Episodi de I Medici (seconda stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: I Medici (serie televisiva).

La seconda stagione della serie televisiva I Medici, intitolata I Medici - Lorenzo il Magnifico (Medici: The Magnificent) e composta da otto episodi, è stata trasmessa in prima visione mondiale in Italia dal 23 ottobre al 13 novembre 2018 su Rai 1.[1] I primi due episodi sono stati pubblicati in anteprima il 18 ottobre 2018 su Rai Play.

In lingua originale, la stagione è stata distribuita negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Irlanda, in Canada, a Taiwan e in India il 25 gennaio 2019 su Netflix.

Titolo originale Titolo italiano Prima TV Italia
1 Old Scores Vecchi rancori 23 ottobre 2018
2 Standing Alone Un uomo solo
3 Obstacles and Opportunities Ostacoli e opportunità 30 ottobre 2018
4 Blood with Blood Il sangue versato
5 Ties That Bind Legami 6 novembre 2018
6 Alliance Alleanza
7 Betrayal Tradimento 13 novembre 2018
8 Mass Consacrazione

Vecchi rancori[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

10 maggio 1469. Vent'anni dopo (i fatti della prima stagione). Sulla via per Firenze Lorenzo, nipote di Cosimo, con il fratello Giuliano e il vecchio padre Piero vengono assaliti da alcuni sconosciuti ma riescono a salvarsi e una volta tornati in città si confrontano con Jacopo de' Pazzi, figlio di Andrea, che incolpa i veneziani scontenti per la loro alleanza con il Ducato di Milano. A Lorenzo torna in mente una scena di quando era bambino in cui sua nonna Contessina de' Bardi lo indicava come futura guida della famiglia. Bianca, figlia maggiore di Piero, ha una relazione segreta con Guglielmo de' Pazzi, nipote di Jacopo. L'altro nipote Francesco de' Pazzi torna da Roma dopo aver risolto alcuni problemi e dà la notizia della malattia del papa. Il duca Galeazzo Maria Sforza va in visita da Piero e gli spiega che visto che non riesce a saldare il debito di suo padre in denaro lo aiuterà con i suoi uomini. Nella stanza dell'osteria dove alloggiavano i banditi Giuliano e Sandro Botticelli trovano il sigillo dei Pazzi. Durante un diverbio Giuliano ferisce Jacopo e Francesco lo fa arrestare dalle guardie; Bianca e Guglielmo vogliono allentare la tensione tra le famiglie. Intanto i mercanti inveiscono contro Lorenzo perché suo padre sta revocando i prestiti viste le difficoltà finanziarie. Lorenzo si conforta tra le braccia dell'amata Lucrezia Donati. Davanti ai priori Jacopo riesce a difendersi dall'accusa di aver commissionato l'agguato ai Medici provando che il sigillo fosse riciclato e così Lorenzo è costretto a chiedere scusa per salvare il fratello. Intanto i Pazzi propongono ai mercanti di accollarsi il loro debito a un interesse minore danneggiando ulteriormente i Medici e Giuliano in un vicolo viene pestato dagli scagnozzi di Francesco. Lorenzo, senza dire nulla al padre, fa convocare i priori e i Pazzi a palazzo chiedendo loro aiuto per salvare Firenze mettendo da parte le rivalità: prenderà il comando della banca e il seggio nella Signoria al posto del padre, revocherà le richieste di restituzione dei prestiti e rimanderà indietro l'armata del duca Sforza; votano tutti a favore di questa proposta e Lorenzo accetta l'offerta di messer Soderini di un'alleanza tra le loro famiglie con il matrimonio di suo figlio Bastiano con Bianca (13 maggio).

Un uomo solo[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzo da bambino ascolta gli insegnamenti di vita di Contessina e Marco Bello.

Giuliano contesta la scelta di Lorenzo di "mettere a riposo" loro padre il quale si sente profondamente tradito. Lorenzo va a Roma con la madre Lucrezia per trattare una dilazione con il Papa. I Pazzi vogliono i conti di sua santità e decidono di ostacolare i Medici chiedendo aiuto a loro cugino Salviati che lavora per la Curia.

Roma, 21 maggio. Lorenzo, accompagnato da suo zio Carlo (figlio illegittimo di Cosimo e della schiava veneziana Maddalena) incontra papa Paolo II, i cardinali Orsini e Della Rovere e Salviati ma sua santità nega l'aiuto ammonendolo che se non ripagherà la madre chiesa all'istante perderà i conti del Papato. Bianca rimane basita quando Bastiano Soderini le parla del loro fidanzamento. Giuliano accompagna l'amico Sandro a riscuotere del denaro per un dipinto da messer Vespucci e i due rimangono affascinati da sua moglie Simonetta che il pittore ritrarrà nella Nascita di Venere. Intanto Lorenzo viene invitato dal cardinale Della Rovere a una festa dove ha modo di conoscere Clarice Orsini, nipote del cardinale e nobile di famiglia. La madre Lucrezia dice che deve sposarla e che ne ha già parlato con Della Rovere ma Padre Carlo li avvisa che la ragazza è intenzionata a prendere i voti; Lorenzo prova a convincere la giovane ma non ci riesce. I Pazzi vengono a sapere da Salviati che il papa ha rifiutato di aiutare Lorenzo.

Firenze, 24 maggio. Lorenzo prova a parlare con Bianca che però non ne vuole sentire di sposare Bastiano. Lucrezia, che è rimasta a Roma ad esercitare la diplomazia, ottiene il sì del cardinale Orsini alle nozze tra Lorenzo e Clarice e l'appoggio alla banca in cambio della nomina di Rinaldo, fratello della ragazza, ad arcivescovo di Firenze e così Padre Carlo prova a convincere Clarice. Lucrezia caccia Lorenzo quando le dice di voler sposare la Orsini per convenienza.

25 maggio. La giostra tra Giuliano e Guglielmo finisce in pareggio perché il Medici lo risparmia sapendo della relazione con sua sorella mentre Lorenzo riesce a battere Francesco e a vincere l’elmo d’argento. Orsini persuade il papa malato a concedere una dilazione ai Medici e Carlo fa le veci di Lorenzo al matrimonio per procura con Clarice ma il Medici non fa in tempo a comunicare la notizia al padre morto nel letto.

Ostacoli e opportunità[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Papa Paolo II muore per un attacco di cuore e viene sostituito dal cardinale della Rovere ma Lorenzo dice a Lucrezia che è preoccupato perché il nuovo papa Sisto IV ha cambiato atteggiamento nei suoi confronti. A Milano proroga il debito al duca Galeazzo Sforza in cambio della deviazione per Bologna delle merci dirette a Firenze così da poterci guadagnare di più. Botticelli propone a Simonetta Vespucci di raffigurarla nel suo nuovo dipinto e chiede il permesso al marito. Il papa dice a Salviati di comunicare allo zio Jacopo che non intende mettersi contro i Medici senza un valido motivo. Clarice arriva finalmente a Firenze per andare a vivere al palazzo dei Medici. Lorenzo viene avvertito da Soderini che l'arcivescovo di Pisa è morto e così come sostituito individua il suo precettore Gentile de' Becchi ma nel contempo Salviati si propone al Papa. Da Volterra arriva in visita Stefano Maffei con il figlio Antonio mentre Lucrezia incontra Clarice e ha una buona impressione di lei. Lorenzo e la moglie rendono piacevole la loro prima notte consumando anche se poi lui continuerà a vedere anche Lucrezia, moglie del mercante Nicolò Ardinghelli che è spesso in Oriente per affari. Bianca dice a Lorenzo che ama Guglielmo de' Pazzi e propone di allearsi con la sua famiglia ma lui non ne vuole sentire; i due ragazzi fuggono ma Lorenzo riesce a riportarli a casa di fronte alla minaccia di Francesco di rendere pubblico lo scandalo se non avesse annullato l'accordo con il duca di Milano. Anche Giuliano corteggia la Vespucci e riesce a baciarla. Il papa a sorpresa nomina Salviati arcivescovo di Pisa e Lorenzo gli fa aprire le porte della città solo dopo aver ottenuto il sì da Jacopo al matrimonio tra Guglielmo e Bianca mentre messer Soderini otterrà dei benefici dagli accordi commerciali con Milano. Durante la votazione Francesco vota a sorpresa a favore del trattato stipulato da Lorenzo con il duca di Milano.

Il sangue versato[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Anni prima Jacopo aveva separato con la forza i suoi nipotini dai Medici davanti a Contessina e Marco Bello quando Guglielmo e Bianca erano già promessi sposi.

Lorenzo si reca a Volterra con messer Maffei per parlare con i priori: la sua banca venderà il loro allume e terrà sotto protezione la città. Propone poi al nobile veneziano Foscari di far sposare suo fratello Giuliano con sua figlia Novella per entrare anche in buoni rapporti con il Doge. Durante il matrimonio di Guglielmo e Bianca propone poi a Francesco di collaborare nell'affare dell'allume ma Jacopo si infuria. Clarice è gelosissima ma Lorenzo non riesce a lasciare Lucrezia. Botticelli ritrae Simonetta e Giuliano in Venere e Marte. Qualcuno a Volterra con la regia dei Pazzi ha trattato anche con Venezia per l'allume e quindi i Medici decidono per un intervento; Lorenzo riesce a farsi dare da Francesco il nome del mercante traditore Baldelli che però viene trovato morto dai due. A Volterra Maffei viene ucciso a coltellate davanti agli occhi del figlio e Jacopo ottiene dal consiglio la dichiarazione di guerra: la città viene messa a ferro e fuoco dai soldati guidati da Federico da Montefeltro con al suo fianco Luca Soderini e Giuliano che al ritorno a Firenze si bacia ancora con Simonetta. Intanto Clarice rema contro al marito proponendo a Foscari di far sposare Novella con Francesco. Lorenzo dice a Clarice che è un privilegio averla come moglie.

Legami[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo. Lorenzo è diventato padre di Piero di cui Francesco, sposatosi con Novella Foscari, è padrino, Bianca aspetta un figlio da Guglielmo e Giuliano ha una relazione segreta con Simonetta. Lorenzo vuole allargarsi comprando la città di Imola da Galeazzo Sforza ma per conto del papa interviene Salviati che minaccia il duca di scomunica e isolamento se non cederà la città allo Stato Pontificio visto anche il matrimonio di sua figlia Caterina Sforza con Girolamo Riario, nipote del Papa. Lorenzo, visto il rifiuto del fratello per gelosia, chiede a Francesco di governare Imola ma suo zio cerca di aprirgli gli occhi riguardo a Lorenzo e Novella. Il papa si vede rifiutare il prestito dalla banca dei Medici per comprare Imola come dono nuziale per suo nipote. Vespucci scopre che Botticelli vuole raffigurare ancora sua moglie in altri dipinti e per gelosia glielo vieta; il pittore e Giuliano finiscono per mettersi le mani addosso per la donna. Francesco accusa Lorenzo di averlo ingannato, caccia di casa sua moglie perché avrebbe fatto la spia e torna dallo zio. Salviati convince il papa a ritirare il conto dalla banca dei Medici e ad affidarlo a quella dei Pazzi ma sono esclusi i profitti dell'allume. Nel frattempo Bianca partorisce la piccola Giovanna.

Alleanza[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Andrea Foscari è furioso per il trattamento riservato a sua figlia e Lorenzo cerca di fare un'alleanza con lui e Sforza. I Pazzi intanto stanno creando disordini a Città di Castello per sollevare il popolo contro il gonfaloniere fedele ai Medici Niccolò Vitelli; Giuliano lo difende da un assalto consigliandogli di abbassare le tasse e la famiglia dona soldi per aiutare i poveri. Jacopo decide di candidarsi a gonfaloniere contro Petrucci che è ritenuto troppo vicino ai Medici e con ricatto vuole convincere Luca Soderini a votare per lui. Simonetta dice all'insistente Giuliano che non c'è mai stato niente tra di loro. Lorenzo per incontrare da solo il papa finge di volersi confessare: Sisto IV dice di volere Città di Castello e di non aver insistito per revocare il contratto sull'allume cacciando così il Medici. Clarice trova delle poesie scritte da Lorenzo per Lucrezia e le consegna alla ragazza chiedendo di aiutare il marito. Botticelli termina Venere e Marte e consegna il dipinto ai Vespucci. Francesco per avere il voto di Vespucci gli rivela il tradimento della moglie con Giuliano e così il mercante decide di rinchiudere la donna nei sotterranei. Soderini ha un ripensamento e viene accoltellato perché non vuole votare per Jacopo ma viene detto che il mandante è Lorenzo. Giuliano a Milano si accorda con il Duca, e così anche con Venezia, per garantire la sicurezza di Firenze mentre Lorenzo dissuade l'armata papale di Giuliano Della Rovere, nipote del Papa, dall'attacco a Città di Castello in cambio del pagamento di un riscatto da parte del borgo con i soldi della sua banca. Giuliano fa irruzione a casa di Vespucci e, quando il mercante minacciato lo conduce nei sotterranei, trova Simonetta che gli muore stremata tra le braccia. Lucrezia riesce a convincere il marito Ardinghelli a votare a favore di Petrucci e lo comunica a Lorenzo che chiede a Bastiano Soderini di prendere il posto del padre nel consiglio ottenendo così la rielezione di Petrucci. Il duca Galeazzo Sforza viene accoltellato a tradimento da Lampugnani e altri due nobili davanti alla moglie Bona di Savoia e al figlio nella basilica di Santo Stefano Maggiore.

Tradimento[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzo e Francesco da bambini litigano e vengono alle mani; Jacopo rimprovera il Medici davanti a Contessina la quale inizia a perdere sangue dal naso e sviene.

Lorenzo pensa che i Pazzi stiano tramando contro la sua famiglia poiché Francesco si è recato a Roma in gran segreto. Alla curia un testimone ascolta Francesco, Salviati e il conte di Montesecco, condottiero che aveva partecipato all'assedio di Città di Castello, mentre stanno tramando per uccidere Lorenzo e Giuliano e, una volta scoperto, viene inseguito e ucciso da Montesecco nella biblioteca davanti a Carlo de' Medici che viene imprigionato. Lorenzo viene convocato per un colloquio dal papa per Pasqua e aspetta notizie da Carlo; Giuliano ubriaco litiga nuovamente con Sandro per Simonetta. Rifiutato il presunto invito con una scusa, è Clarice a recarsi a Roma appoggiata dallo zio cardinale e chiede di incontrare Carlo, delegato dai Medici a rappresentarli nelle trattative di pace con il Papa.
Firenze, 31 marzo 1478. In città sono ospiti Bona di Savoia, reggente del Ducato di Milano, e il figlio Gian Galeazzo Maria Sforza che ha 7 anni e deve succedere al padre. Salviati e Montesecco convincono il papa a finanziare una spedizione guidata da Riario contro i Medici, ancora forti del trattato con Venezia e Milano. Clarice riesce a incontrare lo zio di Lorenzo il quale, minacciato da Montesecco, deve rimanere sul vago e la rassicura dicendole che verrà a Firenze in missione diplomatica con il cardinale Raffaele Riario, nipote del Papa. Jacopo spiega il piano a messer Vespucci, Antonio Maffei da Volterra, Bernardo Bandini e Girolamo Riario: Sisto IV ha autorizzato la banca dei Pazzi a sovvenzionare un'armata che partirà da Imola sotto il comando del conte Riario mentre Montesecco guiderà un'avanguardia di 50 uomini i quali si camufferanno da scorta di Raffaele Riario e durante il pranzo di benvenuto al cardinale i Medici verranno uccisi cosicché Jacopo stesso, occupando il palazzo del governo, possa essere proclamato nuova guida di Firenze. In città il cardinale Riario, all'oscuro del complotto, arriva con Salviati e non con Carlo facendo insospettire Lorenzo e Clarice. Lorenzo invita al banchetto Sandro che è scontento per la poca attenzione che il mecenate avrebbe nei suoi confronti mentre parrebbe avere più interesse per il giovane Leonardo, anch'esso allievo del Verrocchio, al quale vorrebbe offrire un incarico presso la curia. Intanto Giuliano si sta perdendo nell'alcol a causa della morte di Simonetta e Vespucci dice a Jacopo che vuole la morte del Medici. Durante il banchetto Montesecco sta per pugnalare Lorenzo mentre questo sta presentando Botticelli al cardinale ma si ferma quando capisce che non può uccidere anche Giuliano perché assente. Jacopo decide così di rimandare tutto alla messa della domenica nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore ma Montesecco si rifiuta categoricamente di compiere un atto tanto efferato in una chiesa durante una funzione religiosa. Giuliano dice a Lorenzo che ha sentito dire per strada che l'armata del papa da Imola sta marciando su Firenze. Guglielmo riceve una lettera da Francesco e dice a Bianca che si tratta di faccende della banca prima di gettarla nel fuoco. Prima di entrare in chiesa Lorenzo, allertato ancora da Giuliano, incarica Bastiano Soderini di un compito e Francesco abbraccia i fratelli Medici constatando che non hanno l'armatura.

Consacrazione[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica 26 aprile, il giorno della Congiura dei Pazzi. Francesco, Vespucci, Maffei e Bandini durante la messa nel Duomo si mettono dietro ai fratelli Medici mentre Lucrezia, Clarice, Jacopo e i coniugi Ardinghelli si mettono dall'altro lato e Guglielmo invece, avvertito il pericolo, rimane con Bianca nella navata. Intanto Salviati esce dal Duomo e raggiunge Montesecco per incontrare il gonfaloniere Petrucci al Palazzo dei Priori.
Al momento dell'elevazione solenne dell'ostia da parte del cardinale, Giuliano viene trafitto al petto da Francesco e Vespucci mentre Lorenzo viene solo ferito di striscio al collo da Maffei e Bandini e, riuscendo a liberarsene, si rifugia nella sagrestia insieme Clarice, Lucrezia e Francesco Nori che, ferito da Vespucci, muore dissanguato poco dopo. Jacopo dice a Maffei di assicurarsi che Lorenzo sia morto dissanguato ma i congiurati non riescono a sfondare la pesante porta e così raggiungono Piazza della Signoria. Un bambino del coro rimasto a vedere l'agguato in chiesa dice che non c'è più pericolo: Lorenzo esce così dalla sagrestia e per terra trova Giuliano che all'arrivo di Sandro gli chiede scusa prima di morire. Nel frattempo Salviati e Montesecco spodestavano Petrucci e Jacopo annunciava al popolo accorso in piazza di aver liberato Firenze dai Medici. I fratelli Cavalcanti però, allertati da Bastiano, chiudono le porte del Palazzo dei Priori isolando Salviati e Montesecco mentre in piazza spunta Lorenzo con Botticelli: il popolo si schiera dalla sua parte, Bastiano suonando le campane dà l'allarme per far chiudere le porte della città e i traditori vengono presi a sassate. Bianca se la prende con Guglielmo per non aver cercato di impedire la congiura e lui si difende dicendo che la lettera che aveva ricevuto dal fratello era un invito alla villa di famiglia e che lui aveva così intuito il pericolo. Lorenzo chiede che venga sterminata tutta la famiglia Pazzi, che vengano cancellati dalla storia e che i loro beni vengano regalati al popolo. I Cavalcanti e altri uomini liberano il Palazzo arrestando Salviati e Montesecco e così Lorenzo ne prende il comando chiedendo a Petrucci di reclamare appoggio militare a Venezia e Milano come previsto dal trattato. Francesco, fermato dai fiorentini mentre tentava la fuga, Jacopo, arrestato da Lorenzo vicino alla porta Nord, e Salviati vengono impiccati ed appesi alla facciata del Palazzo dei Priori mentre Montesecco può morire da soldato passato per la spada. I fiorentini fanno razzia dei beni dei congiurati e Botticelli si dispera perché vede andare a fuoco il suo dipinto Venere e Marte. Lorenzo se la prende anche con Guglielmo ma Bianca lo difende dicendo che lui non sapeva della congiura. Sandro e Clarice chiedono a Lorenzo di far tornare la pace in città. Girolamo Riario, le cui truppe erano arrivate in ritardo fuori Firenze, riferisce allo zio Sisto IV che la congiura è fallita e che Raffaele è ostaggio dei Medici: il papa ordina così di chiamare subito un messaggero. Lorenzo decide di risparmiare Guglielmo esiliandolo e Bianca sceglie di seguirlo. Intanto Botticelli fa vedere a Lorenzo che sta iniziando a dipingere la Primavera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Magnifico irrompe su Raiuno. Dal 23 ottobre tornano i Medici, Leggo, 10 ottobre 2018. URL consultato il 15 ottobre 2018.
  2. ^ a b Ufficio Stampa - Ascolti e share, su www.ufficiostampa.rai.it, 24 ottobre 2018. URL consultato il 24 ottobre 2018.
  3. ^ a b Ufficio Stampa - Ascolti e share, su www.ufficiostampa.rai.it, 31 ottobre 2018. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  4. ^ a b Ufficio Stampa - Ascolti e share, su www.ufficiostampa.rai.it, 7 novembre 2018. URL consultato il 7 novembre 2018.
  5. ^ a b Ufficio Stampa - Ascolti e share, su www.ufficiostampa.rai.it, 14 novembre 2018. URL consultato il 14 novembre 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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