Rosignano Solvay

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Rosignano Solvay
frazione
Rosignano Solvay – Veduta
Entrata della Solvay
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Livorno-Stemma.png Livorno
Comune Rosignano Marittimo-Stemma.png Rosignano Marittimo
Territorio
Coordinate 43°23′51″N 10°26′40″E / 43.3975°N 10.444444°E43.3975; 10.444444 (Rosignano Solvay)Coordinate: 43°23′51″N 10°26′40″E / 43.3975°N 10.444444°E43.3975; 10.444444 (Rosignano Solvay)
Altitudine 10 m s.l.m.
Abitanti 15 850[1]
Altre informazioni
Cod. postale 57016
Prefisso 0586
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Rosignanini
Patrono santa Teresa del B. G.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rosignano Solvay
Rosignano Solvay

Rosignano Solvay (/roziɲˈɲano solˈvɛ/)[2] è la frazione più popolata del comune di Rosignano Marittimo in provincia di Livorno, situato a circa 25 km dal capoluogo Livorno conta circa 16 000 abitanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Villaggio Solvay.

Anche se vi sono prove tangibili che la località fu abitata da Etruschi e Romani, il territorio compreso tra Rosignano Marittimo e il mare restò prevalentemente paludoso e isolato dalle principali vie di comunicazione fino al XIX secolo, quando le bonifiche attuate durante il Granducato Lorenese portarono allo sviluppo del vicino abitato di Vada.

Il punto di svolta si ebbe all'inizio del Novecento, quando, con l'apertura della linea ferroviaria Livorno-Vada-Cecina (1910) e l'accresciuto interesse per la tratta costiera di Castiglioncello, l'area fu oggetto delle attenzioni dell'industriale Ernest Solvay, che qui volle innalzare uno stabilimento per la fabbricazione della soda.

L'acquisto dei terreni si svolse rapidamente e in breve, attorno alla fabbrica, sorse un nucleo urbano costituito da case per impiegati e operai dello stabilimento. Nel marzo del 1917 una delibera del Comune di Rosignano Marittimo sancì la decisione di denominare il nuovo agglomerato Rosignano Solvay.

La fabbrica e il villaggio furono ampliati nei decenni seguenti. Ad esempio, nel 1923 alcuni gruppi di case operaie furono costruite oltre la linea ferroviaria, verso la costa; successivamente si lavorò anche al potenziamento dei servizi. La frenetica attività edilizia degli anni quaranta conferì alla cittadina industriale l'immagine attuale: i viali, l'alberatura, i lotti squadrati, gli orti, l'architettura, le pinete, fanno parte di un disegno generale che caratterizza l'intero agglomerato urbano affermando il tipico "stile Solvay".

Dal secondo dopoguerra il paese e lo stabilimento Solvay sono stati ulteriormente ampliati.

Negli anni, la presenza dello stabilimento ha tuttavia causato l'inquinamento del tratto di costa situato a sud dell'abitato. Le cosiddette Spiagge Bianche sono infatti formate dagli scarichi dell'adiacente industria chimica; per il 90% è calcare cotto e finemente tritato e per il 10% circa cloruro di calcio che, assomigliando molto alle spiagge tropicali, attirano, nella stagione estiva, numerosissimi turisti. Il sito, secondo l'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente), è tra i 15 tratti costieri più inquinati del Mediterraneo.

Nel 2010 è stata definitivamente ultimata l'eliminazione del mercurio dal ciclo di fabbricazione Solvay a seguito della conversione, avvenuta a partire dal 2008, dalla tecnologia con celle di mercurio alla tecnologia con celle a membrana per l'elettrolisi del cloruro di sodio. Prima conseguenza è la cessazione completa dello scarico a mare del metallo, anche se rimangono nei sedimenti oltre 500 t di mercurio accumulatesi nel corso degli anni.[3]

Il Teatro Solvay di Rosignano
La chiesa di Santa Teresa, patrona di Rosignano
Casa per dirigenti del villaggio Solvay
Veduta di Rosignano Solvay con il porto in primo piano
Vista lato mare del borgo all'interno del Porto Turistico
Stazione ferroviaria
Lo stabilimento Solvay visto dalle Spiagge Bianche

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento sorto attorno allo stabilimento Solvay costituisce una vera e propria città giardino; infatti, il cosiddetto stile Solvay, che si percepisce percorrendo le strade della frazione, è dovuto non solo alla scelta degli stessi tipi edilizi, ma anche alla regolare scansione planimetrica dell'abitato, percorsa da ampi viali alberati. Legata alla realizzazione del villaggio è la costruzione di una serie di edifici di spicco, quali la stazione ferroviaria (1916), il Teatro Solvay (1921), la chiesa di Santa Teresa (1931) e il più tardo Circolo ricreativo I Canottieri (1939).

Il lungomare, ove insistono diversi stabilimenti balneari, si estende da Castiglioncello, a nord, fino alla terrazza delle Quattro Repubbliche Marinare, a sud, costituendo una suggestiva passeggiata che, partendo dagli scogli della baia del Quercetano e oltrepassando il porto di Cala de' Medici, conduce fino al porto del Circolo Canottieri Solvay e alla costa bassa e sabbiosa delle Spiagge Bianche.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Centro Culturale "Le Creste"[modifica | modifica wikitesto]

Tale centro è stato inaugurato nel Dicembre del 2013 e ad oggi rappresenta il fulcro della vita culturale del paese di Rosignano Solvay. Al suo interno si trovano un caffetteria com emeroteca, la nuova biblioteca comunale, la ludoteca e una sala conferenze. La struttura risponde alle moderne tecniche di costruzione ed architettura, attraverso la sua realizzazione effettuata tenendo conto dei principi di ecompatibilità ed inserimento nel contesto urbano. Il suo nome è stato deciso attraverso un concorso effettuato tra le classi delle scuole elementari "E. Solvay".

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Solvay: immerso nel verde del parco si caratterizza per la tipica architettura in laterizio nord europea. Oggi complesso polivalente utilizzato per recite teatrali, cinema, università popolare, appuntamenti istituzionali, sede di associazioni o semplice area di ritrovo.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico Archeologico "Palazzo Bombardieri"
  • Museo Archeologico Nazionale di Castiglioncello
  • Museo di Storia Naturale

Persone legate a Rosignano Solvay[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è situato tra Rosignano Marittimo e il mare, confinando, a nord, con la frazione di Castiglioncello. Da nord a sud è percorso dalla via Aurelia, a fianco della quale scorre la linea ferroviaria Pisa-Livorno-Roma; pertanto i principali collegamenti interni per i mezzi stradali tra le due aree di Rosignano Solvay, lato mare ad ovest e lato monte ad est, sono garantiti da un cavalcavia e dal sottopasso di via Forlì, inaugurato il 29 maggio 2009 in sostituzione del soppresso passaggio a livello.

L'area abitativa è contraddistinta da 9 zone o rioni (Monte alla Rena, Crocetta, Pescine, Poggi Paoli/5 strade, Serragrande, Lillatro, Villaggio, Stazione, Paese Novo). Molte poi le piazze dislocate sul territorio di Rosignano Solvay, tra queste: piazza Risorgimento è la piazza istituzionale conosciuta con l'appellativo di piazza del cavallo, piazza del Mercato in cui ha sede il tradizionale mercato settimanale del lunedì mattina, piazza della Repubblica antistante il vecchio passaggio a livello e piazza Monte alla Rena in prossimità del lungomare Colombo.

La frazione è dotata di un'area artigianale, denominata "Le Morelline", che si è sviluppata a partire dagli anni ottanta ad est dello stabilimento Solvay. All'inizio del XXI secolo risale la costruzione di un grande porto turistico capace di ospitare 650 yacht con lunghezza massima fino a trenta metri. All'interno del porto è presente un borgo commerciale con bar, ristoranti, negozi, servizi di ogni genere ed un cantiere per la riparazione e l'alaggio delle barche ivi transitanti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Solvay_Group § Stabilimento_di_Rosignano_Solvay.

Il centro industriale di Rosignano e i siti di Ponteginori e San Carlo garantiscono oltre 1500 posti di lavoro (2010), esclusi i lavoratori dell'indotto. Il parco industriale attuale non si limita alla sola Solvay, ma ospita insediamenti di GDF Suez e Ineos. Tutti gli impianti produttivi hanno ricevuto l'Autorizzazione Integrata Ambientale dagli enti preposti.

Ad oggi la produzione industriale è concentrata sulla produzione di:

L'industria è dotata di due centrali a turbogas per la produzione di energia elettrica della potenza di circa 450 MW cadauna. È allo studio, enti preposti permettendo, la costruzione di un gassificatore di metano che comporterebbe l'allungamento dell'attuale pontile Solvada dove attraccano le navi etileniere per scaricare l'etilene liquido, prodotto necessario per la fabbricazione del polietilene (plastica), dagli attuali 1800 metri a 2200, per poter fare attraccare anche le navi metaniere che porteranno il metano liquido a -161 °C dando luogo volendo ad una vera e propria fabbrica del ghiaccio, gas tecnici e alimentari surgelati.

Da gennaio 2010 è in funzione il nuovo impianto, EOLO, che introducendo nuove tecnologie per la produzione di bicarbonato di sodio ha aumentato la capacità produttiva dell'80% da 155000 tonnellate annue a oltre 265000.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In mancanza di dati ufficiali precisi si fa riferimento ai censimenti parrocchiali reperibili sul sito della CEI (Santa Croce e Santa Teresa)
  2. ^ Dizionario di pronuncia italiana online di Luciano Canepari.
  3. ^ Lo stato dell'arte sulle riconversioni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianfranco Bettin, Maurizio Dianese, Petrolkiller, Feltrinelli Editore, 2002. ISBN 8807817187
  • Alessandro Buonopane, Rosignano, Solvay e la ferrovia, Acme, Milano ISBN 9788896759066.
  • Felice Casson, La fabbrica dei veleni, Sperling & Kupfer, 2007. ISBN 8820043467
  • Leo Gattini, Carlo Mancini, Dalle AM lire all'euro, Giardini editori, Pisa, 2004.
  • Leo Gattini, Giampiero Celati, Quando la luna sorrise al lampionaio, Giardini editori, Pisa 1993.
  • Leo Gattini, Giampiero Celati, Sale e Pietra, Giardini editori, Pisa 1995.
  • Leo Gattini, Giampiero Celati, La ciminiera dimezzata, Giardini editori, Pisa 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN312860021