Gian Piero Galeazzi

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Gian Piero Galeazzi
GaleazziSpingardi1968.jpg
Galeazzi (a sinistra) nel doppio del Circolo Canottieri Roma con Spingardi, campioni italiani assoluti nel 1968
Nazionalità Italia Italia
Altezza 192[1] cm
Canottaggio Rowing pictogram.svg
Specialità Singolo
Due di coppia
Squadra Circolo Canottieri Roma
Termine carriera 1976
Palmarès
Campionati italiani assoluti 2 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Gian Piero Daniele Galeazzi, noto semplicemente come Gian Piero (e erroneamente spesso riportato come Giampiero[2][3]) (Roma, 18 maggio 1946Roma, 12 novembre 2021), è stato un telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista e canottiere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Di origini piemontesi (più precisamente della provincia di Novara) e marchigiane, si laureò in Economia con tesi in statistica[4] e successivamente lavorò per qualche mese nell'ufficio marketing e pubblicità della FIAT a Torino[5].

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Figlio d'arte (il padre Rino vinse due medaglie d'argento ai Campionati Europei del 1931 a Parigi e l'anno successivo a Belgrado nel "due senza" in coppia con Vittorio Lucchini), fu professionista nel canottaggio: vinse il campionato italiano nel singolo nel 1967 (che gli valse la medaglia di bronzo al valore atletico) e nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968. Nello stesso anno partecipò alle selezioni per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico.

Carriera giornalistica e televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Non ancora abbandonata la carriera sportiva, fu assunto dalla RAI come giornalista sportivo, grazie a Evangelisti[5], dapprima in radio[6]. Fu subito inviato alle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera; per un imprevisto a Mirko Petternella, bloccato nell'impianto di scherma, effettuò la sua prima radiocronaca nella sua disciplina, il canottaggio.

Con l'arrivo di Emilio Rossi alla direzione del TG1, su consiglio di Tito Stagno, passò in televisione e oltre ad alcune conduzioni del telegiornale, le prime trasmissioni sportive furono alla Domenica Sportiva condotta da Paolo Frajese nel 1976 e come curatore di Mercoledì Sport[6]. Fu subito assegnato alla telecronaca del tennis[5][6], alternandosi con Guido Oddo fino al suo ritiro nel 1984 e soprattutto del suo sport, il canottaggio, del quale ha seguito le principali competizioni, tra cui 6 edizioni dei Giochi Olimpici fino ad Atene nel 2004. Dal 2008 ai Giochi Olimpici di Pechino fu sostituito da Marco Lollobrigida. Negli anni ottanta fu inviato della Domenica Sportiva negli incontri clou del campionato di calcio di serie A.

Nel 1986 svolse uno dei suoi pochi servizi giornalistici non sportivi: fu l'inviato RAI all'incontro fra Gorbačëv e Reagan a Reykjavík, dove si trovava per l'incontro di Coppa dei Campioni fra Valur e Juventus. Dal 1992 per 5 anni condusse rubriche Cambio di campo, Solo per i Finali e 90º minuto[6], nella quale in numerosi sketch mostrò una sua inedita vena comica. Da questa edizione fino al 1999 condusse 90º minuto nello studio di Domenica in[4].

Galeazzi, penultimo da destra, nel 2001

Nel 1996 Pippo Baudo lo volle al 46º Festival di Sanremo 1996. Nello stesso anno fu la voce di Mr. Swackhammer, antagonista principale del film Space Jam. Memorabili le sue telecronache in occasione delle medaglie d'oro nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale[6] alle olimpiadi di Seoul 1988 e di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi a Sydney 2000, caratterizzate da un debordante entusiasmo. Nell'estate 2009 commentò le partite della Confederations Cup con Jacopo Volpi e Zibi Boniek. Per la stagione 2009-2010 fu commentatore calcistico nella trasmissione 90º minuto assieme a Franco Lauro e in Replay con Zibi Boniek.

In estate partecipò a Notti mondiali con Paola Ferrari, Maurizio Costanzo, in diretta da Piazza di Siena a Roma. Diventò poi opinionista di 90º minuto con Franco Lauro, Jacopo Volpi e Zibi Boniek, e di 90º minuto Champions con Andrea Fusco, Marino Bartoletti, Adriano Bacconi e Ivan Zazzaroni. Nell'estate del 2012 fu ospite di Notti Europee con Andrea Fusco, Simona Rolandi, Jacopo Volpi, Adriano Bacconi e Serse Cosmi.

Morì a Roma il 12 novembre 2021, a 75 anni. Da tempo soffriva di una gravissima forma di diabete, seguita poi da un'operazione al ginocchio sinistro che gli tolse l'uso delle gambe.[7][8][9]. L'ultima apparizione televisiva risale al 2019, quando Mara Venier lo intervistò a Domenica in ricordando i bei tempi vissuti tra carriera e vita privata.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Laura, sono nati due figli, anch'essi giornalisti: Susanna, conduttrice del TG5, e Gianluca, giornalista nella redazione del TG LA7[5].

Era conosciuto anche con il soprannome di Bisteccone, affibbiatogli dal giornalista Gilberto Evangelisti in virtù della sua stazza[5]. Era un tifoso della Lazio[10].

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Piero Galeazzi ed Enrico Tonali, Il magnifico miglio. Sul Tevere tra storia, ricordi e circoli storici, Roma, Gennarelli Bideri, 2014.
  • Gian Piero Galeazzi, E andiamo a vincere. La storia gloriosa degli Abbagnale, con il contributo speciale di Giuseppe Lamura, Milano, Lìmina, 2014.
  • Gian Piero Galeazzi, L'inviato non nasce per caso, Roma, Rai Eri, 2016.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore atletico
«Campione italiano singolo (brevetto n. 813)»
— 1967

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quant'è sexy l'uomo grasso, in Corriere della Sera, 18 dicembre 1995, p. 15. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  2. ^ L'ultimo saluto a Giampiero Galeazzi: da Lotito a Mentana, tutti in Campidoglio per lui, su gazzetta.it, 15 novembre 2021. URL consultato il 16 novembre 2021.
  3. ^ L'ultimo saluto a Giampiero Galeazzi, la camera ardente in Campidoglio, su video.corriere.it, 15 novembre 2021. URL consultato il 16 novembre 2021.
  4. ^ a b Giancarlo Dotto, Giampiero Galeazzi "Domenica in m’ha rovinato la linea", in La Stampa, 24 settembre 2007. URL consultato il 29 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2010).
  5. ^ a b c d e Fuorigioco, Galeazzi: “Ehi non sono morto! Bisteccone è più vivo che mai”, su gazzetta.it, 14 gennaio 2019. URL consultato il 14 gennaio 2019.
  6. ^ a b c d e Giampiero Galeazzi biografia, su Archivio Rai. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2009).
  7. ^ Giampiero Galeazzi è morto: l'ex giornalista sportivo della Rai aveva 75 anni, su Il Messaggero, 12 novembre 2021. URL consultato il 12 novembre 2021.
  8. ^ E' morto Giampiero Galeazzi, il giornalista e volto tv aveva 75 anni, su Tgcom24. URL consultato il 12 novembre 2021.
  9. ^ E' morto il giornalista Giampiero Galeazzi, memorabili le sue telecronache - Sport, su Agenzia ANSA, 12 novembre 2021. URL consultato il 12 novembre 2021.
  10. ^ Elmar Bergonzini, Il colpo di genio di Galeazzi che regalò alla storia lo scudetto dell'Aquila…, in la Gazzetta dello Sport, 14 maggio 2020. URL consultato il 18 giugno 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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