Cappella della Sacra Sindone

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Cappella della Sacra Sindone
Cupola sindone.jpg
Stato Italia Italia
Regione Piemonte
Località Torino
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Torino
Architetto Guarino Guarini
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XVI secolo
Completamento XVII secolo

Coordinate: 45°04′23.48″N 7°41′09.1″E / 45.07319°N 7.68586°E45.07319; 7.68586

La Cappella della Sacra Sindone o Cappella del Guarini è un'opera architettonica dell'architetto Guarino Guarini, costruita a Torino alla fine del XVII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cappella fu commissionata a Carlo di Castellamonte dal duca Carlo Emanuele II di Savoia[1] per conservare il prezioso telo della Sindone che la famiglia ducale sabauda custodiva da alcuni secoli.

Con il tempo i progetti vennero modificati dal figlio di Carlo, Amedeo di Castellamonte, e poi dallo svizzero Bernardino Quadri, a cui si deve la progettazione di un edificio a base quadrata incastonato tra il palazzo ducale (ex palazzo vescovile e futuro palazzo reale) e l'abside della Cattedrale di san Giovanni Battista.

Alla fine il progetto venne affidato al frate-architetto Guarino Guarini che rivoluzionò il progetto dando pianta interna circolare, sopraelevata al presbiterio e comunicante direttamente con alcune sale di Palazzo Reale. Dal 1694 la cappella ospita la Sindone.

La Cappella della Sindone, con l'altare del Bertola, in una fotografia di Giovan Battista Maggi di fine Ottocento

Nella prima metà dell'Ottocento la cappella venne decorata con alcuni gruppi di statue sui grandi personaggi di Casa Savoia commissionati da re Carlo Alberto.

Nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997 un incendio, provocato da un corto circuito nel cantiere di restauro conservativo, danneggia pesantemente l'edificio e la stessa Sindone è sottratta alle fiamme dai pompieri che sfondano la teca in vetro contenente la cassetta in legno e argento che custodiva il telo.

Attualmente la cappella è interessata da un'imponente opera di restauro e ricostruzione; si prevede che sarà restituita alla città e ai visitatori tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo di Torino con la cupola del Guarini sotto restauro

Esternamente la cappella si presenta come un edificio a pianta quadrata che compenetra sia il Duomo che Palazzo Reale. Sopra la base si innalza un tamburo in mattoni a pianta poligonale con 6 grandi finestroni ad arco, incorniciati da lesene e protetti da un tetto che morbidamente si adagia sugli archi. Al di sopra vi è una copertura a cappella sorretta da costoloni su cui sono installate numerose urne in pietra.

Tra i costoloni sbucano morbidamente linee arcuate orientaleggianti che disegnano numerose aperture a semicerchio, fino a salire alla parte terminale della cupola, un piccolo tamburo circolare finestrato e prolungato con una struttura a cannocchiale (estranea al progetto originale, che prevedeva una cuspide a spirale). La cupola è progettata in maniera da risultare più alta, grazie ad un'illusione ottica[3].

È internamente che il genio barocco del Guarini si concretizza: ai lati dell'altare maggiore del Duomo si aprono due portali in marmo nero che introducono a due cupe scalinate con bassi gradini semicircolari. Alla fine delle due scalinate si entra in due vestiboli circolari paralleli delimitati da colonne in marmo nero.
Da qui si accede alla cappella, a pianta circolare, dove al centro svetta l'altare barocco (opera di Antonio Bertola) che conservava, in una teca d'argento e vetro, la Sindone. Il pavimento presenta un disegno in marmo nero e bianco che sottolinea l'importanza dell'altare, mentre grosse stelle di bronzo incastonate nel marmo bianco riflettono la luce proveniente dall'alto. La decorazione a stucco della cappella e della sua sagrestia si deve allo stuccatore Pietro Somazzi[4].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ N. Carboneri, Vicenda delle cappelle per la Santa Sindone, in Boll. della Soc. Piem. di archeol. e belle arti, n. s., XVIII (1964), pp. 98-102
  2. ^ Cappella della Sindone: via all’ultima fase dei lavori vent’anni dopo l’incendio
  3. ^ La Cappella della Sindone di Guarino Guarini a Torino, cultorweb.com. URL consultato il 31-05-2010.
  4. ^ Bolandrini, 2011, 400.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Dardanello, Stuccatori luganesi a Torino. Disegno e pratiche di bottega, gusto e carriere, in Ricerche di Storia dell'arte, 55, 1995, 53-76; Idem (a cura di), Sculture nel Piemonte del Settecento "Di differente e ben intesa bizzarria", Torino 2005, 29-30.
  • Beatrice Bolandrini, I Somasso e i Papa. Due dinastie di stuccatori a Torino nel Sei e nel Settecento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]