Balduino da Pisa

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Balduino, O.Cist.
cardinale di Santa Romana Chiesa
Incarichi ricopertiArcivescovo di Pisa,
Primate di Corsica e Sardegna
 
Consacrato vescovo1130 da papa Innocenzo II
Consacrato arcivescovo1137 da papa Innocenzo II
Deceduto6 ottobre 1145
 

Balduino o Baldovino (Pisa, ... – 6 ottobre 1145) è stato un religioso, cardinale e arcivescovo cattolico italiano, venerato come beato dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una nobile famiglia pisana, venne attratto dalla fama di san Bernardo e divenne suo discepolo a Clairvaux, o Chiaravalle. Molto apprezzato per le sue qualità morali, nel novembre del 1130 il maestro lo portò con sé a Clermont, dove Innocenzo II si era rifugiato in seguito allo scisma di Anacleto II. Qui il papa indisse un concilio per confermare la sua elezione al soglio pontificio ed ebbe modo di conoscere Balduino, di cui si fece senza dubbio una buona impressione, consacrandolo cardinale; fu il primo porporato proveniente dall'Ordine cistercense.

Otto anni dopo, tra l'agosto e l'ottobre del 1137, lo stesso pontefice lo nominò successore del cardinale Uberto Rossi Lanfranchi alla guida dell'arcidiocesi di Pisa e suo legato per la Sardegna. Comparve per la prima volta come arcivescovo consacrato il 22 aprile 1138, quando ottenne la dignità di Primate della provincia ecclesiastica di Torres. Famosa restò la sua visita nell'isola sarda nel 1145, durante la quale scomunicò il giudice di Arborea.[1]

Durante il suo mandato arcivescovile, il 19 luglio del 1138, l'Imperatore Corrado III concesse all'arcidiocesi retta da Balduino i diritti di placito e fodro sulle città e le terre di Vada e Rosignano, ponendo le basi di una disputa che coinvolse per circa un secolo il popolo di questi possedimenti e la Chiesa pisana. Secondo alcune fonti dell'epoca Balduino fu catturato e in seguito rilasciato dai soldati lucchesi durante la presa del castello di Montignoso, avvenuta tra il 1138 e il 1143.

Balduino restò a guida dell'arcidiocesi toscana fino alla sua morte, avvenuta nel 1145. I pisani da allora lo venerarono come beato, ricordandolo il 6 ottobre di ogni anno. È raffigurato con il capo cinto di aureola in un quadro[2] nella Cattedrale di Pisa, nell'atto di approdare in Sardegna e di rifiutare l'omaggio del giudice arborense Comita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In una lettera scritta a papa Eugenio III poco dopo la morte di Balduino, Bernardo di Chiaravalle affermò che il provvedimento dell'arcivescovo doveva esser giusto, data la rettitudine morale del pisano, che egli diceva "di santa memoria".
  2. ^ Il dipinto venne realizzato a Roma da Giuseppe Colignon nel 1812.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Fabroni, Memorie istoriche di più uomini illustri pisani, Pisa, Ranieri Prosperi, 1790-1792.
  • Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae catholicae quotquot innotuerunt a beato Petro apostolo, Leipzig, Hiersemann, 1931.
  • Maria Luisa Ceccarelli Lemut, Monastica et Humanistica. Scritti in onore di Gregorio Penco O.S.B., Cesena, Trolese, 2003.
  • Emilio Cristiani, BALDOVINO, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 5, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1963. URL consultato il 12 settembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]