AEG C.V

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AEG C.V
Descrizione
Tipo aereo da ricognizione
Equipaggio 2 (pilota ed osservatore)
Costruttore Germania AEG
Data primo volo febbraio 1916
Esemplari 1
Sviluppato dal AEG C.IV
Altre varianti AEG C.VI
Dimensioni e pesi
Lunghezza 7,6 m
Apertura alare 13,20 m
Superficie alare 41,5
Peso a vuoto 900 kg
Peso carico 1 432 kg
Propulsione
Motore un Mercedes D.IV
Potenza 220 PS (162 kW)
Prestazioni
Velocità max 165 km/h
Velocità di salita a 1 000 m in 5 min
Armamento
Mitragliatrici una LMG 08/15 calibro 7,92 mm in caccia
una Parabellum MG 14 calibro 7,92 mm posteriore

i dati sono estratti da German Aircraft of the First World War[1]

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L'AEG C.V era un prototipo di ricognitore biplano realizzato dall'azienda tedesca Allgemeine Elektrizitäts-Gesellschaft (AEG) negli anni dieci del XX Secolo.

Sviluppo del precedente AEG C.IV, venne realizzato principalmente per dotarlo del più potente motore Mercedes D.IV divenuto disponibile, ma essendo questo abbinamento risultato inferiore alle aspettative, soprattutto a causa della scarsa affidabilità del propulsore, non venne avviata alcuna produzione in serie, rimanendo così l'unico esemplare costruito.[2]

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

La continua e veloce evoluzione tecnologica che interessò l'aviazione durante la prima guerra mondiale costrinse i contendenti ad adeguare i propri mezzi alle capacità altrui attraverso anche la disponibilità di unità motrici dalla potenza sempre maggiore. Lo sforzo tecnologico che interessò l'industria meccanica tedesca si concretizzò, nel 1917, con la disponibilità dei più potenti motori Mercedes D.IV, un 8 cilindri in linea raffreddato a liquido, in grado di erogare una potenza nominale pari a 220 PS (162 kW), che suggerì alle aziende aeronautiche nazionali di adattare i propri modelli al nuovo propulsore.

La AEG decise di sfruttare la cellula del precedente ed apprezzato C.IV apportandole lievi cambiamenti pur mantenendone l'impostazione generale, monomotore biplano biposto con carrello fisso e dotato di armamento difensivo come da specifiche Idflieg[3].

Il prototipo venne portato in volo per la prima volta nel febbraio 1916 tuttavia l'unità motrice si rivelò gravata di un congenito problema di affidabilità legato all'eccessiva lunghezza dell'albero a gomiti. Durante il funzionamento infatti produceva delle controproducenti vibrazioni che si scaricavano fino alla sua rottura[4], cosa che sconsigliò la AEG nel proseguire nello sviluppo del modello.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Di aspetto convenzionale, il C.V conservava l'aspetto del precedente C.IV.

La fusoliera era costruita con struttura in legno e rivestita con pannelli di compensato con abitacoli separati aperti in tandem, l'anteriore destinato al pilota ed il posteriore, equipaggiato con una mitragliatrice brandeggiabile di difesa, dall'osservatore. Anteriormente all'abitacolo anteriore era posto un castello tubolare che collegava la stessa all'ala superiore.

La configurazione alare era biplana, con le ali superiore, montata alta a parasole, ed inferiore, montata bassa, di egual misura e collegate tra loro da una coppia di due montanti per lato integrati da tiranti in filo d'acciaio.

Il carrello d'atterraggio era un semplice biciclo anteriore fisso integrato posteriormente da un pattino d'appoggio montato sotto la coda.

La propulsione era affidata ad un motore Mercedes D.IV, un 8 cilindri in linea raffreddato a liquido in grado di erogare una potenza pari a 220 PS (162 kW) ed abbinato ad un'elica bipala in legno a passo fisso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gray; Thetford, German Aircraft of the First World War
  2. ^ AEG C.IV(VI) in Уголок неба.
  3. ^ (EN) Andreas Parsch e Aleksey V. Martynov, German and Austro-Hungarian Military Aircraft Designations (1914-1918) in Designation-Systems.net, http://www.designation-systems.net, 11 settembre 2005. URL consultato il 1 settembre 2012.
  4. ^ Chris Chant, The World's Great Bombers: From 1914 to the Present Day, Wigston, Leicester, Silverdale Books, 2000, pag. 25.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, London, Putnam, 1962. ISBN 0-93385-271-1.
  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, 2nd edition, London, Putnam, 1970. ISBN 0-370-00103-6.
  • (DE) Michael Sharpe, Doppeldecker, Dreifachdecker & Wasserflugzeuge, Bindlach, Gondrom, 2001. ISBN 3-8112-1872-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]