Giorgio Squinzi

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Giorgio Squinzi nel 2012

Giorgio Squinzi (Cisano Bergamasco, 18 maggio 1943Milano, 2 ottobre 2019[1]) è stato un imprenditore, chimico e dirigente sportivo italiano, amministratore unico di Mapei, azienda fondata dal padre Rodolfo nel 1937, e presidente di Confindustria dal 2012 al 2016. Inoltre, è stato patron della squadra di ciclismo della Mapei e del club di calcio del Sassuolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1943 a Cisano Bergamasco dove la famiglia è sfollata a causa della guerra. Ha una sorella che poi diventerà avvocato, Giorgio Squinzi cresce a Milano, studia al Vittorio Veneto e nel pomeriggio trascorre molto tempo nella stanza che si trova al piano di sotto di casa sua e che funge da laboratorio chimico della piccola azienda di materiali ausiliari per l'edilizia e l'industria fondata nel 1937 dal padre Rodolfo alla periferia di Milano con appena tre dipendenti.[2][3] E lì scopre l'adesivo più adatto per la ceramica, l'Adesilex P9, la prima generazione di questa colla.

Nel 1969 si laurea in Chimica industriale all'Università Statale di Milano e affianca subito il padre in azienda, contribuendo a dare una prima svolta nella storia della Mapei con la scoperta del P22, una colla preconfezionata quando fino ad allora i posatori di pavimenti erano costretti a confezionare di volta in volta sul posto la tradizionale malta cementizia necessaria.[4] Emergono così i primi due punti di forza dell'azienda: l'innovazione e la specializzazione dei prodotti, adatti per ogni tipo di rivestimenti e pavimenti, dal linoleum alla moquette.

Attività imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 la Mapei fornisce gli adesivi a base poliuretanica (quindi insensibili all'umidità) per la posa delle piste di atletica in Sportiflex delle Olimpiadi di Montreal (e successivamente di tutte le altre). Due anni dopo viene aperto un piccolo stabilimento, il primo all'estero, proprio in Canada. E da allora, con Giorgio Squinzi alla guida dell'azienda dal 1980, inizia la internazionalizzazione della Mapei - il terzo punto di forza dell'azienda - dovuto ad un fatto molto semplice: la produzione di adesivi e prodotti chimici per l'edilizia non può essere svolta a più di 500 chilometri di distanza per evitare che i costi di trasporto li portino fuori mercato.[5] Una internazionalizzazione realizzata con un precisa strategia: ogni stabilimento deve avere un proprio laboratorio di ricerca e deve essere guidato da una persona del luogo, in grado quindi di interpretare le esigenze locali. Un modello culturale che in cinquant'anni ha fatto della Mapei una multinazionale leader negli adesivi e prodotti chimici per l'edilizia presente in 81 Paesi con 10 mila dipendenti.[6][7]

Allergico alla Borsa, Giorgio Squinzi non ha mai distribuito dividendi ma ha sempre reinvestito in azienda (amava ripetere "famiglia povera, azienda ricca"), non ha mai licenziato né fatto ricorso alla cassa integrazione, non ha mai chiuso un bilancio in perdita.[6]

Nel 2002 riceve la laurea ad honorem in Ingegneria chimica dal Politecnico di Milano.

La presidenza di Confindustria[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 marzo 2012 è designato presidente di Confindustria[8], carica che gli viene assegnata il 23 maggio[9] e che termina il 25 maggio 2016[10]. È stato presidente di Federchimica e vicepresidente di Assolombarda,[11] per 12 anni vicepresidente degli industriali con delega alla ricerca e all'innovazione,[12] è stato anche il primo imprenditore nominato presidente del Cetif, l'associazione dell'industria chimica europea che raccoglie circa 30 mila aziende e che fino ad allora era stata sempre guidata da manager.[6] Il 29 aprile 2016 è stato nominato presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo 24 Ore, per poi dimettersi il 1º ottobre dello stesso anno a causa del bilancio in rosso e delle polemiche del Comitato di redazione[13].

Il programma del mandato di Squinzi in Confindustria, parte dall'obiettivo di combattere la prepotenza della finanza per ridare centralità all'industria e al settore manifatturiero. Tra gli altri obiettivi: liberalizzazioni, credito, infrastrutture, riforma fiscale, semplificazione amministrativa mediante la riduzione degli oneri burocratici a carico delle imprese e flessibilità delle regole nelle relazioni industriali.[14][15][16][17].

Nel giugno 2014 Squinzi rilancia il dibattito politico per la deroga ai vincolo di bilancio europei - come il tetto del 3% al rapporto deficit/PIL - e a favore dell'emissione di Eurobond a lungo termine per finanziare infrastrutture[18] e la ricerca, intesi come un gap strategico[19], e come i due principali fattori del vantaggio competitivo[20] del sistema Italia.
In previsione di una futura costituzione degli Stati Uniti d'Europa, la BCE è stata associata al ruolo di "Banca Federale che da più parti si era detto essere una delle condizioni essenziali per il rilancio della crescita e dell'integrazione delle economie continentali"[21], concretizzatosi nell'immissione di liquidità a sostegno dell'economia reale[22].

La passione per lo sport[modifica | modifica wikitesto]

Squinzi (al centro) posa con i suoi ciclisti della Mapei-GB al termine del Giro di Lombardia 1995

Appassionato di ciclismo, il padre Rodolfo era stato per qualche anno professionista di questo sport e la sua azienda ha sponsorizzato per dieci anni la squadra professionistica Mapei. Lascia quando si rende conto che il doping ha contaminato il ciclismo e crea a Castellanza il Centro studi e ricerche Mapei, un laboratorio a disposizione di tutti gli atleti che vogliono crescere in uno sport pulito.[23]

Grande tifoso del Milan, dal 2002 fino alla morte è stato il proprietario della squadra calcistica del Sassuolo nonché artefice della grande scalata dei neroverdi dalla Serie C2 alla Serie A, fino alla qualificazione all'Europa League nel 2016.[23]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 si sposa con Adriana Spazzoli, romagnola di Forlì, laureata in scienze politiche all'Università di Bologna con Romano Prodi e in seguito sua stretta collaboratrice, responsabile marketing dell'azienda e direttrice del periodico Realtà Mapei. Il matrimonio è celebrato nella chiesa di Polenta presso Bertinoro (Forlì). Anche in ricordo di ciò, la Mapei partecipa successivamente ai restauri del monumento avviati a partire dal 2009[24] e conclusi nel 2012.[25] Dal matrimonio nascono due figli, entrambi in azienda: Marco (1971), laureato in chimica industriale, e Veronica (1972), laureata in scienze politiche e MBA alla Bocconi.

Squinzi muore il 2 ottobre 2019 all'ospedale San Raffaele di Milano dopo una lunga malattia all'età di 76 anni.[26] Il 22 novembre dello stesso anno muore anche sua moglie Adriana, da tempo malata.[27]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma— 31 luglio 1995[28]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«È laureato in chimica industriale all'Università degli Studi di Milano. È cofondatore col padre, nel 1970, della MAPEI S.n.c. assumendo, in particolare, la responsabilità dell'area Ricerca e Sviluppo Tecnologico. Nel 1976 con la costituzione della MAPEI SpA ne diventa Direttore Generale. Nel 1978 inizia il processo di internazionalizzazione dell'azienda, fondando la prima organizzazione estera in Canada. Nel dicembre 1984 diviene Amministratore Unico della MAPEI. Nel 1994 acquisisce la VINAVIL SpA con i due stabilimenti di Villadossola e Ravenna. Uno dei risultati più significativi raggiunti nella sua carriera imprenditoriale è quello di non aver mai effettuato licenziamenti per riduzione di organici e di non aver mai chiesto trattamenti di cassa integrazione. Dal 1970 rappresenta l'Italia nella FEICA - Federazione Europea dei Produttori di Adesivi. Nel 1989 è stato eletto Presidente dei Tecnichal Committee 67 "Adesivi per Piastrelle e Ceramiche" del GEN - Comitato Europeo di Normazione. Dal 2 giugno 1997 è Presidente di Federchimica, Federazione Nazionale dell'Industria Chimica. Nel maggio 1998 è stato designato ""Member of High Level Group on Benchmarking' DGIII-European Commission.»
— 1998[29]
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma
— 18 aprile 2013[30]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Q., Giorgio Squinzi morto: aveva 76 anni. Ex presidente Confindustria, era proprietario di Mapei e del Sassuolo calcio, in il Fatto Quotidiano, 2 ottobre 2019. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  2. ^ Biografia di Giorgio Squinzi, su ingegnie.altervista.org. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  3. ^ Alberto Mazzuca, op.cit., pp. 257-263
  4. ^ Alberto Mazzuca, op. cit., p.259
  5. ^ Alberto Mazzuca, op. cit., p. 259
  6. ^ a b c Paola Pica, Addio a Squinzi, industriale-galantuomo, campione della chimica made in Italy, su corriere.it, 2 ottobre 2019. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  7. ^ Realtà Mapei, numero 139, novembre-dicembre 2016.
  8. ^ Confindustria, Squinzi: «Sarò il presidente di tutti», Il Sole 24 Ore. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  9. ^ Confindustria, Giorgio Squinzi eletto presidente con il 94% dei consensi, Il Sole 24 Ore. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  10. ^ Confindustria, il passaggio di consegne da Squinzi a Boccia, su Repubblica.it, 9 aprile 2016. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  11. ^ Giorgio Squinzi, patron della Mapei con la passione del calcio, Il Sole 24 Ore. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  12. ^ La Chimica al vertice di Confindustria, in La Chimica & l'Industria, nº 4, maggio 2012, p. 12-13.
  13. ^ Sole 24 Ore, Squinzi si dimette, 1º ottobre 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  14. ^ Confindustria, Squinzi presidente, La Stampa, 19 aprile 2012. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  15. ^ Squinzi, la riforma del lavoro non convince Troppe tasse, la spending review non basta, Repubblica, 24 maggio 2012. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  16. ^ Riccardo Gallo, Di priorità ce n'è una sola, L'Espresso. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  17. ^ Le sei priorità di Squinzi per Confindustria, su businesspeople.it, 17 febbraio 012. URL consultato il 17 Settmebre 2018 (archiviato il 27 aprile 2012).
  18. ^ Squinzi: Stiamo perdendo due generazioni di giovani. Non è l'Europa giusta, su video.gelocal.it, 17 giugno 2014. URL consultato il 17 settembre 2018.
  19. ^ Filmato audio Squinzi al Governo: Dateci un Paese normale, vi mostreremo cosa sappiamo fare, 10 febbraio 2014. URL consultato il 17 settembre 2018.
  20. ^ Manovra, Squinzi: Se anche sforassimo i vincoli europei, su video.repubblica.it, Pavia, 27 ottobre 2014. URL consultato il 17 settembre 2018.
  21. ^ Ue: Squinzi, riaprire il confronto sugli Eurobond, su liberoquotidiano.it, 9 giugno 2014. URL consultato il 17 settembre 2018.
  22. ^ Squinzi: i corruttori non possono stare in Confindustria, su ilSole24Ore.com, 9 giugno 2014. URL consultato il 17 settembre 2018.
  23. ^ a b Un'azienda modello, il ciclismo e il calcio. Ecco chi era il signor Mapei, su gazzetta.it, 3 ottobre 2019. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  24. ^ Riapre la chiesa di Polenta, su forlitoday.it. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  25. ^ La Pieve di Polenta torna a splendere: come Dante la decantava, su forlitoday.it. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  26. ^ Redazione ANSA, È morto Giorgio Squinzi, in ANSA, 2 ottobre 2019. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  27. ^ Adriana Spazzoli, moglie di Giorgio Squinzi, muore 50 giorni dopo il marito, in La Gazzetta dello Sport, 22 novembre 2019.
  28. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  29. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  30. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, Giorgio Squinzi, l'uomo che tiene incollato il mondo in I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2006. ISBN 88-8490-796-9

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