Diocesi di Ginevra

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Diocesi di Ginevra
Dioecesis Gebennensis seu Genevensis
Chiesa latina
Façade de la cathédrale Saint-Pierre de Genève 2009-07-11.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Vienne
Parrocchie ca. 500 (nel 1764)
Erezione IV secolo
Soppressione 30 gennaio 1821
Unita alla diocesi di Losanna
Cattedrale San Pietro (Ginevra)
San Pietro (Annecy)
Dati dall'Annuario pontificio (ch)
 
La cattedrale di San Pietro a Annecy

La diocesi di Ginevra (in latino: Dioecesis Gebennensis seu Genevensis) è una sede soppressa della Chiesa cattolica.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi si estendeva nell'estrema parte occidentale dell'attuale Svizzera ed in parte della Savoia francese. Il Dizionario storico della Svizzera, così descrive il territorio diocesano:

«La diocesi comprendeva a nord la parte occidentale del Paese di Vaud, dall'Aubonne al Giura, dove confinava con le terre dell'abbazia di Saint-Claude; a ovest la valle della Valserine, che formava - con il piede del Giura vodese, il Pays de Gex e la sponda destra del Rodano - il decanato di Aubonne, limitrofo all'arcidiocesi di Lione; a sud ovest la valle del Séran e la bassa valle del Rodano, da Seyssel al lago del Bourget, formavano il decanato di Ceyzérieu; a sud, sulla sponda sinistra del Rodano, il decanato di Rumilly coincideva all'incirca con le valli degli Usses e del Chéran, mentre il decanato di Annecy copriva tutto il bacino del lago omonimo e confinava a meridione con la diocesi di Grenoble e l'arcidiocesi della Tarantasia; a sud est, il decanato di Sallanches era composto dalla valle dell'Arve e dal Giffre, e confinava con le diocesi di Aosta e di Sion; il decanato lemanico di Allinges comprendeva tutta la valle della Dranse e dei suoi affluenti ed era limitato a est dalla diocesi di Sion; più vicini a Ginevra, i decanati di Annemasse e di Vuillonnex annoveravano diversi edifici importanti, come la collegiata di Viry. A questi si aggiungeva la città episcopale, che riuniva sette parrocchie, il capitolo cattedrale e i conventi.»

(Dizionario storico della Svizzera)

Fino a metà del XVI secolo sede episcopale fu la città di Ginevra, dove si trovava la cattedrale di San Pietro, ora chiesa protestante. In seguito la sede fu trasferita ad Annecy, dove fungeva da cattedrale la chiesa anch'essa intitolata a San Pietro.

Nel 1764 sono censite circa 500 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi fu eretta nel IV secolo; l'antica cattedrale ed il battistero, riportati alla luce da scavi archeologici, risalgono alla seconda metà del secolo. Primo vescovo accertato è Isaac, vissuto attorno al 400 e menzionato in uno scritto di Eucherio di Lione. Dal 450 divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Vienne. Le guerre tra i principi borgognoni portarono devastazioni nella diocesi e alla distruzione dell'antica cattedrale (circa 515).

La diocesi poté riprendersi dopo che fu annessa, con il trattato di Verdun dell'843, alla Lotaringia e con il secondo regno di Borgogna (X secolo), che portò alla rinascita della vita religiosa nel territorio. Durante il X secolo i vescovi Aimone e Girardo svolsero le funzioni di cancellieri alla corte dei re di Borgogna. Nell'XI e XII secolo la diocesi vide fiorire un numero considerevole di monasteri, tra cui quello di Cluny. Inoltre, a partire dal 1124, con il trattato di Seyssel, ai vescovi di Ginevra fu riconosciuta la signoria sulla città. Inizia così il principato vescovile di Ginevra, che dura fino alla metà del XV secolo, quando la Casa Savoia si impossessò dell'autorità politica, che mantenne fino alla rivoluzione francese.

Dai conti della decima pontificia del 1275, si ha, per la prima volta, l'elenco completo dei territori e delle parrocchie dipendenti dalla diocesi, per un numero complessivo di 387, distribuite in otto decanati.

Nel 1444 l'antipapa Felice V, al secolo duca Amedeo di Savoia, si impossessò della diocesi, che mantenne anche dopo aver rinunciato al papato. Con lui inizia una serie di vescovi del casato sabaudo che governarono la diocesi fino agli inizi del Cinquecento.

Con la riforma protestante a Ginevra si imposero le idee di Giovanni Calvino. Nel 1533 il vescovo Pierre de La Baume fu costretto a lasciare la città e né lui né i suoi successori vi faranno mai più ritorno. Nel 1569 la sede vescovile fu trasferita ad Annecy (oggi in territorio francese), dove nel 1771 la chiesa di San Francesco, che già ospitava dal XVI secolo il capitolo dei canonici, divenne la nuova cattedrale diocesana con il titolo di San Pietro. Grande impegno per la riconquista cattolica di parte del territorio della diocesi è dovuta all'azione di san Francesco di Sales, mentre al vescovo Jean d'Arenthon d'Alex spetta la fondazione del seminario nel 1663.

La rivoluzione francese segnò la svolta per la storia della diocesi. La diocesi di Ginevra-Annecy fu soppressa e al suo posto fu creata dal governo rivoluzionario la diocesi del Monte Bianco, che corrispondeva al nuovo dipartimento omonimo (oggi non più esistente). L'ultimo vescovo, Joseph-Marie Paget, si rifugiò a Torino. La soppressione del culto cattolico nel 1794 impedì anche al vescovo costituzionale, François-Thérèse Panisset, di fare opera pastorale.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 la diocesi fu soppressa ufficialmente e le parrocchie cattoliche dell'antica diocesi di Ginevra furono incorporate nella diocesi di Chambéry, il cui vescovo ebbe il titolo di vescovo di Ginevra. Nel 1803 fu riaperta al culto cattolico la chiesa di San Germano a Ginevra, dove, per la prima volta dopo quasi un secolo e mezzo, fu celebrata una messa.

Il 30 settembre 1819 papa Pio VII con il breve Inter multiplices scorporò dal territorio dell'arcidiocesi di Chambéry le parrocchie cattoliche del canton Ginevra e le unì alla diocesi di Losanna. Il 30 gennaio 1821 con il breve Temporum vices del medesimo papa il titolo di vescovo di Ginevra fu concesso ai vescovi di Losanna.

Nel 1864 Gaspard Mermillod fu nominato vescovo ausiliare di Losanna, con residenza a Ginevra; nel 1873 assunse il titolo di vicario apostolico della città. Questa nomina, che fu interpretata come un tentativo di ripristinare l'antica sede ginevrina, convinse il Consiglio federale svizzero ad espellere il Mermillod.

Oggi il titolo vescovile di Ginevra continua nella diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico catalogo dei vescovi ginevrini, che nella sua redazione originaria si ritiene risalente all'XI secolo, era contenuto in una bibbia della chiesa Saint-Pierre di Ginevra. Dubbi sorgono sulla genuinità dell'elenco, per la corruzione di molti nomi, per la presenza di nomi spuri e per l'assenza di vescovi sicuri.[1]
Diversi autori e storici locali si sono cimentati, nel corso dei secoli, nella stesura di un catalogo di vescovi, inserendo nomi di vescovi dubbi o spuri, soprattutto per colmare il vuoto nella cronotassi ginevrina dei primi quattro secoli;[2] la presente serie riporta i nomi dei vescovi documentati dalle fonti storiche.

  • Isacco † (menzionato nel 400 circa)[3]
  • San Salonio I † (prima del 440 - dopo il 455/460 circa)[4]
  • Eleuterio e Teoplasto † (menzionati nel 470 o 475 circa)[5]
  • Domiziano † (seconda metà del V secolo)[6]
  • Massimo † (eletto circa 513 - dopo il 518/523)[7]
  • Pappolo I † (prima del 541 - dopo il 549)[8]
  • Salonio II † (prima del 570 - dopo il 573)[8]
  • Cariatto † (eletto nel 584 - dopo il 585)
  • Rusticio o Patrizio (?) † (menzionato nel 601/602)[9]
  • Abeleno † (menzionato nel 626/627)
  • Pappolo II † (menzionato nel 650)
  • Etoaldo ? † (menzionato nel 664)
  • Gauziberto ? † (menzionato nel 769/770)
  • Walterno ? † (menzionato nell'800 circa)[10]
  • Altaldo † (menzionato nell'833)
  • Aptado † (menzionato nell'838)[11]
  • Bosone † (menzionato nell'847)[12]
  • Albamauro † (menzionato nell'859)[13]
  • Ansigiso o Ansegiso † (menzionato nell'877)
  • Optando † (menzionato nell'882)
  • Bernardo † (menzionato nell'892)
  • Riculfo †[14]
  • Franco † (menzionato nel 906)
  • Adelgaudo † (menzionato nel 927)
  • Aimone † (prima del 943 - dopo il 950)
  • Girardo † (prima del 958 - dopo il 978)
  • Hugues † (prima del 993 - dopo il 1020)
  • Konrad †
  • Adalgod †
  • Bernard †[15]
  • Frédéric † (prima del 1030 circa - dopo il 1073 circa)[16]
  • Boczadus †[17]
  • Guy de Faucigny † (prima del 1083 - 1º novembre 1119 o 1120 deceduto)
  • Humbert de Grammont † (prima del 1124 - 31 ottobre 1135 deceduto)
  • Ardutius de Faucigny † (prima del 1140 - dopo il 25 luglio 1185 deceduto)
  • Nantelme † (prima del 19 novembre 1185 - dopo il 13 febbraio 1206 deceduto)
  • Bernard Chabert † (1206 - ottobre 1212 nominato arcivescovo di Embrun)
    • Pierre (de Sessons ?) † (1213 - dopo il 7 agosto 1213 dimesso) (vescovo eletto)
  • Aymo di Grandson † (1215 - 1260 dimesso)
  • Heinrich, O.S.B.Clun. † (6 maggio 1260 - settembre 1267 dimesso)
  • Aymon di Cruseilles † (12 febbraio 1268 - circa 26 novembre 1275 deceduto)
  • Robert di Ginevra † (11 febbraio 1276 - 14 gennaio 1287 deceduto)
  • Guillaume di Conflans † (25 novembre 1287 - 2 marzo 1295 deceduto)
  • Martin di Saint-Germain † (10 luglio 1295 - 1º dicembre 1303 deceduto)
  • Aimone di Quart † (5 ottobre 1304 - 13 ottobre 1311 deceduto)
  • Pierre di Faucigny † (4 dicembre 1311 - 28 marzo 1342 deceduto)
  • Alamand di Saint-Jeoire † (25 maggio 1342 - 1º aprile 1366 deceduto)
  • Guillaume di Marcossey † (10 aprile 1366 - 12 giugno 1377 deceduto)
  • Jean di Murol † (27 gennaio 1378 - 12 luglio 1385 nominato vescovo di Saint-Paul-Trois-Châteaux)
  • Aimar Fabri de La Roche, O.P. † (12 luglio 1385 - 8 ottobre 1388 deceduto)
  • Guillaume di Lornay † (12 ottobre 1388 - 31 ottobre 1408 deceduto)
  • Jean di Bertrand † (14 dicembre 1408 - 23 settembre 1418 nominato vescovo di Tarantasia)
  • Jean de la Rochetaillée † (23 settembre 1418 - 12 giugno 1422 nominato vescovo di Parigi)
  • Jean Courtecuisse † (12 giugno 1422 - 4 marzo 1423 deceduto)
  • François di Metz, O.S.B. † (4 marzo 1426 - 7 marzo 1444 deceduto)
  • Amedeo di Savoia † (marzo 1444 - 7 gennaio 1451 deceduto)
  • Pietro di Savoia † (9 gennaio 1451 - 21 agosto 1458 deceduto)
  • Giovanni Luigi di Savoia † (16 febbraio 1460 - 4 luglio 1482 deceduto)
  • Domenico Della Rovere † (19 luglio 1482 – 24 luglio 1482 nominato vescovo di Torino)
  • Jean di Compey † (24 luglio 1482 - 14 giugno 1484 nominato vescovo di Tarantasia)
    • Francesco di Savoia † (23 luglio 1484 - 6 ottobre 1490 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Antoine Champion † (5 novembre 1490 - 29 luglio 1495 deceduto)
  • Charles di Seyssel † (5 novembre 1509 - 12 aprile 1513 deceduto)
  • Giovanni di Savoia † (15 luglio 1513 - 8 giugno 1522 deceduto)
  • Pierre de la Baume † (10 ottobre 1522 - 1543 dimesso)
  • Louis di Rye, O.Cist. † (6 luglio 1543 - 25 agosto 1550 deceduto)
  • Philibert di Rye † (25 agosto 1550 succeduto - 1556 deceduto)
  • François di Bachod † (27 giugno 1556 - 1º luglio 1568 deceduto)
  • Ange Justiniani, O.F.M. † (13 ottobre 1568 - 1578 dimesso)
  • Claude di Granier, O.S.B. † (15 dicembre 1578 - 17 settembre 1602 deceduto)
  • San Francesco di Sales † (17 settembre 1602 succeduto - 28 dicembre 1622 deceduto)
  • Jean-François di Sales † (28 dicembre 1622 succeduto - 8 giugno 1635 deceduto)
  • Juste Guérin, B. † (28 marzo 1639 - 3 novembre 1645 deceduto)
  • Charles-Auguste di Sales † (3 novembre 1645 succeduto - 8 febbraio 1660 deceduto)
  • Jean d'Arenthon d'Alex † (4 luglio 1661 - 3 luglio 1695 deceduto)
  • Michel-Gabriel di Rossillon de Bernex † (26 agosto 1697 - 23 aprile 1734 deceduto)
  • Joseph-Nicolas Deschamps de Chaumont † (17 aprile 1741 - 2 agosto 1763 deceduto)
  • Jean-Pierre Biord † (9 luglio 1764 - 14 marzo 1785 deceduto)
  • Joseph-Marie Paget † (23 aprile 1787 - 1801 dimesso)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gallia christiana li elenca tutti, ma con le dovute cautele. Helvetia sacra e Duchesne fanno una cernita. L'antico catalogo è riportato da quest'ultimo alle pagine 225-226 della sua opera citata tra le fonti.
  2. ^ Tra i diversi autori si possono ricordare in particolare: Besson, Mémoires pour l'histoire ecclésiastique des diocèses de Genève, Tarentaise, Aoste et Maurienne, Nancy 1759; Leti, Historia Genevrina, I, Amsterdam 1886; Blavignac, Etudes sur Genève depuis l'antiquité jusqu'a nos jours, I, Ginevra 1872. Quest'ultimo autore, prima di Isacco, inserisce questa serie di vescovi (p. 349), antecedenti l'anno 381: San Nazario, San Paracoda, Pellegrino, Domnello, Iginio, Augustano, Protasio, Fronzo, Domno, Sant'Eleuterio, Telesforo, Tiburno e Diogene. Tutti questi nomi sono sconosciuti a Gallia christiana e agli autori che ne dipendono.
  3. ^ Besson, Recherches sur les origines…, p. 88.
  4. ^ Besson, Recherches sur les origines…, pp. 88-109. L'errata lettura dei testi antichi ha indotto alcuni autori italiani (Ughelli, Semeria e Gams) a considerare Salonio (chiamato anche Salomone) protovescovo di Genova.
  5. ^ Besson e Duchesne, nelle loro cronotassi, parlano solo del vescovo Teoplasto, documentato in una lettera di Sidonio Apollinare e che prese parte ad un concilio datato tra il 474 o il 475. Helvetia sacra, invece, all'anno 470, menziona due vescovi, lo stesso Teoplasto ed Eleuterio. Gallia christiana inserisce tra i due il successivo Domiziano.
  6. ^ Helvetia sacra gli assegna approssimativamente gli anni tra il 470 e il 490, mentre Besson (pp. 111-117) e Duchesne (p. 228), più cautamente, la seconda metà del V secolo. Domiziano fu presente alla scoperta delle reliquie di un sant'Innocenzo. Questo vescovo potrebbe anche precedere Teoplasto.
  7. ^ Besson, Recherches sur les origines…, pp. 117-133.
  8. ^ a b Besson, Recherches sur les origines…, p. 134.
  9. ^ Nella scoperta della reliquie di San Vittore, avvenuta a Ginevra nel 601 o 602, erano presenti tre vescovi: Iconio di Moriana, Rusticio e Patrizio. È assai improbabile che il vescovo locale non fosse presente a questo avvenimento, ma non ci sono dati per stabilire quale tra Rusticio e Patrizio fosse il vescovo ginevrino.
  10. ^ I vescovi Etoaldo, Gauziberto e Walterno sono elencati da Helvetia sacra; questi tre fanno parte di un gruppo di undici vescovi menzionati da Gallia christiana e che appartengono ad un antico catalogo episcopale ginevrino; secondo Duchesne di questi undici vescovi non esistono prove documentarie.
  11. ^ Helvetia sacra distingue, ma con il beneficio del dubbio, i vescovi Altaldo e Aptado; per Duchesne, Gallia christiana e Besson si tratterebbe invece del medesimo vescovo.
  12. ^ Documentato da un capitolare di Lotario I dell'847. Louis Dupraz, Le Capitulaire de Lothaire I, empereur : de expeditione contra Sarracenos facienda, et la Suisse romande (847), in «Zeitschrift für schweizerische Kirchengeschichte = Revue d'histoire ecclésiastique suisse» 16 (1936), pp. 241-293 (in particolare le pp. 283-284).
  13. ^ Dupraz, Le Capitulaire de Lothaire I…, p. 284 e nota 129.
  14. ^ Secondo Helvetia sacra Riculfo pontificò in anni imprecisati tra l'899 e il 906.
  15. ^ I vescovi Konrad, Adalgod e Bernard sono menzionati nell'antico catalogo ginevrino tra i vescovi Hugues e Frédéric; ma, come mostra Gallia christiana, di essi non esiste documentazione.
  16. ^ Quello di Frédéric è tra gli episcopati più lunghi di Ginevra; le fonti medievali gli attribuiscono fino a 50 anni di governo; cfr. Gallia christiana col. 392.
  17. ^ Menzionato nel catalogo ginevrino fra i vescovi Frédéric e Guy.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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