Angelo Costa

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Angelo Costa (Genova, 18 aprile 1901Genova, 2 luglio 1976) è stato un imprenditore italiano.

Nato in una famiglia che già da due generazioni commercializzava olio di oliva, e negli anni Venti si indirizzava al settore armatoriale, nel 1945 diviene presidente di Confindustria, gestendo il difficile momento con una strategia su due fronti, sindacale e politico. Rimane saldamente al comando di tutte le numerose imprese di famiglia, in cui prevale quella del trasporto navale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzo di sette figli, famiglia di tradizioni mercantili, studia all'Istituto Arecco dei gesuiti frequentato dalla borghesia genovese e poi alla "Scuola superiore del Commercio" dell'Università di Genova, laureandosi nel 1924. L'anno dopo inizia a lavorare nell'azienda di famiglia che da due generazioni si occupa della produzione e della commercializzazione all'estero dell'olio di oliva con imbarcazioni per il trasporto merci. All'inizio della seconda guerra mondiale i Costa hanno uno stabilimento per l'olio a Sampierdarena, altri due impianti per la raffinazione dell'olio a Taranto e Bitonto, una flotta di otto navi che saranno affondate nel conflitto. Nel 1943 acquisiscono in Piemonte un'aziendina tessile per la produzione della seta che sarà presieduta da Angelo Costa.

Nel dopoguerra la famiglia Costa diversifica l'attività in varie iniziative, dall'immobiliare all'olio, dal tessile alla lavorazione della latta. Ma il maggiore impulso è dato al ramo armatoriale. Acquista imbarcazioni di seconda mano e comincia a collegare l'Italia con i porti sudamericani con navi miste per passeggeri e merci. Prima l'Anna C, poi l'Andrea C, quindi l'Eugenio C, l'Enrico C, la Giacomo C. Nell'ottobre 1948 è inaugurata la line commerciale con il Nord America.[1] Viene costituita la compagnia di navigazione "Costa Armatori S.p.A.", poi divenuta Costa Crociere. Le varie attività sono a conduzione familiare e il responsabile di ognuna è designato dai più anziani della famiglia. Ad Angelo i fratelli riconoscono una posizione preminente, tanto che assume, ancora quarantenne, la figura del patriarca.[2]

È eletto presidente di Confindustria, dal 1943 gestita da un commissario, per due mandati: dal 1945 al 1955[3], durante il periodo della ricostruzione post-bellica, e successivamente dal 1966 al 1970[4] svolgendo un ruolo di primo piano nella vita economica italiana del dopoguerra.

Profondamente cattolico, vicino a De Gasperi, ha un alto senso dello Stato, è integerrimo e liberista, quindi con una visione del capitalismo italiano opposta a quella che ha visto i maggiori industriali italiani ricorrere alle casse dello Stato.[5] Muovendosi in piena sintonia con gli uomini nuovi della politica che della liberalizzazione stanno facendo il cardine di una politica di lungo respiro: Ezio Vanoni, ministro del Commercio estero nel 1947 e poi presidente dell'ICE, Ugo La Malfa, Cesare Merzagora, Luigi Einaudi.[6] Nella sua visione dell'economia nazionale le piccole e medie imprese hanno un ruolo di primo piano: "Noi non potremo mai pretendere di fare, salvo alcuni casi, della grande industria, (...) viceversa abbiamo tutti gli elementi favorevoli per uno sviluppo assai maggiore della piccola e media industria".[7]". Costa è quindi critico nei confronti del progetto di sviluppo delle partecipazioni statali e dei vincoli eccessivi imposti dal grande statalismo dell'Italia di quegli anni.

È scomparso improvvisamente nel luglio 1976 all'età di 75 anni[8].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Scritti e discorsi (a cura di Franco Mattei), 8 volumi dal 1942 al 1976, Milano, Franco Angeli Editore.
  • L'imprenditore, il mercato e la religione. Pensieri liberali, Roma, Armando Editore, 2003. ISBN 88-8358-633-6

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

La cospicua documentazione prodotta da Angelo Costa nel corso della sua carriera imprenditoriale, dapprima alla presidenza della Filanda e tessiture Costa, poi alla guida della Confindustria e del gruppo imprenditoriale Costa, sono conservati presso l'Archivio di Stato di Como[9][10], nel fondo Società filande e Tessitura Costa spa (estremi cronologici: 1925 - 1980)[11] e presso l'archivio della Fondazione Ansaldo (Gruppo Finmeccanica)[12] di Genova, nei fondi Famiglia Costa (estremi cronologici: 1900-1999)[13], Cineteca (estremi cronologici:1908-2001)[14] e Fototeca (estremi cronologici:1890-1999)[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulio Anselmi, Le grandi famiglie in Genova ieri oggi domani, Milano, Rizzoli Editore, 1985, pp. 80-83.
  2. ^ "In famiglia si comportava da primus inter pares". Giulio Anselmi, Le grandi famiglie, op.cit. p. 83.
  3. ^ Confindustria - Angelo Costa 1945 > 1955, su confindustria.it. URL consultato il 19 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2011).
  4. ^ Confindustria - Angelo Costa 1966 > 1970, su confindustria.it. URL consultato il 19 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2011).
  5. ^ Alberto Mazzuca, Penne al vetriolo, Bologna, Minerva, 2017, p. 108.
  6. ^ Marco Vitale, Attualità di Angelo Costa, op.cit. p. 11.
  7. ^ Alberto Mazzuca, Penne al vetriolo, op.cit. p. 108.
  8. ^ Il patriarca Costa armatore all'antica Archiviolastampa.it
  9. ^ Archivio di Stato di Como, su LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi. URL consultato il 24 settembre 2018.
  10. ^ Archivio di Stato di Como, su SIUSA - Sistema informativo unificato delle soprintendenze archivistiche. URL consultato il 24 settembre 2018.
  11. ^ fondo Società filande e Tessitura Costa spa, su LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi. URL consultato il 24 settembre 2018.
  12. ^ Fondazione Ansaldo (Gruppo Finmeccanica), su SIUSA - Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche. URL consultato il 24 settembre 2018.
  13. ^ fondo Costa, famiglia, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.. URL consultato il 24 settembre 2018.
  14. ^ Fondazione Ansaldo. Cineteca, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 24 settembre 2018.
  15. ^ Fondazione Ansaldo. Fototeca, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 24 settembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Vitale, Attualità di Angelo Costa, prefazione del libro di Alberto Mazzuca, Confindustria, una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981
  • Giulio Anselmi, Le grandi famiglie in Genova ieri oggi domani, Milano, Rizzoli Editore, 1985.
  • Francesca Fauri, Vera Zamagni (a cura di), Angelo Costa. Un ritratto a più dimensioni, Bologna, Il Mulino, 2007, ISBN 9788815120793

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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