Heer (Bundeswehr)

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Deutsches Heer
Esercito Tedesco
Logo del Deutsches Heer.
Logo del Deutsches Heer.
Descrizione generale
Attiva 12 novembre 1955 - oggi
Nazione Germania Germania
Tipo Forza armata terrestre
Dimensione 61 219 (al 5 agosto 2015)[1]
255 aeroplani[2]
Motto Schützen, helfen, vermitteln, kämpfen
(Proteggere, aiutare, moderare, combattere)
Colori Verde, sabbia e bianco
Battaglie/guerre Operazioni delle Nazioni Unite in Somalia
Conseguenze delle guerre balcaniche (1995-1999)
Operazione Libelle
Guerra del Kosovo
Battaglia di Tetovo
Operazione Essential Harvest
Guerra in Afghanistan
Crisi del Nord Kosovo
Anniversari 12 novembre
Decorazioni Distintivo d'Onore della Bundeswehr
Distintivo per la Competenza Militare
Distintivo per la Precisione
Medaglia al Servizio
Medaglia al Servizio per l'Alluvione
Comandanti
Comandante attuale Tenente generale Bruno Kasdorf

Fonti citate nel corpo del testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'esercito tedesco (Deutsches Heer) è la componente terrestre delle forze armate della Germania. L'esercito tedesco è stato fondato nel 1955, nel quadro del programa di riarmo tedesco all'interno della NATO, come parte delle nuove forze armate della Germania Ovest, la Bundeswehr, insieme con la Marine (Marina tedesca) e alla Luftwaffe (Aeronautica tedesca).

Dopo aver costituito per decenni, durante la Guerra fredda, l'esercito europeo più moderno ed efficiente della NATO, preparato, equipaggiato e addestrato per fronteggiare un eventuale invasione del Patto di Varsavia, dopo la fine del confronto tra i due blocchi, la riunificazione della Germania e la dissoluzione dell'Unione Sovietica, ha ridotto grandemente i suoi organici e i suoi armamenti, impegnandosi a partecipare ad operazioni internazionali di pacificazione nel quadro delle Nazioni Unite.

Al 5 agosto 2015, l'esercito ha una forza di 61 219 soldati.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Un esercito tedesco attrezzato, organizzato e addestrato a seguito di una sola dottrina, e unificato permanentemente sotto un comando risale al 1871, e all'unificazione della Germania sotto la guida della Prussia. Dal 1871 al 1919 il titolo di Deutsches Heer fu il nome ufficiale delle forze terrestri tedesche. Dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale e la fine dell'Impero tedesco la complessa organizzazione si sciolse e , dal 1921 al 1935, il nome delle forze di terra tedesche fu Reichsheer; da esse nacque nel 1935 la Wehrmacht, la cui componente terrestre venne a chiamarsi semplicemente Heer. L'esercito combatté duramente nel corso della seconda guerra mondiale e cessò di fatto di esistere nel maggio-giugno 1945.

Dopo il conflitto la Germania fu divisa in due stati sovrani ed entrambi formarono le proprie forze armate: il 12 novembre 1955 le prime reclute cominciarono il loro servizio nello Heer della Germania Ovest, mentre il 1º marzo 1956 vennero fondate le Landstreitkräfte der NVA (Forze Terrestri dell'Armata Popolare Nazionale). Durante la guerra fredda l'esercito tedesco-occidentale venne completamente integrato nella struttura di comando NATO, mentre le Landstreitkräfte facevano parte del Patto di Varsavia. Dopo la riunificazione tedesca nel 1990, le Landstreitkräfte furono parzialmente integrate nell'esercito tedesco nazionale che, da allora, è stato impiegato nelle operazioni di mantenimento della pace in tutto il mondo e dal 2002 anche in operazioni di combattimento in Afghanistan (inserito nell'International Security Assistance Force della NATO).

Le tradizioni possono essere rintracciate tra il Deutsches Heer imperiale, il Reichsheer della Repubblica di Weimar e lo Heer del Terzo Reich. Tuttavia, dopo la seconda guerra mondiale, gli organizzatori del nuovo Heer scelsero di non proseguire alcuna tradizione di qualsiasi degli eserciti precedenti: i soli richiami storici consentiti sono i riformatori militari prussiani dal 1807 al 1814 e i militari che hanno partecipato attivamente alla resistenza contro il regime nazista, in particolare gli ufficiali coinvolti nel complotto del 20 luglio. Sono inoltre state prese le distanze dal ricordo e dalla memoria della seconda guerra mondiale e, per esempio, solo pochi accessori degli anni trenta-quaranta sono ancora in servizio (l'iconico Stahlhelm, i disegni degli arabeschi del bavero dei generali, i disegni dei polsini delle Waffen-SS che ora appaiono su entrambi). Inoltre i reparti sono armati con la mitragliatrice polivalente MG3, molto simile alla famosa MG42 utilizzata nel corso delle ostilità.

Fondazione dell'esercito[modifica | modifica wikitesto]

Soldati della Bundeswehr con MG1 e Heckler & Koch G3 durante una manovra degli anni '60. Sullo sfondo vi è un Schützenpanzer Kurz.

Dopo la seconda guerra mondiale gli Alleati sciolsero la Wehrmacht con tutte le sue Armi il 20 agosto 1946. Tuttavia, già un anno dopo la fondazione della Repubblica Federale di Germania, nel maggio 1949, e per i suoi crescenti legami con l'Occidente sotto il cancelliere tedesco Konrad Adenauer, l'Assemblea consultiva dell'Europa cominciò a prendere in considerazione la formazione di una Comunità europea di difesa con la partecipazione tedesca l'11 agosto 1950. Gli ex ufficiali di alto rango tedeschi della Wehrmacht delinearono nel Memorandum di Himmeroder un piano per un "contingente tedesco in una forza internazionale per la difesa dell'Europa occidentale". Per le forze terrestri tedesche, il memorandum prevedeva la formazione di un esercito forte di 250.000 uomini. Gli ufficiali tedeschi ravvisavano la necessità della formazione di dodici Panzer-Division e sei Stati Maggiori di Corpo d'Armata con l'accompagnamento di truppe di Corpo d'Armata, in quanto essi ritennero, nelle tradizioni della classica dottrina tedesca sulla guerra corazzata, che solo le divisioni fortemente equipaggiate con carri armati e mezzi corazzati potessero disporre della sufficiente potenza di combattimento per respingere le forze numericamente superiori del Patto di Varsavia.[3]

Il 26 ottobre 1950 Theodor Blank venne nominato "ufficiale del Cancelliere Federale per le questioni sul Rafforzamento delle Truppe Alleate". Questo precursore del Ministero della Difesa era noto un po' eufemisticamente come Ufficio Blank (Amt Blank), ma esplicitamente utilizzato per preparare il riarmo della Germania Ovest (Wiederbewaffnung).[4] Entro marzo 1954 l'Ufficio Blank aveva piani finiti per un nuovo esercito tedesco. I piani prevedevano la formazione di sei divisioni di fanteria, quattro corazzate, e due di fanteria meccanizzata, dato il contributo tedesco alla difesa dell'Europa occidentale, nel quadro di una Comunità europea di difesa.[3] L'8 febbraio 1952, il Bundestag approvò un contributo tedesco alla difesa dell'Europa occidentale e il 26 febbraio 1954 la Costituzione della Repubblica venne modificata con l'inserimento di un articolo riguardante la difesa della sovranità del governo federale.[5] A seguito di una decisione alla Conferenza delle Nove Potenze di Londra dal 28 settembre al 3 ottobre 1954, l'ingresso della Germania nella NATO in vigore dal 9 maggio 1955 venne accettato come un sostituto per il fallito Piano di Comunità europea di difesa. Successivamente l'Ufficio Blank venne convertito in Ministero della Difesa e Theodor Blank divenne il primo Ministro della Difesa. Il nucleo dell'esercito fu la cosiddetta Sezione V del Dipartimento della Difesa. Le suddivisioni incluse erano VA Comando e Addestramento, VB Organizzazione e VC Logistica.

Colonna di carri armati Leopard 1 di una formazione della Bundeswehr

L'esercito non si vide esplicitamente come un successore della sconfitta Wehrmacht, ma legato alle tradizioni dei riformatori militari prussiani del 1807 al 1814 e dei membri della resistenza militare durante il nazionalsocialismo; come ad esempio gli ufficiali che s'impegnarono nel fallito complotto del 20 luglio per assassinare Adolf Hitler nel 1944. Tuttavia, per mancanza di alternative, il corpo degli ufficiali era composto in gran parte da ex ufficiali della Wehrmacht. Il primo capo dell'esercito fu l'ex General der Panzertruppe della Wehrmacht Hans Rottiger, che era stato coinvolto nella stesura del memorandum di Himmeroder.

La data ufficiale della fondazione dell'esercito è il 12 novembre 1955, quando i primi soldati cominciarono il loro servizio ad Andernach.[6] Nel 1956 le prime truppe istituirono sette compagnie d'addestramento ad Andernach e cominciarono la formazione di scuole e centri d'addestramento. Il 1º aprile 1957, arrivarono i primi coscritti per il servizio nell'esercito. Le prime organizzazioni militari create erano battaglioni didattici, scuole ufficiali, e l'Accademia militare, il precursore della Führungsakademie der Bundeswehr ad Amburgo.[5] In totale, vennero stabilite dodici divisioni corazzate e di fanteria nel 1959, come previsto nella Struttura Esercito I. Per raggiungere questo obiettivo le unità esistenti vennero divise ogni sei mesi circa. Tuttavia, la creazione di tutte le dodici divisioni non ebbe luogo fino al 1965. Alla fine del 1958 la forza dell'esercito era di circa 100.000 uomini. L'esercito era equipaggiato inizialmente con materiale americano, come il carro armato da combattimento M47 Patton. Vennero formati tre comandi di corpo d'armata a partire dal 1957: il I Corpo, il II Corpo, e il III Corpo.

M47 Patton in servizio con la Bundeswehr, 1960

Nel 1957 venne anche stabilito l'"Ufficio per la difesa territoriale" come massima autorità territoriale dell'esercito. L'Ufficio per la Difesa Territoriale era sotto il comando diretto del Ministero Federale della Difesa e comandava l'Esercito Territoriale (Germania) (Territorialheer), una formazione di riserva. Mentre lo Heer, con la Marine e la Luftwaffe, era saldamente integrato nella struttura di comando militare della NATO, il Territorialheer rimase sotto il comando nazionale. La funzione principale del Territorialheer era quella di mantenere la libertà operativa delle forze NATO fornendo difesa nella zona posteriore contro sabotatori, forze speciali nemiche, e simili. C'erano tre comandi territoriali (Territorialkommandos): Nord, Sud, e Schleswig-Holstein, e fino a sei Wehrbereichskommandos (WBKs), comandi regionali militari.[7] Nel 1985 ciascuno dei WBKs aveva due Heimatschutzbrigades (HSBS, brigate della difesa nazionale).

A partire dai primi anni 60, l'esercito iniziò ad impiegare mezzi principalmente di produzione nazionale; l'alto comando dava grande importanza alla guerra corazzata e quindi l'Heer modernizzò il suo armamento introducendo il nuovo carro armato medio Leopard 1, che si dimostrò un grande successo tecnico e commerciale, e rafforzando la componente anticarro con i Kanonenjagdpanzer. Nel 1979 iniziò inoltre l'assegnazione ai reparti di punta del carro armato Leopard 2, pari o superiore ad ogni altro carro armato al mondo.

Lo sviluppo di armi nucleari tattiche sovietiche richiese lo sviluppo di una nuova struttura militare anche prima che la struttura dell'esercito fosse pienamente raggiunta. Per ridurre al minimo gli effetti degli attacchi con armi nucleari tattiche contro le forze ammassate, le divisioni dello Heer, forti di 28.000 uomini, furono suddivise in brigate più piccole e più mobili. Queste unità più piccole erano anche capaci di autosostentamento su un campo di battaglia atomico per diversi giorni, e in grado di muoversi rapidamente sia in difesa sia in attacco. Le nuove brigate corazzate e meccanizzate erano in grado di combattimento con armi combinate. Ogni divisione era composta da tre brigate. Le brigate corazzate consistevano in un battaglione di fanteria corazzata, due battaglioni corazzati, un battaglione di artiglieria corazzata e un battaglione di rifornimenti. Le brigate meccanizzate consistevano in un battaglione di fanteria motorizzata, due battaglioni di fanteria meccanizzata, un battaglione corazzato, un battaglione d'artiglieria e un battaglione di rifornimenti. Le brigate motorizzate consistevano di tre battaglioni di fanteria motorizzata, un battaglione anticarro, un battaglione d'artiglieria e un battaglione di rifornimenti. Le brigate alpine consistevano di tre battaglioni alpini, un battaglione d'artiglieria da montagna e un battaglione di rifornimenti. Nel 1959 lo Heer consisteva in 11 divisioni di 27 brigate, quattro Panzer-Division (corazzate), quattro Panzergrenadier (meccanizzate), due Jäger (motorizzate), e una Gebirgsjäger (alpina).

Alla fine della guerra fredda l'esercito tedesco schierava 12 divisioni con 38 brigate: sei Panzer-Division (corazzate), quattro Panzergrenadier (meccanizzate), una Fallschirmjäger (aviotrasportata), e una Gebirgsjäger (alpina). Nove divisioni erano raggruppate in tre corpi: I Corpo tedesco nell'ambito del Gruppo d'Armate Nord, II Corpo tedesco della NATO e III Corpo tedesco nell'ambito del Gruppo Centrale dell'Esercito. Le altre tre divisioni erano parte dell'Allied Forces Baltic Approaches (6. Panzergrenadier Division) e del I Corpo dei Paesi Bassi del NORTHAG (3. Panzer Division), mentre la 1. Fallschirmjäger Division venne assegnata in tempo di pace al II Corpo tedesco e raddoppiata come stato maggiore per l'Allied Command Europe Mobile Force - Land.[senza fonte]

Dopo la Guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

Elicottero della Heeresfliegertruppe nell'Iraq settentrionale nel 1991

Dopo il 1990, lo Heer assorbì l'esercito della Germania Est, una parte della Nationale Volksarmee. Le ex forze della Germania Est vennero inizialmente comandate dal Comando Est della Bunderwehr sotto il comando del tenente generale Jörg Schönbohm e sciolte il 30 giugno 1991.[8] A seguito della fusione, l'esercito tedesco era costituito da quattro Corpi (tra cui il IV Corpo a Potsdam nella ex DDR), con una forza lavoro di 360.000 uomini. Venne continuamente ridimensionato da questo punto. Nel 1994 il III Corpo venne riorganizzato come Comando delle Forze Armate tedesche. Nel 1996, la 25ª Brigata Aviotrasportata venne trasformata in un nuovo comando principale delle forze speciali dell'esercito, noto come Kommando Spezialkräfte.

Dal 2001 in poi la ristrutturazione dell'esercito tedesco vide passare a una struttura di sette divisioni - 5 meccanizzate (ognuna con due brigate meccanizzate), 1 forze speciali, e una aeromobile.

Nel 2003 esistevano ancora tre Corpi, ognuno con varie formazioni di combattimento e una brigata di manutenzione. Il I. Corpo tedesco/olandese, un'organizzazione congiunta tedesco-olandese, venne usato per controllare in tempo di pace la 1ª e la 7ª Panzer Division così come le formazioni olandesi. La 1a Panzer avrebbe riferito al corpo in tempo di guerra, mentre la 7a avrebbe riferito all'Allied Rapid Reaction Corps. II Corpo era tedesco in tempo di pace, ma avrebbe scambiato una divisione con il V U.S. Corps in tempo di guerra (la 5a Panzer). La 5. Panzer-Division venne sciolta il 30 giugno 2001. In tempo di pace comandò anche la 10. Panzer Division, che era assegnata all'Eurocorps e che aveva parenti di parte tedesca della Brigata franco-tedesca. Anche la 1ª Divisione di Montagna a Monaco era sotto questo quartier generale.

Il IV Corpo era situato a Potsdam, nella Germania orientale, e controllava due Panzergrenadier Division, la 13a e la 14. La 14ª Panzergrenadier Division prese anche il controllo di unità in Germania occidentale risubordinate dalla 6ª Panzergrenadier Division quando perse la sua funzione di comando. Sarebbe stato il contributo tedesco al Multinational Corps North East in tempo di guerra. Il IV Corpo venne usato anche per avere sotto il suo comando il Comando del Distretto Militare I, la 1ª Brigata Aeromobile, e il Comando di Berlino (Standortkommando Berlino).

L'esercito tedesco oggi[modifica | modifica wikitesto]

Due soldati tedeschi in esercitazione

Tutti i corpi sono stati ora sciolti o trasferiti a un livello multinazionale come il Multinational Corps North East. Il IV Corpo è stato riorganizzato e il 31 marzo 2002 è diventato un comando di schieramento all'estero, l'Einsatzführungskommando der Bundeswehr, come quartier generale congiunto permanente britannico. Una programmata ristrutturazione/riduzione dell'esercito nel 2012 ha previsto lo scioglimento del quartier generale della 13ª Divisione di Fanteria Meccanizzata, una fusione del quartier generale della Divisione Operazioni Aeromobili e della Divisione Operazioni Speciali, lo scioglimento del 1ª Brigata Aeromobile, e il rimpasto di unità tra le divisioni.[senza fonte] Nessuna brigata pesante è stata sciolta, ma le due rimanenti divisioni pesanti sono costituite da tre piuttosto che due brigate.

Il 31 maggio 2015 c'erano un totale di 60.857 soldati in servizio attivo nell'esercito tedesco.[1] Tuttavia, l'originale struttura militare tedesca del Servizio di supporto congiunto è costituito da un significativo grado di Heeresuniformträger (personale che indossa l'uniforme dell'esercito).[9] Questo è anche contribuito dal Servizio medico congiunto, che ha altre contropartite filiali esclusivamente medico-militari (come ad esempio in Sud Africa).

  • L'esercito tedesco sta attuando un ambizioso progetto di riarmo, il progetto prevede diversi obiettivi:

- Aumentare il numero di effettivi di circa 16.000 unità. - Aumentare la cooperazione con i maggiori eserciti europei. - Ammodernare l'esercito portandolo a uno standard di altissima efficenza e tecnologicamente avanzato (l'esercito tedesco è comunque tutt'ora considerato uno dei più avanzati). - La Germania, con l'uscita del Regno Unito dall'UE, aspira a guidare l'Unione Europea in ambito di sicurezza e difesa e a ottenere maggior peso anche in ambito NATO. - L' esercito tedesco e in generale le Forze armate tedesche consentinranno l'arruolamento non solo ai cittadini tedeschi ma anche ai cittadini di un paese europeo Quest'ultima riforma consentirà una vera e propria creazione di Forze armate europee che consentirà la nascita di una comune difesa, a guida tedesca, francese e italiana, indipendente da aiuti militari USA.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Die Stärke der Streitkräfte [Personnel strength of German Armed Forces, bundeswehr.de, 5 agosto 2015. URL consultato il 5 agosto 2015.
  2. ^ Flightglobal - World Air Forces 2015 (PDF), Flightglobal.com.
  3. ^ a b Per una discussione sulla pianificazione della difesa tedesca nel contesto della CED, vedere Abenheim, Reforging the Iron Cross, Cap. 5 (Zilian, p.41).
  4. ^ See Frederick Zilian Jr., 'From Confrontation to Cooperation: The Takeover of the National People's (East German) Army by the Bundeswehr,' Praeger, Westport, Conn., 1999, ISBN 0-275-96546-5, p.40-41, per una discussione di questo periodo.
  5. ^ a b Zilian, p.41.
  6. ^ Adenauers Geheimnis.
  7. ^ Isby and Kamps 1985, 228-229.
  8. ^ Vedere Jorg Schonbohm, 'Two Armies and One Fatherland', Berghahn Books, Providence & Oxford, 1996.
  9. ^ German Bundestag - Annual Disarmament Report 2013, bundestag.de, page 63.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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