Ferdinando I di Parma
| Ferdinando I di Parma | |
|---|---|
| Duca di Parma, Piacenza e Guastalla | |
| In carica | 18 luglio 1765 – 9 ottobre 1802 |
| Predecessore | Filippo I |
| Successore |
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| Altri titoli | |
| Nascita | Parma, 20 gennaio 1751 |
| Morte | Fontevivo, 9 ottobre 1802 (51 anni) |
| Sepoltura | Abbazia di Fontevivo, Parma |
| Casa reale | Borbone-Parma |
| Padre | Filippo I di Parma |
| Madre | Luisa Elisabetta di Borbone-Francia |
| Consorte | Maria Amalia d'Asburgo-Lorena |
| Figli | Carolina Maria Ludovico Maria Antonia Maria Carlotta Filippo Maria Luisa |
| Religione | Cattolicesimo |
| Firma |
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Ferdinando I di Borbone-Parma (Parma, 20 gennaio 1751 – Fontevivo, 9 ottobre 1802) è stato duca di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1765 al 1802, Infante di Spagna dal 1751 al 1802 e Principe di Francia in quanto nipote del re Luigi XV di Francia. Quando il Granducato di Toscana venne elevato a Regno di Etruria, a seguito di uno scambio tra i regni di Francia e Spagna, la corona del nuovo regno fu offerta allo stesso Ferdinando il quale però rinunciò in favore del figlio, che divenne re Ludovico I di Etruria.
Il duca, ormai figura secondaria dal momento che Parma era occupata ed amministrata da personalità francesi, cercò di opporsi. Molti dicono quindi che la sua morte, avvenuta nel 1802, non fosse del tutto casuale, forse addirittura architettata dai francesi.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Giovinezza
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Ferdinando nacque a Parma il 20 gennaio 1751, secondogenito e primo maschio di Filippo I, duca di Parma, e della moglie, Luisa Elisabetta di Borbone-Francia; apparteneva alla dinastia di Borbone-Parma, discendendo però anche dalle case di Borbone, Wittelsbach, Farnese, Este, Savoia e Asburgo. Aveva due sorelle, Isabella, arciduchessa ereditaria d'Austria, e Maria Luisa, regina di Spagna. Al giovanissimo erede venne destinato nei primissimi anni di vita un precettore gesuita, padre Fumeron, che lo accompagnerà sino alla prima comunione amministratagli a sette anni. Giunto all'età in cui poteva legittimamente iniziare la preparazione più atta a plasmare un giovane principe destinato a reggere le redini di uno stato, ancorché non di prima grandezza, la madre Luisa Elisabetta, vera reggitrice del ménage familiare e dei destini politici del ducato, decise una svolta.
Durante uno dei numerosi e prolungati soggiorni alla corte paterna di Versailles, nota caratteristica del suo matrimonio con il consorte perennemente e placidamente impegnato tra Parma e la prediletta Colorno, la duchessa designò l'abate Etienne Bonnot de Condillac a educatore del giovane figlio Ferdinando. Intellettuale di levatura europea, giunto a Parma nell'aprile 1758, Condillac si dedicò con fervore illuminato alla formazione del giovane infante al punto da teorizzarne il cammino intellettuale in un Coursd'études pour l'instruction du Prince de Parme (Paris 1769-73). Con i gesuiti Le Sucur e François Jacquier, lo storico abate Gabriel Bonnot de Mably, fratello maggiore dello stesso Condillac, l'ateo Alexandre Deleyre e Louise-Félicité Guynement de Kéralio, egli era accerchiato da un corpo docente di assoluto prestigio, sicura garanzia culturale e anche politica, dal momento che la provenienza di tutti loro assicurava la continuità nel rapporto privilegiato con la potenza europea che era garante a livello internazionale del piccolo ducato padano.
La duchessa Luisa Elisabetta, sempre molto assente nei confronti del figlio, morì prematuramente nel 1759. Prima di morire, la duchessa progettò il patto matrimoniale che avrebbe legato nel 1760 la primogenita Isabella con l'arciduca ereditario Giuseppe d'Austria; queste nozze segnavano il nuovo orientamento filo-austriaco che sempre di più prenderà piede a Parma proprio a partire da quell'anno [1].
Duca di Parma
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Il 18 luglio 1765 Filippo I di Parma morì ad Alessandria mentre accompagnava in Spagna la figlia Maria Luisa, che si recava nel regno iberico per sposare Carlo, principe delle Asturie. Subito dopo la morte del fratello, re Carlo III di Spagna, zio del giovane Ferdinando, tentò immediatamente di assumere il controllo su Parma, venendo però fermato dal ministro ducale Guillaume du Tillot, che provvide a dichiarare Ferdinando maggiorenne il 18 agosto di quell'anno, come del resto era esplicitamente stabilito nel testamento paterno. A soli 14 anni, dunque, Ferdinando assunse giuridicamente la pienezza di un potere che nella pratica il suo ministro eserciterà in modo onnipotente almeno sino alla fine di quel decennio. Ascese al trono come Ferdinando I di Parma. Du Tillot, intelligente e culturalmente aggiornato, era sensibile alle novità, non solo francesi ma anche a quelle italiane, soprattutto milanesi.
Nei confronti del clero la mano del ministro fu pesante e ferma, godendo in questo della collaborazione degli efficienti giuristi locali. La graduale e progressiva emancipazione da Roma, i cui moventi erano fondati su motivi giuridici e finanziari, non certo dottrinali, culminò nel vistoso provvedimento di espulsione dei gesuiti del 3 febbraio 1768. Nello stesso periodo anche gli altri sovrani borbonici, Ferdinando IV di Napoli, primo cugino di Ferdinando, e Luigi XV di Francia, lontano cugino del duca, scatenarono l'ira di Papa Clemente XIII, che aveva inteso accomunare nella condanna tutti i rami dei Borbone regnanti in Europa di cui Parma era solo un'appendice. Il sovrano napoletano aveva ordinato l'occupazione delle città papali di Benevento e Pontecorvo, mentre il monarca francese si impadroniva di Avignone con la forza [1].
Matrimonio
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Il 6 giugno 1769, vennero ufficialmente annunciate le nozze di Ferdinando I di Parma con l'arciduchessa Maria Amalia d'Asburgo-Lorena, cinque anni più grande del duca, sesta figlia di Maria Teresa d'Austria. La scelta non fu casuale: il ministro du Tillot non aveva visto affatto di buon occhio il progettato connubio, avendone intravisto le remote implicazioni politiche. Un'altra possibile candidata fu Maria Beatrice d'Este, unica figlia del duca Ercole III di Modena; questo matrimonio avrebbe significato l'unione della città modenese al ducato parmense e ciò non era stata approvato da Carlo III di Spagna che pensava, invece, a una principessa di Casa Savoia. Naufragato questo progetto e anche i due successivi promossi da Étienne François de Choiseul, ministro francese, che coinvolgevano prima l'arciduchessa Maria Elisabetta d'Austria, quinta figlia dell'imperatrice austriaca, di otto anni più vecchia di Ferdinando, e poi una principessa d'Orléans, partito economicamente eccezionale.
Imponendo come sposa la più ribelle delle sue figlie, l'imperatrice Maria Teresa confidava certo che l'abbinamento con il placido Ferdinando ne avrebbe attutito le punte caratteriali, ma soprattutto era decisa a non lasciarsi sfuggire una così propizia occasione per ampliare la sua presenza nella penisola. Non è detto, infatti, che il comportamento umorale e volubile ben presto manifestato dalla duchessa non rispondesse in realtà alle direttive e al gioco politico che l'Austria conduceva abilmente in Italia alla metà del XVIII secolo. Certo tra la presentazione della proposta ufficiale di matrimonio e la cerimonia, celebrata per procura il 27 giugno 1769 a Vienna, passarono ben quindici mesi, intervallo più che sufficiente perché Maria Amalia avesse più di qualche sentore dell'opposizione che il ministro du Tillot aveva mosso alla sua candidatura e decidesse fin da allora di vendicarsene.
Il conflitto tra i due non tardò a manifestarsi in modo eclatante e visto con sempre maggiore preoccupazione dalle corti europee che tutelavano il Ducato di Parma e che erano ben consce del valore del du Tillot. In effetti la coppia ducale che si era formata metteva insieme due principi di carattere e personalità diverse: Ferdinando appariva debole, timoroso della moglie, religioso fino allo scrupolo, dominato anche pubblicamente dai capricci di lei. Quest'ultima, che dalla madre imperatrice aveva recepito solo l'orgoglio di principessa tedesca, faceva pesare l'aver accondisceso a una sistemazione di livello tanto più basso del suo usando un dispotismo le cui connotazioni di puro capriccio finivano per rasentare il cattivo gusto. Il comportamento privato e, soprattutto, pubblico, che la nuova duchessa conduceva era definito come deplorevole, al punto da irritare la stessa Maria Teresa, i cui ripetuti richiami tuttavia non ottennero alcun effetto.

Nel novembre 1770 nacque la primogenita dei duchi di Parma, Carolina Maria Teresa, sposata poi con il principe Massimiliano di Sassonia, nel 1773 l'erede al trono ducale Ludovico, poi re di Etruria, nel 1774 Maria Antonia, badessa delle orsoline a Roma, nel 1777 Carlotta Maria, nel 1783 Filippo e nel 1787 Maria Luisa, quest'ultimi vennero al mondo frutto dei rari incontri di Ferdinando e Maria Amalia che ormai di fatto vivevano separati, impegnati in frenetici spostamenti tra le dimore di Sala, Colorno e la corte di Parma.

La tregua voluta da Luigi XV di Francia per fermare gli scontri tra la duchessa Maria Amalia e il ministro, francese, du Tillot, terminò. Già nel corso del 1770 la lotta, sorda e occulta, della duchessa e del partito antifrancese contro du Tillot era ripresa, acuita e quasi segnata nell'esito dalla crisi del governo a Versailles e dalla disgrazia di Choiseul, allontanato alla fine del 1771. Trame segrete della duchessa, legami personali ma certo anche redistribuzione dei giochi di potere all'interno della Francia ed in Europa, segnarono il destino inevitabile del du Tillot, da lui del resto acutamente previsto: sospeso il 7 settembre 1771, sostituito il 3 novembre successivo, egli lasciò Parma il giorno 19 dello stesso mese e il suo duca, ormai saldamente controllato dalla Spagna e dalla moglie. Nel giro di pochi anni vennero annullate le leggi così faticosamente introdotte nell'età precedente: il ripristino dei privilegi ecclesiastici avvenne con un ritocco della Prammatica nel 1774, con la riapertura dei conventi già soppressi, nel 1778, e con la riammissione dei gesuiti nel 1793 [1].
Rivoluzione francese
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Nel 1789 scoppiò a Parigi la Rivoluzione francese che portò poi all'esecuzione di re Luigi XVI, lontano cugino di Ferdinando, e della consorte Maria Antonietta, sorella minore della duchessa Maria Amalia. Allo scoppio delle guerre rivoluzionarie francesi, Ferdinando I si dichiarò neutrale nel 1794 [2]. Due anni più tardi, nel maggio 1796, il duca di Parma concesse alle truppe napoleoniche, dirette verso Milano, di passare attraverso i territori di Parma [3]. Nell'estate del 1799 poi il ducato venne invaso dai francesi e qui fu il ministro parmense Pietro Cavagnari a farvi fronte. La vittoria francese nella battaglia di Marengo l'anno seguente eliminava l'Austria da ogni sfera d'influenza sul medio corso del Po; iniziò così la vera e propria occupazione francese mirata a garantire, attraverso il Parmense, un comodo collegamento tra la Cisalpina e il mare attraverso il passo della Cisa.
Nel 1801, con la successiva conquista napoleonica dell'Italia, la Spagna si vide costretta a cedere alla Francia, Parma, la Luisiana americana e sei vascelli da guerra. In cambio il futuro Impero francese innalzava la Toscana, allora granducato, a regno, allontanando da Firenze, con il trattato di Lunéville, siglato il 9 febbraio 1801, l'allora granducato Ferdinando III d'Asburgo-Lorena e offrendo a Ferdinando I la nuova corona del Regno di Etruria; quest'ultimo però rifiutò il trono e con il trattato di Aranjuez, firmato il 21 marzo 1801, sottoscritto dal ministro spagnolo Manuel Godoy e da Luciano Bonaparte, plenipotenziario francese a Madrid, sancì la rinuncia perpetua del duca agli stati parmensi in favore della repubblica francese, attribuendo in compenso la Toscana, ora Regno d'Etruria. Con la rinuncia di Ferdinando, il titolo regio passò al figlio Ludovico, che divenne Ludovico I di Etruria [1].
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Ferdinando, anche se ancora sul trono di Parma e Piacenza, di fatto non governava più il suo ducato il quale era quasi pienamente occupato ed amministrato da personalità francesi. Il sovrano inoltre soffriva di dolori ed era malinconico. L'anno e mezzo che seguì l'imprevista resistenza ducale offriva alla considerazione, e non solo dei contemporanei, la vista paradossale di un principe perennemente sotto tutela cui solo gli esiti di una rivoluzione davano per la prima volta nella vita il gusto e la possibilità dell'affrancamento dalla dipendenza dalle altre potenze europee. Di fatto l'attivitàdiplomatico messo in atto in quei pochi mesi ostacolò a tal punto i progetti francesi da suscitare più di qualche ragionevole sospetto circa la causa della morte, improvvisa, del duca Ferdinando I, avvenuta il 9 ottobre 1802 presso Fontevivo (Parma) e per la quale si parlò apertamente di un intervento francese. La fragile reggenza che tentò di succedere e di cui facevano parte il ministro Schizzati e la duchessa Maria Amalia non valse ad evitare il passaggio di Parma al dipartimento del Taro, sotto l'amministrazione di Médéric Louis Élie Moreau de Saint-Méry [1].
Matrimonio e discendenza
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La coppia ebbe tali figli:
- Carolina di Borbone-Parma (22 novembre 1770 - 1º marzo 1804);
- Ludovico I di Etruria (5 agosto 1773 - 27 maggio 1803);
- Maria Antonia Gioseffa di Borbone-Parma (28 novembre 1774 - 20 febbraio 1841);
- Carlotta di Borbone-Parma (7 settembre 1777 - 5 aprile 1826);
- Filippo di Borbone-Parma (22 maggio 1783 - 2 luglio 1786);
- Maria Luisa di Borbone-Parma (17 aprile 1787 - 22 novembre 1789);
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze straniere
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Italo Farnetani, La Toscana dei Borbone culla della pediatria italiana e mondiale, "Accademia Maria Luisa di Borbone", Viareggio - Grafiche Ancora, 2014. ISBN 978-88-95407-23-4
- Adele Vittoria Marchi, Parma e Vienna, ed. Artegrafica Silva, Parma, 1988
- (FR) Elisabeth Badinter, L'infant de Parme, ed. Fayard, 2008
- Giuseppe Bertini, L'appartamento del duca Ferdinando a Colorno dipinto da Antonio Bresciani, Colorno, TLC, 2000.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ferdinando I di Parma
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ferdinando di Borbone duca di Parma e di Piacenza, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Ferdinando (duca di Parma, Piacenza e Guastalla), su sapere.it, De Agostini.
- Marina Romanello, FERDINANDO di Borbone, duca di Parma, Piacenza e Guastalla, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 46, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996.
- Opere di Ferdinando I di Parma, su MLOL, Horizons Unlimited.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 37186083 · ISNI (EN) 0000 0000 5489 9892 · SBN IEIV053904 · BAV 495/61876 · CERL cnp01386759 · LCCN (EN) n80046437 · GND (DE) 12844651X · BNE (ES) XX1517574 (data) · J9U (EN, HE) 987007424943305171 |
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