Carlo Bonomi (imprenditore)

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Carlo Bonomi
Carlo Bonomi presidente di Assolombarda 19 (cropped).jpg

Presidente di Confindustria
In carica
Inizio mandato 20 maggio 2020
Predecessore Vincenzo Boccia

Carlo Bonomi (Crema, 2 agosto 1966) è un imprenditore e manager italiano, attivo nel settore biomedicale e presidente di Confindustria dal 20 maggio 2020.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di professionisti ed imprenditore della prima generazione,[1] ha lavorato in una multinazionale farmaceutica, quindi ha rilevato una società nella strumentazione per analisi di laboratorio.[1] Nel 2013 si sviluppa Synopo, una società che distribuisce apparati elettromedicali e diventerà la capogruppo quando sarà avviata la strategia di acquisizioni nel distretto di Mirandola: nel 2015 la Sidam, leader nella produzione di consumabili nella diagnostica per liquidi di contrasto,[1] poi la BTC Medical Europe (consumabili utilizzati in oncologia),[1] quindi Ocean e Marsupium.[2]


Nel giugno 2017 viene nominato presidente di Assolombarda,[3] la maggiore associazione industriale territoriale di Confindustria. Nello stesso periodo fa parte di vari organi di consiglio tra cui il consiglio di amministrazione dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) e del consiglio generale di Aspen Institute Italia. Dal novembre 2018, è membro del consiglio di amministrazione dell’Università Bocconi e dal novembre 2019 entra nel cda di Dulevo International.

Il 16 aprile viene designato come presidente di Confindustria per il periodo 2020-2024.[4][5]

Carlo Bonomi ha ricevuto 123 preferenze contro le 60 della concorrente Licia Mattioli. La designazione da parte del consiglio generale di Confindustria si è tenuta in via telematica a seguito dell'emergenza Covid-19. Prima della vittoria con 123 preferenze a 48, il comitato di tre saggi incaricato di gestire il voto a distanza aveva raccolto 162 indicazioni di voto, sebbene il presidente avesse ottenuto la certificazione del 20% degli aventi diritto in assemblea, più che triplicando il numero dei propri supporter nell'elezione vera e propria del 26 marzo.[6]
Dopo che Bonomi e il comitato di saggi avevano proposto alla Mattioli di ritirarsi a favore di una candidatura unica e super-partes sul modello di Guido Carli[7], Licia Mattioli ha accettato l'incarico di vicepresidente. In merito al voto elettronico, la avvocata sfidante ha rilasciato all'ANSA la seguente dichiarazione: «Sono sorpresa molto più che amareggiata per l’esito del voto [...] Il mio pensiero costante è per le imprese che lottano per la sopravvivenza ma non posso non chiedermi dove siano finiti i voti dei tantissimi che mi avevano espresso formale sostegno».[8]

A fine marzo ha richiamato il governo ad avviare una forte politica industriale per il rilancio dell'economia e dell'occupazione, precisando che «lo Stato deve restare regolatore non gestore», deve evitare la formazione di una nuova IRI e di isolarsi in Europa per il rifiuto del MES e degli Eurobond. Ispirandosi alle idee dell'economista Carli, Bonomi ha ricordato che il finanziamento del debito pubblico italiano non può prescindere dalla BCE.[9]

Il 30 aprile ha presentato la sua squadra di cui fanno parte i 3 vicepresidenti di diritto: Carlo Robiglio, presidente della Piccola Industria; Alessio Rossi, presidente dei Giovani Imprenditori; Vito Grassi, presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e dieci vicepresidenti elettivi: Barbara Beltrame, con delega all’Internazionalizzazione; Giovanni Brugnoli, con delega al Capitale umano; Francesco De Santis, con delega alla Ricerca e Sviluppo; Luigi Gubitosi, con delega al Digitale; Alberto Marenghi, con delega all’Organizzazione, allo Sviluppo e al Marketing Associativo; Maurizio Marchesini, con delega alle Filiere e alle Medie Imprese; Natale Mazzuca, con delega all’Economia del Mare e al Mezzogiorno; Emanuele Orsini, con delega al Credito, alla Finanza e al Fisco; Maria Cristina Piovesana, con delega ad Ambiente e Sostenibilità; Maurizio Stirpe, con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali.[10]

Viene nominato ufficialmente presidente di Confindustria dall'assemblea degli industriali il 20 maggio 2020 con 818 voti favorevoli e 1 astenuto.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Nicoletta Picchio, Bonomi, l'imprenditore del biomedicale con la passione per la ricerca, su ilsole24ore.com, 16 aprile 2020. URL consultato il 17 aprile 2020.
  2. ^ Fabio Pavesi, Bonomi, a Confindustria l’aiuto statale va benissimo, ilfattoquotidiano.it, 5 giugno 2020. URL consultato il 1º ottobre 2020.
  3. ^ Assolombarda, Carlo Bonomi eletto presidente, era il vice del predecessore Rocca, su ilfattoquotidiano.it, 12 giugno 2017.
  4. ^ Confindustria, doppio compito di Bonomi nella difesa manifatturiera italiana e nel rinnovamento, su corriere.it, 16 aprile 2020.
  5. ^ a b Confindustria, Carlo Bonomi è il presidente designato, su ilsole24ore.com, 16 aprile 2020.
  6. ^ Confindustria, il 16 nuovo presidente. Sfida online Bonomi-Mattioli, su askanews.it, 11 aprile 2020. URL consultato il 7 maggio 2020 (archiviato il 7 maggio 2020).
  7. ^ Giuseppe Colombo, I saggi di Confindustria lanciano Bonomi candidato unico, ma i numeri di Mattioli non chiudono la partita, su huffingtonpost.it (archiviato il 7 maggio 2020).
  8. ^ Confindustria, Carlo Bonomi è il presidente designato: «Voragine del Pil tremenda, riaprire le produzioni ma in sicurezza. Classe politica smarrita, ci ha esposto a pregiudizi anti-industriali», su ilsole24ore.com. URL consultato il 17 aprile 2020 (archiviato il 7 maggio 2020).
  9. ^ Alessandro Di Stefano, Chi è Carlo Bonomi, il Presidente designato di Confindustria, su startupitalia.eu, 16 aprile 2020. URL consultato il 7 maggio 2020 (archiviato il 7 maggio 2020).
  10. ^ Il Consiglio Generale approva la nuova squadra, su confindustria.it.

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