Albatros D.VII

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Albatros D.VII
Albatros D.VII.jpg
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Costruttore Germania Albatros
Data primo volo agosto 1917
Utilizzatore principale Germania Luftstreitkräfte
Esemplari 1 (prototipo)
Altre varianti Albatros D.IX
Dimensioni e pesi
Lunghezza 6,61 m
Apertura alare 9,32 m
Altezza 2,68 m
Peso a vuoto 630 kg
Peso carico 885 kg
Propulsione
Motore un Benz Bz.IIIb
Potenza 195 PS (143 kW)
Prestazioni
Velocità max 204 km/h a 7 500 m
Velocità di crociera 175 km/h
Velocità di salita a 2000 m in 7 min
Autonomia 2 h
Armamento
Mitragliatrici 2 LMG 08/15 Spandau calibro 7,92 mm

i dati sono estratti da German Aircraft of the First World War[1]

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L'Albatros D.VII, designazione aziendale L 34, era un caccia monomotore biplano realizzato dalla allora azienda tedesco imperiale Albatros Flugzeugwerke GmbH negli anni dieci del XX secolo e rimasto allo stadio di prototipo.

Basato sull'esperienza acquisita nello sviluppo dei precedenti pari ruolo realizzati dall'azienda, ne riproponeva l'impostazione generale con la fusoliera ricoperta da compensato abbinandola ad un nuovo motore V8, tuttavia le prestazioni espresse non vennero ritenute sufficienti per giustificarne l'avvio alla produzione in serie.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento del caccia L 28 (D.VI) l'Albatros Flugzeugwerke, verso il termine della prima guerra mondiale, avviò lo sviluppo un modello, identificato dall'azienda come L 34 ed in base al sistema di designazione Idflieg D.VII). Il velivolo riproponeva la classica impostazione dei precedenti modelli Albatros D.III e D.V con una variazione nelle dimensioni della fusoliera, più corta dei due modelli citati.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il D.VII era un biplano totalmente ligneo se si escludono gli alettoni, la deriva e gli equilibratori rivestiti in tela. Il pilota sedeva in un abitacolo aperto sotto l'ala superiore. Il carrello era fisso, con il pattino in coda tipico degli aerei della Grande Guerra.

L'armamento del D.VII era lo standard dei caccia tedeschi del periodo, la motorizzazione invece era insolita. Il D.VII montava un motore Benz Bz.IIIb dotato di 8 cilindri a V. Grazie all'installazione di questo nuovo motore il muso diventava più corto, mentre i blocchi dei cilindri si trovavano disposti sui lati.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i primi test ci si accorse subito però che il nuovo motore era totalmente inaffidabile, quindi il progetto venne accantonato e il prototipo demolito.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, Londra, Putnam, 1962, ISBN 0-93385-271-1.
  • (EN) William Green, Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters, Londra, Salamander Books, 1994, ISBN 1-85833-777-1.
  • (EN) Peter M. Grosz, Windsock Datafile Specials - Albatros Experimentals- Forgotten Fighters 1, Berkhamsted, Albatros Productions Ltd., 1992, ISBN 0-948414-45-6.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]