Another Day (Paul McCartney)

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Another Day
ArtistaPaul McCartney, Linda McCartney
Tipo albumSingolo
Pubblicazione19 febbraio 1971
Durata3:41
Dischi1
Tracce2
GenerePop rock
Pop
EtichettaApple Records
ProduttorePaul McCartney
ArrangiamentiPaul McCartney
Registrazionedicembre 1970
Formativinile 7" (45 giri)
Note
  1. 5 Stati Uniti
    #2 Gran Bretagna
    #1 Francia
    #1 Australia
Paul McCartney - cronologia
Singolo precedente

Another Day è un brano musicale di Paul McCartney pubblicato come singolo nel 1971. Si tratta del primo singolo da solista pubblicato dall'ex Beatle dopo l'uscita dal gruppo.[1]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la registrazione del brano risalga al dicembre 1970, durante le sessioni in studio per l'album Ram, la composizione dello stesso è databile durante le sedute di registrazione dei Beatles per il disco Let It Be nel 1969.[2] Il singolo venne ufficialmente pubblicato il 19 febbraio 1971 con Oh Woman, Oh Why come B-side.[3]

Si tratta di un brano prettamente pop, scritto da McCartney con reminiscenze dello stile contemplativo utilizzato per la composizione di Eleanor Rigby e She's Leaving Home. Denny Seiwell, batterista durante le sessioni per Ram, definiva la canzone "Eleanor Rigby a New York City".[4] Lo stesso Seiwell ha ricordato l'incisione: "Registrammo la traccia con Paul all'acustica e Dave Spinozza all'elettrica...Partimmo alle dieci del mattino e per pranzo avevamo già la take buona!". Il testo tratteggia la figura di una donna triste che si sente non amata, descrivendo la stanca routine della sua vita tra casa e lavoro. L'accattivante melodia e i "du du du" del coro, contrastano con l'atmosfera generale piuttosto malinconica delle liriche.

La moglie di Paul, Linda McCartney, fornisce eloquenti armonie vocali in Another Day. Descrivendo le distintive armonie presenti nel brano, McCartney disse: «Volevo un nostro sound». Paul stava deliberatamente cercando di creare uno "stile McCartney", una identità musicale propria, ben definita, al di fuori dei Beatles.[2] McCartney decise di co-accreditare Linda come autrice di più della metà dei brani apparsi su Ram, incluso l'hit single Another Day. Nonostante Linda non avesse mai scritto canzoni prima, Paul insistette che lei era stata parte integrante del processo di composizione, dando suggerimenti importanti circa i testi e le melodie.[5]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata come singolo il 19 febbraio 1971, la canzone fu un successo negli Stati Uniti ed anche in Gran Bretagna, raggiungendo rispettivamente la posizione numero 5 e la numero 2 in classifica nel marzo 1971.[6][7] In Australia e in Francia, la canzone salì al primo posto in classifica.

Anche se Another Day e Oh Woman, Oh Why non furono originariamente incluse in Ram, le più recenti ristampe in CD dell'album hanno entrambe le canzoni come tracce bonus.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

La canzone era particolarmente invisa a John Lennon, che la riteneva un palese esempio dello stile "troppo pop" di McCartney. Il brano viene citato nella canzone di Lennon How Do You Sleep? sull'album Imagine, dove viene definita "muzak" e messa a confronto con Yesterday (con la quale inevitabilmente perde il confronto) come emblema della scarsa qualità della musica creata dal McCartney solista, rispetto a quella creata insieme ai Beatles.

«la sola cosa che hai fatto è stata "yesterday" - (la canzone dei Beatles, doppio senso in quanto yesterday significa "ieri")
e da allora è stato solo "Another day" - ("Another day" significa "un altro giorno")»

(John Lennon - How Do You Sleep?)

Tracce singolo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Another Day (Paul McCartney & Linda McCartney) - 3:41
  2. Oh Woman, Oh Why (Paul McCartney) - 4:41

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scott Janovitz, Recensione di Another Day, in AllMusic. URL consultato il 28 agosto 2009.
  2. ^ a b Blaney, John. Lennon & McCartney: Together Alone, Jawbone Books, 2007, pag. 40
  3. ^ Doggett, Peter. You Never Give Me Your Money, Harper Collins Books, 2009, pag. 156
  4. ^ Carlin, Peter Ames. Paul McCartney: A Life, Touchstone Books, 2009, pag. 211
  5. ^ Doggett, Peter. You Never Give Me Your Money, Harper Collins Books, 2009, pag. 168
  6. ^ Rees, Dafydd, Crampton, Luke. Rock Movers & Shakers, Billboard Books, 1991
  7. ^ Paul McCartney singles, allMusic. URL consultato il 12 agosto 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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