Giampiero Galeazzi

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Giampiero Galeazzi
GaleazziSpingardi1968.jpg
Galeazzi (a sinistra) nel doppio del Circolo Canottieri Roma con Spingardi, campioni italiani assoluti nel 1968.
Nazionalità Italia Italia
Altezza 192[1] cm
Canottaggio Rowing pictogram.svg
Specialità Singolo
Due di coppia
Squadra Circolo Canottieri Roma
Ritirato 1976
Palmarès
Campionati italiani assoluti 2 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Giampiero Galeazzi (Roma, 18 maggio 1946) è un telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista ed ex canottiere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuto anche con il soprannome di Bisteccone per la sua mole, affibbiatogli dal giornalista Gilberto Evangelisti[2], di origini paterne piemontesi (provincia di Novara), laureato in Economia con tesi in statistica[3] e con un passato per qualche mese nell'ufficio marketing e pubblicità della FIAT a Torino[2], ebbe una carriera sportiva professionistica nel canottaggio in cui vinse il campionato italiano nel singolo nel 1967 (che gli valsero la medaglia di bronzo al valore atletico) e nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968 e in quell'anno partecipò alle selezioni per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico. Figlio d'arte, il padre vinse nel 1932 gli europei nel "due senza".

Non ancora abbandonata del tutto la carriera da sportivo, fu assunto dalla RAI come giornalista sportivo, grazie allo stesso Evangelisti'[2], dapprima in radio[4]. Fu subito inviato alle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera, dove grazie ad un imprevisto occorso a Mirko Petternella, trattenutosi nell'impianto in cui si svolgevano le gare di scherma, effettuò la sua prima radiocronaca nella sua disciplina, il canottaggio. Successivamente, con l'arrivo di Emilio Rossi alla direzione del TG1, su consiglio di Tito Stagno, passò in televisione e oltre alle prime conduzioni del telegiornale, le sue prime partecipazioni in trasmissioni sportive furono alla rubrica Dribbling, a La Domenica Sportiva condotta da Paolo Frajese nel 1976 e come curatore di Mercoledì Sport[4]. Fu da subito assegnato alla telecronaca del tennis[2][4], alternandosi con Guido Oddo fino alla pensione di quest'ultimo nel 1984 e soprattutto del suo sport, il canottaggio, del quale ha seguito le principali competizioni, tra cui 6 edizioni dei Giochi Olimpici fino ad Atene nel 2004 (dal 2008 ai Giochi Olimpici di Pechino gli subentra l'attuale voce Marco Lollobrigida). Negli anni ottanta diventò inviato della Domenica Sportiva nei campi soprattutto negli incontri clou del massimo campionato di calcio della serie A.

Nel 1986 svolse uno dei pochi servizi giornalistici non di carattere sportivo della sua carriera: fu infatti l'inviato RAI in occasione dello storico incontro fra Gorbačëv e Reagan a Reykjavík, dove già si trovava per svolgere la cronaca dell'incontro di Coppa dei Campioni fra Valur e Juventus. A partire dal 1992 e per 5 stagioni gli fu affidata la conduzione delle rubriche Cambio di campo, Solo per i Finali e della trasmissione 90º minuto[4], nella quale è successivamente tornato in qualità di opinionista nella stagione 2008-2009. Nel 1994 Mara Venier lo volle nel cast del contenitore Domenica in, riprendendo per lui il soprannome di Bisteccone e coinvolgendolo in numerosi sketch che metteranno in risalto un'inedita vena comica e intrattenitrice del giornalista. Da questa edizione fino al 1999 condurrà 90º minuto nello stesso studio di Domenica in[3].

Nel 1996 Pippo Baudo lo volle nel Festival di Sanremo 1996 per la quarantaseiesima edizione. Nello stesso anno presta anche la voce a Mr. Swackhammer, antagonista principale del film Space Jam. Memorabili le sue telecronache in occasione delle medaglie d'oro nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale[4] alle olimpiadi di Seoul 1988 e di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi a Sydney 2000, entrambe caratterizzate da un debordante pathos. Nell'estate 2009 commenta le partite della Confederations Cup con Jacopo Volpi e Zbigniew Boniek. Per la stagione 2009-2010 è stato commentatore calcistico nella trasmissione 90º minuto assieme a Franco Lauro e in Replay con Zibi Boniek.

In estate partecipa a Notti Mondiali con Paola Ferrari, Maurizio Costanzo (con cui forma la strana coppia secondo Paola Ferrari), in diretta da Piazza di Siena a Roma. Diventa poi opinionista di 90º minuto con Franco Lauro, Jacopo Volpi e Zibi Boniek, e di 90º minuto Champions con Andrea Fusco, Marino Bartoletti, Adriano Bacconi e Ivan Zazzaroni. Nell'estate del 2012 è ospite di Notti Europee con Andrea Fusco, Simona Rolandi, Jacopo Volpi, Adriano Bacconi e Serse Cosmi. Il comico e conduttore radiofonico Nicola Savino presta spesso la sua voce per fare la parodia di Galeazzi, uno dei personaggi in cui meglio ha espresso le sue doti di imitatore[3].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ha ripetutamente detto di essere un tifoso della Lazio. Ha due figli, Susanna, conduttrice del TG5, e Gianluca, giornalista nella redazione del TG LA7.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore atletico
«Campione Italiano (Singolo)»
— 1967

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quant'è sexy l'uomo grasso, in Corriere della Sera, 18 dicembre 1995, p. 15. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  2. ^ a b c d e Fuorigioco, Galeazzi: “Ehi non sono morto! Bisteccone è più vivo che mai”, su gazzetta.it, 14 gennaio 2019. URL consultato il 14 gennaio 2019.
  3. ^ a b c Giancarlo Dotto, Giampiero Galeazzi "Domenica in m’ha rovinato la linea", in La Stampa, 24 settembre 2007. URL consultato il 29 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2010).
  4. ^ a b c d e Giampiero Galeazzi biografia, su Archivio Rai. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2009).

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