Reggia di Valcasotto
| Castello Reale di Casotto | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Garessio |
| Coordinate | 44°13′48.25″N 7°55′29.14″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | XI secolo - XIX secolo |
| Realizzazione | |
| Proprietario | Regione Piemonte |
| Committente | Ordine certosino Casa Savoia |
Il Castello Reale di Casotto, sito nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo, alle pendici del Bric Mindino a 1.090 metri di quota, fu fondato nell'XI secolo come certosa dedicata a san Brunone.[1] Nel corso dei secoli subì diversi saccheggi e incendi che ne modificarono la struttura, il cui impianto attuale fu realizzato fra il XVI e il XVII secolo. La facciata di pietra grigia fu realizzata a metà del XVIII secolo, su progetto dell'architetto Bernardo Antonio Vittone.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Monastero certosino
[modifica | modifica wikitesto]Dopo l'800
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1803, dopo la discesa in Italia delle truppe napoleoniche (che, per occupare l'edificio, ne danneggiarono in maniera importante la parte posteriore), l'Ordine dei certosini venne sciolto e la struttura venduta a privati. Nel 1837 entrò a far parte delle residenze di casa Savoia: fu acquistata da Carlo Alberto, che utilizzò il palazzo come residenza reale estiva, mentre suo figlio Vittorio Emanuele II vi soggiornò durante diverse battute di caccia[2]. La venaria reale di Valcasotto fu venduta nel 1881 da re Umberto I a privati[3].


Del complesso restano il corpo centrale e le due ali laterali (comprendenti varie sale, la cucina e la cappella), che circondano il cortile porticato affacciato sul fiume. Della parte posteriore restano solo alcune tracce.
Dal 2000 la reggia è di proprietà della Regione Piemonte. Dopo dodici anni di chiusura, il 15 agosto 2020 il Castello ha ospitato il Concerto di Ferragosto a cura della RAI ed il 16 agosto 2020 il castello è stato riaperto al pubblico[5][6].
È possibile visitare[7] l'ala nord del castello (completamente arredata), la cappella reale, la torre campanaria, l'area archeologica con le rovine dell'antica chiesa e del convento[8].

Il complesso garessino fa parte del circuito dei "Castelli Aperti" del basso Piemonte.

Clotilde di Savoia
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Questo era il luogo prediletto per l'estate da Maria Clotilde di Savoia[9], figlia di re Vittorio Emanuele II. Il padre prediligeva il posto per le battute di caccia, lei per il silenzio, protetto dai boschi e per la sua anima pia di profonda religiosità l'isolamento del posto favoriva per lei la preghiera.

Fu il conte di Cavour a proporre al re (all'inizio sconcertato e di parere negativo) di dare la figlia, Clotilde, in sposa al cugino di Napoleone III, Gerolamo (soprannominato Plon-Plon[10]) per suggellare un forte accordo con la Francia dell'epoca. Il padre, in seguito, acconsentì pienamente alle nozze, convinto dai disegni politico-diplomatici del Cavour, passato alla storia oltre che per la mirabile opera da lui voluta dell'omonimo canale, come abile tessitore di strategie. Clotilde all'inizio temporeggiò poi si piegò alla ragion di stato[11] passando molto tempo in silenziosa preghiera nella cappella del castello. Alla storia sono passati come due figure profondamente diverse per carattere e atteggiamento: lei era riservata e descritta da tutti come religiosissima, lui era libertino, ateo e di carattere disinvolto. Ebbero tre figli, Vittorio Napoleone (1862-1926), Luigi (1864-1932) e Maria Letizia (1866-1926).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Le prime notizie della Certosa risalgono al 1171 (Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, p. 65)
- ↑ Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, pp. 65-66)
- ↑ Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, p. 66
- ↑ Luciano Brussino, La principessa Maria Clotilde di Savoia, su lambello.org, 27 dicembre 2025.
- ↑ Si avvicina un Concerto di Ferragosto mai visto, le novità dell’evento previsto per il 15 agosto a Valcasotto, su lastampa.it, 9 agosto 2020. URL consultato il 15 agosto 2020.
- ↑ ePublic Srl- www.epublic.it, Castello di Casotto (Sec. XII), su Città di Garessio. URL consultato il 15 agosto 2020.
- ↑ Il castello di Casotto, bell’addormentato nel bosco che ora si risveglia, su visitmondovi.it.
- ↑ Paola Stroppiana, Castello di Casotto, l'incredibile reggia nei boschi a mille metri d'altezza dove visse la «Principessa triste» dei Savoia, su torino.corriere.it, 23 aprile 2026.
- ↑ Cristina Bertolino, Dal Castello di Casotto la storia di Maria Clotilde di Savoia, su cristinabertolino.it, 25 ottobre 2020.
- ↑ Passato alla storia anche per questo soprannome causato dalla probabile pronuncia errata del suo nome Jér-ôme unito a Napole-on durante l'infanzia. Questo soprannome, che iniziò come affettuoso e poi divenne derisorio, fu legato alla sua figura di "enfant terrible" del Secondo Impero e alle sue idee liberali. Sebbene somigliasse abbastanza a Napoleone I, il suo temperamento irascibile e le sue posizioni anticlericali lo distingueranno dal cugino regnante. Il soprannome lo accompagnò per tutta la vita. Il soprannome "Plon-Plon" divenne popolare per sottolineare la sua figura caricaturale e la sua personalità eccentrica.
- ↑ Debora Attanasio, La figlia di re Vittorio Emanuele II, maritata a 15 anni per la ragion di Stato., su marieclaire.it, 24 maggio 2024.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, Sant'Ambrogio di Torino, Susalibri, 2012, ISBN 9788888916903.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Reggia di Valcasotto
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.garessio.cn.it.
- Castello di Valcasotto delle Residenze Reali Sabaude, su residenzerealisabaude.com.
