Vada (Rosignano Marittimo)

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Vada
frazione
Vada – Veduta
Piazza Garibaldi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Livorno-Stemma.png Livorno
Comune Rosignano Marittimo-Stemma.png Rosignano Marittimo
Territorio
Coordinate 43°21′06.11″N 10°27′21.64″E / 43.351697°N 10.456011°E43.351697; 10.456011 (Vada)Coordinate: 43°21′06.11″N 10°27′21.64″E / 43.351697°N 10.456011°E43.351697; 10.456011 (Vada)
Altitudine -0,8m slm/ +3m slm m s.l.m.
Abitanti 4 969[2] (2014)
Altre informazioni
Cod. postale 57016
Prefisso 0586
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti vadese, vadesi[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vada
Vada

Vada è una frazione del comune di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, nota per il turismo balneare.

L'abitato, facente parte della Val di Cecina[3], è situato lungo la costa toscana del Mar Ligure[4]. In località Pietra Bianca, tra l'abitato e Rosignano Solvay, si trovano le Spiagge Bianche, luogo di frequentazione del turismo di massa estivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorge sin dall'antichità (si fanno risalire i primi insediamenti all'epoca etrusco-romana, con il nome di Vada Volaterrana), lungo la SP 39 della provincia di Livorno, strada Vecchia Aurelia. Sulla piazza centrale del paese è infatti osservabile la pietra chilometrica riportante il 287° chilometro dal Campidoglio di Roma. Con molta probabilità all'epoca, il sito, oltre a disporre di un porto protetto da due secche - da cui il toponimo Vada - fungeva come stazione di posta e cambio dei cavalli.

Sulle origini del paese Emanuele Repetti, nel suo Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana (Firenze, 1843), alla voce "Vada", riporta: "Questo porto celebrato da Cicerone, da Plinio e da Rutilio Namaziano appellavasi fino d'allora Vada, forse a cagione della sua posizione palustre, e Vada Volaterrana, per la ragione che nei tempi della repubblica romana doveva essere compreso nel contado volterrano, il quale probabilmente estendevasi da questo alto sino al fiumicello che porta tuttora il nome di Fine".

A testimonianza delle radici etrusche e romane, nel libro Itinerari etruschi, di V. Melani e F. Nicosia (Pistoia, 1971) a pag. 84 si afferma che: "Nel 1884, scavando per le fondazioni di una casa, presso la chiesa del paese, si trovarono avanzi di abitazioni con mosaici e decorazioni marmoree, monete e una iscrizione funeraria latina che fece datare i reperti al III sec. a.C.". Si riporta nel medesimo volume anche testimonianza della struttura termale rinvenuta nel podere San Gaetano, oggi ormai trascurata e in stato di completo abbandono: "Nel podere di San Gaetano, in località Saracine si trovano i resti di alcune terme da cui si estrassero alcune monete e una statua mutilata". Molti dei reperti qui rinvenuti sono stati portati al Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo (LI).

I documenti medioevali vi attestano la presenza di una chiesa, intitolata ai Santi Giovanni e Paolo (780), successivamente elevata a pieve. Non distante da questa sorgeva la badia di San Felice, tenuta, nel 1255, dalle domenicane.

Nel 1125 i Pisani fortificarono il suo porto e nel 1406 passò ai Fiorentini. Nella seconda metà del XV secolo il borgo fu raso al suolo dai Napoletani.

Al giorno d'oggi l'abitato si trova per buona parte su terreni "strappati" alle paludi. Alcune aree del centro abitato sono tutt'oggi sotto il livello del mare. Fu infatti grandiosa l'opera dei Lorena che resero abitabili e coltivabili le zone costiere nell'Ottocento, liberando con le bonifiche le popolazioni dal flagello della malaria e dalle acque palustri. Con l'impianto della pineta che corre parallela alla costa, gli ingegneri forestali del tempo riuscirono a proteggere i campi coltivati dai forti e salmastri venti del mare, permettendo così all'agricoltura locale un primo periodo di espansione.

Ancor oggi è visitabile presso La Mazzanta in località Molino a Fuoco, l'ingegnoso "Ferro di Cavallo", un sistema di canali di deflusso delle acque che, a seconda delle maree e delle piogge, venivano regolati con delle apposite paratìe in legno e in muratura dagli operai del Granducato toscano. Successivamente, dopo l'unificazione d'Italia all'avvento dell'epoca fascista, Mussolini diede ordine di migliorare i servizi di bonifica presenti, elettrificando con pompe idrovore ciò che precedentemente l'uomo faceva manualmente con le succitate paratìe.

Vada, notevolmente sviluppatasi nel dopoguerra, oggi è un centro essenzialmente turistico, la cui fama è legata alla presenza delle limitrofe Spiagge Bianche.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Spiagge Bianche

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Alle spalle del porto c'è la Torre di Vada che nel corso degli anni ha avuto diverse funzioni: tra il 1867 e il 1979 ha ospitato il faro di Vada, oltre ad essere stata adibita anche a casa di reclusione ed infine attualmente a centro per le esposizioni di mostre temporanee.

Alcune miglia nautiche al largo della costa vi è il famoso faro di Vada, che eretto su scogli emergenti dai bassi fondali (le Secche di Vada), segnala alle imbarcazioni la pericolosità del tratto di navigazione.

Al centro del paese sorge l'ottocentesca chiesa di San Leopoldo Re, caratterizzata da uno svettante campanile posto in corrispondenza dell'abside. Nei pressi si trovano il cosiddetto "Palazzo del Diavolo" e il "Palazzo Ducale", dove pernottava il granduca nei suoi soggiorni a Vada.

In località il Casone di Vada (o "I due Casoni") si trova una villa settecantesca appartenente alla famiglia Tardy, che diede un grosso contributo alla bonifica delle paludi; incorporata c'è la cappella di famiglia intitolata a San Ranieri. Il casone di Vada è un caratteristico borgo agricolo; degno di nota è la cisterna per la raccolta dell'acqua piovana del Settecento, non più funzionante ma perfettamente restaurata e conservata.

Le Spiagge Bianche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Spiagge Bianche.

Le spiagge sono note per il colore bianco della sabbia che ricorda le spiagge tropicali. Il fenomeno è dovuto allo scarico della locale industria Solvay che, nel corso di anni di lavorazione di materiali calcarei, hanno prodotto questa particolare colorazione. Sempre alle Spiagge Bianche vi è la foce del fiume Fine che dopo un corso di 22 chilometri si getta con un estuario nel Mar Ligure.

I bunker[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la costa del posto e dislocati in altre zone sono ritrovabili diversi "bunker", buche-trincee fortificate della seconda guerra mondiale. Alcuni di questi oramai si trovano oltre costa, a una decina di metri dalla riva contorniati dalle acque marine. Questo non perché vennero edificati "nel mezzo dell'acqua", bensì in quanto l'erosione della costa negli anni li ha allontanati dalla terraferma. Essi sono pertanto testimoni di come l'opera dell'uomo nei decenni riesca a modificare addirittura le morfologie delle coste. A Vada vi è inoltre un porticciolo turistico che funge anche da attracco per le attività dei locali pescatori.

Altra curiosità bellica si può trovare presso la "Punta del Tesorino": a poche decine di metri dalla costa e a pochissimi metri di profondità vi è un relitto di un'imbarcazione da guerra tedesca dell'ultima guerra mondiale ove hanno trovato casa diverse specie di pesci mediterranei.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Vada, che nella stagione 2015-2016 milita nel campionato di Seconda Categoria[5]. Fondata nel 1963, il colore sociale è il granata e il settore giovanile è affiliato alla Fiorentina.[6] Importante è anche l'Associazione Sportiva Dilettantistica Vada Pattinaggio, creata negli anni '90, la quale conta numerosi atleti e altrettanti successi a livello nazionale e internazionale[7].

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo di inizio estate e più precisamente durante il mese di giugno sempre in Vada alla località Polveroni, si tiene un'altra sagra: Vada sull'Aia. Oltre alla possibilità di mangiare ottimi piatti tipicamente toscani, si ha la possibilità di ritrovare antichi oggetti della locale cultura contadina ed artigiana, nonché giochi ludici dei tempi che furono e tantissime altre curiosità della vita quotidiana del passato della zona; altra festa paesana è la "Sagra del Ranocchio", in cui vengono servite, oltre ai piatti tipici, le "cosce" di ranocchio fritte. A servire i piatti sono i ragazzi vadesi. Un'altra festa molto importante è la Fiera Paesana, che avviene tutti gli anni il primo lunedì dopo ferragosto e che comprende banchetti e bancarelle che occupano tutto il centro. Nell'estate 2011 si è tenuto in piazza Garibaldi il concerto dei Nomadi e a luglio 2012 sulla spiaggia libera si è tenuta la manifestazione "Radio 101", con concerto e show, a cui ha partecipato anche il comico Cristiano Militello.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 597.
  2. ^ Informazioni sulla frazione di Vada sul sito del comune di Rosignano Marittimo
  3. ^ S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996, p. 29.
  4. ^ I confini del Mar Ligure su www.touringclub.it
  5. ^ Vada Channel, su www.facebook.com. URL consultato il 24 novembre 2015.
  6. ^ Società « Scuola Calcio Vada, su www.scuolacalciovada.it. URL consultato il 24 novembre 2015.
  7. ^ A.S.D. Vada Pattinaggio, su www.vadapattinaggio.it. URL consultato il 24 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Mordhorst, Guida alla Val di Cecina, Siena 1996.
  • G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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