Say Say Say

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Say Say Say
ArtistaPaul McCartney
FeaturingMichael Jackson
Tipo albumSingolo
Pubblicazione3 ottobre 1983
Durata3:55
Album di provenienzaPipes of Peace
GenerePop rock
Pop
EtichettaParlophone
ProduttoreGeorge Martin
Registrazione1981
FormatiCD
Paul McCartney - cronologia
Singolo precedente
(1982)
Singolo successivo
(1983)
Michael Jackson - cronologia
Singolo successivo
(1983)

Say Say Say è un singolo cantato in duetto tra Paul McCartney e Michael Jackson, realizzato il 3 ottobre 1983 e prodotto da George Martin come primo estratto dall'album di McCartney, Pipes of Peace. È il secondo duetto di successo McCartney-Jackson, dopo The Girl Is Mine, contenuto anche nell'album Thriller di Jackson.

Il singolo rimase sei settimane in cima alla classifica Billboard Hot 100, tra la fine del 1983 e l'inizio del 1984, preceduto da All Night Long di Lionel Richie e seguito da Owner of a Lonely Heart degli Yes.

Un remix dance degli Hi Tack chiamato "Say Say Say (Waiting 4 U)", che presenta campionamenti del ritornello originale, è uscito nel 2005.

Nel 2015 è uscito un nuovo remix della canzone chiamato semplicemente "Say Say Say (2015 remix)" contenente nuove parti vocali di Michael Jackson.[1] Inoltre, a Natale dello stesso anno viene pubblicato su Youtube e sui canali social di Paul McCartney un ulteriore videoclip della canzone, per il quale è stato precedentemente realizzato un contest per i fan.[2]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano venne composto da McCartney alla chitarra acustica, mentre Jackson contribuì con buona parte del testo[3]. I due ne fecero un demo e la base strumentale della canzone venne incisa nella primavera 1982 ai Cherokee Studios: Nathan Watts suonò il basso[4].

Significato[modifica | modifica wikitesto]

La canzone parla di un ragazzo innamorato che supplica una ragazza e la disprezza allo stesso tempo per aver spezzato il suo cuore. La natura bipolare della canzone si presta al formato del duetto, con i versi di McCartney che sembrano abbastanza ragionevoli ("Non giocare con il mio affetto ...") mentre Jackson è la voce della disperazione ("Sono fermo qui, battezzato nelle mie stesse lacrime...").[2]

Video musicale[modifica | modifica wikitesto]

È stato girato a Los Alamos, in California, a soli 13 minuti di macchina dal Neverland Valley Ranch (che all'epoca ancora non esisteva con questo nome). Michael Jackson proprio durante le riprese di questo video si innamorò di quella valle che poi divenne qualche anno dopo la sua residenza personale. Fu girato all'Union Hotel e alla Victorian Mansion di Los Alamos, costruiti entrambi nel 1880.

È stato diretto da Bob Giraldi, che aveva già diretto lo stesso anno il video musicale di Michael Jackson per la canzone Beat It. Nel video vi sono dei cameo dell'allora moglie di McCartney, Linda, della sorella di Jackson LaToya e dello stesso regista nella parte di un uomo che gioca coi due protagonisti a biliardo. Il video è costato 500.000 dollari.

La trama del video venne da un'idea di Giraldi che ha immaginato i due protagonisti, "Mac e Jack", come dei truffatori dell'Old West che vendevano dei finti toccasana a degli ignari campagnoli e che tra una truffa e l'altra eseguivano spettacoli di vaudeville.[5] Alla fine del video però, Jackson e McCartney si rivelano essere in realtà delle specie di "Robin Hood", portando i soldi guadagnati ad un orfanotrofio dove intrattengono anche i bambini.[2]

Il regista ha dichiarato: "Paul era terribilmente insicuro nell'apparire accanto a Michael, in termini di danza. E chi non lo sarebbe se dovesse salire sul palco ed essere coreografato accanto a Michael Jackson?". Riguardo ai due artisti ha inoltre aggiunto: "In tutti i miei anni di lavoro nel cinema e nelle pubblicità, ho lavorato con alcune delle peggiori prime donne e superstar di tutti i tempi ma Paul e Michael non erano quello."[5]

Versione remix e nuovo video del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, in occasione della riedizione dell'album Pipes of Peace di McCartney, venne resa disponibile per il download digitale la nuova versione remixata del pezzo, con le strofe di Jackson e McCartney con un'alternanza invertita rispetto alla versione originale e con l’incisione di nuove parti strumentali[1], accompagnata da un nuovo video in bianco e nero diretto e coreografato da Ryan Heffington, coreografo e regista per Lady Gaga[1] e inoltre famoso per le coreografie dei video "Elastic Heart" e "Chandelier" di Sia. Il video aggiornato evita la trama a favore della danza e vede come protagonisti una compagnia di ragazzi ballare tra le strade di una città.[1][2][6]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1983/1984) Posizione

massima

Italia[7] 1
Stati Uniti (Billboard Hot 100)[8] 1
Stati Uniti (Hot R&B/Hip-Hop Songs)[9] 2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (IT) MATTIA BORELLA, Paul McCartney e Michael Jackson di nuovo insieme nel remix di "Say Say Say" (VIDEO) | Radio Deejay, in Radio Deejay, 07 ottobre 2015.
  2. ^ a b c d (EN) Say Say Say Competition, su www.paulmccartney.com. URL consultato il 05 febbraio 2018.
  3. ^ Paul McCartney World Tour program, 1989, p.82.
  4. ^ Luca Perasi, Paul McCartney: Recording Sessions (1969-2011), 2012. ISBN 978-88-910143-9-9.
  5. ^ a b Michael Jackson's 20 Greatest Videos: The Stories Behind the Vision, su Rolling Stone, 24 giugno 2014.
  6. ^ Alberto Baldassarri, Paul McCartney pubblica un nuovo video di "Say Say Say", in ComingSoon.it, 07 ottobre 2015.
  7. ^ Hit Parade Italia - Top Annuali Single: 1983, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 05 febbraio 2018.
  8. ^ Paul McCartney Chart History, in Billboard. URL consultato il 05 febbraio 2018.
  9. ^ Paul McCartney Chart History, in Billboard. URL consultato il 05 febbraio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]