Albatros C.VIII

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Albatros C.VIII
Descrizione
Tipoaereo da ricognizione
bombardiere notturno
Equipaggio2
CostruttoreGermania Albatros
Utilizzatore principaleGermania Luftstreitkräfte
Esemplarialmeno 1
Sviluppato dalAlbatros C.VII
Dimensioni e pesi
Lunghezza7,34 m
Apertura alare16,74 m
Propulsione
Motoreun Mercedes D.III
Potenza160 PS (118 kW)
Prestazioni
Velocità max135 km/h
Velocità di salitaa 1 000 m in 5 min
Armamento
Mitragliatriciuna LMG 08/15 calibro 7,92 mm in caccia
una Parabellum MG 14 calibro 7,92 mm posteriore

i dati sono estratti da German Aircraft of the First World War[1]

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L'Albatros C.VIII N (designazione aziendale L 19) era un monomotore biplano sviluppato dall'allora azienda tedesco imperiale Albatros Flugzeugwerke GmbH negli anni dieci del XX secolo ed utilizzato nel ruolo di bombardiere notturno durante la Prima guerra mondiale.

Evoluzione sul precedente Albatros C.VII da ricognizione, venne introdotto nel 1917 come equipaggiamento dei reparti da bombardamento della Luftstreitkräfte, la componente aerea del Deutsches Heer (l'esercito imperiale tedesco), nelle fasi finali del conflitto.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della Prima guerra mondiale l'evoluzione delle tattiche di combattimento portò alla creazione di una nuova specialità, il bombardamento notturno, atto a creare azioni di disturbo nelle retroguardie avversarie grazie al favore delle tenebre.

Nel 1917 l'Albatros sviluppò per questo ruolo un modello derivato dal biposto da ricognizione armato C.VII, al quale l'Idflieg assegnò inizialmente la designazione C.VIII N (il suffisso N, per Nacht, identificava il ruolo notturno) per poi identificarlo come N.I.[2] Il velivolo, dipinto con tonalità scure per una migliore mimetizzazione, era adattato per trasportare un modesto carico bellico consistente in bombe da caduta agganciate a supporti collocati sotto l'ala inferiore. Il C.VIII N era equipaggiato con un motore Mercedes D.III, un 6 cilindri in linea raffreddato a liquido capace di esprimere una potenza pari a 160 PS (118 kW), che per le caratteristiche del velivolo lo rendevano sottopotenziato.[1]

Benché non ci sia un riscontro della effettiva quantità di esemplari costruiti, la documentazione in possesso degli storici dell'aviazione riporta la realizzazione di almeno un esemplare.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, 2nd edition, Londra, Putnam, 1970, ISBN 0-370-00103-6.
  2. ^ (EN) Andreas Parsch e Aleksey V. Martynov, German and Austro-Hungarian Military Aircraft Designations (1914-1918), su Designation-Systems.net, http://www.designation-systems.net, 11 settembre 2005. URL consultato il 22 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, 2nd edition, Londra, Putnam, 1970, ISBN 0-370-00103-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]