grotta inoltre è presente una colonia di pipistrelli che sono sotto protezione della Regione Lazio per la particolarità della specie.[senza fonte]

Sono denominate “Grotte dell'Arco” perché ad una trentina di metri più a valle della sua entrata, si trova un arco naturale di pietra.[2] Lo sviluppo morfologico di queste grotte è caratterizzato da una galleria di 940 metri di lunghezza, percorsa per gran parte dal deflusso idrico di una sorgente carsica emergente nella parte terminale interna della cavità, alimentata internamente verso monte da un sistema carsico secondario di reti di condotte principali e di fessurazioni minori secondarie.

Il torrente sotterraneo anticamente faceva da serbatoio di acqua per un mulino, detto nel dialetto locale “Mola”.

La Grotta si può suddividere in tre tratti : 1. iniziale; 2. mediano; 3 terminale.

Il tratto iniziale è composto da una prima galleria fangosa lunga 190 metri alta dai 7 ai 10 metri, e da una seconda galleria lunga circa 80 metri ed alta dai 12 ai 15 metri, facilmente attraversabili con una passerella; il tratto mediano è composto da una galleria lunga 150 metri, avente un'altezza media di 20 metri e tre saloni: il salone ciclopico, il salone titanico e la sala del duomo; il tratto terminale è composto dalla galleria dell'altarino e dalla galleria terminale, entrambi questi tratti sono visitabili esclusivamente da speleologi attrezzati.

Nel 1999 sono stati rinvenuti due gruppi di pitture rupestri ( un gruppo di figure rosse ed uno a figura nera) e di resti paleontologici, che arricchiscono l'importanza scientifica della grotta.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]